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Programma Operativo Nazionale La Scuola per lo Sviluppo Misura 6.1 Istruzione permanente Diritti e conoscenze per una cittadinanza attiva A cura dellIstituto.

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2 Programma Operativo Nazionale La Scuola per lo Sviluppo Misura 6.1 Istruzione permanente Diritti e conoscenze per una cittadinanza attiva A cura dellIstituto Magistrale Margherita di Castelvì Sassari

3 Sapere e sapere fare La costruzione di un prodotto multimediale Storia della Sardegna nel 900 La Brigata Sassari Come utilizzare i nuovi linguaggi per descrivere, analizzare fenomeni, utilizzare internet per raccogliere informazioni, esplorare argomenti, collaborare, cooperare e condividere risorse

4 Alla fine della guerra, tra i vinti faceva la fame la povera gente, tra i vincitori faceva la fame la povera gente ugualmente. Bertolt Brecht

5 Storia della Brigata Sassari S A V I D A P R O S A P A T R I a

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7 La straordinaria vicenda della Brigata "Sassari" costituisce sicuramente un aspetto importante e significativo nella storia della Sardegna contemporanea. A prescindere dagli aspetti prettamente militari, la conoscenza della sua storia rimanda a questioni di primaria importanza per la comprensione del primo dopoguerra. Il tumultuante fenomeno del combattentismo, determinante per le vicende future d'Italia, troverà anche, e forse soprattutto, nelle file degli ex combattenti sardi linfa vitale e motivazioni. E' nelle trincee che infatti matura una nuova presa di coscienza e la volontà di rivendicare un ruolo politico decisivo. Sentimenti ed istanze che saranno ben comprese da uomini quali Emilio Lussu e Camillo Bellieni, ufficiali subalterni della Brigata nei lunghi anni di guerra, destinati a divenire fra i principali artefici di quell'importante movimento politico che sarà il Partito Sardo d'Azione. Un movimento che, nei primi anni '20 arriverà ad impensierire perfino Mussolini, al punto da risolversi non a decretarne d'imperio lo scioglimento, bensì a favorirne l'assorbimento da parte del partito nazionale fascista

8 Nasce la "Sassari" E' a Tempio Pausania, entro le mura della caserma "Fadda" che, nel gennaio 1915, si avvia la costituzione del 152° Reggimento fanteria il quale, insieme al 151°, formatosi a Sinnai, darà vita alla leggendaria Brigata. Carso 1915, un veterano ed una recluta della SassariI quadri ed i complementi, subito avviati ad un primo ciclo addestrativo, erano stati tratti dal 45° e dal 46° Reggimento fanteria della Brigata "Reggio", di stanza a Sassari e Cagliari. Alla data della dichiarazione di guerra, completati gli organici, la nuova Brigata, era pronta: in tutto 6000 uomini e 3 sezioni di mitragliatrici. Si trattava di una delle più giovani formazioni dell'esercito italiano. Equipaggiati con le nuove uniformi grigioverde, fregiate dalle mostrine biancorosse, i soldati si imbarcarono da Cagliari e Porto Torres fra il 13 ed il 21 di quel mese. Per l'occasione fu requisito perfino un transatlantico, l'America, in partenza dal porto di Cagliari con i fanti del 151°.

9 A fine luglio, ricevute le bandiere di guerra, la "Sassari" poteva considerarsi pronta all'azione. Inquadrata nella 3^ Armata, comandata dal Duca d'Aosta, la Brigata fu schierata lungo il settore che, da San Martino del Carso, correva fino al Monte San Michele. Il 25 di quel mese i "Sassarini" scattavano all'assalto: ordine d'operazione numero 11, la conquista di "Bosco Cappuccio". Dopo due giorni di accaniti combattimenti, al grido di "Viva la Sardegna", i fanti conquistavano alla baionetta la posizione nemica. Dalla fine di luglio alla fine di settembre la Brigata si può dire combatté quasi ininterrottamente. Il 21 agosto, dopo 20 ore di accaniti assalti, i sardi conquistavano l'imprendibile "Trincerone", una munita postazione austriaca alle falde del Monte San Michele, sulla strada per Gorizia. Il conto, nonostante il successo conseguito, era stato salato: 173 caduti e 263 feriti tra ufficiali e soldati.

10 Dopo un periodo di riposo, ai primi di novembre la Brigata era nuovamente in linea. L'attendeva l'assalto ad un obbiettivo ritenuto imprendibile e contro il quale nulla avevano potuto i precedenti reiterati assalti: le munitissime Trincee delle Frasche e dei Razzi. La battaglia, preparata con cura, cominciava il 10 di quel mese e si protraeva in un susseguirsi di attacchi e contrattacchi, assalti all'arma bianca e furiosi corpo a corpo. Riporta il Diario Storico del 151° fanteria alla data del 12 novembre: Avanzano altri plotoni del 151 e del 152, con magnifico slancio guidato con mirabile esempio dagli ufficiali. Sotto un intensissimo fuoco d'artiglieria e di mitragliatrici, dopo ripetuti assalti riescono ad impadronirsi della posizione "Trincea delle Frasche". Gli austriaci erano stati costretti a cedere. Il giorno dopo cadeva anche la Trincea dei Razzi

