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Master iDTV 2007-2008 Area Diritto dellInformazione.

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Presentazione sul tema: "Master iDTV 2007-2008 Area Diritto dellInformazione."— Transcript della presentazione:

1 Master iDTV 2007-2008 Area Diritto dellInformazione

2 Programma 1.Le norme in materia di televisione digitale nel contesto della disciplina generale di settore a)radiotelevisione: excursus storico e regime giuridico b)telecomunicazioni: excursus storico e regime giuridico c)convergenza tecnologica: aspetti legali 2.lesercizio dei diritti sui contenuti a)il diritto dautore nelle norme nazionali ed europee; b)lesercizio dei diritti (Digital Right Management); c)gli aspetti contrattuali (contratti e licenze); 3.lesercizio del diritto di informazione: libertà di espressione e altri diritti a)tutela della reputazione; b)tutela della privacy c)contenuti razzisti e pornografici 4.linformazione pubblica: trasparenza e partecipazione a)regime di pubblicità e diritto di accesso alle informazioni pubbliche; b)disponibilità delle informazioni, partecipazione ai procedimenti amministrativi e strumenti di democrazia.

3 Lattività di radiodiffusione nel contesto europeo Il monopolio pubblico. Lo stato è da subito diretto gestore del mezzo televisivo –Tra le due guerre si introducono forme di monopolio pubblico: la gestione è affidata o ad un ente pubblico o ad un soggetto privato a prevalente capitale pubblico La riforma del monopolio pubblico –Nel dopoguerra, si riconduce lattività radiotelevisiva alla libertà di manifestazione del pensiero per affermare che le esigenze di pluralismo, non soddisfatte dalla limitatezza del mezzo tecnico, possono essere garantite attraverso lattribuzione allo Stato della gestione del mezzo. Il sistema misto pubblico-privato –A partire dagli anni 80, processi di liberalizzazione che tengono conto dellevoluzione tecnologica che supera la limitatezza del mezzo della pressione esercitata dal mondo imprenditoriale delle esigenze di equilibrio del sistema dellinformazione

4 La radiofonia durante il periodo fascista Riserva allo Stato dellattività radiofonica Concessione in esclusiva allURI, (Unione Radiofonica Italiana) poi EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) Comitato superiore di vigilanza presso il Ministero delle Comunicazioni Presenza nel consiglio di amministrazione di EIAR di membri di nomina governativa; Assenso del governo per le nomine degli organi di vertice di EIAR Controllo del governo sul bilancio di EIAR Approvazione del governo del piano annuale delle trasmissioni

5 Le norme costituzionali in materia Articolo 21 Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni e censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dellAutorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per lindicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dellAutorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia allAutorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro sintende revocato e privo dogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. Articolo 15 La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dellAutorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.

6 Il primo dopoguerra La concessione alla RAI (Radio Audizioni Italia) nel 1952 –La maggioranza assoluta delle azioni di proprietà pubblica (IRI) –Autorizzazione ministeriale per la compartecipazione in altre società; –Membri di nomina governativa allinterno del cda –Autorizzazione ministeriale del piano triennale dei programmi –Finanziamento attraverso il canone e gli introiti pubblicitari (tetto del 5% delle ore di trasmissione televisiva)

7 Dubbi di legittimità costituzionale del monopolio pubblico Corte Costituzionale Sentenza 59/1960 La riserva dello stato è legittima perché: –Risorsa (bande di frequenza) oggettivamente limitata –Dovevano essere evitate forme di monopolio oligopolio privato –Il regime pubblicistico è ad oggi quello che meglio assolve allesigenza di garantire il pluralismo (art. 43 Costituzione)

8 Costituzione art. 43 A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti, determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale

9 Le sentenze della Corte Costituzionale n. 225 e n. 226 del 1974 E costituzionalmente illegittima –la riserva allo stato dellattività di ritrasmissione di programmi di emittenti estere Vengono utilizzate altre bande di frequenza –la riserva allo stato dellattività di trasmissione via cavo a livello locale Utilizzazione teoricamente illimitata del mezzo anche in considerazione dei bassi costi di gestione, quanto meno a livello locale Si sollecita lintervento del legislatore

