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LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali Antonio Golini Convegno Istat su La presenza.

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Presentazione sul tema: "LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali Antonio Golini Convegno Istat su La presenza."— Transcript della presentazione:

1 LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali Antonio Golini Convegno Istat su La presenza straniera in Italia Roma, dicembre 2005

2 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Migrazioni nette: Europa occidentale, Giappone e altre aree dellOccidente, (in migliaia) a) ; b) escluso ; c) Include Belgio, Olanda, Norvegia, Svezia e Svizzera. Fonte: Maddison, 2001 Prima e seconda globalizzazione migratoria: Europa e nuovi mondi

3 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre LItalia tuttora crocevia di migrazioni internazionali Italiani residenti allestero in migliaia, al 10 luglio 2005 Europa2.042 Africa 47 Asia 27 America s. e c. 453 America m. 871 Oceania 134 Antartide e n.d. 20 Totale3.595 Fonte: Ministero Interno, 2005 Stranieri residenti in Italia in migliaia, al 1° gennaio 2005 Europa1.122 Africa 642 Asia 405 America s. 17 America c. e m. 214 Oceania 2 Antartide e n.d. 1 Totale2.402 Fonte: Istat, 2005

4 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Frontiere aperte o frontiere chiuse? Il punto di vista dei popoli e dei paesi poveri Quale concreta speranza di sopravvivenza, o di promozione sociale o professionale hanno, se non lemigrazione? emigrazione interna: specie verso le enormi megalopoli emigrazione allestero Interazione e concorrenza fra i due tipi di emigrazione

5 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Tenendo conto degli squilibri demografici ed economici esistenti ci si deve chiedere non come mai emigrino dal sud del mondo, ma come mai emigrino in così pochi

6 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Total population (absolute values, in millions, and index numbers, 1950=100) in Northern America, Europe, China, India, Latin America and the Caribbean, and Africa, and prospects up to 2050 (medium variant) Source: UN, World Population Prospects. The 2002 Revision, New York, 2003 Absolute valuesIndex numbers

7 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Popolazione economicamente attiva al 1990, al 2000 e stimata al Varie aree e paesi del mondo Area o paesePopolazione attiva (milioni)Incremento assolutoIncremento percentuale Mondo intero ,115,6 Paesi sviluppati ,82,7 Paesi in via di sviluppo ,519,0 Europa (totale) ,90,0 Nord America ,310,5 Africa ,928,9 America Latina e Carabi ,721,5 Asia ,716,1 Francia24,726,827,32,10,58,51,9 Italia24,425,424,51,0-0,94,1-3,5 Egitto19,625,834,16,28,331,632,1 Turchia24,331,237,46,96,228,419,9 Nigeria34,045,159,611,114,532,632,2 Cina ,78,1 India ,121,0 Fonte dei dati di base: http//laborsta.ilo.org/

8 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Prodotto interno lordo (PIL) pro-capite a parità di potere dacquisto (PPA), in dollari internazionali del 1990, in alcuni paesi, e PaeseVariazione assoluta media annua del PIL pro-capite Moltiplicatore del PIL pro-capite PIL pro- capite PPA allinizio del periodo PIL pro- capite PPA alla fine del periodo Differenza rispetto agli Usa allinizio del periodo Differenza rispetto agli Usa alla fine del periodo Nigeria101, India232, Egitto292, Cina567, Italia2975, Usa3702, Nigeria-60, Egitto331, India651, Cina1681, Italia1741, Usa6301, Fonte: elaborazione propria su dati Maddison 2001

9 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre La domanda del perché emigrino in così pochi è più che mai valida tenendo anche conto: del poderoso, facile e immediato richiamo delle comunità già immigrate che formano catene migratorie straordinariamente più efficienti che nel passato; della economicità, diffusione, frequenza, rapidità dei trasporti; dellalleanza che si crea per favorire lemigrazione, alleanza che è fortissima per quella clandestina

10 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Limmigrazione clandestina infatti contemporaneamente soddisfa le esigenze esplicite o implicite di 5 soggetti: 1.soggetto che ha necessità di emigrare, nonostante gli altissimi prezzi da pagare, compreso quello di poter perdere la vita; 2.famiglia del potenziale emigrante; 3.paese di origine del migrante che ha necessità di scaricare il surplus di manodopera (più che mai se è paese di transito) e di acquisire le sue rimesse; 4.datore di lavoro – tanto le aziende, quanto le famiglie - nel paese di destinazione, che vuole possibilmente a basso prezzo manodopera quando ne ha bisogno e non quando la burocrazia glielo consente; 5.trafficante di essere umani disposto a grossi rischi pur di lucrare assai ingenti somme di denaro. Ecco perché è assai difficilmente controllabile e contrastabile, specie in presenza di frontiere marittime. Per di più non si può frenare o controllare del tutto larrivo di clandestini da altri paesi Schengen.

