Fisica Subnucleare Modulo: collisioni ultrarelativistiche di nuclei pesanti 2 a lezione Dr. Francesco Noferini 1 Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì

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Fisica Subnucleare Modulo: collisioni ultrarelativistiche di nuclei pesanti 2 a lezione Dr. Francesco Noferini 1 Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

Sommario del modulo Motivazioni: il deconfinamento Collisioni nucleo-nucleo Risultati sperimentali in collisioni nucleo- nucleo (SPS,RHIC) Risultati ad LHC e prospettive 2 Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

Centralità in collisioni ione-ione 3 b Parametro di impatto Regione di sovrapposizione dei due nuclei La centralità della collisione può essere espressa anche in termini dei nucleoni che partecipano alla collisioni (N part ) Nucleoni (n,p) che non partecipano alla collisione Quark e gluoni prodotti nei primi istanti della collisione Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

4 Modello di Glauber Modello semi-classico per la geometria della collisione tra due nuclei con parametro di impatto b Interazione tra nuclei espressa come sovrapposizione incoerente di interazioni tra i nucleoni che costituiscono il nucleo – Si può descrivere la collisione nucleo-nucleo con il calcolo delle probabilità La collisione di due nuclei è una sequenza di eventi (=collisioni tra nucleoni) indipendenti Permette un calcolo quantitativo di: – Probabilità di interazione – Numero di collisioni elementari nucleone-nucleone (N coll ) – Numero di nucleoni partecipanti (N part ) Si definiscono partecipanti i nucleoni nel volume di overlap dei due nuclei che collidono Chiamati anche Wounded nucleons – Numero di nucleoni spettatori Sono quelli che non partecipano – Dimensioni della regione di overlap – … Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

5 Modello di Glauber: assunzioni di base (Optical limit) I nucleoni allinterno dei nuclei sono considerati puntiformi – Dimensione del nucleone << dimensione del nucleo I nucleoni allinterno dei nuclei sono considerati indipendenti – Nellinterazione tra un nucleone del nucleo proiettile e un nucleone del nucleo bersaglio si trascura leffetto degli altri nucleoni che compongono i nuclei collidenti – Buona approssimazione ad alte energie in cui la lunghezza donda di DeBroglie dei nucleoni del nucleo proiettile è molto minore della tipica distanza tra due nucleoni allinterno del nucleo bersaglio (tipicamente di 1.2 fm) Ad esempio alle energie SPS (p BEAM = 160 GeV/c ) Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

6 Modello di Glauber: assunzioni di base (Optical limit) Il nucleo (e quindi i nucleoni che lo costituiscono) viaggia in linea retta e non viene deflesso nellinterazione – Buona approssimazione ad alte energie Ad alte energie limpulso trasverso scambiato nella collisione è trascurabile rispetto alla componente longitudinale – A basse energie i nuclei sono deflessi rispetto alla traiettoria lineare per via della repulsione coulombiana In questi casi si può usare un Coulomb modified Glauber model che tiene in conto della deflessione coulombiana. I protoni e i neutroni sono indistinguibili Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

7 Modello di Glauber: altre approssimazioni La sezione durto per una collisione elementare nucleone-nucleone è la stessa per tutto il passaggio di un nucleone attraverso il nucleo bersaglio. – Un nucleone dopo la prima interazione passa in uno stato eccitato (baryon-like object) e quindi nelle successive collisioni potrebbe interagire con una diversa sezione durto – Motivo dellapprossimazione: ad alta energia tempo tra due collisioni << tempo di formazione delle particelle prodotte nella collisione Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

8 Physical input Sezione durto nucleone-nucleone – Dipende dallenergia ( s) della collisione – Costante per tutte le collisioni tra nucleoni che avvengono allinterno della collisione tra nuclei – La sezione durto ha diverse componenti: Elastica Inelastica (con perdita di energia). Suddivisa in eventi: – Non Diffrattivi (i nucleoni collidenti acquisiscono colore e si rompono) – Diffrattivi (i nucloni collidenti mantengono i loro numeri quantici rimanendo colourless) – Nei calcoli della geometria di collisioni nucleo-nucleo con il modello di Glauber si usa la componente inelastica ( inel ) Distribuzione della densità di nucleoni allinterno del nucleo – Da misure di scattering elastico elettrone-nucleo o neutrone-nucleo Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