10 La legge di riforma 103/75 Riserva allo stato eccetto per –Gestione degli impianti ripetitori di programmi stranieri (apposita autorizzazione) Installazione e esercizio di impianti di diffusione via cavo a livello locale (apposita autorizzazione) Ruolo del Parlamento –Commissione bicamerale per i servizi radiotelevisivi Ruolo delle Regioni –Comitati regionali per il servizio radiotelevisivo Diritto di accesso –I partiti politici, le organizzazioni associative, le confessioni religiose, i gruppi etnici hanno diritto di accedere alle trasmissioni televisive Sistema di finanziamento basato su canone e introito pubblicitario. –La pubblicità non può avere durata superiore al 5% della durata complessiva delle trasmissioni –Lintroito pubblicitario non può superare una certa soglia fissata di anno in anno

11 La sentenza della Corte Costituzionale n. 202 del 1976 Illegittimità parziale della riserva di stato per quanto riguarda le trasmissioni televisive via etere a livello locale La disponibilità di frequenze a livello locale è tale da scongiurare il rischio di monopoli o oligopoli

12 La sentenza della Corte Costituzionale n. 148 del 1981 Il venir meno delle motivazioni di ordine tecnico impedisce il sussistere della riserva di stato anche per le trasmissioni via etere a livello nazionale Si sollecita una normativa che contrasti fenomeni concentrazionistici

13 La legge transitoria 10/85 Sono provvisoriamente consentiti per ogni singola emittente, ponti radio tra i propri studi di emissione, i rispettivi trasmettitori e tra gli stessi ed i ripetitori con le caratteristiche tecniche in atto. E consentita la trasmissione ad opera di più emittenti dello stesso programma preregistrato, indipendentemente dagli orari prescelti.

14 La direttiva comunitaria 1989/552/CE sulla pubblicità televisiva Contenuto del messaggio –Divieto di messaggi pubblicitari che offendano la dignità umana, discriminatori, che rechino pregiudizio alla salute … Modalità di trasmissione –Divieto di pubblicità subliminale –Messaggi tra le trasmissioni e non nel corso Affollamento pubblicitario –18% del tempo di trasmissione quotidiana Sponsorizzazioni –Riconoscibilità –Divieto di condizionamento da parte dello sponsor

15 La nuova disciplina del sistema radiotelevisivo Legge 223/90 Sistema misto pubblico e privato Lattività di diffusione di programmi radiofonici e televisivi è unattività di preminente interesse generale, anche se svolta da soggetti privati Regime concessorio –Ripartizione delle frequenze affidato al Ministro delle Comunicazioni sentita lAutorità per le comunicazioni (a partire dalla riforma del 1997) –Piano di assegnazione definito dallAutorità Le concessioni sono rilasciate sulla base di criteri economici, tecnici e sulla qualità della programmazione

16 Obblighi dei concessionari Gestione di impresa –Iscrizione al ROC –Comunicazione dei trasferimenti di proprietà –Garantire pari opportunità nei rapporti di lavoro –Trasmettere lo stesso programma in tutta larea geografica per cui è rilasciata la concessione –Rispettare il diritto di rettifica –Rispettare i limiti previsti a tutela delle opere cinematografiche Contenuto dei programmi –Non trasmettere programmi subliminali –Non nuocere allo sviluppo psichico e morale dei minori –Non trasmettere messaggi pubblicitari vietati –Trasmettere messaggi di utilità sociale –Rispettare il tetto massimo di introiti pubblicitari –Rispettare un livello minimo di ore di trasmissione –Riservare una parte di programmazione ai programmi di informazione

17 Normativa antitrust 1.Rapporti tra emittenti 1.Distingue tra nazionali e locali 2.Impedisce la titolarità contemporaneamente di concessione nazionale e locale 2.Rapporti tra emittenti e stampa 1.Divieto di superare il 20% delle risorse complessive dei due settori 2.Divieto di concessione televisiva nazionale se titolare di tiratura superiore al 16% 3.1 concessione se tiratura superiore all8% 4.2 concessioni se tiratura inferiore all8% 3.Rapporti tra emittenti e concessionarie di pubblicità 1.Se la concessionaria è controllata o collegata da imprese televisive, essa non può raccogliere pubblicità per più di tre reti

