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Modelli di Business per il Web: applicazioni al settore turistico

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Presentazione sul tema: "Modelli di Business per il Web: applicazioni al settore turistico"— Transcript della presentazione:

1 Modelli di Business per il Web: applicazioni al settore turistico
29/03/2017 Modelli di Business per il Web: applicazioni al settore turistico

2 Sommario Prima parte: Seconda parte:
29/03/2017 Sommario Prima parte: Il contesto: date, dati e mappe per Internet e il WWW (8) Modelli di business per il Web: definizione, BM*Web, uno studio sui siti di successo; Giants (16) Seconda parte: Il turismo sul Web: dati, attori, casi e tendenze (15) Studiare per la Wikinomics: corsi dell’Università di Trento (4) + 1 Luisa Mich – Modelli di business per il Web 2

3 29/03/2017 Il contesto: date 1° collegamento fra computer remoti: (sbarco sulla luna) Posta elettronica: 1972 Personal Computer, uomo dell’anno per il New York Times: 1981 Nascita del WWW: 1989, CERN, Tim Barnes Lee;1° sito Web: 1991; 1° browser, Mosaic 1.0: 1993 Google motore di ricerca: 1998; maps … Nomadic e nativi digitali Il primo browser fu sviluppato da Tim Berners-Lee (tra i primi precursori del concetto di Wlf e fondatore del W3C), e venne chiamato WorldWideWeb. Serviva a scopi dimostrativi, era disponibile solo per sistema operativo NeXT e perciò in seguito fu chiamato Nexus. Il primo browser a raggiungere un'apprezzabile popolarità internazionale fu Mosaic, sviluppato da NCSA, seguito poi da Netscape Navigator, che crebbe in fretta e fu la piattaforma su cui vennero messe a punto alcune innovazioni oggi comunissime (come ad esempio JavaScript). La netta prevalenza di Netscape presso l'utenza, a metà degli anni Novanta, fu incrinata dalla cosiddetta guerra dei browser, una competizione inizialmente commerciale e poi di immagine cominciata da Microsoft quando le innovazioni introdotte da Netscape divennero così sofisticate da costituire una minaccia potenziale per i propri interessi. Per vincere la concorrenza, Microsoft incluse Internet Explorer nel proprio sistema operativo Windows (il più diffuso al mondo), stroncando sul nascere i possibili concorrenti. Questa mossa fu motivo di numerose cause legali per la difesa della libera concorrenza e contro la nascita di monopoli informatici. Netscape reagì rilasciando nel 1998 il proprio codice con una licenza open source. Il progetto Mozilla che ne derivò fornisce il codice che è alla base di diversi browser, fra i quali Netscape, Mozilla Suite, Galeon, Beonix, Firefox e uno dei programmi di accesso della AOL. Mosaic è un browser per il World Wide Web scritto al National Center for Supercomputing Applications (NCSA). Il suo sviluppo è incominciato nel 1992 ed è ufficialmente finito il 7 gennaio 1997. Mosaic è stato descritto come «la killer application degli anni '90» perché fu il primo programma a fornire uno strumento leggero di navigazione multimediale per Internet al fine di fornire servizi informativi (precedentemente limitati per di più a FTP, Usenet e Gopher) nel momento in cui l'accesso a Internet si stava espandendo rapidamente al di fuori dei precedenti ambiti accademici e aziendali. NCSA Mosaic è stato originariamente disegnato e programmato per Unix X Window System da Marc Andreessen e Eric Bina. Lo sviluppo incominciò nel Dicembre La versione 1.0 fu realizzata il 22 aprile 1993, seguita da due versioni nell'estate La versione 2.0 fu realizzata a dicembre 1993, insieme alla versione 1.0 per Apple Macintosh e Microsoft Windows. Una versione per Acorn Archimedes fu creata a maggio 1994. Luisa Mich – Modelli di business per il Web 3

4 29/03/2017 Il contesto: dati (1) Grandi aree geografiche: Il Nord America e l’Europa, con il 19 % della popolazione, hanno il 76% dell’attività in rete; dati host (stime) Per hostcount si intende un calcolo del numero di host internet, cioè di “indirizzi IP” permanenti e attivi, cioè di nodi connessi alla rete, suddivisi per paese. Non c’è una correlazione diretta fra il numero di host e il numero di persone collegate alla rete in ciascun paese; il dato di hostcount è un indice rilevante del livello di attività nell’uso dell’internet. Naturalmente l’appartenenza al paese dipende da dove è registrata la proprietà del domain e non dalla collocazione fisica del “server”. Alcuni operatori, anche in Italia, usano domain “americani” (classificati come .com o .org o .net) ma questo fenomeno non ha dimensioni tali da modificare in modo rilevante il significato dei dati e i termini di confronto fra i diversi paesi. Tuttavia nell’analisi dei dati sono stati introdotti alcuni correttivi per neutralizare l’effetto di questo fattore. Luisa Mich – Modelli di business per il Web 4