9 Sezione durto SPS RHIC (top) LHC(Pb) LHC(p) Laboratory beam momentum (GeV/c) Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

10 Densità di nucleoni nel nucleo Le misure dei fattori di forma hanno permesso di studiare le distribuzioni radiali di carica nei nuclei – La densità di carica nella parte centrale è costante – La superficie dei nuclei non è definita in modo netto Alla superficie la densità scende a zero in modo graduale Funzioni usate per riprodurre la distribuzione di carica: – 2-parameter Fermi (Woods-Saxon) – 3-parameter Fermi – 3-parameter Gauss densità al centro del nucleo raggio nucleare skin depth Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

11 Esempi di densità di nucleoni (I) Nucleo di Pb (Z=82, A=208) – parametrizzazione 2pF – r 0 = fm – = fm – 0 = fm -3 Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

12 Parametri delle densità nucleari Punti (in nero) presi dai parametri dei fit alle misure di scattering deep inelastico DeJager et al, At. Data and Nucl. Data Tables (1979) Semplice parametrizzazione in funzione del numero di massa A (Curve in rosso) Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

13 Configurazione nucleare Una configurazione nucleare è definita dalle coordinate dei nucleoni che costituiscono il nucleo – Ad esempio per il nucleo A con: Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

14 Configurazione nucleare La probabilità di avere un nucleone nellelemento di volume d 2 sdz in posizione (s,z) del nucleo A è data da: – dove A (s i A,z i A ) è la densità di nucleoni allinterno del nucleo A Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

15 Nuclear thickness function Si usa lapprossimazione che i nucleoni viaggiano in linea retta – Le coordinate {s i A } non cambiano dopo le collisioni – La coordinata lungo lasse del fascio z i A non è rilevante In questa approssimazione la configurazione nucleare è definita solo dalle coordinate {s i A } sul piano trasverso e si può definire lanuclear thickness function : – che rappresenta la probabilità di trovare un nucleone nel nucleo A alla coordinata trasversa s A Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

16 Normalizzazione della nuclear thickness function Perché rappresenti una probabilità la nuclear thickness function deve essere normalizzata in modo che: – Poiché lintegrale delle densità di nucleoni allinterno del nucleo ( r ) mostrate in precedenza è normalizzato al numero di nucleoni A, le densità nucleari devono essere definite come Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

17 Grafici di T A T A (x,y) per il nucleo di Pb – Data la simmetria sferica del nucleo, T A (x,y) dipende solo dal raggio r Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

18 Coordinate sul nucleo bersaglio La nuclear thickness function del nucleo B è: Nel sistema di coordinate centrato sul centro del nucleo A si ha: da cui Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

19 Probabilità di una collisione nucleone- nucleone (I) La probabilità che in un elemento di area trasversa d 2 s (con coordinate s rispetto al nucleo A e b-s rispetto al nucleo B) avvenga una collisione nucleone-nucleone e data dal prodotto di: – probabilità di avere un nucleone del nucleo A nellarea d 2 s – probabilità di avere un nucleone del nucleo B nell area d 2 s – sezione durto per una collisione inelastica nucleone-nucleone Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

20 Probabilità di una collisione nucleone- nucleone (II) La probabilità che in una collisione di due nuclei A e B a parametro di impatto b avvenga una collisione tra due nucleoni e data da: Dove si è introdotta la nuclear overlap function: – in cui T A (s)T B (b-s)d 2 s rappresenta la probabilità di avere un nucleone del nucleo proiettile A e un nucleone del nucleo bersaglio B nella stessa unità di area d 2 s sul piano trasverso – T AB (b) ha le dimensioni dellinverso di unarea (es. fm -2 ) Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

21 Grafici di T AB (b) Se i nuclei non sono deformati, la nuclear overlap function dipende solo dal modulo del parametro di impatto e non dalla sua direzione T A (b) per collisioni InIn e PbPb – T AB è normalizzato in modo che d 2 bT AB (b) = 2 bdbT AB (b) = 1 Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

