Oligopolio e Teoria dei giochi

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Oligopolio e Teoria dei giochi

Oligopolio In un regime oligopolistico sono presenti poche grandi imprese in grado di produrre la maggior parte dell’output di mercato Spesso nei mercati oligopolistici sono presenti barriere all’entrata di nuove imprese Tali barriere possono essere di natura tecnologica oppure strategica La peculiarità dell’oligopolio, che lo differenzia dalle altre forme di mercato, è data dal comportamento strategico delle imprese 18-2

Oligopolio e teoria dei giochi Le decisioni di ciascuna impresa, in merito al prezzo da imporre o alla quantità da produrre, dipendono dal comportamento delle altre imprese Per l’equilibrio di oligopolio occorre tener presente l’interazione strategica tra le imprese: a seconda delle ipotesi sul comportamento strategico delle imprese, si hanno diversi modelli di oligopolio Gli economisti analizzano il regime di oligopolio attraverso i concetti della teoria dei giochi La teoria dei giochi consente di individuare i prezzi o le quantità scelte da ciascuna impresa, date le decisioni su prezzi o quantità assunte dagli altri produttori 18-3

Oligopolio e teoria dei giochi Gioco: modello stilizzato che descrive situazioni di interazione strategica; i giocatori prendono decisioni tenendo conto di quello che fanno gli avversari Gli elementi caratterizzanti un gioco sono: i giocatori partecipanti al gioco le strategie a disposizione dei giocatori i payoff o utilità risultanti dalle combinazioni di strategie adottate Obiettivo: determinare la strategia ottimale per ogni giocatore, massimizzando il profitto atteso Ipotesi: il comportamento dei giocatori è razionale 18-4

Classificazione dei giochi Cooperativi vs. non cooperativi Stipula di accordo tra le parti Simultanei vs. sequenziali (dinamici) Istante decisionale Giochi con informazione completa vs. incompleta Conoscenza dei Payoff di tutti i giocatori 18-5

Giochi cooperativi e non Gioco cooperativo I giocatori stipulano contratti vincolanti che permettono di formulare strategie congiunte C’è la possibilità di stipulare un accordo vincolante Gioco non cooperativo Non è possibile stipulare o far rispettare un contratto vincolante 18-6

Strategie dominanti Alcuni giochi, come il dilemma del prigioniero, sono caratterizzati dalla presenza di una strategia dominante Una strategia dominante consente ad un giocatore di ottenere il payoff più elevato possibile indipendentemente dalle scelte degli altri giocatori Se un giocatore ha strategia dominante, è razionale che scelga di giocare la strategia dominante Se tutti i giocatori hanno strategie dominanti Ognuno gioca la strategia dominante Equilibrio di strategie dominanti Se uno solo ha strategia dominante L’altro può concludere che il giocatore userà la strategia dominante, quindi trova il conseguente ottimo per sé 18-7

Gioco di fissazione del prezzo in oligopolio Matrice dei payoff Impresa 2 Cooperare (P = 10) Non cooperare (P = 9) Impresa 1 Π1 = 50 Π1 = 99 Π2 = 50 Π2 = 0 Π1 = 0 Π1 = 89,50 Π2 = 99 Π2 = 89,50 Dilemma del prigioniero 18-8

Equilibrio di Nash Non sempre esiste una strategia dominante Se non ci sono strategie dominanti, come si raggiunge l’equilibrio? I giocatori compiono delle scelte, facendo congetture sulle scelte degli altri Una coppia di strategie costituisce un equilibrio di Nash se nessun giocatore può unilateralmente aumentare il suo payoff cambiando strategia È una situazione nella quale ciascun giocatore massimizza il proprio payoff date le strategie adottate dagli avversari, ovvero pone in essere la sua strategia di miglior risposta In questo caso, la strategia ottima per ciascun giocatore dipende dalle scelte effettuate dagli altri giocatori 18-9

