Materiali per manierismo. Petrarca dal Canzoniere Passer mai solitario in alcun tetto non fu quant’io, né fera in alcun bosco, ch’i’ non veggio ’l bel.

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
LA VOCAZIONE ALLA VITA CONSACRATA
Advertisements

INCONTRO GENITORI “PRIMA COMUNIONE” MARZO 2009
dal buio del peccato alla LUCE del Perdono!
Compieta Lunedì O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. * Come era nel principio,
Verso le altezze della mistica paolina
Dolce e chiara è la notte e senza vento
Sii lodato e benedetto.
Poesie classi quinte Bornato anno scolastico 2008/09
La lingua della canzone: lingua antica, successi moderni
Poesie.
NON CHIAMARMI STRANIERO!
Da un mio diario di scuola
L’AMICIZIA.
LE MIE POESIE D’AMORE Scherzosa poesia
IN MORTE DEL FRATELLO GIOVANNI
Per te … tutto il bene del mio cuore!.
Le preghiere del mattino
Annunceremo Che TU.
DI BUON COMPLEANNO Auguri Ti auguro
La mia sera di Giovanni Pascoli.
Dichiarazioni d’amore
Il Signore è vicino a quanti lo invocano
Di GIACOMO LEOPARDI PASSERO SOLITARIO.
Poesia triste III.
LETTERA DA UN AMICO… Consegna speciale.
Scuola Primaria Manzoni F O G G I A
meo core in mano, e ne le braccia avea
IMMAGINI, POESIE, PENSIERI, RIFLESSIONI SULLA PACE.
ogni giorno è importante
DEDICATO Automatic slide.
Poesie di Nazim Hikmet.
È stata una bella esperienza!
 .
Figli Quando lascerai tuo figlio,
Paura di perderti.
11.00 Capitolo 43 Il demonio è dalla mia giustizia fatto giustiziere, per tormentare le anime che miserabilmente mi hanno offeso.
10.00 Lettera 240 Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Alda Merini Poesie.
Dedicato all'amica FATIMA
STRUMENTI DI PACE.
Lettera di un padre triste....
Testo: don Luigi Serenthà Elaborazione grafica: Rita Cattaneo
Dammi la mano Papà appoggiati a me che t’accompagno non è pesante il tuo cammino perché ci sono io come tu hai fatto con me quand’ero bambino …
alle cose che mi han dato, alle cose che mi han tolto, Quando penso a quello che ho vissuto io, alle cose che mi han dato, alle cose che mi han tolto,
Dedicato all'amica FATIMA
LE RICORDANZE di Giacomo Leopardi Ia parte.
LA VITA FUGGE, ET NON S’ARRESTA UN’HORA
Occhiali nuovi Non vedo molto bene da vicino, Signore. Almeno le cose che mi riguardano: i miei errori, i miei difetti. Mentre inquadro benissimo.
Il passero solitario Poesia di Giacomo Leopardi.
Sono come una piccola matita
Il Passero Solitario di Giacomo Leopardi.
Emozioni.
Cerca di essere più buono, perchè tutti quelli che incontri
Un poeta alla ricerca di Dio …. 4 maggio 2015
Raccolta poesie Ciao ragazzi sono Romina, una ragazza a cui è venuto in mente di creare nel nostro sito una cartella contenente poesie per persone come.
Laudes creaturarum Francesco d’ Assisi.
L’albero e il fiore L’albero si stiracchiò nel nuovo giorno,
ECCOMI, ECCOMI SIGNORE , IO VENGO. SI COMPIA IN ME LA TUA VOLONTA’
NELLA NOTTE SEI LUCE Incontro di preghiera in preparazione al Natale.
A SILVIA Giacomo Leopardi.
Dolcissima Maria.
Silvia, ti ricordi ancora quel periodo della tua vita quando la bellezza si rifletteva nei tuoi occhi che esprimevano gioia e pudore e tu lieta e carica.
Inno di lode a Dio. Inno di lode a Dio GESU’ TU SEI UN AMICO DAVVERO SPECIALE LA DOMENICA MATTINA HAI SEMPRE UN SACCO DI COSE BELLE DA DIRE PROPRIO.
La gioia di amare.
Anche a noi, come ai pastori di Betlemme, è stato dato il più grande Annuncio, sospirato dalla Chiesa e molto più da Dio: quella Volontà che regna in.
nella mente mi ragiona”
In ascolto di Santa Umiltà. Vieni presto, non tardare più, Gesù, dolce nel ricordo; pace immensa e vera di ogni mia lotta, porta pace e concordia in tutti.
Anche se non sei corrisposto, ama lo stesso, mi assomiglierai.
Transcript della presentazione:

