Un relatore si trova spesso a dover esporre dati tecnici a un pubblico composto da persone che non conoscono l'argomento o la terminologia specifica. È.

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Transcript della presentazione:

Un relatore si trova spesso a dover esporre dati tecnici a un pubblico composto da persone che non conoscono l'argomento o la terminologia specifica. È possibile che l'argomento trattato sia complesso e ricco di dettagli che ne appesantiscono l'esposizione. Per presentare in modo efficace argomenti di questo tipo, seguire le indicazioni fornite da questo modello della Dale Carnegie Training®.   Considerare la quantità di tempo a disposizione e organizzare il materiale di conseguenza. Circoscrivere l’argomento da esporre. Suddividere la presentazione in sezioni specifiche. Seguire un ordine logico. Incentrare la spiegazione sull'argomento principale. Chiudere la presentazione con un riepilogo, la ripetizione dei punti chiave o una conclusione logica. Mantenere sempre l’attenzione rivolta agli spettatori, accertandosi che i dati siano chiari e le informazioni rilevanti. Mantenere un livello di argomentazione e terminologia appropriato per gli spettatori. Utilizzare supporti visivi per illustrare i punti chiave. Dimostrare interesse per gli spettatori per conquistarne l’attenzione.

Contesto di riferimento Da una logica di normative “per uso interno” a un confronto internazionale sempre più ampio: La eEurope, i principi di Lund, le messe a punto di Parma e di Firenze Il progetto di Network Turistico-Culturale della Biblioteca Digitale Italiana Il progetto Minerva e i programmi internazionali di digitalizzazione Le azioni in seno al G8 Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori.

Alcune fonti Sul tema esistono ormai alcuni importanti riferimenti nazionali: Le norme ICCD 1998 sulla digitalizzazione fotografica La revisione delle stesse svolta nel 2003 a cura della Regione Lombardia Le linee di indirizzo definite nel corso del 2004 a cura del gruppo di lavoro coordinato dall’ICCU Le analoghe linee di indirizzo ICCU relative al materiale cartografico (2004) I risultati dei gruppi di lavoro del progetto Minerva Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori.

Scienza ed arte della scansione digitale Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori.

Risoluzione e dimensionamento Le immagini digitali (raster) sono matrici di pixel. I pixel è l’unità più piccola attraverso la quale è possibile misurare l’informazione di un’immagine digitale. I pixel sono caratterizzati da quattro proprietà fondamentali: Dimensione Tonalità Profondità di colore Posizione Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori.

Risoluzione e dimensionamento Tutti i pixel contenuti in un’immagine digitale hanno dimensioni identiche. La loro dimensione è determinata dalla risoluzione cui l’immagine viene digitalizzata. Es. 600 ppi (points per inch) indica che ciascun pixel misura 1/600 di pollice (1 pollice = 2,54 cm) L’illusione dei toni continui si ottiene quando i pixel sono di piccola dimensione, e quelli adiacenti variano leggermente tra di loro. Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori.

Risoluzione e dimensionamento La risoluzione indica la densità di informazioni digitali. Esiste una relazione tra la risoluzione e la qualità dell’immagine finale occorre conoscere approfonditamente i fondamenti di questa relazione. La risoluzione, se impostata correttamente, contribuisce in modo significativo sulla percezione dei dettagli e ad assicurare che la tonalità sia fedele rispetto all’originale. Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Risoluzione e dimensionamento Conviene impostare la risoluzione ideale fin dall’inizio in base all’output che vogliamo ottenere. Si deve tener conto: delle dimensioni dell’originale o della porzione di esso che vogliamo acquisire. tipo di dispositivo di output finale se l’output è una stampa del tipo di stampa (mezzetinte, a toni continui, ecc.) delle dimensioni dell’output della profondità di colore Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Risoluzione e dimensionamento Linee guida tecnologiche per la scelta della risoluzione: Ottimizzazione delle capacità dello scanner (evitare interpolazioni, scegliere risoluzioni integrali e fattore di ingrandimento integrale) Come la risoluzione influisce sul flusso di lavoro (dimensione dei file, manipolazione dell’immagini, costo dell’output) Risoluzione in caso di stampa (stampanti a mezzatinta, a tono continuo) Risoluzione per applicazioni multimediali, internet, presentazioni su computer (risoluzione del monitor) Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Risoluzione e dimensionamento Il trattamento del tema nelle linee guida ICCD e della Regione Lombardia Il concetto della saturazione dei 100 ASA nel 24x36 mm, con risoluzioni inferiori per i formati più grandi La prassi odierna: se la scansione ha ambizioni conservative, la stessa risoluzione va ricercata indipendentemente dal formato La risoluzione da sola è un criterio incompleto se non è vista in sinergia con le caratteristiche di densità della scansione digitale (vd. oltre) Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori.

