GLI AUSILI UN CAMMINO VERSO LA RICOSTRUZIONE DEL SE’

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GLI AUSILI UN CAMMINO VERSO LA RICOSTRUZIONE DEL SE’

….Un giorno mentre camminavo per le vie del centro,gettai casualmente lo sguardo su una vetrina di accattivante lucentezza. Fui colpito dall’immagine riflessa nel vetro. Che aveva di tanto strano quella figura? Non capivo, qualcosa mi sfuggiva. Eppure era identica a me in tutto e per tutto. …..Certo vi somigliate perfettamente, ma in una cosa siete diversi: tu sei in piedi, mentre la tua immagine se ne sta seduta……..

AUTONOMIA Gli esseri umani imparano a definire se stessi riconoscendo un “dentro” ed un “fuori” di sé; Sviluppano nel tempo la propria identità, attraverso esperienze, incontri, relazioni, etc.

L’individuo parte da una situazione di completa dipendenza (neonato), per arrivare all’acquisizione di autonomia (età adulta) attraverso un percorso molto complesso caratterizzato di conquiste e abbandoni, incontri e separazioni, etc.

STIMA DI SE’ AUTONOMIA LIBERTA’ SOGGETTIVITA’

….. QUINDI ….. Sentirsi autonomi di muoversi, Di viaggiare Di amare Di gestire il prorio tempo libero

COME UN EVENTO ACUTO INTERFERISCE CON TUTTO QUESTO? IL trauma è un grave evento, che in modo inaspettato e dirompente, rompe e lacera il proprio corpo; Annienta la possibilità del soggetto di esprimersi liberamente, in autonomia.

La perdita della capacità motoria rischia così non solo di rendere l’individuo incapace di controllare i propri movimenti, ma anche di condurlo ad una sofferenza psichica, che si manifesta con una immobilità di pensiero, incapacità di avere stima di sé ed inibizione della propria valenza sociale.

COSA SUCCEDE ALL’INDIVIDUO ? Si possono individuare delle fasi che caratterizzano il percorso del soggetto: Disorientamento Collera e negazione delle relazioni Timore di dipendenza dall’altro

COSA SONO GLI AUSILI ? Molti oggetti permettono all’uomo una relazione continua con l’ambiente che lo circonda e consentono di esplicitare padronanza e soggettività nel rapporto con il mondo esterno. Alcuni di essi finiscono con il definire il nostro livello sociale.

…MA………… Sono quelli “strumentali” al nostro agire che danno una percezione di buona o cattiva qualità di vita e permettono una buona o cattiva relazione con l’esterno; L’ambiente in cui viviamo può così apparirci soddisfacente ed accogliente oppure ostile ed inaccessibile.

PER QUESTO MOTIVO Nel processo riabilitativo l’utilizzo di strumenti per l’autonomia è fondamentale. Il processo di adattamento agli strumenti ed il loro utilizzo, consente di restituire alla persona una dimensione sociale, che allontana le complicanze della malattia ridando la possibilità di scelta.

ACCOMPAGNARE NELLA SCELTA Le emozioni ed i sentimenti che danno forma al rapporto di fiducia che si instaura, costituiscono le premesse per la buona riuscita del processo di cura

IL PAZIENTE DIVENTA PARTE INTEGRANTE DEL TEAM Quando la malattia richiede un mutamento dello stile di vita, il team deve farsi carico dei bisogni e del vissuto del paziente, perché non ci si può limitare alla cura del corpo, ma occorre prendersi cura anche della storia personale dell’individuo.

E’ Necessario ridare la parola al paziente, interagire con lui, questo rende la relazione non solo più soddisfacente, ma anche più efficace. In questo spazio relazionale è possibile stabilire quale strumento introdurre per raggiungere l’obiettivo che il paziente ritiene prioritario.

Il lavoro sinergico dei diversi operatori consente di dosare obiettivi e programmi riabilitativi, costruendo, con senso di realtà, la speranza di un’esistenza nuova e diversa e di un nuovo e diverso ruolo sociale.

Il paziente considererà l’ausilio come parte di sé solo se percepirà il beneficio che ne trae nella sostituzione di una funzione persa o nell’amplificazione di una potenzialità residua e, comunque, solo se gli permetterà di raggiungere obiettivi che appartengano al suo quadro esistenziale

Flavio Emer,”Il mio cielo è diverso” “Seduto su quella carrozzella elettrica comandata con la voce, zig zagavo agilmente tra le persone che affollavano, come tutti i pomeriggi del sabato le vie del centro. Nulla avrebbe potuto distoglirmi da quella sorta di raptus agonistico in cui mi trovavo. Ma immensi furono il mio stupore e la mia emozione, quando gettando lo sguardo su una vetrina, vidi la mia immagine riflessa che, dritta in piedi, mi osservava divertita.” Flavio Emer,”Il mio cielo è diverso”