11 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre E inoltre limmigrazione irregolare è assai difficile da frenare perché: 1.non si può tenere sotto perfetto controllo chi si trova sul territorio e gli è scaduto; 2.non si può frenare o controllare del tutto la concessione dei visti per turismo, studio, salute; 3.non si può frenare o controllare del tutto larrivo di irregolari da altri paesi Schengen; 4.non si può frenare o controllare del tutto la politica di concessione dei visti da parte degli altri paesi Schengen;

12 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Comunque il bilancio che il potenziale migrante fa dei costi e delle difficoltà – fisiche, umane, monetarie, psicologiche, affettive, amministrative - da superare per tentare lavventura migratoria è così pesantemente negativo che pochi hanno o trovano linsieme delle risorse necessarie per partire. Ecco perché emigrano in così pochi.

13 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Frontiere aperte o frontiere chiuse? Il punto di vista dei popoli e dei paesi ricchi Ci sono almeno 3 tipi di ragioni perché i paesi ricchi, in particolare quelli europei, tengano aperte le frontiere per accogliere immigrati: di convenienza, per soddisfare le proprie esigenze economiche e demografiche; di necessità, impossibilità di frenare lafflusso; meglio avere regolari che clandestini; etiche, perché lEuropa avrebbe lopportunità di restituire le grandi opportunità storiche che ha avuto o ha preso nel passato (ragioni deboli perché la memoria collettiva tende facilmente a scolorirsi)

14 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Si sa bene che uno dei problemi chiave per i paesi di destinazione è la difficile, piena e completa accettazione degli immigrati e la fruttuosa convivenza con essi. A proposito delle quali cè da tenere presente che soltanto il pieno inserimento degli immigrati nel contesto nazionale e locale, per quel che riguarda il lavoro, la casa, listruzione, il ricongiungimento familiare, la possibilità di mobilità ascendente, sociale e professionale per se stessi e per i propri figli, può evitare la frustrazione e la emarginazione degli immigrati stessi o, ancora peggio, il fallimento del progetto migratorio, lautolesionismo, laggressività e la devianza sociale. E daltra parte il pieno e positivo inserimento favorisce nellimmigrato il senso di appartenenza e/o condivisione che è alla base di una convivenza più felice e fruttuosa.

15 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre

16 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Nonostante vari aspetti problematici, alla domanda frontiere aperte? è possibile dare una risposta positiva, accettabile da tutti Nei paesi di origine positiva entro certi limiti, secondo il punto di vista delleconomia, della demografia e della società positiva pienamente secondo il punto di vista delle persone e delle famiglie Nei paesi di destinazione positiva moderatamente, secondo il punto di vista delleconomia, della demografia e della società positiva parzialmente, secondo il punto di vista delle persone e delle famiglie

17 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre More developed Regions (Percentage) 2003 E questo sembra essere anche il punto di vista dei Governi 2003 Less Developed Regions (Percentage) Source: own elaboration on data in World Economic Survey, International Migrations, United Nations, New York, 2004

18 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Government policies on immigration 1976, 1986, 1996 and 2003 More developed Regions (Percentage) Less Developed Regions (Percentage) 2003 Source: own elaboration on data in World Economic Survey, International Migrations, United Nations, New York, 2004

19 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Government views on the level of emigration 1976, 1986, 1996 and 2003 More developed Regions (Percentage) Less Developed Regions (Percentage) Source: own elaboration on data in World Economic Survey, International Migrations, United Nations, New York, 2004

20 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Government policies on emigration… More developed Regions (Percentage) Less Developed Regions (Percentage) Source: own elaboration on data in World Economic Survey, International Migrations, United Nations, New York, 2004

21 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Un paio di questioni che stanno sullo fondo 1.Many in the West believe the world is moving toward a single, global culture that is basically Western. This belief is misguided, arrogant, false, and dangerous (Huntington, 1996) 2.Oggi il modo migliore per aiutarci è aprire i loro mercati alle nostre merci: devono sapere che possiamo esportare beni e non solo emigranti disperati (Oscar Arias, Presidente del Costa Rica, 2001) Quale e quanta immigrazione per lEuropa e per lItalia?