18 La sentenza della Corte Costituzionale n. 420/94 Dichiara illegittimo lart. 15 comma 4 della legge 223/90 Le concessioni in ambito nazionale riguardanti sia la radiodiffusione televisiva che sonora, rilasciate complessivamente ad un medesimo soggetto, a soggetti controllati da o collegati a soggetti i quali a loro volta controllino altri titolari di concessioni, non possono superare il 25 per cento del numero di reti nazionali previste dal piano di assegnazione e comunque il numero di tre Perché non idoneo a garantire il pluralismo informativo che comporta lobbligo del legislatore di creare le condizioni per laccesso al mercato dellinformazione del maggiore numero possibile di voci

19 Nuovi interventi normativi Nuova disciplina degli indici di affollamento pubblicitario 1996 Nuova disciplina delle modalità di trasmissione dei messaggi pubblicitari 1998 Nuova direttiva CE in materia di pubblicità televisiva 1997 Nuova disciplina delle sponsorizzazioni 1992

20 La disciplina della radiotelevisione via cavo e via satellite Via cavo (d.lgs 73/91) –Installazione e gestione degli impianti riservata allo Stato che esercita attraverso soggetti privati in regime di concessione –Distribuzione dei programmi attribuita a soggetti privati in regime di autorizzazione Via satellite (legge 249/97) –Regime di autorizzazione per la diffusione via satellite compresa quella codificata Per entrambi normativa antitrust –I soggetti autorizzati non possono raccogliere proventi superiori al 30% del totale delle risorse del settore considerato –Ai soggetti autorizzati alla diffusione via satellite si estende il limite del 20% previsto per stampa e televisione

21 Il digitale terrestre Infrastruttura che consente di trasformare i segnali televisivi analogici in segnali digitali compressi e di inviare i medesimi ad una rete via cavo, satellitare o terrestre. Tecnica in grado, in via di principio, di risolvere il nodo centrale del sistema radiotelevisivo, cioè la scarsezza delle frequenze

22 La disciplina della radiotelevisione in tecnica digitale su frequenze terrestri (legge 66/01) Avvio della sperimentazione della tecnica digitale Approvazione da parte dellAutorità del piano di assegnazione delle frequenze per la radiotelevisione in tecnica digitale Sulla base del piano, autorizzazione del Ministero alla sperimentazione Due soggetti coinvolti: operatore di rete e il fornitore di contenuti che sostituiscono loperatore integrato (titolare di rete e fornitore di contenuti) Modalità del passaggio dalle attuali concessioni alla licenza per gli operatori e allautorizzazione per i fornitori di contenuti

23 Telecomunicazioni Excursus storico 1925 Il territorio nazionale fu suddiviso in cinque zone date in concessione alle società telefoniche Stipel (che controllava la Sip), Telve, Timo, Teti e Set, vincitrici della gara d'appalto indetta nel 1923 dal governo Mussolini. La concessione dava il diritto di prendere possesso degli impianti presenti nelle zone attribuite, obbligando le società ad assorbire i 63 concessionari preesistenti. 1928 la Sip portò sotto il proprio controllo le concessionarie Timo e Telve. 1933 In seguito alla crisi economica, la Sip elettrica fu rilevata dall'Iri (Istituto per la ricostruzione industriale) che nel 1933 attuò la scorporazione delle società telefoniche (Stipel, Telve e Timo) dal gruppo Sip elettrico e fondò la Stet, la società finanziaria di settore, con lo scopo di controllare la gestione delle tre concessionarie telefoniche. La Stet, dopo aver acquisito il controllo anche delle altre due concessionarie (Teti e Set), coordinò e diresse dal 1958 al 1964 l'intero settore telefonico. 1964 nacque la nuova Sip - Società per l'esercizio telefonico, attraverso la fusione per incorporazione delle cinque concessionarie nella Sip elettrica. 1985, sulla base della nuova convenzione siglata con lo Stato l'anno precedente, che portò al riassetto del sistema delle telecomunicazioni in Italia, la Sip cambiò la sua ragione sociale in Società italiana per l'esercizio delle telecomunicazioni. 1994, in seguito all'approvazione da parte del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni del piano di riassetto delle telecomunicazioni stabilito dall'Iri, la Sip e le altre società del gruppo Iri- Stet (Italcable, Telespazio, Sirm e Iritel) vennero fuse in un unico gestore denominato Telecom Italia.