Profondità di colore Il numero di bit utilizzati per rappresentare il colore di un singolo pixel si chiama Profondità di colore. Nel pixel la tonalità è indicata come combinazione dell’intensità dei tre colori fondamentali RGB. In base al numero di bit che viene assegnato a ciascun canale è possibile stabilire quanti valori diversi può assumere il colore. Uno scanner in scala di grigi a 8 bit può acquisire 28 o 256 differenti valori di grigio. Uno scanner a colori 24 bit acquisisce 28 livelli per ciascun canale RGB per un totale di 256x256x256 = 16.777.216 colori Come gestire il colore relativamente ai materiali: vd. la Tabella A delle linee guida ICCU 2004 Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori.

Densità e intervallo dinamico La Densità è la capacità che una superficie o materiale ha di assorbire la luce. Densità= log10(1/riflettanza o trasmittanza) Negli scanner l’intervallo di densità descrive il livello minimo e il livello massimo di nero percepibile. Non esistono scanner in grado di leggere i valori estremi di nero (0% e 100%). Maggiore è l’intervallo di densità maggiore è il range di tonalità distinguibili. L’intervallo dinamico è la differenza dalle densità estreme. Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori.

Formati di uscita La sistematizzazione ICCD Il formato PNG lossless e i formati lossy JPEG e PCD Vantaggi e svantaggi La filiera della qualità Le nuove prassi e potenzialità Il formato TIFF ad alta risoluzione Il formato JPEG2000 e la multirisoluzione Nuovi algoritmi di compressione, es. wavelet Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Tecnologie di acquisizione Sensori sensibili alla luce: Fotomoltiplicatori PMT (PhotoMultiplier Tubes) CCD (Charged-Coupled Devices) Esistono anche i sensori di contatto CIS (Contact Image Sensor), una tecnologia semplificata che consente di poter acquisire immagini utilizzando un’unica fila di sensori posizionati molto vicini all’immagine. Un ruolo molto importante rivestono anche i convertitori analogico-digitale (A/D Converter), che elaborano i segnali di corrente analogici per trasformarli in numeri rappresentanti i colori. Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

PMT (PhotoMultiplier Tubes) Si tratta di una tecnologia molto costosa, che tuttavia permette di ottenere risultati superiori nella lettura dei dettagli. Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori. Gli elettroni emessi quando la luce colpisce il catodo del fotomoltiplicatore viaggiano attraverso strati di diodi, che a loro volta emettono ulteriori elettroni amplificandoli fino al punto in cui la luce può essere convertita in segnale elettrico. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

CCD (Charged-Coupled Device) Elemento elettronico allo stato solido, composto da minuscoli sensori, che può generare una differenza di potenziale proporzionale alla luce che lo colpisce. Di solito è disposto su una matrice lineare o su 3 matrici lineari. Esistono vari tipi di CCD, classificati in base alla loro sensibilità ai livelli di luce, e ai disturbi elettrici. Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Confronto CCD - PMT I CCD sono più economici rispetto ai PMT, ma offrono risultati inferiori. Tuttavia, mentre i PMT sono ormai giunti al termine della loro evoluzione, le prestazioni dei CCD continuano a crescere. Caratteristiche che determinano la qualità dei CCD: Rapporto segnale/rumore (sensibilità ai rumori elettrici ambientali) Sensibilità alla luce (intervallo dinamico) Resistenza alle interferenze (saturazione) Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