22 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Gli obiettivi di una politica migratoria Uno dei seguenti o un mix di essi: 1.favorire lincontro fra domanda e offerta nei mercati del lavoro, in particolare di quelli relativi ad alcuni settori produttivi; 2.favorire in generale uno sviluppo economico sostenuto; 3.favorire uno sviluppo o un risanamento economico di un settore specifico delleconomia, per esempio del settore informatico o del sistema pensionistico; 4.favorire il risanamento demografico, specie come in paesi come, fra gli altri, Italia, Spagna, Germania, Giappone, caratterizzati da forte e prolungato eccesso di bassa fecondità. Sul primo di questi obbiettivi i paesi europei hanno in genere impostato la loro politica, ma è illusorio pensare che esso possa essere pienamente perseguito con continuità e a lungo nel tempo

23 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Determinare lafflusso degli immigrati Problema del governo dei flussi in ingresso. La politica per la determinazione e la selezione degli immigrati regolari deve stabilire: a)quanti; b)quali; c)da dove; d)come.

24 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Elementi per lintegrazione degli immigrati regolari Possibili paradigmi: Integrazione come uguaglianza Integrazione come utilità Integrazione come somiglianza Modelli teorici di integrazione: Assimilazionismo Gastarbeiter o lavoratore ospite Multiculturalismo

25 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Unintegrazione ragionevole Salvaguardia dellintegrità della persona Integrità piena per gli immigrati regolari e un minimo di integrità garantita per gli irregolari. Rendere praticabile lo status di regolare [Zincone 2000] Interazione positiva con la comunità nazionale (sicurezza, pluralismo e comunicazione)

26 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Dai modelli di integrazione al modello di pacifica e fruttuosa coesistenza, che sembra soluzione meno ardua da praticare. Naturalmente il modello si basa sullaccettazione e il rispetto dellalterità in generale e dellaltro in particolare e può valere solo se si applica in maniera assolutamente simmetrica e paritetica, e cioè che non soltanto lautoctono accetti e rispetti limmigrato e la sua cultura, ma anche che limmigrato accetti lautoctono e la società ospitante rispettandone lidentità culturale, che ovviamente comprende anche lidentità dei luoghi. Problema questo particolarmente importante e spinoso in Europa. Non conflitti, non assimilazione

27 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Un punto di vista delle comunità immigrate: la stampa etnica Su scala nazionale, si contano almeno 25 testate giornalistiche dirette alle diverse comunità straniere presenti sul territorio. Esempio: alcune testate della casa editrice italiana Stranieri in Italia (circa copie al mese) pubblicate nella lingua della comunità Africa news (mensile; comunità anglofone – Nigeria, Ghana) Africa Nouvelles (mensile; comunità francofone – Senegal, Costa dAvorio) Agora Noticìas (mensile; comunità di lingua portoghese) Ako Ay Pilipino (quindicinale; comunità filippina) Al Maghrebiya (mensile; comunità maghrebine e arabe) Azad (mensile; comunità pakistane) Forum (quindicinale, comunità russa e ucraina) Gazeta Romaneasca (settimanale; comunità romena) Punjab Express (mensile; comunità indiana di etnia punjabi) Nasz Swiat (mensile; comunità polacca) Considerazioni di sintesi provvisorie: Una prima analisi dellinformazione offerta suggerisce che piuttosto che incoraggiare un atteggiamento favorevole allintegrazione nella società italiana, si persegue un tipo di coesistenza che richiama il modello multiculturale con ridotto interscambio con la comunità italiana (ad esempio, scarsa o assente attenzione alla vita culturale e di intrattenimento in Italia, inclusa ad esempio la televisione).

28 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Un elemento di particolare criticità in tema di coesistenza Particolare attenzione va posta in tutti i paesi europei alla integrazione delle seconde generazioni, che incrementano e alimentano – in positivo o in negativo - le interazioni sociali e culturali, tra le popolazioni autoctone e quelle immigrate. La società ospitante prende coscienza dellirreversibile trasformazione che sta vivendo, e la prima generazione di immigrati consolida la propria affermazione quale parte integrante della società ricevente. In Italia, fra il 1994 e il 2004 le nascite straniere denunciate in anagrafe sono cresciute di circa il 500%, passando da (1,5% del totale delle nascite in Italia) a circa (9% circa del totale delle nascite) e i minori in generale assommano a varie centinaia di migliaia. La riflessione politica e sociale sulle seconde generazioni è invece appena agli inizi (salvo che nel settore scolastico) e comunque secondaria rispetto alla più urgente disciplina del fenomeno immigratorio legato alle prime generazioni.

