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Restauro statico delle strutture in legno Il legno è un prodotto dellattività di organismi viventi (alberi) Materia fornita da quella parte del tronco.

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Presentazione sul tema: "Restauro statico delle strutture in legno Il legno è un prodotto dellattività di organismi viventi (alberi) Materia fornita da quella parte del tronco."— Transcript della presentazione:

1 Restauro statico delle strutture in legno Il legno è un prodotto dellattività di organismi viventi (alberi) Materia fornita da quella parte del tronco e dei rami che si trova sotto lo strato corticale

2 Gli alberi producono legno per rispondere a due esigenze fisiologiche: sostegno meccanico e conduzione dellacqua

3 La costituzione cellulare del legno garantisce sia la funzione di conduzione sia quella di sostegno. La costituzione cellulare del legno garantisce un buon rapporto massa volumica/prestazioni.

4 Caratteristiche biologiche del legno: Variabilità Biodegradabilità Igroscopicità Anisotropia

5 Caratteristiche biologiche del legno: Variabilità Biodegradabilità Igroscopicità Anisotropia

6 Caratteristiche biologiche del legno: Variabilità Biodegradabilità Igroscopicità Anisotropia

7 Nelle tavole Le tavole radiali sono meno soggette a deformazioni rispetto a quelle tangenziali (fenomeno dellimbarcamento) Nei tronchi e nelle travi La differenza tra ritiro radiale e ritiro tangenziale crea delle aperture a V partenti dal midollo ed orientate radialmente. Le fenditure da ritiro sono meno pericolose quando orientate in direzione del carico e non perpendicolarmente.

8 Biodegradabilità Batteri Insetti Organismi marini Funghi

9 Insetti COLEOTTERI Le larve scavano gallerie e si nutrono di cellulosa ed amido Le gallerie sono piene di rosume (polvere) Linsetto esce e lascia un foro di sfarfallamento Lattacco può ripetersi (deposizione uova) nello stesso manufatto ISOTTERI (termiti) Reticulitermes non rimane nel legno, lavora al buio Le altre specie rimangono nel legno ma non si vedono Danni molto gravi

10 Funghi Umidità del legno > 20% (strutture esterne o zone umide). Si fermano essiccando. Attaccano sia lalburno che il durame (salvo il durame di alcune specie) Lattacco è normalmente localizzato ad una zona umida dellelemento Diminuzione di resistenza totale, ma solo nella zona attaccata Lazzurramento (bluettatura) non provoca danni meccanici

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13 Classificare secondo la resistenza E' un processo di selezione attraverso il quale ogni singolo pezzo di legno può essere inserito in una categoria (gruppo), cosi da attribuirgli valori affidabili di resistenza e rigidezza Le regole di classificazione sono state sviluppate a fronte di migliaia di prove distruttive, mediante procedure codificate da norme tecniche (DIN, UNI, EN, …) e decenni di esperienza applicativa.

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15 Le regole di classificazione: criteri NODI INCLINAZIONE DELLA FIBRATURA AMPIEZZA ANELLI SMUSSI FESSURAZIONI CIPOLLATURE DEFORMAZIONI DISCOLORAZIONI, CARIE LEGNO DI REAZIONE INSETTI

16 Diagnostica in situ

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19 PB TATB PA MA

20 Resistograh

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22 Interventi puntellamento

23 Interventi: risanamento della trave rimozione dei mattoni al di sopra del tratto di trave; pulitura dellinterno della trave dal legno corroso trattamento impermeabilizzante delle pareti interne della trave

24 inserimento di una gabbia di armatura in acciaio zincato getto di betoncino epossidico allinterno della cavità risultante della trave

25 Interventi: risanamento della mensola

26 Interventi: rinforzo travi

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28 Interventi: rinforzo solai

29 Capriate

30 La struttura è costituita da elementi inclinati pressoinflessi, detti puntoni, e da un elemento orizzontale teso, detto catena. Il monaco od ometto non ha invece una funzione, statica vera e propria, ma serve soprattutto da appoggio per la trave di colmo. Le saette servono da rompitratta per i puntoni (inflessi). Il monaco non deve poggiare sulla catena.

31 Capriate: nodo catena-puntone Il contatto fra i due elementi avviene lungo due superfici su cui si hanno resistenze di compressione e di attrito: la prima superficie, chiamata di contrasto, C-D, determina una resistenza a compressione, mentre la seconda, detta di riposo, D-E, determina una resistenza di attrito. Nella realizzazione dell'incastro bisogna osservare precise indicazioni: il tratto B-C deve resistere alle sollecitazioni di taglio impresse dal puntone per cui il suo spessore non deve mai essere inferiore ai 15 cm; la profondità dell'incastro non deve mai superare ¼ di A-B, dove questa è l'altezza della catena.

32 Nel caso questa profondità non sia sufficiente, si può dividere il tratto B-C in due denti, avendo l'accortezza di realizzare il secondo dente più profondo rispetto a quello esterno. Per ottenere una maggiore resistenza del giunto si ricorre all'aggiunta di pezzi meccanici uniti mediante chiodi, piastre e altri elementi metallici.

33 Capriate

34 Bibliografia Di Tondo, Macchia, Ottolenghi, Patti: Il recupero delle strutture in legno, Maggioli Editore, 1999 Linee guida per l'edilizia in legno in Toscana, Edizioni Regione Toscana, 2009 CNR-DT 206/2007, Istruzioni per la Progettazione, lEsecuzione ed il Controllo delle Strutture di Legno


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