24 Excursus normativo Codice postale 1973 –Esclusiva riserva allo Stato dei servizi di telecomunicazione (realizzazione e gestione delle infrastrutture ed erogazione dei servizi) Riforma del settore delle telecomunicazioni 1992 –Separazione delle funzioni di controllo da quelle di gestione del servizio –Concentrazione in un unico gestore di tutti i servizi di telecomunicazione Adeguamento delle regole imposte dalla Comunità Europea (d.lgs. 55/93, d.lgs.103/95, legge 249/97 –Apertura del mercato –Trasparenza e obbligo di interconnessione –Servizio Universale –Autorità per le garanzie nelle comunicazioni –Regole antitrust

25 Apertura del mercato Libertà di accesso al mercato; Regime di –autorizzazioni generali : denuncia di attività e silenzio assenso – licenze individuali : autorizzazione esplicita

26 Trasparenza e obbligo di interconnessione Trasparenza: tenere separata la contabilità delle attività riguardanti linstallazione e lesercizio delle reti e quella riguardante la fornitura di servizi Obbligo di interconnessione: obbligo di coloro che sono in possesso delle infrastrutture di rete di consentirne lutilizzo da parte dei nuovi operatori

27 Servizio universale Insieme minimo di servizi di determinata qualità disponibile a tutti gli utenti a prescindere dalla loro ubicazione geografica ad un prezzo accessibile –Telefonia vocale –Elenco degli abbonati –Servizi di informazione abbonati –Apparecchi telefonici pubblici –Servizi di pubblica sicurezza, soccorso pubblico etc. Meccanismo di ripartizione dei costi tra operatori

28 Servizio universale Costituisce la contropartita alla liberalizzazione del mercato. Quanto veniva garantito nei regimi monopolistici (in particolare dallobbligo del monopolista di fornire il servizio a tutti coloro che lo richiedessero) viene assicurato in un sistema concorrenziale dal servizio universale. Ciò pone però il problema di definizione dei servizi rientranti nella categoria e della qualità minima garantita

29 Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Eredita le competenze proprie del Garante per la radiodiffusione e leditoria e ne assume altre specifiche in materia di telecomunicazioni Le sono attribuiti –Poteri consultivi e di proposta –Poteri di regolazione e di controllo –Poteri paragiurisdizionali e sanzionatori I poteri sono esercitati –A garanzia degli utenti –A garanzia degli operatori

30 Garanzie per gli utenti Lo sviluppo del sistema delle comunicazioni non può avvenire a danno dei cittadini, che, per primi, devono poter beneficiare delle accresciute possibilità offerte dalla concorrenza. LAgcom vigila affinché i diritti degli utenti siano pienamente garantiti. Nel settore delle telecomunicazioni, in particolare, a una maggiore quantità di proposte immesse sul mercato non deve corrispondere una peggiore qualità dei servizi: lAutorità verifica pertanto le modalità di distribuzione dei prodotti e la trasparenza delle comunicazioni rivolte al pubblico e può direttamente intervenire nelle controversie insorte tra cittadini e operatori. Compito dellAutorità è, però, soprattutto, quello di assicurare la prestazione dei servizi essenziali a tutti gli utenti. In materia di servizio universale, lAgcom definisce ogni anno la contribuzione allapposito fondo di tutti gli operatori che vi sono obbligati; a tutela delle fasce più deboli della popolazione ha già disposto, in concorso con la Presidenza del Consiglio e con lInps, alcune agevolazioni sul canone di abbonamento alla telefonia fissa. Nel settore dellaudiovisivo la garanzia degli utenti si traduce essenzialmente nella salvaguardia del pluralismo informativo: lAutorità ha elaborato un complesso sistema di monitoraggio che, con lausilio di esperti e centri specializzati nella rilevazione dei dati, consente un controllo, 24 ore su 24, di tutte le trasmissioni televisive nazionali e un tempestivo intervento nel caso di violazioni delle norme di legge in materia di pubblicità, obblighi di programmazione, pluralismo politico e sociale, tutela dei minori. In materia di pubblicità e di par condicio elettorale, lAutorità ha provveduto a emanare i regolamenti attuativi delle disposizioni di legge. La disciplina della pubblicità messa a punto dallAgcom realizza un giusto equilibrio fra le esigenze degli operatori e quelle degli utenti e ha recepito, interpretandole, alcune disposizioni normative – quali quelle relative ai programmi destinati ai minori – spesso applicate in modo discrezionale dalle emittenti. Le violazioni sono punite con sanzioni pecuniarie comminate dallAutorità. In tema di par condicio, lintervento dellAgcom, non è limitato soltanto al periodo di campagna elettorale, e si rivolge tanto alle emittenti pubbliche quanto a quelle private