5 29/03/2017 Il contesto: dati (2) Utenti di Internet nel mondo: host per abitanti Questa mappa è cambiata rispetto agli anni precedenti. Per esempio oggi ci sono trenta paesi con oltre 200 host internet per mille abitanti (fra cui l’Italia dal 2006). Nel 2002 erano tre (Stati Uniti, Finlandia e Islanda). Ma il quadro generale è sempre lo stesso. La “globalità” dell’internet è limitata a una parte del globo. Il più forte uso della rete rimane concentrato sulle due sponde dell’Atlantico settentrionale e in alcune parti dell’Oceania, dell’Asia oriantale e del Medio Oriente. C’è una notevole evoluzione in alcuni paesi dell’America Latina – anche se ancora lontana dai livelli degli Stati Uniti, del Canada e dell’Europa. Il resto del mondo è in gran parte escluso. Luisa Mich – Modelli di business per il Web 5

6 Il contesto: dati (3) Siti web: in migliaia, linea rossa siti “attivi”
29/03/2017 Il contesto: dati (3) Siti web: in migliaia, linea rossa siti “attivi” Many companies failed and became known as dot-bombs The dot-com bubble “was a speculative bubble covering roughly 1997–2001 in which stock markets in Western nations saw their value increase rapidly from growth in the new Internet sector and related fields. The period was marked by the founding (and in many cases, spectacular failure) of a group of new Internet based companies.” dot-com bubble Luisa Mich – Modelli di business per il Web 6

7 29/03/2017 Il contesto: dati (4) Utenti Internet in Italia: in migliaia; persone che dicono di essersi collegate almeno una volta negli ultimi tre mesi Il totale è decuplicato in nove anni, dal 1997 al 2006. Luisa Mich – Modelli di business per il Web 7

8 29/03/2017 Il contesto: mappe (1) Densità di connessioni e collegamenti fra le città internazionali The above visualizations show the density of Internet connections worldwide and how international cities are connected.

