Come vivere al meglio ER Gestione di gruppo. 1.VOLERE BENE A CRISTO 2.VOLERE BENE AI RAGAZZI  Volere bene non significa tanto fare «smancerie» o semplice.

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Transcript della presentazione:

Come vivere al meglio ER Gestione di gruppo

1.VOLERE BENE A CRISTO 2.VOLERE BENE AI RAGAZZI  Volere bene non significa tanto fare «smancerie» o semplice «simpatia» nei loro confronti. Il volere bene è soprattutto un atto di volontà. È una posizione a priori: indipendente da chi sei ti voglio bene. Ma per educare occorre avere la confidenza dei ragazzi. Se vogliamo bene a loro saremo ricambiati. Evitate però di essere eccessivamente possessivi: i ragazzi non sono una vostra proprietà. 3.AVERE UN PO' DI ANSIA MISSIONARIA  È positivo che qualche volta «siamo tesi» e «stiamo male» per loro o per la buona riuscita di un gioco, di un’attività, vuole dire anche ci abbiamo messo il cuore! 4. NON STANCARSI SE A VOLTE C'È DA «ALLACCIARE LE SCARPE» AI RAGAZZI  Il gesto di «allacciare le scarpe» ad un ragazzo implica il chinarsi, il mettersi in ginocchio di fronte a lui. È simbolo di atteggiamento di servizio: ci ricorda che è sempre il ragazzo al centro del processo educativo. E ci rammenta che bisogna fare un po' di fatica e di sacrificio STARE VOLENTIERI CON I RAGAZZI  Cioè non fare sentire loro che siamo lì temporaneamente come «in prestito», e che abbiamo una cosa più importante da andare a fare da un momento all'altro. Come vivere al meglio Estate Ragazzi

6. NON AGIRE MAI A TITOLO PERSONALE  Non aspettarti la riconoscenza da nessuno, che se poi c’è tanto meglio. Tu però non lavorare per essa non è per gloria né per vanto, ma per Amore. 7.DEDICARE TEMPO AI RAGAZZI (NON È MAI TEMPO PERSO)  Dedicare tempo significa «dare valore» al ragazzo. I ragazzi stanno volentieri con chi dedica loro tempo. Ne subiscono spesso il carisma e lo imitano, lo cercano. Anche negativamente. Se leggiamo la storia personale di alcuni ragazzi «sbandati» vediamo che quasi sempre sono stati ore ed ore, con persone «sbandate», che hanno delicato loro «attenzione». Un'attenzione pericolosa e negativa, ma sempre tale rimaneva. Inoltre non usare mai la satira, le frasi cattive che irritano, l’accenno a regioni, paesi o difetti personali. 8.DARE NOME E COGNOME AI COMPONENTI DEL PROPRIO GRUPPO  Impara presto e bene tutti i nomi dei ragazzi. Per educare è essenziale conoscere chi vogliamo educare, la sua storia, da che famiglia proviene, la sua cultura, la sua personalità, per sapere sempre come agire nei suoi confronti. 9.ESSERE UN PO' SPRINT, GIOIOSI NON VERGOGNARSI  Non sentirsi a disagio nel fare cose strane come balli, imitazioni di animali, ecc..., o ad essere uno dei pochi che compie la scelta di stare con i ragazzi, andando un po' controcorrente. 11. AVERE VOGLIA DI MIGLIORARSI  Nel canto, nel ballo, nell'imparare nuovi giochi, nuove tecniche espressive, aumentare le proprie competenze ecc.! Attenzione però a non esagerare! Va bene migliorarsi, ma non essere invasivi ed egocentrici. 12.PENSARE CHE È MEGLIO FARE TROPPO …CHE PENTIRSI DI NON AVERE FATTO  Non abbiate paura a «lanciarvi», anche se qualche volta non centrerete alla perfezione l'obiettivo. Una cosa è certa: chi non agisce non sbaglia mai...!

Saper gestire una squadra di ragazzi con tutti i problemi che ciò comporta Regole importanti: Occhio all’ambiente A tutto ciò che distrae... alla posizione dei ragazzi, alle possibilità di distrazione che offre il luogo dove ti trovi con i ragazzi. Consiglio: favorire il lavoro con i ragazzi preparando l’ambiente per tempo Occhio alla partecipazione, alla dinamica del gruppo: Attento a chi prende facilmente la parola, chi invece sembra vivere in un altro mondo, a chi è attento ma non riesce ad esprimersi, chi partecipa attivamente e chi non vuole! Consiglio: aiutare la partecipazione di tutti, soprattutto chi fa più fatica. Valorizzare le capacità anche di chi sembra essere una schiappa. Avvicinare i timidi e aiutarli a dire anche poco, complimentandosi con loro. Non preoccuparsi dei risultati e della bella figura o del fare tutto... E’ buona cosa favorire la partecipazione di tutto il gruppo a scapito di un risultato meno appariscente. Consiglio: spronare continuamente i ragazzi a fare le cose assieme... “questo ha valore anche nel punteggio, più di tante altre cose belle”...