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L'ora dell'Euro Classe quarta.

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Presentazione sul tema: "L'ora dell'Euro Classe quarta."— Transcript della presentazione:

1 L'ora dell'Euro Classe quarta

2 Progetto Euro I paesi dell’euro Collocazione geografica
Dal baratto alla moneta I paesi dell’euro La moneta di Orbetello durante lo Stato dei Presidi Perché l’Euro

3 i dodici Paesi dell'Euro
Lussemburgo Paesi Bassi Finlandia Irlanda Germania Belgio Austria Portogallo Spagna Italia Grecia Francia

4 L'Italia L’attuale moneta dell’Italia è la lira.

5 Storia della lira La lira era usata nel regno d’Italia fin dal Divenne moneta ufficiale italiana dal 1862. Il suo nome deriva da “libbra”. La libbra d’argento era la moneta usata da Carlo Magno.

6 Lire dei primi anni del '900

7 Il Portogallo La moneta del Portogallo è lo Scudo portoghese

8 Scudo portoghese

9 La Spagna La moneta della Spagna è la Peseta

10 Peseta

11 La Francia La moneta della Francia è il Franco francese

12 Franco francese

13 L'Irlanda La moneta dell’Irlanda è la Sterlina irlandese

14 Sterlina irlandese

15 Il Belgio La moneta del Belgio è il Franco belga

16 Franco belga

17 I Paesi Bassi La moneta dei Paesi Bassi è il Fiorino olandese

18 Fiorino olandese

19 Il Lussemburgo La moneta del Lussemburgo è il Franco lussemburghese

20 Franco lussemburghese

21 La Germania La moneta della Germania è il Marco tedesco

22 Marco tedesco

23 L'Austria La moneta dell’Austria è lo Scellino austriaco

24 Scellino austriaco

25 La Finlandia La moneta della Finlandia è il Marco finlandese

26 Marco finlandese

27 La Grecia La moneta della Grecia è la Dracma

28 Dracma

29 Sperimentiamo la necessità
dell'Euro Ci siamo divisi in quattro gruppi e ogni gruppo rappresentava uno stato europeo

30 Ogni gruppo “fabbrica”
prodotti tipici del luogo

31 La merce viene esposta

32 Si cambiano i soldi e si acquista la merce degli altri.
E’ piuttosto difficile. Conclusione...

33 E' meglio una moneta unica
L’euro E’ più facile e più veloce scambiare merci, perché non si devono fare tanti cambi è più facile confrontare i prezzi nei vari Paesi è più facile viaggiare

34 Storia della moneta Il baratto La merce moneta
La coniazione delle prime monete La moneta romana, la prima moneta che valeva in molti paesi La moneta di Orbetello, quando era la capitale dello Stato dei Presidi

35 Il baratto Il baratto è la prima forma di scambio di merci.
L’uomo usciva dal proprio villaggio spingendosi verso nuove terre. Gli venivano offerti prodotti conosciuti e sconosciuti, che cambiava con oggetti che aveva portato con sé.

36 Il mercato Si creavano così dei luoghi chiamati mercati, in cui venivano riuniti tutti gli oggetti necessari alla vita quotidiana e le cose nuove che potevano essere utili o piacevoli. Questi primi mercati, poco a poco, hanno dato vita a mercati sempre più grandi e importanti.

37 La merce moneta In seguito l’uomo inventò la merce moneta (conchiglie, punte di lancia, pezzi di metallo che potevano essere di volta in volta divisi e pesati, pezzetti d’oro…). Stava nascendo la moneta Sperimentiamo la merce moneta

38 Nasce la moneta Con la moneta nacque veramente anche il commercio: gli uomini vendevano un prodotto ricevendo in cambio un oggetto che sarebbe servito solamente ad acquistare, nel momento opportuno, un’altra cosa. I primi ad usare le monete furono i Fenici, ma le prime monete furono coniate in Lidia. Portavano inciso un leone. I Greci usavano monete chiamate Civette (la civetta era l’uccello sacro ad Atena).

39 Un giorno qualcuno pensò di stampare questi pezzi di metallo con un marchio che ne garantisse con sicurezza la qualità e il valore senza doverli pesare ogni volta. Accadde probabilmente in Lidia, sulle coste dell’attuale Turchia: questo procedimento si chiamò coniazione. In Lidia nel VII sec. A.C. furono coniati gli stateri, realizzati da prima in elettro, una miscela naturale d’oro e d’argento, poi in metallo puro, oro o argento. La coniazione avveniva in questa maniera: un tondello di metallo veniva tagliato, posto fra 2 coni di ferro o di bronzo con l’incisione del marchio da imprimere sulle monete e quindi battuto.

40 Che cosa si intende per moneta?
La moneta è un pezzo di metallo con marchi e scritte che garantiscono il suo valore; è coniato, cioè stampato con il conio, un pezzo di acciaio che porta inciso il disegno da stampare sulla moneta

41 Le monete dei Fenici All’inizio le monete erano irregolari dischi d’oro e d’argento che recavano una immagine simbolo della città che le dava in pagamento. Il siclo, che all’origine era un semplice pezzo d’oro diventò poi una moneta. Sicli con l’immagine di un gufo e di un delfino con il murice

42 La civetta I Greci antichi usavano anche la dracma.
Le monete greche erano accettate in pagamento in tutto il Mediterraneo: furono le prime ad avere una grande diffusione. Ma la moneta più diffusa fu la moneta romana

43 La moneta romana Gli imperatori romani imprimevano sulle monete la loro immagine. A Roma c’era la zecca vicino al tempio di Giunone Moneta. Qui fu coniato il denarius, moneta d’argento accettata per oltre duecento anni anche al di fuori dell’impero romano. In un certo senso era l’antenato dell’Euro, perché valeva in tanti paesi.

44 Una moneta per un piccolo stato
Orbetello e Lo Stato dei Presidi Una moneta per un piccolo stato

45 dello Stato dei Presidi
La moneta di Orbetello quando faceva parte dello Stato dei Presidi Il Quattrino: immagine tratta dalla prima rivista di numismatica

46 Il Quattrino In Orbetello, durante la dominazione spagnola, c’erano monete napoletane, spagnole e romane. Così tante monete mettevano in difficoltà le persone, ma probabilmente non fu questo il motivo per cui fu coniato il quattrino. C’è chi dice che questa moneta sia stata un regale dono del re Ferdinando IV agli orbetellani, per premiarli della loro fedeltà durante le guerre contro i Francesi. Questa tesi è avvalorata dal fatto che il Quattrino era una moneta di scarso valore. Le emissioni furono tre: nel 1783, nel 1791 e nel 1798. Le monete, di rame, furono coniate nella Zecca di Napoli ed avevano un valore di 4, 2 ed 1 quattrino.

47 Il primo numero della rivista di numismatica fu stampato ad Orbetello nel mese di gennaio del 1904 a cura dell’orbetellano Furio Lenzi.


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