VENTO Movimento di masse d’aria generato da differenze

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VENTO Movimento di masse d’aria generato da differenze di pressione in punti diversi dell’atmosfera. Si chiama GRADIENTE BARICO ORIZZONTALE la differenza di pressione, espressa in millibar, ogni 111 km, (la lunghezza di un grado di meridiano sulla superficie terrestre). La differenza di un mb genera venti normali, la differenza di 4 mb genera venti molto forti. BONCIARELLI PAG.55. Direzione DA CUI SPIRA il vento può essere espressa in due modi: indicando i 16 quadranti della bussola (N, NNE, NE, ENE, E, ecc) o con un numero che corrisponde ai gradi del cerchio della bussola contati a partire dal nord in senso orario. E’ importante conoscere la direzione prevalente dei venti dominanti per poter orientare correttamente i filari frangivento, gli apprestamenti di protezione, la disposizione degli irrigatori. Il passaggio da m s-1 a km h-1 si ottiene moltiplicando i primi per 3,6. Direzione del vento 270° Velocità del vento 0° km h-1 m s-1 km d-1 180° 90°

DIREZIONE DEL VENTO

SCALA BEAUFORT Grado o forza Termine descrittivo Velocità media del vento all'altezza di 10 m su terreno piatto e scoperto Sulla terra ms-1 km h-1 Calma 0-0,2 < 1 Calma; il fumo sale verticalmente 1 Bava di vento 0,3-1,5 1-5 Il fumo si piega al vento, non le banderuole 2 Brezza leggera 1,6-3,3 6-11 Il vento si sente sul volto; le foglie si muovono; le banderuole sono messe in movimento 3 Brezza tesa 3,4-5,4 12-19 Foglie e ramoscelli in costante movimento 4 Vento moderato 5,5-7,9 20-28 Polvere e carta vengono sollevati; i piccoli rami sono agitati 5 Vento teso 8,0-10,7 29-38 Gli arbusti cominciano a ondeggiare; le acque si increspano 6 Vento fresco 10,8-13,8 39-49 I grossi rami sono agitati; gli ombrelli sono usati con difficoltà; i fili delle linee elettriche sibilano 7 Vento forte 13,9-17,1 50-61 Alberi agitati; difficoltà nel camminare contro vento 8 Burrasca 17,2-20,7 62-74 Rami spezzati; è praticamente impossibile procedere contro vento 9 Burrasca forte 20,8-24,4 75-88 Danni leggeri agli edifici; asportazione di comignoli e tegole 10 Tempesta 24,5-28,4 89-102 Si verifica raramente nell'entroterra gli alberi sono sradicati; danni considerevoli agli edifici 11 Tempesta violenta 28,5-32,6 103-117 Si verifica raramente; provoca gravi devastazioni 12 Uragano 32,7 e più 118 e più Devastazioni gravissime

impollinazione anemofila favorita EFFETTI DEL VENTO SULLE COLTURE impollinazione anemofila favorita Leggeri movimenti d’aria aumento di ET ricambio di CO2 Vento forte alterazioni morfologiche delle piante allettamento stroncamento e sradicamento In quanto rimuove l’aria all’interno del manto vegetale satura di umidità a causa dell’et apportando aria più secca e più ricca di CO2. Le piante che crescono sotto l’azione dei venti dominanti dimensioni ed architettura loro proprie a causa del mancato inturgidimento delle cellule che non riescono a raggiungere mai un livello di idratazione ottimale. Sotto l’azione di venti costanti si assiste poi ad alterazioni morfologiche quali la “chioma a bandiera. Fenomeno che si verifica in molte colture erbacee per piegamento dello stelo o per allentamento delle radici. Azione di sollevamento e trasporto di particelle del terreno che assume notevole rilevanza in molte aree della terra. Molto spesso le particelle di sabbia trasportate hanno azione abrasiva e possono lesionare seriamente i vegetali. Venti caldi invernali come il FAVONIO possono determinare il disseccamento di interi boschi di montagna. O altri danni riportati sotto. Determinata prevalentemente dallo scirocco. devitalizzazione di foglie, germogli e polline appassimento stretta dei cereali Venti caldi

FAVONIO Föehn Il favonio è un vento di caduta caldo e secco che si presenta quando una corrente d'aria, nel superare una catena montuosa, perde parte della propria umidità in precipitazioni (pioggia, neve o altro). Quando la corrente sale verso l'alto, infatti, l'aria si espande, si raffredda, dopodiché possono verificarsi due possibilità: se l'umidità in essa contenuta non viene persa (rimanendo sotto forma di semplice nuvola), l'aria, nel ricadere sul versante opposto si comprime e si riscalda tornando alle condizioni di partenza; ma se la condensazione del vapore acqueo sfocia in precipitazioni, non si ritorna alle condizioni dalle quali si è partiti e l'aria arriva a valle con una temperatura più alta di quella di partenza. Il favonio può causare un aumento delle temperature anche di 30 °C in poche ore. Per questo motivo è detto anche "mangianeve", perché fa fondere rapidamente la neve a causa dell'effetto congiunto dell'innalzamento termico e della bassa umidità. Il nome favonio si riferisce in realtà solamente al vento caldo e secco discendente. Dal versante sopravento si ha lo Stau, un vento umido ascendente che porta pioggia, neve e nubi.