22 Probabilità di n collisioni nucleone- nucleone La probabilità che in una collisione di due nuclei A e B a parametro di impatto b avvengano n collisioni nucleone-nucleone è data dalla legge binomiale: Numero di combinazioni che consentono di avere n interazioni su AB incontri tra nucleoni dei due nuclei Probabilità di avere AB-n nucleoni che non intergiscono Probabilità di avere n collisioni tra nucleoni Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

23 Probabilità di interazione nucleo- nucleo I due nuclei subiscono una collisione inelastica se cè stata almeno una collisione inelastica tra due dei nucleoni che li costituiscono – dove P 0 (b) è la probabilità che non avvenga nessuna collisione inelastica tra due nucleoni. Ed è data da: – Quindi: Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

24 Grafici di p AB vs. b (I) La probabilità di interazione dei due nuclei – è =1 per b<2R – Diminuisce per b>2R, quando solo le code delle Woods-Saxon si sovrappongono Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

25 Sezione durto inelastica per collisioni nucleo-nucleo La sezione durto totale per una collisione inelastica tra due nuclei A e B è data da: La sezione durto per eventi con parametro di impatto b<b c è data da: Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

26 Numero di collisioni vs. b Il numero medio di collisioni in una collisione tra due nuclei A e B con parametro di impatto b si ottiene usando la proprietà della media della distribuzione binomiale: – dove N è il numero di prove e p la probabilità di successo – Nel nostro caso: – da cui: Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

27 Grafici di N coll vs. b N coll grande per collisioni centrali (b0) N coll 0 per collisioni periferiche (b2R) A parità di parametro di impatto, N coll cresce al crescere della dimensione dei nuclei collidenti (N coll AB, N coll <<AB) Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

28 Interazione di un nucleone (I) La probabilità di interazione tra un nucleone del nucleo proiettile A con coordinata s sul piano traverso con uno dei B nucleoni del bersaglio è: – T B (b-s) è la probabilità di avere un nucleone nel nucleo B alla coordinata trasversa b-s (misurata rispetto al centro del nucleo B) La probabilità che non interagisca è: La probabilità che un nucleone del nucleo proiettile A non interagisca con nessuno dei B nucleoni del nucleo bersaglio è data da: Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

29 Interazione di un nucleone (II) La probabilità che un nucleone del nucleo proiettile A con coordinata s sul piano traverso interagisca con almeno uno dei B nucleoni del bersaglio è: – p nB rappresenta la probabilità di interazione nucleone-nucleo – Analoga a quella nucleo-nucleo p AB (b)=1-[1- inel T AB (b)] AB con A=1 Integrando sulle possibili posizioni del nucleone n allinterno del nucleo A: – T A (s) è la probabilità di trovare un nucleone del nucleo A nel punto di coordinata trasversa s. – P nB (b) è la probabilità che il nucleone n del nucleo A interagisca con uno qualunque dei nucleoni del nucleo B, cioè che il nucleone n sia un nucleone partecipante Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

30 Numero di partecipanti (I) La probabilità di avere nucleoni partecipanti nel nucleo A è quindi data dalla legge binomiale: Il numero medio di partecipanti del nucleo A sarà quindi: Ripetendo il ragionamento per il nucleo bersaglio si ha che il numero medio di partecipanti del nucleo B è: Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

31 Numero di partecipanti (II) Il numero medio di nucleoni partecipanti in collisioni con parametro di impatto b è dato da Numero di nucleoni nel nucleo proiettile Probabilità di avere un nucleone in posizione s nel nucleo proiettile Probabilità che il nucleone del nucleo proiettile A interagisca con almeno uno dei nucleoni del nucleo B Contributo del nucleo proiettile Contributo del nucleo bersaglio Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

32 Grafici di N part vs. b (I) N part grande ( A+B) per collisioni centrali (B0) N part 0 per collisioni periferiche (B2R) A parità di parametro di impatto, N part cresce al crescere della dimensione dei nuclei collidenti ( N part A) Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

33 Numero di collisioni per partecipante Al crescere della centralità e di inel cresce il numero medio di collisioni subite da ciascun nucleone partecipante – La dipendenza da inel è dovuta a N coll dato che N part varia poco con inel Accel.s (GeV) total (mb) inel (mb) AGS SPS RHIC LHC(Pb) Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