11 La "Sassari" per quest'azione sarà espressamente citata dal bollettino del Comando Supremo del 15 novembre 1915: Gli intrepidi sardi della Brigata "Sassari" resistettero saldamente sulle posizioni e con ammirevole slancio espugnarono un altro importante trinceramento detto "dei Razzi". Per la prima volta, nella storia del Regio Esercito, un'unità veniva espressamente citata in un comunicato ufficiale. Tutta la stampa nazionale riprese l'avvenimento. Così, il Corriere della Sera informava i suoi lettori che "con la Baionetta, a ferro freddo, i sardi hanno risposto alle schegge roventi del cannone austriaco. Erano della Brigata Sassari, brigata nuova, reclutata laggiù nell'aspra isola, dove il sentimento della patria è una religione". Simili i toni de "La Stampa", che precisava: "I sardi della Brigata Sassari, tenaci come è tenace il carattere dei fierissimi isolani... conquistavano il prossimo trinceramento detto dei Razzi, e vi prendevano dentro ben 278 prigionieri non feriti, di cui 11 ufficiali".

12 Nasceva così il mito della Brigata e di quelli che per gli austriaci saranno sempre die Reute Teufel i diavoli rossi, dal colore rosso delle mostrine che i soldati portavano al colletto. Capita l'antifona, il comando Supremo dispose il trasferimento alla "Sassari" di tutti i soldati sardi militanti in altri reparti. Si andava così accentuando quel carattere "etnico" che tanto individuerà la formazione. Il sardo finirà per divenire la lingua ufficiale della Brigata: si ses italianu, faedda sardu, se sei italiano, parla in sardo! intimeranno, quasi come una parola d'ordine, le sentinelle nei turni di guardia.

13 Sino al maggio del 1916 la Brigata rimase sul Carso. L'attività in quei mesi fu contrassegnata più che altro da una serie di sortite contro i trinceramenti austriaci, azioni assai spesso coronate da successo. Si trattava delle cosiddette "spedizioni ardite", quasi uno "sport" per gli uomini della Brigata. Rapidi colpi di mano di cui i Diari storici offrono numerosi esempi: Per due notti, arditi volontari riuscirono a far brillare parecchi tubi di gelatina aprendo varchi nei reticolati - si legge, alla data del 3 febbraio 1916, in una relazione contenuta nel Diario del 151° - L'operazione raggiunse lo scopo di mettere fuori combattimento parecchi nemici e mettere in grande agitazione l'intera linea avversaria. Abituati da sempre a confrontarsi con una natura aspra, i soldati sardi trovavano quel genere di guerra assai congeniale al loro spirito ed alla loro notevole perizia nel destreggiarsi in terreni impervi e nel maneggio del coltello.

14 Il 14 maggio gli austriaci scatenano una violenta offensiva sul fronte trentino: sono i giorni della Strafe-Expedition, la "spedizione punitiva" che punta direttamente si Verona e Vicenza. Con una formidabile marcia di 180 chilometri, la Brigata Sassari fu trasferita in tutta fretta e quindi schierata sull'altipiano di Asiago, epicentro dell'attacco. L'8 giugno, dopo giorni di furiosi combattimenti, la battaglia cessava completamente: l'offensiva austriaca era stata fermata. I tempi erano ormai maturi per passare al contrattacco. L'offensiva in Galizia dei Russi di Brussilov, stava mettendo a dura prova l'esercito Imperiale. Il 16 giugno cominciava la controffensiva italiana. Davanti alle munite pendici di Monte Zebio, Monte Fior e Castelgomberto, la "Sassari" andrà all'attacco, dissanguandosi, fino al luglio del 1917, nell'inutile tentativo di spezzare la resistenza austriaca. Monte Zebio cadrà solo dopo la battaglia di Vittorio Veneto. E' il lungo, sanguinoso "anno sull'Altipiano" narrato da Emilio Lussu nelle pagine del suo celebre libro. Di tutti i momenti della guerra quello precedente l'assalto era il più terribile - scrive Lussu - Pronti per l'assalto! L'assalto! Dove si andava? Si abbandonavano i ripari e si usciva. Dove? Le mitragliatrici, tutte, sdraiate sul ventre imbottito di cartucce, ci aspettavano. Chi non ha conosciuto quegli istanti non ha conosciuto la guerra.

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16 27 Gennaio 1945 Giorno della memoria

17 Immagine esposta nel museo di Mauthausen: un deportato fulminato dalla corrente elettrica. Si trattava di un tentativo di fuga o di un suicidio?

18 Un'altra immagine (esposta nel museo di Mauthausen) di un deportato fulminato dalla corrente elettrica, fotografato da un guardiano del campo

19 Un'altra immagine di un deportato fulminato dalla corrente elettrica che attraversava le recinzioni di filo spinato (anch'essa esposta nel museo di Mauthausen)

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21 Un forno crematorio

22 Forno crematorio doppio

23 Particolare dei forni crematori

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26 Siringa per iniezioni intracardiache, che si tramutavano in iniezioni intrapolmonari, data la magrezza dei deportati. Veniva iniettata benzina ed una carica era sufficiente per uccidere venti persone

27 Una scatola del gas Zyklon B usato per assassinare i deportati

28 Se questo è un uomo

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30 Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza per ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana dinverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si faccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi Primo Levi

31 Maria Immacolata Serena Maria Grazia Salvatore Lina Iole Gloria Salvatore Simona Raffaele Gianni Maria Salvatora Daniela Elisabetta Sara Roberta Chiara Valentina I corsisiti..


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