Sospiro - 22 aprile 2016 Psicologa dott.ssa Lima Arianna

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... perchè vi voglio bene!.
É un incontro tra persone, poiché essere al servizio del malato vuol dire prendersi carico di una persona e accompagnarla verso la salute, la disabilità,
 PERDERE QUALCUNO CHE LA MORTE CI STRAPPA  SHOCK, INTONTIMENTO  IL VUOTO CHE RESTA  INTENSO DOLORE PSICHICO E FISICO  DISPERAZIONE SENZA RISORSE E.
Transcript della presentazione:

Sospiro - 22 aprile 2016 Psicologa dott.ssa Lima Arianna La dimensione psicologica relazionale del paziente terminale e della sua famiglia Sospiro - 22 aprile 2016 Psicologa dott.ssa Lima Arianna

« Il tumore è una sfida che stiamo affrontando e che sicuramente non volevamo. Mi ha aiutato molto non identificarmi con il cancro: non sono il mio tumore. È un impedimento che mi trovo ad affrontare, ma sono rimasta una persona con sogni ma anche con progetti (…) ». (Emma Bonino)

« Can-cro: due sillabe, una vita in frantumi « Can-cro: due sillabe, una vita in frantumi. Forse un monito più che una condanna, forse una lezione di vita. Dura da accettare ma forse chissà indispensabile per iniziare a cambiare. Chi conosce la mia storia la definisce una tragedia, una disgrazia. Io semplicemente dico che è esperienza ». (Marina Neri)

Il percorso che affronta ogni malato terminale LA COMUNICAZIONE DELLA DIAGNOSI Richiesta di essere informato Equilibrio psicologico Sede e gravità della malattia Tipo di trattamento da affrontare Età e tipo di cultura Stabilità delle relazioni familiari e rete sociale

Il percorso che affronta ogni malato terminale LA FASE DEL TRATTAMENTO

Il percorso che affronta ogni malato terminale LA FASE DEL FOLLOW UP

Il percorso che affronta ogni malato terminale LA RIPRESA DI MALATTIA Come comunicarla senza togliere la speranza ma nemmeno illudendo?

Il percorso che affronta ogni malato terminale LA FASE DI MALATTIA TERMINALE La legge n. 38/2010 definisce le Cure Palliative come: "l’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura attiva e totale dei pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici."

IL MODELLO A CINQUE FASI DI KUBLER ROSS FASE DELLA NEGAZIONE O DEL RIFIUTO « Ma è sicuro, Dott., che le analisi sono fatte bene? » « Non è possibile, si sbaglia! » « Non ci posso credere! »

IL MODELLO A CINQUE FASI DI KUBLER ROSS FASE DELLA RABBIA « Perché proprio a me? Non ho mai fatto nulla di male »

IL MODELLO A CINQUE FASI DI KUBLER ROSS FASE DEL PATTEGGIAMENTO « Se prendo le medicine, se sopporto gli effetti collaterali… » « Se guarisco, farò... »

IL MODELLO A CINQUE FASI DI KUBLER ROSS FASE DELLA DEPRESSIONE Reattiva Preparatoria

IL MODELLO A CINQUE FASI DI KUBLER ROSS FASE DELL’ACCETTAZIONE

Hunter Doherty "Patch" Adams (Washington, 28 maggio 1945) “Ogni volta che trascorro del tempo con una persona che sta morendo trovo in effetti una persona che vive. Morire è il processo che inizia pochi minuti prima della morte, quando il cervello viene privato dell'ossigeno; tutto il resto è vivere.” Hunter Doherty "Patch" Adams (Washington, 28 maggio 1945)

Cura e prendersi cura La parola cura si riferisce alla rimozione della causa di un disturbo o di una malattia, all'interruzione radicale e al sovvertimento del decorso naturale della malattia. L'espressione prendersi cura esprime il coinvolgimento personale dell'operatore sanitario con la persona che soffre. Si esprime attraverso la compassione, la premura, l'incoraggiamento e il sostegno emotivo. integrare i due aspetti nell'assistenza: nel concetto del prendersi cura sono quindi compresi sia la competenza professionale e la preparazione scientifica sia il coinvolgimento personale che porta a centrarci sulla persona del malato.

« Quando curi una malattia puoi vincere o perdere, quando ti prendi cura di una persona, vinci sempre ». (Patch Adams)

Cicely Saunders : 1967 St. Christopher’s Hospice “badare ai minimi particolari per offrire una piacevole sensazione di serenità.... e fare in modo che il paziente e la sua famiglia si sentissero a proprio agio, come a casa propria…”. Cicely Saunders (1918-2005) " Tu sei importante perché sei tu, e sei importante fino all´ultimo momento della tua vita. Faremo ogni cosa possibile non solo per permetterti di morire in pace, ma anche per farti vivere fino al momento della tua morte "

Componente psichica Componente fisica Dolore totale Componente sociale

Preoccupazione per i propri familiari Isolamento spirituale Alterazione della propria immagine corporea La paura: Che il dolore possa divenire incontrollabile Di perdere l’autocontrollo mentale e/o fisico Dipendenza fisica e perdita di dignità Di morire

Perdita Del ruolo professionale Difficoltà economiche Del ruolo familiare Isolamento sociale

Come si sta davanti al dolore? ATTENZIONE: saper guardare il dolore ASCOLTO: ascoltare le parole di dolore CONDIVISIONE: poter parlare del dolore INTERVENTO: trattare, sedare il dolore

La famiglia del paziente terminale Insieme unitario Omeostasi: equilibrio interno

La famiglia di fronte alla malattia La famiglia ha un atteggiamento caratterizzato dalla NEGAZIONE: si finge che tutto sia come prima, si evitano discorsi dolorosi e angoscianti per non affrontare la realtà. La famiglia ha un atteggiamento caratterizzato dal DISTANZIAMENTO: i familiari sono presenti ma non vogliono essere coinvolti a livello emotivo. La famiglia ha un atteggiamento da IPERCOINVOLGIMENTO: soffoca la persona malata negandole o impedendole uno spazio psicologico di autonomia. La famiglia ha un atteggiamento FUNZIONALE e COSTRUTTIVO: considera e rispetta le esigenze della persona malata.

Prepararsi INSIEME alla morte Distacchi e perdite: Subite con disperazione Accettate passivamente Guidate con consapevolezza "Buona morte" Sollievo dalla sofferenza fisica Elaborazione della sofferenza emotiva e psicologica Apprezzamento e sostegno dei rapporti umani significativi Senso del valore della propria vita, anche al suo termine Riconciliazione con sé stesso e con i propri valori

E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell’aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio. (Tiziano Terzani, da “La fine è il mio inizio”)