34 Densità di partecipanti (I) Si può calcolare la densità dei nucleoni partecipanti = numero di partecipanti per unità di area nel piano trasverso – La densità di partecipanti (così come quella di collisioni e quella di energia depositata) è massima al centro della regione di overlap dei nuclei collidenti diminuisce man mano che si va verso i bordi Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

35 Densità di partecipanti (II) La zona di interazione (fireball) è costituita da: – una regione centrale (core) dove cè unalta densità di collisioni, quindi alta densità di energia e alta temperatura Nel core caldo si possono realizzare le condizioni per la formazione del QGP – i bordi (corona) dove la densità di energia e la temperatura sono più bassi Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

PHOBOS Dipendenza dalla centralità e dallenergia: RHIC 36 Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 9/05/11, Dipendenza solo da N part Dipendenza anche da N coll

dN ch /d vs. centralità (PbPb) Bologna a LHC - 15 Aprile F. Noferini 37 Molteplicità di particelle cariche in eventi PbPb in funzione della centralità Molteplicità di particelle cariche in eventi PbPb in funzione della centralità Fino a 1600 tracce cariche per unità di rapidità nelle collisioni più centrali

38 Numero di spettatori Il numero medio di nucleoni spettatori per collisioni nucleari a parametro di impatto b si ricava da quello di partecipanti come: – ed è ovviamente grande per collisioni periferiche e piccolo per collisioni centrali Nel caso di collisioni di nuclei uguali (A=B), si calcola facilmente il numero medio di spettatori dei nuclei proiettile e bersaglio: Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

39 The ZDC detector at PHENIX

Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, The BBC detector at PHENIX beam pipe Z-direction R-direction Collision point BBC inner ring middle ring outer ring RING ID BB C

Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, Centralità: BBC vs ZDC (PHENIX) 0-5% 15-20% 10-15% 0-5% 5-10% ALICE utilizza un metodo analogo

42 ZDC in ALICE Si può misurare lenergia degli spettatori di entrambi i nuclei collidenti – Servono 2 set di calorimetri, ai due lati della zona di interazione I campi magnetici dellottica del fascio deflettono gli spettatori: – I neutroni (carica nulla) proseguono in linea retta – I frammenti (rapporto Z/A 1/2, simile a quello dei nuclei del fascio), proseguono allinterno del tubo del fascio e non vengono rivelati – I protoni (rapporto Z/A=1) sono deflessi fuori dal tubo di fascio Servono due calorimetri (uno per i protoni e uno per i neutroni) da ciascun lato del punto di interazione in totale 4 ZDC Beam pipes Proton ZDC Neutron ZDC Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

Osservabili per il QGP Esistono diversi tipi di Osservabili per la formazione del QGP: Effetti cinematici; Segnali duri; Segnali elettromagnetici; Soppressione di stati QQ; Aumento della stranezza; Effetti del mezzo sugli adroni prodotti. 43 Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

Effetti cinematici Gli effetti cinematici sperimentalmente osservabili sono legati alla determinazione delle variabili termodinamiche, ovvero al numero di gradi di libertà che caratterizzavano il sistema nello stato di plasma. Uno di questi può essere la distribuzione della massa trasversa, che è in funzione della temperatura di freeze out: 44 Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

Segnali duri (Hard probes) Questi segnali sono legati alla produzione di partoni ad alto impulso trasverso provenienti da collisioni dure nei primissimi istanti dello scontro dei nuclei. Tali particelle possono essere usate per investigare la struttura del plasma in base allinterazione che hanno nel suo attraversamento. (es. Jet Quenching) 45 Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

Segnali Elettromagnetici Tali segnali (fotoni e leptoni termici) sarebbero particolarmente significativi in quanto porterebbero informazione sui primi istanti della formazione del QGP, non adronizzando nella fase di freeze out. Ciò nonostante risulta molto difficile discriminare la sorgente di tali segnali (se un QGP o un gas di adroni, …). 46 Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14

Soppressione del Quarkonio e aumento della stranezza e della produzione del mesone Φ Produzione di quark s m s ~ T c u,d,s Soppressione QQ 47 Fisica subnucleare - F. Noferini lunedì 16/05/11, 12-14