dalla categorizzazione alla stereotipizzazione

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Transcript della presentazione:

dalla categorizzazione alla stereotipizzazione Percepire i gruppi: dalla categorizzazione alla stereotipizzazione

La categorizzazione sociale L’essere umano ha la capacità di suddividere il mondo in categorie, ovvero di raggruppare le persone sulla base della loro similarità rispetto a determinate caratteristiche. I criteri che fungono da base per la categorizzazione sono guidati dalla salienza dello stimolo

Perché categorizziamo? Funzione adattiva della categorizzazione Sotto l’aspetto motivazionale Sotto l’aspetto cognitivo Minore sforzo Ne deriva una buona visione di sé (l’autostima derivante dall’appartenenza a un gruppo è valutata positivamente)

A che cosa andiamo incontro quando ragioniamo in termini di gruppi? Effetto di omogeneità del gruppo esterno Favoritismo nei confronti dell’ingroup Ipotesi della familiarità

Effetto di omogeneità del gruppo esterno I membri di un gruppo vengono percepiti più simili di quanto effettivamente sono; mentre i membri di gruppi diversi sono considerati ancora più differenti. In uno studio, Tajfel e Turner (1963) dimostrarono come… la categorizzazione di stimoli fisici all’interno di classi produce una sovrastima delle somiglianze all’interno di una stessa categoria e delle differenze tra categorie diverse.

Quali potrebbero essere le spiegazioni? Più conosciamo i membri di un gruppo più iniziano a sembrarci diversi l’uno dall’altro. Ipotesi della familiarità Un’ipotesi alternativa afferma che i comportamenti dei membri dell’ingroup vengono codificati attraverso categorie specifiche e quelli dei membri dell’outgroup attraverso categorie generali (Park e Rothbarth, 1982)

Favoritismo nei confronti dell’ingroup È la tendenza a distorcere le informazioni in modo che risultino a favore del proprio gruppo (Tajfel e Turner, 1979) Favoritismo nei confronti dell’ingroup Esempio: Se provate ad assistere a una partita di calcio della squadra per cui tifate insieme ad un vostro amico, che tifa per la squadra avversaria, probabilmente ciascuno di voi metterà in risalto i torti subiti e i favori fatti dall’arbitro all’altra squadra, finendo per trovarvi in disaccordo su numerosi episodi.

Impatto sulla modalità di elaborazione Essa influenza: i giudizi emessi in relazione alla causa di un comportamento (Pettigrew, 1979); la probabilità che una persona sconosciuta venga percepita come appartenente a un certo gruppo (Park e Hastie, 1987); la messa in atto di comportamenti discriminatori (Tajfel, Billig, Bundy e Flament, 1971);

Sembrerebbe che la categorizzazione sia il precursore di stereotipizzazione, pregiudizio e discriminazione… CATEGORIZZAZIONE STEREOTIPO PREGIUDIZIO DISCRIMINAZIONE DISCRIMINAZIONE

La formazione degli stereotipi Secondo la teoria di Hamilton e Trolier (1986) uno stereotipo è una struttura cognitiva che contiene la conoscenza, le credenze e le aspettative possedute da un soggetto a proposito di un certo gruppo umano. si acquisiscono sia attraverso l’esperienza personale sia in seguito al processo di apprendimento sociale. Questi contenuti possono essere positivi o negativi:

l’Errore fondamentale di attribuzione Esperienza personale Un fenomeno che contribuisce in maniera determinante alla formazione di stereotipi distorti: l’Errore fondamentale di attribuzione È la tendenza a inferire tratti di personalità sulla base del comportamento osservato, anche quando quel comportamento potrebbe essere spiegato da fattori situazionali.

Altro fenomeno è la correlazione illusoria Tendenza a percepire l’associazione tra due variabili che in realtà non sono connesse. La gente presta più attenzione agli stimoli che in un certo contesto risultano insoliti, distintivi. Ad esempio: un comportamento negativo, a causa della sua minor frequenza, è più saliente di uno positivo e verrà notato con più facilità.