31 Garanzie per gli operatori Uno dei cardini dellattività dellAgcom è la promozione e la tutela della concorrenza nei mercati delle comunicazioni. Lintervento regolamentare dellAutorità è stato molto intenso nel settore delle telecomunicazioni, dove più forte era la tradizione di monopolio. Lapertura della rete delloperatore dominante, con la disciplina dellinterconnessione e dellaccesso, ha spianato la strada della liberalizzazione, mentre le manovre di riequilibrio tariffario, nella telefonia fissa e nelle comunicazioni fisso-mobile, hanno corretto le principali distorsioni presenti sul mercato. Lapprovazione del piano di numerazione ha contribuito a razionalizzare luso di risorse indispensabili per lo sviluppo dei servizi di telecomunicazioni; lintroduzione della selezione di operatore (per scegliere il gestore attraverso un apposito codice), della preselezione di operatore (con il codice impostato in automatico), dellaccesso disaggregato alla rete locale (il cosiddetto ultimo miglio) e della portabilità del numero fisso e mobile, ha permesso e permette a una pluralità di soggetti di competere, in condizioni di parità, nellofferta di servizi agli utenti. Destinato a cedere il passo a una più intensa attività di vigilanza e di risoluzione delle controversie, limpegno dellAgcom nella definizione delle regole ha gettato le basi di una duratura espansione del mercato. Ciò vale anche nel settore dellaudiovisivo, dove lintervento dellAutorità mira a garantire il pluralismo nellofferta e unequa distribuzione delle risorse. Spetta infatti allAutorità lelaborazione e lapprovazione dei Piani nazionali di assegnazione delle frequenze, laccertamento relativo alla costituzione e al mantenimento di posizioni dominanti, la corretta applicazione della disciplina antitrust. In previsione dellavvento del digitale, lAutorità ha già fissato la disciplina delle trasmissioni numeriche terrestri, via cavo e via satellite e ha disposto precise misure deconcentrative nei confronti di Rai e Mediaset per incentivare il passaggio alla nuova tecnologia e aprire spazi alla capacità imprenditoriale di nuovi soggetti. La varietà di operatori presenti sul mercato, è, daltronde, già realtà. Una realtà che sarà fedelmente riportata nel Registro Unico degli Operatori, al quale sono tenuti a iscriversi protagonisti vecchi e nuovi del mondo della comunicazione uniti nella prospettiva della convergenza.

32 Norme antitrust Accanto al numero massimo di concessioni e autorizzazioni rilasciabili,la definizione di posizione dominante poggia sul piano della quote di risorse che i diversi operatori assorbono nei diversi segmenti in cui si articola il mercato della comunicazione (radiofonia, televisivo via etere terrestre, televisione via cavo o via satellite etc.)

33 Evoluzione Coincidenza tra il mezzo e il servizio che il mezzo consente di trasmettere Discipline diverse Convergenza tecnologica che consente lutilizzazione di uno stesso mezzo per diffondere servizi diversi Disciplina univoca

34 La convergenza determina difficoltà di inquadramento costituzionale delle diverse attività comunicative. Art. 15 o art. 21? Quale tutela per pay tv, televisione interattiva, mailing list, newsgroup… Che criterio utilizzare? –Quello tecnico? –Quello soggettivo? Volontà di selezionare nellambito di un pubblico indifferenziato un numero definito di destinatari (in questo caso si rientrerebbe nel concetto di corrispondenza). Per cui pay tv, televisione interattiva, newsgroup, mailing list aperte troverebbero tutela nellart. 21, mentre mailing list chiuse, videoconferenze ristrette nellart. 15