29 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Problemi attuali, pressanti in tema di integrazione/coesistenza Definizione degli obbiettivi Ricerca della coerenza nelle esigenze: locali/nazionali; economiche/sociali Revisione legge sulla cittadinanza Esigenze particolari dei minori e dei rapporti con i genitori Esigenze della seconda generazione Valorizzazione costante e approfondita, attraverso i media, del contributo economico degli immigrati E poi, più specificamente: Rinnovo permessi di soggiorno Disponibilità di alloggi Corsi di lingua italiana

30 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Gli immigrati irregolarmente o clandestinamente presenti sul territorio Tre possibili opzioni politiche: ignorarli, facendo finta di non sapere e non vedere. rimandarli a casa, anche con la forza. Pensare a un trasferimento forzato di massa è irrealistico, da un punto di vista etico, produttivo e logistico. regolarizzarli o sanarne la status. Si possono immaginare molte buone ragioni per una sanatoria riferita sia a singole persone, sia a centinaia di migliaia di irregolari Forse la soluzione accettabile potrebbe essere costituita da un mix delle tre soluzioni, con una preferenza per la terza, insieme con un più stretto ed efficace controllo delle frontiere.

31 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Una delle questioni: i minori irregolari LItalia ha previsto una parziale integrazione di fatto attraverso listruzione obbligatoria dei minori, presenti sul territorio nazionale in maniera irregolare o clandestina. Problemi di fondo: - possono tali bambini rimanere in posizione irregolare frequentando per otto anni la scuola italiana? - si possono tenere in posizione irregolare i loro genitori?

32 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre LUnione europea, Schengen, e i singoli paesi nel quadro delle migrazioni internazionali

33 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Il contesto comunitario Comunicazione 3 giugno 2003 della Commissione europea Necessità di un approccio multisettoriale: aspetti economici e sociali, partecipazione civile, diversità culturali e religiose. Integrazione come un processo di sviluppo equilibrato di diritti e doveri nel corso del tempo Cittadinanza civile La cittadinanza quale mezzo per agevolare lintegrazione. Approvazione risoluzione Moraes (15 gennaio 2004) Il Parlamento europeo si esprime a favore del concetto di cittadinanza civile: diritti e doveri di natura economica, sociale e politica (incluso il diritto di voto alle elezioni municipali ed europee) ai cittadini dei Paesi terzi che risiedono legalmente nellUnione.

34 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre A)UNILATERAL SYSTEM ITALY Unilateral migration policies origin country 1origin country n Migratory flows Bilateral relationships and/or agreements n 200 B)INTEGRATED SYSTEM AFTER SCHENGEN Bordering and other countries Origin country 1 Origin countries 3 Origin country 2 Other countries EU Schengen zone ITALY Integrated migration policies Country n Bordering and other countries Sources: own elaboration Da una politica migratoria unidimensionale e bilaterale a una multidimensionale e multilaterale

35 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Il problema del controllo delle frontiere esterne Con la creazione dellarea Schengen si riscontrano grandi diversità fra paesi appartenenti allaccordo, a seconda che abbiano nei confronti dellesterno: solo frontiere aeree: ad es. Francia, Germania frontiere aeree e terrestri: ad es. Austria frontiere aeree, terrestri e marittime: ad es. Grecia (ma senza sbocchi diretti nel resto della Ue), Spagna (con le sue enclave in Marocco), Italia; le frontiere marittime sono le più vulnerabili, le più soggette a inevitabili interventi umanitari e le più pericolose per i migranti

36 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre La internazionalizzazione delle politiche migratorie Le politiche migratorie vanno quindi viste in un sistema integrato che inserisce lItalia, e i legami che questultima intrattiene con i paesi di origine, nellarea Schengen e quindi nellarea della intera Unione europea, la quale a sua volta dovrà procedere alla regolazione dei suoi rapporti con i paesi di origine e/o di transito dei flussi, confinanti e non. La Commissione europea ha adottato la proposta per un regolamento del Consiglio che istituisce una Agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne. Anche gli stessi paesi di provenienza dei flussi migratori si muovono in un sistema complesso che li lega tanto ai paesi di destinazione quanto agli altri paesi di origine e a paesi terzi quando essi stessi si trovino a essere paesi di transito. Nello stesso tempo, gli interventi da parte di un singolo governo nazionale dovranno considerare particolari condizionamenti, ravvisabili anchessi in senso lato come politiche,