I convertitori A/D Si chiama digitale una grandezza che può assumere un insieme numerabile di valori. Si chiama analogica una grandezza che può assumere un insieme non numerabile (cioè continuo) di valori. La trasformazione da analogico a digitale avviene tramite campionamento e quantizzazione. Nel caso di acquisizione di immagini, i convertitori A/D elaborano i segnali di corrente analogici provenienti dai CCD o dai fotomoltiplicatori, per trasformarli in numeri che rappresentano i colori. Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Scanner e loro caratteristiche La scelta del dispositivo che produce immagini digitali deve essere effettuata in base ai seguenti fattori: Caratteristiche degli originali da acquisire (tipologie, condizioni fisiche, ecc.) Esigenze di output finale (stampa, video, applicazioni multimediali, fax, e-mail, pagine web, OCR, archiviazione documenti, ecc.) Potenzialità di ogni tipo di dispositivo (produttività, area di analisi, ecc.) Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Scanner e loro caratteristiche Caratteristiche da verificare: Tecnologia dei sensori CCD o PMT Numero di bit per colore (profondità di colore) Risoluzione ottica (punti per pollice) Dinamica (intervallo di densità e massima densità) Formati accettati (dimensione e tipologia) Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Scanner e loro caratteristiche Esistono vari tipi di dispositivi: Scanner a tamburo Scanner a letto piano Scanner per pellicole e diapositive Scanner planetari Se si desidera sviluppare più argomenti di discussione, utilizzare più diapositive. Determinare se la propensione degli spettatori consiste nel comprendere un argomento nuovo, apprendere una procedura o approfondire un concetto noto. Sostenere ogni punto con spiegazioni adeguate. Completare la spiegazione con dati tecnici di supporto su stampa oppure su disco, posta elettronica o Internet. Sviluppare ogni punto in modo adeguato per favorire la comunicazione con gli spettatori. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Scanner a Tamburo Sono caratterizzati da un alto livello qualitativo e grande produttività, ma hanno costi di acquisto proibitivi (anche centinaia di migliaia di Euro). Utilizzano i PMT come lettori ottici. Sono consigliati solo per esigenze di grande precisione e di alta risoluzione. Risoluzione: 12.000 Profondità di colore: 30 - 48 bit Gamma di densità: 3,6-4 (dmax 4-4,2) Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Scanner a Tamburo Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Scanner a letto piano Sono caratterizzati da costi accessibili e grande facilità d’uso. Gli scanner a letto piano hanno migliorato molto le loro prestazioni: sono più versatili e arrivano a risoluzioni ottiche molto alte. Risoluzione: 300 - 5.000 ppi Profondità di colore: 24 - 48 bit Gamma di densità: 2,8-3,4 Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Scanner a letto piano Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Scanner a letto piano Schema di funzionamento con sensori CCD: Schema di funzionamento con sensori CIS: Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Scanner per Pellicole-diapositive Sono caratterizzati da un alta risoluzione ottica, che consente di effettuare un sufficiente ingrandimento di piccoli originali. Supporti accettati: diapositive 35mm, pellicole 6x6, 6x9, 20x12 negative o positive. Risoluzione: 1800 - 8.000 ppi Profondità di colore: 24 - 48 bit Gamma di densità: 2.5-4 Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Scanner per Pellicole-diapositive Possono essere un’ottima alternativa per chi non può permettersi uno scanner a tamburo. Per coprire ogni esigenza, si raggiunge una buona combinazione unendoli a uno scanner a letto piano. Le diapositive e le pellicole possiedono un intervallo di densità di 2,8-3,0 quindi per acquisire tutte le tonalità esistenti tali scanner devono essere adottati sensori CCD di alta qualità. Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Scanner Planetari Sono dedicati alla digitalizzazione di grandi formati (fino ad A0). Per le loro caratteristiche sono particolarmente adatti alla scansione di libri antichi. Risoluzione: 300 - 1.600 ppi Profondità di colore: 24 - 48 bit Gamma di densità: 3,2-4 Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Scanner Planetari I motivi che inducono alla scelta di uno scanner planetario sono molteplici: L’assenza di meccanismi che possono danneggiare le fonti; Una grossa mole di lavoro (il planetario offre garanzia di alta produttività); L’alta qualità di scansione. Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Sistema di scansione Elementi che concorrono all’attività di digitalizzazione: Scanner Computer e Monitor Programmi È molto importante che vi sia una buona comunicazione tra questi elementi, al fine della massima funzionalità e produttività del sistema. Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Sistema di scansione Elementi da valutare a complemento dello scanner: Monitor e schede video (dimensioni, tipo, risoluzione). Potenza di calcolo (scheda madre, processore, RAM ) Memorizzazione di immagini e sistemi di trasferimento (HD, supporti rimovibili, dischi ottici, DAT, modem, ecc.) Programmi (digitalizzazione, catalogazione, elaborazione delle immagini, calibrazione e gestione dei colori) Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Calibrazione Spazi di colore: mezzi attraverso i quali la scienza descrive il colore in termini concettuali e quantificabili. Possiamo dividerli in: Spazi colore percettivi Spazi colore additivi Spazi colore sottrattivi Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Calibrazione L’obiettivo è rendere un’immagine finale, sia stampata che registrata, identica all’originale. Possiamo individuare due fasi: Regolazione di ciascun dispositivo Armonizzazione delle caratteristiche di riproduzione del colore di tutti i dispositivi nel processo produttivo Esistono programmi specifici per la gestione del colore (CMS), che permettono di accordare la riproduzione dei colori all’interno del flusso produttivo. Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Calibrazione Processo di calibrazione: Standardizzazione del colore dell’ambiente Luce costante nell’arco della giornata Colorazione neutra dell’area di lavoro Le immagini devono essere circondate da un colore grigio neutro Calibrazione del monitor Programmi o utilità di calibrazione Calibratori basati su dispositivi hardware Profili del monitor Armonizzazione del colore scanner e stampanti Calibrazione manuale (immagine campione) Utilizzare un sistema di gestione del colore (CMS) Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Calibrazione Sistemi di gestione del colore CMS : Ciascun dispositivo ha una sua gamma di colori che è molto limitata rispetto alla CIE: il CMS gestisce il passaggio tra uno e l’altro (es: modalità RGB e CMYK) Gestione dei profili prestabiliti per un certo prodotto o possibilità di generarli Calibrazione: modifica di un profilo (nessun dispositivo è uguale ad un altro) La gestione del colore avviene a livello di sistema operativo. Sia Windows che Macintosh supportano profili standard comuni proposti da ICC (International Color Consortium) Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Valutazione degli originali La qualità della scansione dipende da tre fattori: Strumento di acquisizione usato Competenza dell’operatore Caratteristiche dell’immagine originale Nessuna operazione può compensare un originale di scarsa qualità. La valutazione è importante per scegliere le impostazioni dello scanner e ridurre le problematiche di qualsiasi tipo. Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Valutazione degli originali Fattori da valutare: Condizioni fisiche (polvere e impurità, graffi e piegature, impronte digitali) Caratteristiche di tonalità e esposizione (analisi con istogramma delle tonalità) Presenza di dominanti di colore Nitidezza Tipo di supporto (riflessione, trasparenza) Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. Maggiore è il controllo qualitativo eseguito sugli originali prima dell’acquisizione migliore sarà il risultato finale. Questo premette di risparmiare tempo e aumentare la produttività. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Strumenti per la valutazione originali Strumenti analogici per la valutazione degli originali: Tavolo luminoso Piano illuminato Lentino o contafili Pompetta a bulbo, pennello a soffio e bomboletta di aria compressa Cartoncino grigio 18% Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Procedure di scansione Sequenza delle operazioni da eseguire: Preparare il dispositivo di scansione Preparare e posizionare l’originale Selezionare la tipologia dell’originale, le modalità di acquisizione, la destinazione Effettuare la pre-scansione dell’originale Ritagliare e elaborare l’anteprima di scansione Impostare la risoluzione di scansione e la dimensione finale Regolare la gamma e la tonalità e correggere le dominanti di colore, per poi eventualmente contrastare la pre-scansione Eseguire la scansione Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Preparazione del dispositivo di scansione Posizionare lo scanner in piano su una superficie stabile in un area libera da polvere lontano da sorgenti di luce che impiegano trasformatore. È opportuno inoltre utilizzare un cavo schermato per collegare lo scanner al computer e stabilizzare il flusso di corrente elettrica. Sequenza delle operazioni: Lasciarlo acceso diversi minuti prima di utilizzarlo Controllare se è calibrato (se non si autocalibra) Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Posizionamento dell’originale Scanner a letto piano: Meglio porre l’originale al centro del piano dello scanner (zona con luce più uniforme) Posizionare l’originale assolutamente dritto Nel caso di originali in riflessione a faccia in giù Nel caso di diapositiva-pellicola trasparente l’originale va posto a faccia in giù capovolto Scanner per pellicole: Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. Solitamente hanno delle fessure per l’inserimento degli originali 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Posizionamento dell’originale Scanner a tamburo: Immergere l’originale in una soluzione Posizionare sul cilindro e levigarlo sulla superficie Coprire con un foglio di acetato fissato con nastro adesivo Si va sempre più diffondendo il montaggio con nastro adesivo unito allo spray anti-newton. Con i cilindri rimovibili gli operatori degli scanner a tamburo possono montare gli originali su un secondo cilindro mentre il primo gira. Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Avvio programma di scansione Sequenza delle operazioni : Avvio del modulo TWAIN o di un software per la scansione Settaggio delle preferenze Le preferenze sono molto importanti e permettono di risparmiare molto tempo facilitando il lavoro dell’operatore. Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Impostazione dello scanner Selezionare: tipologia dell’originale (riflessione, trasparenza, negativo) modalità di scansione 8 (1 bit bianco/nero, 8 bit scala di grigi, 24 bit colore RGB, ecc.) destinazione (monitor, stampante a mezzetinte, stampante a tono continuo, ecc.) Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Pre-scansione La pre-scansione è una scansione a bassa risoluzione che genera un’anteprima della scansione che verrà eseguita. È necessario selezionare un anteprima di tipo corretto (scala di grigi o a colori) prima di eseguire la pre-scansione. La pre-scansione serve a determinare il ritaglio dell’originale, a fare le regolazioni di tonalità per la scansione vera e propria. I programmi di scansione di scanner di fascia alta presentano anteprime con più funzioni e a schermo pieno che facilitano enormemente il lavoro di regolazione. Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Geometria e regole di buon senso La scelta di come effettuare una scansione richiede il rispetto di regole elementari di rispetto della geometria degli originali (vd. ICCD 1998) e di pulizia dello scanner (per non introdurre elementi spuri) Tagliare, centrare, ottimizzare sono operazioni da fare con attenzione e morigeratezza. In principio, nessun taglio deve essere effettuato dall’operatore (ICCU 2004) Generalmente si considera la fotografia come oggetto e non solo come immagine. In tal caso se i supporti quali ad esempio i cartoncini delle carte-de-visite riportano informazioni sull’autore, sul soggetto, sul proprietario, sulla collezione, sulla provenienza, ecc., queste informazioni testuali dovrebbero essere digitalizzate (ICCU 2004) Si suggerisce di archiviare il file source nel formato TIF così come lo restituisce lo strumento di acquisizione. Il file potrà essere successivamente trattato per la visualizzazione a monitor e per la stampa (ICCU 2004) usando il formato JPEG Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Ritaglio e elaborazione dell’anteprima di scansione L’area di scansione deve essere ridefinita in modo che solo la parte desiderata dell’immagine venga digitalizzata. Elaborazione dell’anteprima di scansione: Regolazione delle dimensioni e risoluzione Regolazione della tonalità Correzione del colore Aumento della nitidezza Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Scansione finale È la scansione vera e propria che da origine al file finale e che andrà salvato nel formato richiesto in base ai requisiti di progetto. Le fasi successive sono quelle relative al fotoritocco, aumento della nitidezza, correzioni di tonalità, rimozioni delle dominanti, variazione delle dimensioni, impostazioni dei parametri di prestampa, ecc. Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Post-processing Come nella ripresa analogica, soggetta all’abilità e alle risorse del fotografo, così nel mondo digitale “niente è come sembra” e tutto è soggetto a ritocco Le potenzialità offerte da programmi come PhotoShop sono quasi infinite e a volte vere e proprie tentazioni all’artificio La digitalizzazione deve convertire l’originale in formato numerico rispettandolo, non “migliorandolo” Il ritocco è non sempre facile da percepire, e risulta quasi sempre irreversibile Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Stampe fotografiche Sbiadiscono velocemente quindi è bene che siano le più recenti possibile. È preferibile la carta lucida alla opaca altrimenti lo scanner amplifica la grana intrinseca del supporto. Se è presente anche una versione su pellicola è meglio usare quest’ultima. Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Immagini già stampate Se l’originale presenta dei retini di mezzatinta e la versione finale deve essere ristampata c’è il rischio che l’immagine finale presenti difetti di interferenza visiva (moiré). Occorre applicare un filtro di deretinatura o usare programmi di fotoritocco applicando un filtro di sfocatura e uno di contrasto. Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Supporti trasparenti Sono i supporti migliori perché possiedono un’ampia gamma tonale e un’ottima nitidezza, si dividono in: Pellicole positive Pellicole negative Per le prime occorre evitare l’utilizzo di duplicati perché hanno una qualità molto minore. Nel caso sia impossibile avere l’originale è necessario fare aggiustamenti specie sulla tonalità. Per i negativi non basta fare un’inversione, occorre avere uno scanner che abbia la funzione di acquisizione dedicata. Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Dopo la scansione Le immagini devono essere descritte analiticamente mediante la creazione di metadati MAG Le immagini e i metadati necessitano di archivi specializzati, veri e propri “scrigni” digitali che assicurino la conservazione on-line di lungo termine e la piena sicurezza di accesso Il progetto magTeca dell’ICCU, realizzato da Edutech e Oracle, ha messo a punto la Teca di riferimento della Biblioteca Digitale Italiana, denominata appunto magTeca SPACE, Edutech ed Oracle offrono servizi a corredo dell’installazione e dell’uso della Teca, consentendo la diffusione capillare di questo strumento e arricchendolo di funzionalità quali OPAC di accesso avanzati, servizi di digitalizzazione e servizi editoriali per la comunicazione su internet delle collezioni digitalizzate Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