Materiali per manierismo

Petrarca dal Canzoniere Passer mai solitario in alcun tetto non fu quant’io, né fera in alcun bosco, ch’i’ non veggio ’l bel viso, et non conosco altro sol, né quest’occhi ànn’altro obiecto. Lagrimar sempre è ’l mio sommo diletto, il rider doglia, il cibo assentio et tòsco, la notte affanno, e ’l ciel seren m’è fosco, et duro campo di battaglia il letto. Il sonno è veramente, qual uom dice, parente de la morte, e ’l cor sottragge a quel dolce penser che ’n vita il tene. Solo al mondo paese almo, felice, verdi rive fiorite, ombrose piagge, voi possedete, et io piango, il mio bene.

La persistenza del tema: Camillo Sbarbaro Sonno, dolce fratello della Morte, che dalla Vita per un po’ ci affranchi ma ci rilasci tosto in sua balia come gatto che gioca col gomitolo; di te, finché la mia vita giustifichi la vita della mia sorella e un segno che son vissuto anch’io finché non lasci, io mi contenterò e del tuo inganno. Vieni, consolatore degli afflitti. Abolisci per me lo spazio e il tempo e nel nulla dissolvi questo io. Nessun bambino mai così fidente s’abbandonò sul seno della madre com’io nelle tue mani m’abbandono. Quando si dorme non si sa mai nulla

Della Casa O sonno, o de la queta, umida, ombrosa notte placido figlio; o de’ mortali egri conforto, oblio dolce de’ mali sì gravi ond’è la vita aspra e noiosa; soccorri al core omai, che langue e posa non have, e queste membra stanche e frali solleva: a me ten vola, o sonno, e l’ali tue brune sovra me distendi e posa. Ov’è ’l silenzio che ’l dì fugge e ’l lume? E i lievi sogni, che con non secure vestigia di seguirti han per costume? Lasso, che ’nvan te chiamo, e queste oscure e gelide ombre invan lusingo. O piume d’asprezza colme! o notti acerbe e dure!

Anche oggi.. Valerio Magrelli Eppure la stanchezza, simile in questo ad una vela pesante, si riempie alla fine del giorno di tutto il vento trascorso e lentamente muove i miei pensieri nella sera. Così il silenzioso soffio della mente e del sonno disincaglia il corpo della luce. Io m’addormento in questo scafo azzurro e già le lenzuola accarezzano l’acqua, e già la riva è lontana.

Petrarca dal Canzoniere S’amor non è, che dunque è quel ch’io sento? Ma s’egli è amor, perdio, che cosa e quale? Se bona, onde l’effetto aspro mortale? Se ria, onde sì dolce ogni tormento? S’a mia voglia ardo, onde ’l pianto e lamento? S’a mal mio grado, il lamentar che vale? O viva morte, o dilettoso male, come puoi tanto in me, s’io nol consento? E s’io ’l consento, a gran torto mi doglio. Fra sì contrari vènti in frale barca mi trovo in alto mar senza governo, sì lieve di saver, d’error sì carca ch’i’ medesmo non so quel ch’io mi voglio, e tremo a mezza state, ardendo il verno.

Luigi Groto e il sonetto retrogrado Fortezza e senno Amor dona, non tolge; giova, non noce; al ben,non al mal chiama; trova, non perde onor, costumi, fama; bellezza e castità lega, non sciolge; dolcezza, non affanno l’uom ne colge; nova perfida Amor rompe, non trama; prova, non crucia; il duol odia, non ama; prezza, non scherne; in buon, non in rio volge; vita, non morte dà; gioia, non pena; sorte buona, non ria; frutto, non danno; invita al ciel, non a l’inferno mena; accorte, non cieche or l’alme si fanno; aita, non offende; arma, non svena; forte, non molle Amor; dio, non tiranno.