Le guerre puniche e la conquista dell’Oriente

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Transcript della presentazione:

Le guerre puniche e la conquista dell’Oriente

Il rapporto con Cartagine finché Roma si espande nel sud Italia i rapporti con Cartagine sono amichevoli (279 a. C. trattato di pace) le sfere di influenza erano chiaramente individuate e rispettate in Sicilia, dopo il 480 a. C., la zona est rimane greca e quella ovest resta punica Roma non ha nessun interesse a conquistare zone extra italiche quindi, la situazione del Mediterraneo centrale si presenta in questo modo, prima del 264 a. C.

La storia di Cartagine la tradizione fa risalire la fondazione di Cartagine all’814 a. C., quando coloni di Tiro sbarcano sulle coste nordafricane, capeggiati dalla regina spodestata Elìssa, poi chiamata Didone Virgilio registra queste vicende nell’Eneide, che evidentemente non è un resoconto storico, ma opera epica. Ciò nonostante, resta anche nel mito qualche verità storica: forse frequentazioni commerciali, di cui i Fenici erano maestri

La storia di Cartagine dopo il 480 a. C. Cartagine espande il proprio dominio commerciale e territoriale: in Sicilia lasciano come roccaforti Mozia ed Èrice (ad ovest) e si concentrano nella conquista dell’Africa settentrionale. la costituzione politica punica è molto solida: due magistrati annuali (suffèti) coadiuvati da un senato, composto dalle famiglie più nobili e ricche; c’è anche un’assemblea popolare, con poteri limitati generali esperti comandano l’esercito e la flotta, composti da mercenari

Diritti dei cittadini romani avere proprietà contrarre matrimonio con cittadini romani commerciare liberamente diritti civili partecipare ai comizi e votare le leggi eleggere i magistrati essere eletti alle cariche pubbliche diritti politici

Roma organizza il territorio in civitates foederatae municipia coloniae m. cum suffragio pieni diritti civili e politici foedus aequus indipendenza, alleanza difensiva Romanae solo cittadini romani foedus iniquus alleanza obbligatoria, dipendenza in politica estera m. sine suffragio solo diritti politici passivi Latinae anche cittadini romani

I vantaggi di tale sistema Roma si trova a gestire un complesso sistema di alleanze alla base della distinzione fra municipia, civitates foederatae e coloniae c’è il comportamento che tali città o intere popolazioni hanno avuto nei confronti di Roma, ma spesso agiscono altri motivi di convenienza (economica, politica, sociale) in generale Roma si allea e concede la civitas optimo iure alle classi ricche e influenti delle città conquistate (negandola alle classi inferiori), romanizzando lentamente popoli interi

Lo scontro con Cartagine Roma, sempre attenta ai fattori giuridici, si muove sempre per un bellum iustum il casus belli che legittima l’intervento romano è dato dai Mamertini (collegati a Marte). Mercenari, assoldati prima da Siracusa, si impadroniscono di Messàna e disturbano la vicina Siracusa, che chiede aiuto ai Cartaginesi Roma, ben consapevole delle conseguenze di tale gesto e valutando anche la ‘parentela’ esistente con i mercenari, accetta di aiutare i Mamertini di Messàna e, di fatto, dichiara guerra ai Cartaginesi

Lo scontro con Cartagine all’inizio Roma vince a Milazzo (260 a. C.) ricorrendo ai cosiddetti ‘corvi’. Si tratta di ponti mobili che agganciano la nave avversaria e ricreano una battaglia campale (in cui i Romani eccelgono) pur trovandosi fra due navi in mare nel 256 a. C. Roma assale direttamente Cartagine, che si mostra disposta a trattare, ma il console Attilio Règolo pone delle condizioni troppo onerose e la guerra riprende poco dopo i Cartaginesi sbaragliano l’esercito romano vicino Tunisi e una tempesta devasta la flotta romana