35 Linnovazione tecnologica determina due conseguenze di rilievo: Nuova definizione di servizi di telecomunicazione Tramonto dei monopoli pubblici e apertura ad un mercato concorrenziale

36 Regolamento per lattuazione di direttive comunitarie nel settore delle comunicazioni dpr 318/97 La definizione di servizi di telecomunicazione prescinde dal mezzo trasmissivo trasmissione e instradamento di segnali su reti di telecomunicazione, ivi compreso qualunque servizio interattivo anche se relativo a prodotti audiovisivi, esclusa la diffusione di programmi radiofonici e televisivi

37 Fine dei monopoli Aspetti tecnici: levoluzione della tecnologia consente laccesso ad una pluralità di operatori Aspetti normativi:interventi della Comunità Europea volti ad erodere il regime di monopolio

38 Nuovi interventi della Comunità Europea Le prime direttive avevano lo scopo di creare le condizioni del passaggio dal mercato monopolistico a quello concorrenziale Non erano adeguate a disciplinare levoluzione. Nuove direttive nel 2002

39 Principi generali Viene meno la distinzione tra radiotelevisione e telecomunicazioni (in precedenza la stessa disciplina regolava entrambi i settori in modo distinto) Regole ex post anziché ex ante. Prima venivano fissati obblighi e limiti a priori, ora si prevedono misure correttive solo quando si accertano situazioni contrarie al principio di libertà di concorrenza. Autorità nazionali di regolamentazione: forti interrelazioni tra loro e tra loro e la Commissione europea

40 D.lgs. 259/03 Codice delle comunicazioni elettroniche Rimane la distinzione tra telecomunicazioni e radiotelevisione (per questultima norme speciali) Ribadito il regime fondato su autorizzazioni generali e licenze individuali. Rimangono, però, validi i titoli abilitativi già acquisiti fino alla loro naturale scadenza Ancora forti poteri al Ministero delle comunicazioni

41 Principi generali 1. Il Codice garantisce i diritti inderogabili di libertà delle persone nelluso dei mezzi di comunicazione elettronica, nonché il diritto di iniziativa economica ed il suo esercizio in regime di concorrenza, nel settore delle comunicazioni elettroniche. 2. La fornitura di reti e servizi di comunicazione elettronica, che è di preminente interesse generale, è libera e ad essa si applicano le disposizioni del Codice

42 Obiettivi generali Art. 4 Obiettivi generali della disciplina di reti e servizi di comunicazione elettronica 1. La disciplina delle reti e servizi di comunicazione elettronica è volta a salvaguardare, nel rispetto del principio della libera circolazione delle persone e delle cose, i diritti costituzionalmente garantiti di: a) libertà di comunicazione; b) segretezza delle comunicazioni, anche attraverso il mantenimento dellintegrità e della sicurezza delle reti di comunicazione elettronica; c) libertà di iniziativa economica e suo esercizio in regime di concorrenza, garantendo un accesso al mercato delle reti e servizi di comunicazione elettronica secondo criteri di obiettività, trasparenza, non discriminazione e proporzionalità.

43 La struttura del codice Disposizioni generali Reti e servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico –Autorizzazioni –Accesso e interconnessioni –Servizio universale –Reti e impianti Reti e servizi di comunicazione elettronica ad uso privato –Dichiarazioni –Libero uso

44 Fornitura la pubblico di servizi wireless Autorizzazione generale alle seguenti condizioni: –l'utilizzazione di apparecchiature conformi –la sicurezza della rete contro l'accesso non autorizzato, il mantenimento dell'integrit à della rete, l'interoperabilit à dei servizi, la protezione dei dati ed in particolare le prestazioni ai fini di giustizia sin dall'inizio dell'attivit à ; –il rispetto della normativa vigente in materia di tutela della salute pubblica e dell'ambiente, ivi incluso il rispetto dei tetti previsti per le emissioni elettromagnetiche; – l'assenza di interferenze dannose –la pubblicizzazione delle condizioni di offerta del servizio; –l'istituzione di una procedura per la trattazione dei reclami; –il pagamento dei contributi, ove previsti; –la fornitura di fatture dettagliate e documentate, ove applicabile in funzione della tipologia del servizio offerto; –l'adozione di opportuni codici di abilitazione e identificazione per identificare univocamente l'abbonato e verificarne l'abilitazione all'accesso alla rete tramite l'access point; –il rispetto delle disposizioni vigenti in materia di pubblica sicurezza;