Apprendimento sociale Non sempre lo stereotipo viene acquisito direttamente, anzi spesso viene trasmesso come bagaglio culturale preconfezionato. Ad esempio, le emozioni altrui provocano reazioni stereotipiche: Se i genitori di un bambino hanno una reazione sistematica di insofferenza al solo sentire nominare i turchi, questi svilupperà sicuramente un atteggiamento di repulsione verso questo gruppo.

I media hanno grande peso nel creare e mantenere stereotipi: tra questi soprattutto la televisione. Ad esempio, i programmi per bambini veicolano in alcuni paesi (tra cui il nostro) un’immagine maschile aggressiva contro una femminile sottomessa. I contenuti di questi messaggi variano a seconda del paese che li trasmette.

I vantaggi della stereotipizzazione Colma le lacune: fornisce cioè informazioni supplementari quando servono; Semplifica l’elaborazione, facendo risparmiare risorse cognitive; Difende il sé dagli attacchi esterni; Aumenta la probabilità di essere accettati dagli altri membri dell’ingroup;

È possibile sopprimere gli stereotipi? Wegner afferma che la decisione di ribellarsi ad uno stereotipo dà via al seguente processo: MONITORAGGIO FASE OPERATIVA Il suo compito è rimuovere gli stereotipi trovati attraverso i distrattori mentali. Processo non automatico che richiede una certa quantità di risorse cognitive. Ha il compito di ispezionare i contenuti dei pensieri, per scovare gli stereotipi. Processo automatico che necessita di pochissime risorse cognitive. Elementi in grado di distogliere l’attenzione dai pensieri indesiderati.

Cosa succede se queste risorse non sono disponibili? La fase di monitoraggio, essendo automatica, continuerà a funzionare normalmente, quella operativa invece non potrà essere attivata. Paradossalmente i contenuti di pensiero spiacevoli saranno iperaccessibili in memoria perché non sostituiti dai distrattori. Questo fenomeno, noto come effetto rimbalzo, fu messo in evidenza da Macrae e collaboratori (1994).

l’assunzione di prospettiva Altra variabile per sopprimere gli stereotipi è l’assunzione di prospettiva Alcuni studiosi, quali Galinsky e Gillian (2004) misero in evidenza che l’assunzione di prospettiva faceva diminuire: stereotipizzazione favoritismo nei confronti del proprio gruppo

l’esercizio prolungato del processo operativo: Se è possibile sopprimere gli stereotipi… Wegner afferma che è possibile farlo attraverso l’esercizio prolungato del processo operativo: Questo con il trascorrere del tempo dovrebbe divenire automatico e lavorare autonomamente. In alternativa si può sempre portare questi stereotipi alla luce, ragionarci su e capire quanto in effetti sono verosimili. Probabilmente così perderanno potere.

Lo stereotipo dal punto di vista di chi lo subisce La teoria della minaccia indotta dallo stereotipo Quando ci si rende conto che uno stereotipo negativo relativo al proprio gruppo è applicabile a se stessi in un particolare contesto, verrà sperimentata una sensazione di minaccia indotta dal timore di confermare tale credenza negativa. Questa condizione, associate alle difficoltà della prova, genera un’inefficienza elaborativa che finirà per compromettere la prestazione della persona. Possibile fuga dalla minaccia: la disidentificazione

Questo effetto, denominato Il processo di disidentificazione, però, è un’arma a doppio taglio: Se da un lato protegge l’autostima dei membri di gruppi stigmatizzati; Dall’altro influisce negativamente sulla motivazione, sull’interesse e sul rendimento di questi soggetti in uno o più ambiti. Gli stereotipi non si limitano dunque a riflettere delle differenze comportamentali tra gruppi, ma contribuiscono a crearle. Questo effetto, denominato innalzamento da stereotipo, si pensa abbia alla base il processo del confronto sociale al ribasso.

COME SI MISURANO GLI STEREOTIPI? «Implicit Association Test» In passato gli stereotipi sono stati studiati utilizzando solo il metodo del self-report. Gli psicologi sociali hanno dedicato, nel corso degli ultimi anni, allo sviluppo di strumenti che valutassero in maniera indiretta gli stereotipi, mettendo a punto metodi di indagine: «Implicit Association Test» Bogus pipeline «priming» semantico