Lo scontro con Cartagine la guerra si sposta nuovamente in Sicilia, dove, però, diventa per lo più una guerra di posizione, senza battaglie particolarmente significative solo nel 241 a. C. Q. Lutàzio Càtulo comanda la flotta romana nella vittoria delle isole Ègadi. Conseguenze: la Sicilia diventa provincia romana pagamento forte indennità restituzione dei prigionieri senza alcun riscatto conquista della Sardegna e della Corsica

Le due grandi potenze

Gli scontri nel nord Italia in quegli stessi anni Roma deve affrontare un altro pericolo: i Galli, che erano stati respinti qualche anno prima, ma non del tutto sbaragliati, radunano un grande esercito per marciare contro Roma nel 222 a. C. a Casteggio (a sud di Milano) l’esercito romano sconfigge i Galli e fonda le colonie di Cremona e Piacenza comincia dal III secolo a. C. la romanizzazione di quelle regioni dell’Italia del nord

A Cartagine dopo il 241 a. C. sono presenti due partiti con opposti interessi grandi proprietari terrieri, pacifisti nei confronti di Roma, puntano alla conquista di altre terre in Africa commercianti, che desiderano riconquistare approdi commerciali, quindi ostili a Roma prevalgono quest’ultimi e nel 237 a. C. Amìlcare Barca è inviato in Spagna per fondare nuove colonie con pieni poteri gli succede il genere Asdrubale e nel 221 a. C. il giovane Annìbale, grandissimo condottiero

Annibale Barca sin da piccolo è educato all’odio nei confronti di Roma a tale scopo crede che la strategia migliore sia allearsi con tutte le popolazioni italiche soggiogate a Roma cerca un pretesto per attaccare Roma direttamente tale pretesto è Sagunto

La seconda guerra punica dopo la prima guerra punica si erano definite in maniera molto chiara le sfere d’influenza fra Roma e Cartagine: Roma controlla tutta l’Italia Cartagine controlla l’Africa e il Mediterraneo occidentale la città di Sagunto si trova in zona cartaginese, ma chiede aiuto a Roma per contrastare le offensive di Annibale Roma, consapevole delle conseguenze, decide di aiutare Sagunto, sapendo che sarebbe scoppiata la guerra contro Cartagine

La seconda guerra punica Annibale, anticipando le decisioni romane, nel 219 a. C. con un assedio di 8 mesi espugna Sagunto città che pur trovandosi nella zona di influenza cartaginese (a sud del fiume Ebro) era alleata di Roma e poi con un esercito di 20.000 soldati e 6.000 cavalieri si muove contro Roma. Annibale supera il fiume Rodano con difficoltà (anche perché ha al seguito diversi elefanti che muoiono durante la traversata) supera le Alpi e si scontra subito contro gli eserciti romani sul fiume Ticino nel 218 a. C. Roma perde e il console Scipione, salvato da suo figlio il futuro “Africano” è costretto a rifugiarsi a Piacenza. I Galli, da poco sottomessi, si uniscono ad Annibale, che continua la sua marcia contro Roma

La seconda guerra punica

La seconda guerra punica pochi mesi dopo, sul fiume Trebbia, Annibale sconfigge ancora una volta Roma, per poi infliggere una tremenda umiliazione lungo le rive del lago Trasimèno nel 217 a. C. vengono uccisi i consoli (l’esercito è guidato dal console Flaminio che finisce in un imboscata)e a Roma si nomina un dictator con pieni poteri militari: Q. Fabio Massimo il cunctator cioè temporeggiatore

La seconda guerra punica Annibale si muove verso la Puglia, evitando di colpire direttamente Roma, perché resta legato al suo vecchio progetto di sollevare tutte le popolazioni italiche contro Roma per poi far s’ che Cartagine, terminata la guerra, potesse imporre il suo dominio sulla penisola. Roma muove i suoi già stremati eserciti contro il Punico, che però li sconfigge nella battaglia di Canne nel 216 a. C. (vicino Barletta) tale battaglia è un capolavoro di strategia militare, che porta all’uccisione di uno dei due consoli (Emilio Paolo) e al massacro di circa 70.000 soldati romani