9 Il contesto: mappe (2) Internet non è connessa in modo uniforme
29/03/2017 Il contesto: mappe (2) Internet non è connessa in modo uniforme ALTAVISTA, COMPAQ AND IBM RESEARCHERS CREATE WORLD’S LARGEST, MOST ACCURATE PICTURE OF THE WEB "Bow Tie" Theory Shows the Web is Not as Connected as Previously Thought A new map of cyberspace shows that the Web resembles a bow tie, with divisive boundaries that can make navigation between regions difficult or even impossible, according to a new study published by researchers at AltaVista, Compaq, and IBM. Previous theories suggested that the Web was highly connected, with no more than 19 degrees of separation from any one site to another. By contrast, the new map reveals a subtler structure that may lead to more efficient search engine crawling techniques and a greater understanding of the sociology of content creation, and that may help predict the emergence of new phenomena on the Web such as Web rings and spam clusters. (For a full-size graphic representation of the bow-tie theory, click the thumbnail image at right.) "We realized that something is going on—that the model where everyone is linked to everyone else really doesn't quite work," said Andrei Broder, AltaVista's vice president of research and lead author of the study. "The old picture—where no matter where you start, very soon you'll reach the entire Web—is not quite right." The study analyzed the connectivity of more than 1.5 billion links on over 200 million Web pages. Links are the glue that connect pages on the Web, and they're vital for navigation. People rely on them to browse the Web, and search engines rely on them to locate pages to add to their indexes. By creating a map showing all links pointing to and from this large sample of pages, the researchers aimed to create a comprehensive topography of the Web. They found some surprising statistics, according to Broder. Unlike previous models portraying the Web as clusters of sites forming a well-connected sphere, the results showed that the Web's structure more closely resembles a bow tie consisting of three major regions (a knot and two bows), and a fourth, smaller region of pages that are "disconnected" from the basic bow-tie structure. At the center of the bow tie is the knot, which the study calls the "strongly connected core." This core is the heart of the Web. Pages within the core are strongly connected by extensive cross-linking among and between themselves. Links on core pages enable Web surfers to travel relatively easily from page to page within the core. They are also the links most likely to be followed by search engine indexing spiders. The left bow consists of "origination" pages that eventually allow users to reach the core, but that can't themselves be reached from the core. Origination pages are typically new or obscure Web pages that haven't yet attracted interest from the Web community (they have no links pointing to them from pages within the core), or that are only linked to from other origination pages. Relatively closed community sites such as Geocities and Tripod are rife with origination pages that often link to one another but are seldom linked to from pages within the core. The right bow consists of "termination" pages that can be accessed via links from the core but that do not link back into the core. "Many commercial sites don't point anywhere except to themselves," said Broder. Instead, corporate sites exist to provide information, sell goods or services, and otherwise serve as destinations in themselves, and there is little motivation to have them link back to the core of the Web. The final region contains "disconnected" pages that aren't part of the bow tie. These pages can be connected to origination and/or termination pages but are not directly accessible to or from the connected core. Perhaps the most surprising finding is the size of each region. Intuitively, one would expect the core to be the largest component of the Web. It is, but it makes up only about one-third of the total. Origination and termination pages both make up about a quarter of the Web, and disconnected pages about one-fifth. Broder believes the core is growing faster than the other regions because Web authors are increasingly aware of the importance search engines place on link analysis in calculating relevance. "People try to get links from the core. If you find someone in the core to point to you, and you point back, you're in the core," said Broder, wryly noting that he soon expects an increase in dubious services offering Web authors who are hungering for visibility the ability to "connect yourselves to the core of the Web for $29.95." What about the explosion in e-commerce and B2B sites? Won't the proliferation of commercial sites swell the population of termination pages? "Commercial sites grow very fast, but don't grow so fast in terms of pages we want to crawl," said Broder. Many are catalog pages and of little value in a general purpose search engine, he said. Other notable findings from the study include the following: For any randomly chosen source and destination page, the probability that a direct hyperlink path exists from the source to the destination is only 24 percent.  If a direct hypertext path does exist between randomly chosen pages, its average length is 16 links. In other words, a Web browser would have to click links on 16 pages to get from random page A to random page B. This finding is less than the 19 degrees of separation postulated in a previous study, but it also excludes the 76 percent of pages lacking direct paths. If an undirected path exists (meaning links can be followed forward or backward, a technique available to search engine spiders but not to a person using a Web browser), its average length is about 6 links. More than 90 percent of all pages on the Web are reachable from one another by following either forward or backward links. This is good news for search engines attempting to create comprehensive indexes of the Web. The bow-tie map of the Web offers a much more three-dimensional model for understanding the Web than we've had in the past. Broder hopes to continue the research. "We still have to do more analysis, and also build models to understand how the Web evolves," he said. "If nothing else, we'll try to see if the structure is maintained." Whether the Web maintains its bow-tie structure, or morphs into something completely different, will be fascinating to observe. After all, the Web has just grown by about 50 pages and 500 links during the time you took to read this single sentence. Whether this new growth conforms to the bow-tie model, or extends the Web, amoeba-like, into another structure that we can only guess at, remains to be seen. Luisa Mich – Modelli di business per il Web 9

10 Il contesto: mappe (3) Web 2.0 e blogging 29/03/2017
                                                      29/03/2017 Il contesto: mappe (3) Web 2.0 e blogging Wondering which countries in the world have the largest number of people following the Web 2.0 and blogging phenomenon. We can get some good pointers indirectly by looking at the traffic of TechCrunch: Group-edited blog about technology start-ups, particularly the Web 2.0 sector. Luisa Mich – Modelli di business per il Web 10

11 Modelli di business per il Web: definizione (1)
29/03/2017 Modelli di business per il Web: definizione (1) Esistono molte definizioni di modello di business: è lo strumento con cui un’azienda intende generare entrate e profitti Modello di business per il Web: è lo strumento con cui un’azienda intende generare entrate e profitti sul Web Luisa Mich – Modelli di business per il Web 11

12 Modelli di business per il Web: definizione (2)
29/03/2017 Modelli di business per il Web: definizione (2) Internet e il Web hanno creato nuovi modelli di business Ogni innovazione nel modello di business può dare a un’azienda un vantaggio competitivo Il Web ha creato anche nuove “aziende” Luisa Mich – Modelli di business per il Web 12

13 Modelli di business per il Web: definizione (3)
29/03/2017 Modelli di business per il Web: definizione (3) … is a description of how an organization functions, a general template that describes its major activities. It identifies the firm’s customers and the products and services it offers. A model also provides information about how a firm is organized and how it generates revenues and profits. Business models combine with strategy to guide major decisions at a firm. The model also describes products and services, customer markets and business process. (Laudon, Laudon, 2004)