DIFESA DAL VENTO Frangivento sempreverdi crescita rapida Morti Sono barriere disposte in senso ortogonale alla direzione dominante del vento. CARATTERISTICHE sempreverdi crescita rapida resistenti ai venti salsi resistenti allo sradicamento apparato radicale non espanso Specie arboree “ arbustive “ erbacee Vivi

Sempervirens Arizonica SPECIE UTILIZZATE COME FRANGIVENTO Clima mediterraneo Cipresso Sempervirens Arizonica Alberi Cupressus spp.

Chamaecyparis lawsoniana SPECIE UTILIZZATE COME FRANGIVENTO Clima mediterraneo Canna comune Arbusti Chamaecyparis lawsoniana Thuja spp. Erbacee Arundo spp.

h v DISTANZA TRA LE BARRIERE FRANGIVENTO Velocità del vento Entità di riduzione della velocità del vento Altezza del frangivento Altezza della coltura da proteggere 5 volte h ripresa del 30% di v 10 volte h ripresa del 50% di v 15 volte h ripresa del 80% di v 20 volte h ripresa del 90% di v 25 volte h ripresa del 100% di v h L’azione di difesa e l’area protetta variano in funzione di numerosi elementi. A parità di altre condizioni la distanza tra due barriere frangivento deve essere tanto più ridotta quanto più elevata risulta la velocità del vento, maggiore è l’efficacia richiesta ai frangivento (in termini di riduzione della velocità), meno elevata è l’altezza delle essenze utilizzata, più alta è la coltura da proteggere. Sarebbe interessante introdurre anche l’andamento della produzione riportato dal LANDI a PAG. 122. v

EFFICACIA DEL FRANGIVENTO Fittezza o densità Altri fattori che influenzano l’efficacia del frangivento sono: La densità rappresenta la percentuale di apertura della massa vegetale. Influenza la permeabilità e dipende dallo spessore e dalla caratteristica della chioma del frangivento. Un buon frangivento non deve essere troppo permeabile ne troppo denso. Quest’ultimo da luogo a fenomeni di turbolenza nella zona sottovento. Massima efficacia del frangivento non si ha con sezione rettangolare ( essenze della stessa altezza) ma con essenze che abbiano altezza progressivamente crescente nella parte sopravento e decrescente in quella sottovento. Ciò può essere ottenuto facendo ricorso a specie di taglia diversa (comprese specie arbustive) oppure utiliczzando la stessa specie con alberi ceduati ad età differente. Struttura o sezione

attività fotosintetica VANTAGGI E SVANTAGGI DEL FRANGIVENTO Effetto della presenza di frangivento e dell’irrigazione sulla evapotraspirazione diurna, sull’apertura degli stomi e sulla produzione di una coltura di mais (Bouchet et al., 2004). Inconvenienti Creazione di tare Ombreggiamento Competizione svantaggi di seguito riportati sono largamente controbilanciati dai benefici che traggono le colture protette dall’azione del vento. Riguarda la richiesta evapotraspirativa dell’atmosfera. Questo si traduce in una migliore utilizzazione delle riserve idriche e, in altri termini, in una maggiore produzione di s.s. a parità di acqua consumata. L’incremento dell’umidità relativa, la riduzione dei movimenti d’aria e la riduzione degli eccessi termici nelle giornate estive determinate dalla presenza dei frangivento comporta un miglioramento del microclima che si traduce in una maggiore durata dell’apertura degli stomi. La figura mostra: 1) a parità di condizioni l’ETP è più ridotta in presenza di frangivento; 2) Il periodo di apertura degli stomi è più prolungato passando dal testimone, alla coltura asciutta con frangivento, alla coltura irrigua con frangivento (la figura è poco chiara in effetti il periodo di apertura degli stomi corrisponde alla parte esterna alle coordinate, la parte centrale rappresenta il periodo di chiusura). 3) La produzione aumenta passando dal testimone, alla coltura asciutta con frangivento, alla coltura irrigua con frangivento (parte in basso a destra). Risulta ormai ampiamente confermato dalla sperimentazione che l’influenza positiva dei frangivento si traduce in un incremento della resa anche in aree dove il vento non ha mai rappresentato un problema. L’entità di questi incrementi viene quantificata tra il 10 ed il 30% per i cereali ma si è arrivati anche al 100% nel caso delle foraggere. Vantaggi Riduzione di ETP Apertura stomatica prolungata Incremento della attività fotosintetica