La battaglia di Canne (216 a. C.) la fase iniziale vede l’esercito romano posizionato a nord, secondo la solita tattica della legione (al centro i fanti, ai lati la cavalleria). Il fiume Aufidus è ad est e ostacola i movimenti delle cavallerie

La battaglia di Canne (216 a. C.) le cavallerie si scontrano e si allontanano verso il campo romano lasciando sguarnito il fianco destro dell’esercito romano

La battaglia di Canne (216 a. C.) la cavalleria punica ha la meglio su quella romana; può così tornare a combattere la cavalleria ausiliaria (sul fianco sinistro dell’esercito romano). Nel frattempo la fanteria romana sfonda il fronte punico. la cavalleria punica accerchia alle spalle la fanteria romana che si ritrova così fra due fronti

La seconda guerra punica dopo la vittoria, Annibale libera i prigionieri italici, che avevano combattuto fra le fila dell’esercito romano, fomentando una generale rivolta antiromana fra i popoli italici la città di Capua, che mal sopportava la presenza romana, accoglie l’esercito cartaginese che lì passa l’inverno (hiberna) a Roma si cerca di formare un nuovo esercito e con emissari diplomatici si cerca di ricostruire la fitta rete di alleanze che esisteva prima dell’avventura di Annibale Roma capisce che deve stornare l’attenzione del Punico da Roma e fuori dall’Italia

La seconda guerra punica nel 212 a. C. Roma attacca Siracusa, alleata di Annibale e, nonostante le macchine da guerra inventate da Archimede (gli specchi ustòri), la espugna e la saccheggia Capua viene riconquistata e punita in maniera esemplare a Roma si mette in evidenza il genio politico-militare di Publio Cornelio Scipione, che conquista la capitale punica in Spagna, Cartagèna, nel 210 a. C. Il fratello di Annibale, Asdrubale, parte dalla Spagna alla volta dell’Italia per portare rinforzi ad Annibale, ma viene intercettato sul fiume Metauro (presso Fano nelle Marche) e vinto

La seconda guerra punica Scipione ha la geniale idea di spostare il fronte di guerra in Africa direttamente, sfruttando anche l’alleanza dei Numìdi, popolo confinante con Cartagine a Zama nel 202 a. C. Scipione, che sarà detto “l’africano” attacca in campo aperto – sfruttando molto meglio la propria cavalleria – l’esercito cartaginese e lo sconfigge pesantemente. Conseguenze: consegna della flotta fortissima indennità di guerra impossibilità di dichiarare guerra senza il consenso di Roma

La cultura e la società romana nel 218 a. C. la lex Claudia impedisce ai senatori di possedere navi da commercio (orientandoli, quindi verso il latifondo); viene lasciata libertà agli equites di commerciare l’emergere politico di tale ordo stimola una politica estera molto aggressiva, che ormai poteva rivolgersi solamente verso l’Oriente a Roma ci si divide fra Catone il censore capeggia gli antiellenici, difensori del mos maiorum, (costume degli antichi) amanti dell’immagine del romano come uomo legato alla terra e alla politica e disinteressato alle arti il circolo degli Scipioni capeggia i filoellenici, amanti della cultura greca e della filosofia, convinti che la classe politica romana dovesse avere un’educazione completa e raffinata.