14 Modelli di business per il Web: definizione (4)
29/03/2017 Modelli di business per il Web: definizione (4) Un sito Web può supportare attività di: branding, promozione e commercializzazione: B2C, Business-to-Customer e B2B, Business-to-Business di fidelizzazione del cliente: CRM, Customer Relationship Management di gestione: intranet e integrazione con altre applicazioni informatiche (Sistema Informativo Web-based) nuovo ruolo degli utenti: C2C, C2B; user generated content, community, web 2.0, etc Luisa Mich – Modelli di business per il Web 14

15 29/03/2017 BM*Web (1) Uno schema per classificare i modelli di business per il Web basato su 4 parametri: Mercato di riferimento Entrate Uso della tecnologia per rispondere alle esigenze Tipo di scambio e livello di controllo delle comunità

16 BM*Web (2) Mercato di riferimento: ruoli (1+) B2B (tui) B2C (ryanair)
29/03/2017 BM*Web (2) Mercato di riferimento: ruoli (1+) B2B (tui) B2C (ryanair) B2(B)2C (expedia) C2(B)2C (ebay) C2B (million dollar) C2C (couch surfing) Tui: TUI AG (Touristik Union International), German tour operator Amazon: ¼ B2C, ½ C2(B)2C; ¼ C2C Ebay : 2/3 C2(B)2C; 1/3 B2(B)2C

17 BM*Web (3) Tipo di entrate: 1+ subscription intermediation advertising
29/03/2017 BM*Web (3) Tipo di entrate: 1+ subscription intermediation advertising single payment other (tax, donation)

18 BM*Web (4) Uso della tecnologia per rispondere alle esigenze:
29/03/2017 BM*Web (4) Uso della tecnologia per rispondere alle esigenze: copia business off-line (expedia) risposta nuove esigenze esplicitate (wikipedia) risposta nuove esigenze non esplicitate (google)

19 BM*Web (5) Tipo di comunità: Controllo di dipendenti e/o membri:
29/03/2017 BM*Web (5) Tipo di comunità: scambio di informazioni (tripadvisor) scambi commerciali (ebay) interazioni complesse (second life, everquest) Controllo di dipendenti e/o membri: controllo minimo della legalità (privacy) controllo più preciso (e.g., copyright) controllo specifico (di tutti i contenuti) Es. ebay specifico dipendenti e leggero altri membri

20 Applicazione del BM*Web (1)
Studio 2008: applicazione dello schema BM*Web a 200 siti da Global Top 500 di Alexa (www.alexa.com , 10 June 2006) integrati con alcuni siti per validare lo schema in inglese o con una versione in inglese, senza contenuti illegali; una procedura per scegliere le tre sezioni più rilevanti dei portali

21 29/03/2017 Luisa Mich – Modelli di business per il Web 21

22 Applicazione del BM*Web (2)
29/03/2017 Applicazione del BM*Web (2) Community or not community: 59% of the web businesses have an active web community (118 vs 200) Informative Complex Commercial

23 Applicazione del BM*Web (3)

24 Applicazione del BM*Web (4)

25 Applicazione del BM*Web (5)

26 Web giants Google Yahoo YouTube Facebook ... 29/03/2017
Ebay 20; amazon 35; twitter 50 Luisa Mich – Modelli di business per il Web 26

27 29/03/2017 2 parte Il turismo sul Web (1) Il turismo è un mercato ad alta intensità informativa: prodotti di cui non si conosce a priori la qualità, complessi e servizi “deperibili” asimmetrie informative ed alti costi di ricerca delle informazioni cambiamento della domanda: esigenze di personalizzazione Luisa Mich – Sistemi Informativi-Informatica per il Turismo

28 29/03/2017 Il turismo sul Web (2) Le ICT come fattore chiave dello sviluppo del turismo moderno a partire dagli anni ’50 Dai primi sistemi di prenotazione automatica all’eTourism: dal 2000 i viaggi sono diventati la quota più rilevante delle vendite online Luisa Mich – Sistemi Informativi-Informatica per il Turismo

29 29/03/2017 Il turismo sul Web (3) Luisa Mich – Sistemi Informativi-Informatica per il Turismo

30 Il turismo sul Web: dati (1)
29/03/2017 Il turismo sul Web: dati (1) Luisa Mich – Modelli di business per il Web 30

31 Il turismo sul Web: dati (2)
29/03/2017 Il turismo sul Web: dati (2) Luisa Mich – Modelli di business per il Web 31

32 Il turismo sul Web: dati (3)
29/03/2017 Il turismo sul Web: dati (3) E siamo indietro non solo quando un inglese o un americano atterrano a Fiumicino o alla Malpensa ma già prima. Ormai in Europa il 34 per cento delle prenotazioni alberghiere viene fatto direttamente via Internet dai siti degli hotel, saltando l'intermediazione delle agenzie. Un modo per risparmiare qualche euro che — con la crisi economica e la filosofia del risparmio che conquista anche i ricchi — è destinato a diffondersi sempre di più. Ecco, in Italia le prenotazioni via Internet sono al 24 per cento, dieci punti sotto la media europea. Per la semplice ragione che sono pochi gli hotel che offrono questo servizio: il 60 per cento contro una media europea del 72 per cento. Luisa Mich – Modelli di business per il Web 32