45 Libero uso Sono di libero uso le apparecchiature che impiegano frequenze di tipo collettivo, senza alcuna protezione, per collegamenti a brevissima distanza con apparati a corto raggio tra le quali rientrano in particolare: a ) reti locali a tecnologia DECT o UMTS nell ambito del fondo b ) reti locali di tipo radiolan e hiperlan nell ambito del fondo c ) sistemi per applicazioni in campo ferroviario; d ) sistemi per rilievo di movimenti e sistemi di allarme; e ) allarmi generici ed allarmi a fini sociali; f ) telecomandi dilettantistici; g ) applicazioni induttive; h ) radiomicrofoni a banda stretta e radiomicrofoni non professionali; i ) ausilii per handicappati; j ) applicazioni medicali di debolissima potenza; k ) applicazioni audio senza fili; l ) apriporta; m ) radiogiocattoli; n ) apparati per l'individuazione di vittime da valanga ( … )

46 Il testo Unico della radiotelevisione d.lgs. 177/05 Principi generali –Garanzia della libertà e del pluralismo dei mezzi di comunicazione, tutela della libertà di espressione, obiettività, completezza, lealtà e imparzialità, apertura alle diverse tendenze politiche, sociali, culturali e religiose, salvaguardia delle diversità etniche e del patrimonio artistico, culturale, ambientale, tutela del benessere, della salute Competenze dei soggetti pubblici –Ministero delle Comunicazioni –Autorità per le garanzie nelle comunicazioni –Regioni Operatore di rete –Autorizzazioni generali (12 anni<durata<20 anni) –Obblighi: parità di trattamento ai fornitori di contenuti, Fornitore di contenuti su frequenze terrestri –Autorizzazioni generali Fornitore di contenuti via satellite e via cavo –Autorizzazioni generali

47 Radiodiffusione in tecnica analogica e digitale –Coesistenza tra analogico e digitale nella fase di sperimentazione Servizi interattivi o a accesso condizionato (pay per view) –Autorizzazioni generali Norme a tutela dellutente –Diritto di rettifica: chi si ritenga leso nei suoi interessi morali o materiali da trasmissioni contrarie alla verità chiede che sia trasmessa la rettifica che deve essere diffusa entro 48 ore. Se si ritiene che non ve ne siano i presupposti, si sottopone la questione allAutorità che decide. In caso positivo, la rettifica va trasmessa entro 24 ore dal provvedimento. –Tutela dei minori: divieto di trasmettere film vietati ai minori di 18 anni; proiezione dei film vietati ai minori di 14 solo dopo le 10.30 fino alle 7.00; tutela nella fascia oraria tra le 16.00 e le 19.00; attenzione nei programmi calcistici; divieto di impiego nella pubblicità di minori di 14 anni. –Pubblicità: disciplina delle interruzioni; divieto di pubblicità di medicinali disponibili su ricetta medica, di tabacco; disciplina della pubblicità di bevande alcoliche; limiti dellaffollamento (per la concessionaria di servizio pubblico <4% dellorario settimanale di programmazione e < 12% per ogni ora; per i soggetti autorizzati <15% dellorario giornaliero e <18% per ogni ora); disposizioni su sponsorizzazioni e televendite

48 Antitrust nel sistema integrato di comunicazione (il sistema economico che comprende stampa quotidiana e periodica, editoria elettronica anche via internet, radiotelevisione, cinema, pubblicità esterna, iniziative di comunicazione di prodotti e servizi, sponsorizzazioni) –Obbligo di notificazione allautorità –Verifica della posizione dominante Il fornitore di contenuti non può diffondere > 20% dei programmi televisivi su frequenze terrestri I soggetti iscritti al ROC non possono conseguire ricavi > 20% del ricavo complessivo del sistema integrato I rapporti con la concessionaria di pubblico servizio –Sono disciplinate gli obblighi della concessionaria (RAI)


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