La conquista dell’Oriente Filippo V di Macedonia e Antioco III di Siria si alleano per conquistare il regno di Pergamo e la repubblica di Rodi che chiedono aiuto a Roma A Roma i due “partiti” filoellenico e antiellenico dibattono a lungo. Prevale una decisione di compromesso: viene dichiarata guerra solo contro la Macedonia, evitando il congiungimento dei due eserciti. nel 197 a. C. a Cinocèfale (in Tessaglia) i Romani vincono facilmente l’esercito macedone e – molto intelligentemente – dichiarano di aver restituito la libertà alle città greche (che erano “vassalle” del re macedone) Filippo V deve consegnare la flotta, pagare una pesante indennità di guerra e rinunciare a ogni pretesa espansionistica

La conquista dell’oriente Le città greche, preoccupate per l’arrivo dei Romani, si coalizzano nella Lega etolica e chiedono aiuto ad Antioco III di Siria che stava portando avanti una politica espansionistica ai danni di Egitto e Macedonia. I Romani lo sconfiggono prima vicino alle Termopoli poi nel suo territorio a Magnesia (190 a.C) in Turchia, guidati dal console Lucio Cornelio Scipione (fratello dell’Africano) I trattati di pace prevedevano che Antioco consegnasse a Rodi e a Pergamo alleate di Roma tutti i territori conquistati (politica del “divide et impera”), rinunciasse alla flotta e agli elefanti, pagasse le indennità di guerra e consegnasse Annibale, che si era rifugiato presso di lui, col ruolo di consigliere Annibale scappa presso il re di Bitinia, a cui i Romani chiedono la consegna, ma pur di non cadere nelle mani dei Romani Annibale si suicida Il figlio successore di Filippo V, Perseo, (l’altro figlio, Demetrio, era stato assassinato dal padre perché filoromano) ritenta l’impresa

La conquista dell’oriente Il figlio successore di Filippo V, Perseo, (l’altro figlio, Demetrio, era stato assassinato dal padre perché filoromano) ritenta l’impresa contro Roma, ma viene vinto facilmente a Pidna nel 168 a.C (terza guerra macedonica) dal console Lucio Emilio Paolo La Macedonia viene smembrata in 4 repubbliche soggette a Roma anche a livello tributario. Le miniere d’ oro e d’argento della Tracia divennero di proprietà romana La lega delle città greche vengono punite con la consegna di 1000 ostaggi, tra cui uomini di grande cultura come lo storico Polibio che sarà accolto dal circolo degli Scipioni e “studierà” la potenza di Roma individuando le cause della sua grandezza nella “costituzione mista”

La conquista dell’Oriente L’ultimo tentativo di resistenza antiromana in Oriente fu operato da un avventuriero di nome Andrisco, che si spacciava per figlio di Filippo, il quale attaccò con un ricco contingente le truppe romane sul territorio, me venne prontamente fermato la Macedonia diventa provincia romana e ciò comporta l’arrivo a Roma di molte ricchezze e innumerevoli opere d’arte nel 146 a. C. Roma rade al suolo Corinto, che ostacolava i traffici commerciali a causa della sua posizione strategica e trasforma la Grecia nella provincia dell’Acàia

La fine di Cartagine nel 149 a. C. i Cartaginesi riprendono le armi contro Massinìssa, re della Numìdia e offrono a Roma il casus belli della terza guerra punica, non potendo loro dichiarare guerra senza chiedere il permesso a Roma I Romani dichiarano guerra a Cartagine che si dimostra disposta a pagare un forte indennizzo pur di evitare la guerra, ma i Romani chiedono la consegna della flotta, di tutte le armi e la distruzione della città, fatti salvi gli abitanti A Cartagine, viste le condizioni inaccettabili, si decide di resistere chiudendosi in un assedio che dura ben tre anni. nel 146 a. C. Cartagine viene rasa al suolo e creata la provincia d’Africa (terza guerra punica), i superstiti furono venduti come schiavi. Scipione l’Emiliano (figlio adottivo dell’Africano) seguendo il consiglio di catone il Censore (Carthago delenda est) fa spargere il sale sul territorio in cui sorgeva la città nel 133 a. C. Scipione Emiliano si reca a Numanzia in Spagna, alleata dei Cartaginesi, e, dopo un breve assedio, la conquista con la creazione della provincia di Spagna. il potere di Roma ora si estende su buona parte del Mediterraneo

Situazione al III secolo a. C.

Situazione al II secolo a. C.

Situazione al 140 a. C.