33 Il turismo sul Web: attori (1)
29/03/2017 Il turismo sul Web: attori (1) Tour operator: La TUI AG (Touristik Union International): Nata nel 2002 è la più grande azienda per il turismo del mondo: ha più di dipendenti; circa agenzie di viaggi; circa 290 alberghi di proprietà (più di letti) Ha recentemente cambiato il modello di business da B2B a B2(B)2C Luisa Mich – Modelli di business per il Web 33

34 29/03/2017 Luisa Mich – Modelli di business per il Web 34

35 Il turismo sul Web: attori (2)
29/03/2017 Il turismo sul Web: attori (2) Agenzia viaggi: Expedia: “is an Internet-based travel agency …. It books airline tickets, hotel reservations, car rentals, cruises, vacation packages, and various attractions and services via the World Wide Web and telephone travel agents”. Nel 2005 ha acquistato Tripadvisor, un sito con i diari di viaggio e le valutazioni degli alberghi dei turisti Luisa Mich – Modelli di business per il Web 35

36 29/03/2017 Luisa Mich – Modelli di business per il Web 36

37 Tripadvisor, gennaio 2005

38 Tripadvisor, Dicembre 2005

39 Il turismo sul Web: casi e tendenze (1)
29/03/2017 Il turismo sul Web: casi e tendenze (1) La prima guida per i viaggi: Google La migliore guida online: Wikitravel Le aste online Ebay Gli utenti che contribuiscono online: 1,35% maggio 2008, Tripadvisor; 0,59% Yahoo Travel Guides Luisa Mich – Modelli di business per il Web 39

40 Il turismo sul Web: casi e tendenze (2)
29/03/2017 Il turismo sul Web: casi e tendenze (2) Le recensioni più temute: Un video o una foto con i lavori incorso I siti Web degli enti di promozione turistica: Siti regionali della Alpi: molte lacune! Valutati i siti delle APT d’ambito (destinazioni alpine) nel 2008 Luisa Mich – Modelli di business per il Web 40

41 Il turismo sul Web: casi e tendenze (3)
29/03/2017 Il turismo sul Web: casi e tendenze (3) I siti Web degli alberghi delle Alpi: Qualità medio-bassa; prenotazione online solo su meno del 4% dei siti Integrazione dell’offerta turistica sul Web: Mappe Usabilità dei moduli di prenotazione: Molti problemi Luisa Mich – Modelli di business per il Web 41

42 Cosa studiare per la Wikinomics (1)
29/03/2017 Cosa studiare per la Wikinomics (1) Quello che serviva per la “Old” Economy + Informatica! Cosa trovo nella Facoltà di Economia di Trento? Luisa Mich – Modelli di business per il Web 42

43 29/03/2017 Luisa Mich – Modelli di business per il Web 43

44 Cosa studiare per la Wikinomics (2)
29/03/2017 Cosa studiare per la Wikinomics (2) Nelle lauree triennali: Prova di Inglese Un corso di Fondamenti di Informatica Prova di Informatica (ECDL) Corsi di Laboratorio per l’Analisi dei Dati (ECDL avanzata) e di Analisi e progettazione di applicazioni informatiche Corsi di Sistemi Informativi, Basi di dati Corsi di e-commerce, multimedialità, telecomunicazioni, ingegneria del Web, interfacce … Luisa Mich – Modelli di business per il Web 44

45 Cosa studiare per la Wikinomics (3)
29/03/2017 Cosa studiare per la Wikinomics (3) Nelle lauree specialistiche (Net Economy): Prove di lingua a livello avanzato Corsi di Knowledge Management, Business Intelligence, Teoria dei Giochi, Sistemi Informativi geografici, Sistemi informativi per il turismo, marketing game, diritto per l’informatica, HCI; etc. Luisa Mich – Modelli di business per il Web 45

46 Materiale di approfondimento
29/03/2017 Materiale di approfondimento Siti Web: Consorzio per gli standard del Web - World Wide Web Consortium, W3C: Wikinomics: Internet archive, waybackmachine: Libri: Maistrello S., La parte abitata della Rete, Tecniche Nuove, Milano, 2007 Luisa Mich – Modelli di business per il Web 46


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