magTeca (teca digitale MAG/OAIS) Realizza un sistema d’archiviazione aperto ed orientato alla preservazione di lungo termine del digitale: gestisce in maniera integrata e mette a disposizione dati multimediali (immagini, audio, video) e relativi metadati digitali, nel rispetto di concetti di sicurezza ed incapsulamento dello storage conseguiti mediante l’adozione del modello logico OAIS per l’archiviazione e la preservazione di copie digitali integrato dal MAG schema per l'individuazione degli attributi degli oggetti digitali (metadati) Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. Permette la fruizione mediante: il portale di Internet Culturale l’OPAC del network musicale ADM/ReMI 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

magTeca (teca digitale MAG/OAIS) Trascrizione Storage di massa Catalogazione Catalogo magTeca metadati descrittivi Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. Amministrazione metadati gestionali dati multimediali Fruizione OPAC di ADMV Internet Culturale 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

magTeca (teca digitale MAG/OAIS) Architettura: opera su sistemi Linux, è realizzata secondo un’architettura a tre livelli: Il livello di data server è fornito da Oracle 10g, che gestisce in maniera integrata sia i metadati xml che i dati multimediali (su storage di massa in rete) l’insieme delle applicazioni (java e .jsp) che realizzano il middle-tier utilizza l’Oracle Application Server, l’interfaccia utente consiste di pagine html presentate da browser web commerciale su intranet Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. Standard: xml/MAG schema (dell’ICCU) per l'individuazione degli attributi degli oggetti digitali (metadati) OAIS (Open Archival Information System, raccomandazione del CCSDS accolta come Standard ISO) per l’archiviazione e la preservazione di lungo termine dei dati digitali 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Altri temi La digitalizzazione del materiale fotografico apre inoltre altri temi di lavoro, che ci limitiamo qui ad accennare: La protezione degli originali dalla luce, degli scanner e in fase di consultazione La conservazione dei supporti digitali, su cui si stanno aprendo oggi interrogativi sempre più inquietanti La gestione degli IPR e la protezione delle immagini digitali (basse risoluzioni, watermarking, firme digitali, software di runtime intelligenti, etc.) Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione

Contatti Dott. Flavio Tariffi – Amministratore Delegato Space s.p.a. Prato Via Torelli, 24/26 59100 prato tel. +39 0574  22373 fax +39 0574 401443 Cagliari Via Tomaso d’Aquino, 18 09134 Cagliari Tel. +39 070 22 810 332 fax 070 22 810 314 mobile 348 3509417 email: flavio.tariffi@spacespa.it http://www.spacespa.it Scegliere la formula di chiusura più adatta agli spettatori e alla presentazione: presentare un riepilogo, offrire alcune scelte, consigliare una strategia, suggerire un piano o stabilire una meta. Mantenere sempre presente lo scopo della presentazione per essere sicuri di raggiungere il proprio obiettivo. 26 maggio 2005 - Strumenti di Digitalizzazione