37 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Politiche migratorie nazionali: un quadro sistematico 1.relative ai flussi di ingresso 2.relative ai flussi di uscita 3.di contrasto o laissez-faire nei confronti di ingresso di clandestini 4.relative al rimpatrio dei clandestini 5.nei confronti dei matrimoni misti 6.relative alla concessione della cittadinanza ai nati in Italia da cittadini stranieri 7.relative agli accessi riservati/riunificazione famiglia/formazione professionale e-o selezione nei luoghi dorigine 8.relative ai rientri incentivati e-o forzati 9.per la concessione della cittadinanza per residenza 10.di sanatoria/regolarizzazione degli irregolari 11.per la integrazione immigrati regolari 12.relative ai diritti di base degli immigrati irregolari o clandestini (scuola, sanità) 13.per la eradicazione della xenofobia e del razzismo 14.Politiche migratorie per gli emigrati italiani allestero 15.Politiche migratorie bilaterali, multilaterali, in sede comunitaria,

38 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre La complessità dinamica del processo migratorio e del processo di integrazione

39 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Alla luce della articolazione degli assai numerosi aspetti, politici e amministrativi, coinvolti nelle migrazioni internazionali e della complessità dinamica dei processi migratori sembra necessario pensare a una autorità politica super partes, per es. un vice-presidente del Consiglio, con pieni poteri di coordinamento rispetto ai vari ministri interessati

40 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Brevi conclusioni 1/4 Le migrazioni internazionali: alla fine dell800 e nei primi decenni del 900 sono state una delle chiavi di volta per riequilibrare nel mondo i sistemi demografico-economici; alla fine del 900 e nei primi decenni del 2000, pur necessarie, non potranno in nessun caso esserlo di nuovo, essendo smisurata lofferta di lavoro che si avrà nei paesi del Sud del mondo e non essendoci più nuovi mondi da popolare totalmente disponibili. Diventeranno elemento strutturale nei rapporti fra i popoli, ma non potranno risolvere le miserie del mondo

41 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Projected population with and without international migration by region and major area, 2000 and 2050 (in million) Source: World Economic Survey, International Migrations, United Nations, New York, 2004 Population in 2000 Population in 2050Difference Difference between medium and zero- migration variants Migration as share of natural increaseª (%) Medium variant Zero- migration variant Medium variant Zero- migration variant Developed countries Developing countries Africa Asia Latina America and The Caribbean Northern America Europe Oceania (116) (6 763) (30) 67 ª Figures in brackets represent the effect of migration in reducing negative natural increase

42 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Macro-regions2000/052020/25Absolute change Per cent change Population World MDCs ,5 LDCs ,5 Africa ,5 Europe ,3 Per cent share of world total World ,0 MDCs17,513,5-9,5 LDCs82,586,5109,5 Africa12,317,043,6 Europe10,77,6-10,4 Average population aged at 2000/05 and at 2020/25 in major areas of the world (absolute values in million) Source: own elaborations on data in World Population Prospects. The 2002 Revision, United Nations, New York, 2003 (medium variant)

43 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Popolazione in età lavorativa (di età anni e in milioni) in Nigeria, Egitto e Italia, e proiezioni al 2050 (variante media) Source of basic data: UN, World Population Prospects. The 2002 Revision, New York, 2003

44 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Brevi conclusioni 2/4 Le migrazioni internazionali perciò come elemento strutturale e comunque straordinariamente difficili da gestire quando si vogliano salvaguardare, come pure si deve: le attese e i diritti individuali dei migranti e delle loro famiglie; i diritti dei gruppi di immigrati in quanto comunità; i diritti dei paesi di origine a non subire un eccessivo depauperamento delle risorse umane; i diritti dei paesi di destinazione, a partire da quello della salvaguardia della identità dei popoli, dei luoghi, delle loro culture, di cui gli autoctoni sono e si sentono eredi e depositari.

45 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Brevi conclusioni 3/4 Si tratta di un puzzle di immensa difficoltà nel quale dover ricomporre tante dimensioni e tanti interessi differenziati. Nel breve-medio periodo si deve almeno poter contare – a livello comunitario, nazionale, regionale – su quattro strumenti fondamentali: 1.piena consapevolezza dei processi migratori; 2.definizione di obiettivi realistici; 3.procedure efficienti e trasparenti; 4.informazioni statistiche adeguate riguardo ai flussi, agli stock, ai processi di coesistenza.

46 A. Golini, LItalia nel quadro dei flussi migratori internazionali, Istat, 15 dicembre Brevi conclusioni 4/4 Il puzzle forse, in una prospettiva di medio-lungo periodo, potrà essere completamente e appropriatamente ricomposto se dal punto di vista geo-politico, economico e culturale si arriverà a 4-5 unioni inter-nazionali di dimensione regionale per: larea Euro-Africana (eventualmente unita con) larea del medio Oriente; le Americhe; Il sub continente indiano nel suo complesso larea del Pacifico e del lontano Oriente; in ciascuna delle quali si possa avere allinterno una piena e libera circolazione delle persone e delle merci.


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