IV domenica di avvento - A

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Transcript della presentazione:

IV domenica di avvento - A Mt 1,18-24 “… la Vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.”

Preghiera iniziale Non ci dare una fede credulona, o Signore, non farci pensare che credere è rifiutare la ragione. Tu, o Signore, che hai conosciuto l’inespressa richiesta di Giuseppe, tu, che hai rispettato i suoi “come” e i suoi “perché” annegati nel silenzio del cuore, eppure sempre rinascenti e urlanti, vieni e scompiglia ogni giorno i progetti decisi senza di te; vieni e sul limitare dell’estremo dubbio, ove non c’è più spazio al ragionare, donaci la fede. Meglio una fede tormentata e forte, che si fida di te anche quando tutto è buio, che una fede senza amore, senza ricerca, senza sofferenza. Il tuo Santo Spirito ci faccia dono di questa fede, e solo allora ti troveremo per sempre. E allora, sarà Natale per tutta la vita…… Preghiera iniziale

2. Come Giuseppe (=uomo giusto) si inserisce nel piano di Dio? Contesto: due domande 1. Chi è il Padre di Gesù? 2. Come Giuseppe (=uomo giusto) si inserisce nel piano di Dio?

[18] Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. [19] Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva esporla pubblicamente all’infamia (deigmatizo, nel NT solo in Col. 2,15), pensò di licenziarla in segreto. [20] Mentre andava rimuginando queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide (1,1), non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. [21] Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati (Sal 130,8; At 4,12)". [22] Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: [23] Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, (Is 7,14) che significa Dio con noi. (Is 8,8.10) [24] Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, [25] e non la conobbe finché partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

Testo * v. 18. 21: « … Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe… figlio di Davide… per opera dello Spirito Santo». Gesù viene da una discendenza davidica; e questo per Matteo ed i destinatari del suo Vangelo è fondamentale: senza Giuseppe non si capirebbe l’ebraicità di Gesù e la sua appartenenza alla promessa messianica. Dall’intero v. 18 emerge tutta la eccezionalità della nascita di Gesù, che non è solo figlio di Davide: è soprattutto Figlio di Dio (Mt 26, 63-64); quello che avviene (in lei) è opera dello Spirito Santo (Gn 1,2; Ez 37,1-14). * v. 19: «Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto». Giuseppe non può comprendere la eccezionalità di quanto è avvenuto; per questo “medita sul da farsi” in una situazione che lo vede estraneo. Ma “medita” da giusto, cioè da “fedele esecutore della legge”.

v. 20a:. «Mentre però stava pensando a queste cose, * v. 20a: «Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore…». Il sogno di Giuseppe = figura di una disponibilità piena ad accogliere Dio e la sua Parola come guida della sua vita (Cfr. Gn 20,3; 28,12; 31,11; 37,5ss; 41,25; Nm 12,6; Gb 33,14,14-15; Mt 2,13.19-21.22; Cfr. anche Mt 27,19). * v. 20b-21: «… un angelo del Signore e gli disse…». In certe situazioni, non basta “rimuginare”. C’è bisogno di altro. Matteo, utilizzando lo schema degli annunci (Gn 16,7-13; 17,1-19; 18,2-15; Gdc 13,3-22; Lc 1,11-20.26-37), colloca Giuseppe nella linea degli uomini/donne con i quali Dio ha voluto rivelare i suoi progetti.

v. 21:. «non temere di prendere con te Maria, tua sposa… * v. 21: «non temere di prendere con te Maria, tua sposa… tu lo chiamerai Gesù». Giuseppe ha un compito: “dare il nome”, cioè dare consistenza storica a Gesù = dare piedi concreti e visibilità concreta al progetto di Dio, eccezionale quanto si vuole, ma bisognoso di “farsi carne”. Questo compito esige da Giuseppe un superamento di se stesso; esige l’accettare di essere servitore di un progetto più grande: accettare, come Noè (Gn 6,9), di camminare con Dio. * vv. 22-23: «Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi». Citando Is 7,14 Matteo sente la necessità di spiegare che quanto sta narrando sta dentro l’orizzonte biblico: Gesù è l’Atteso, il Profetizzato. La prospettiva di Mt è interamente cristologica: Gesù è Figlio di Davide e Figlio di Dio. Può esserlo perché non solo Maria (vedi Luca), ma anche Giuseppe ha detto di “Sì”.

v. 24:. «Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli * v. 24: «Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa». Frutto della disponibilità piena (sonno) alla Parola di Dio è l’obbedire silenzioso e l’assumersi responsabilità: “il prendere con sé Maria”, proteggendo lei e Gesù (Mt 2) dalle forze del male. Giuseppe può guidare/proteggere perché è guidato dalla Parola di Dio. * v. 25: «e non la conobbe finché partorì un figlio, che egli chiamò Gesù». Matteo torna con questo versetto a confermare che è Dio il protagonista della Incarnazione e quindi della salvezza portata da Gesù (=colui che salva).

Testo * vv 18.19.20.24 = la storia di un uomo che tra dubbi/resistenze, accetta l’aggiunta di Dio (Giuseppe = Dio aggiunge).

v. 21 Maria partorisce Giuseppe dà il nome GESU’ = DIO SALVA v. 22s Gesù = compimento della promessa (Is 7,14) v. 24 … dal sonno al RISVEGLIO: FECE - ACCOLSE

GESU’ nella storia di GIUSEPPE (=Dio aggiunge)

Preghiamo con Mt 1,18-24 Due storie, due vite sconvolte dall’incontro con Te, con la Tua parola. Una ragazza e un giovane carpentiere, attirati nel tuo dinamismo di amore. Hanno imparato a loro spese che la fedeltà ai tuoi progetti richiede strappi. Aiutaci, Signore, ad imparare da loro: da Maria e da Giuseppe, che non c’è fede che non richieda disponibilità a mutare radicalmente i piani dell’esistere; che non c’è Chiesa che possa trincerarsi nell’esigenza di essere eguale a ieri per salvaguardare la propria identità. Mancano pochi giorni, Signore, alla memoria viva del Natale! Mi stai preparando all’incontro con Gesù attraverso coloro che per primi hanno avuto a che fare con Lui. Il Battista, che con la sua piena e dirompente umanità, non solo ha incontrato Gesù, ma lo ha anche indicato agli altri! Oggi: Maria e Giuseppe!