Gioco di fissazione del prezzo in oligopolio 18-10

Strategia maximin Un altro tipo di strategia è quella del maximin Con questa strategia un giocatore cerca di massimizzare il più basso valore possibile dei propri payoff Strategia seguita quando un giocatore non possiede una strategia dominante ed è incerto circa la strategia che verrà adottata dagli avversari 18-11

Gioco di fissazione del prezzo in oligopolio Impresa 2 Non fare pubblicità Fare pubblicità Impresa 1 Π1 = 200 Π1 = 750 Π2 = 400 Π2 = 100 Fare pubblicità Π1 = 500 Π1 = 300 Π2 = 0 Π2 = 200 18-12

Competizione sulle Quantità: il modello di Cournot Ai fini didattici si analizza il comportamento di due sole imprese oligopolistiche, il cosiddetto duopolio Modello di Cournot: due imprese producono un bene omogeneo e conoscono le curve di domanda di mercato Ipotesi fondamentali: 1) i duopolisti scelgono simultaneamente la quantità che massimizza il proprio profitto (il prezzo ne consegue) 2) il duopolista sceglie la quantità da produrre ipotizzando che l’altro duopolista non varierà la produzione Il duopolista sceglierà quanto produrre eguagliando il costo marginale al ricavo marginale dato dalla domanda residuale 18-13

Equilibri di Nash nei modelli di Cournot In un equilibrio di Nash, l’output scelto da ogni impresa massimizza i suoi profitti, data la produzione del rivale Occorre individuare la miglior risposta di ogni impresa, data dalla quantità di prodotto che uguaglia il suo ricavo marginale al suo costo marginale, per ogni possibile livello di produzione dell’impresa concorrente Primo passo: derivare la curva di domanda residuale di un produttore Si ottiene traslando la curva di domanda di mercato verso sinistra, per un ammontare pari al valore della produzione dell’impresa concorrente. Ad esempio: P = a – bQ = a – b(Q1++Q2) P1 = (a - bQ2) - bQ1 => Q1 = (a - bQ2)/b - P1/b

Equilibri di Nash nei modelli di Cournot Secondo passo: dalla massimizzazione del profitto (R’1=C’1) scaturisce la miglior risposta del produttore per ognuno dei possibili livelli di produzione del suo concorrente Si ottiene la curva di miglior risposta (curva di reazione) che mostra la scelta ottima in risposta ad ogni scelta dell’impresa concorrente. Ad esempio, se C’1=C’20: Q*1 = (a – bQ2)/2b Q*2 = (a – bQ1)/2b Equilibrio di Nash: dove le curve di reazione delle due imprese si intersecano (nessuna ha incentivo a spostarsi)

Le curve di reazione in un modello a la Cournot 18-16

Un esempio P = 30 – Q = 30 – (Q1 + Q2) C’1=C’2=0 Per l’impresa 1(2) R =PQ1 = (30-Q)Q1 = 30Q1 – Q12 – Q1Q2 R’ = 30 – 2Q1-Q2 Curva di reazione : R’ = C’ = 0 Q1 = 15 – 0.5Q2 Q2 = 15 – 0.5Q1 Equilibrio di Cournot Q1=Q2=10; P = 10 Ricavo = 10x10 = 100 (RT = 200) Concorrenza perfetta: P = C’ = 0 => Q = 30, RT = 0 18-17

Un esempio Cosa accade se colludono? Si mettono d’accordo per massimizzare il profitto totale R’ = C’ = 0 R = PQ = (30-Q)Q R’ = 30-2Q Q = Q1+Q2 = 15 Imprese producono meno e guadagnano di più Q1 = Q2 = 7,5 P = 15 Ricavo = 15 x 7.5= 112.5 (RT = 225) 18-18

Un esempio 18-19

Modello di Stackelberg Le due ipotesi di base sono: 1) la variabile di scelta dei duopolisti è la quantità 2) decisioni non più simultanee: la scelta è sequenziale Il primo duopolista (leader) sceglie la quantità che massimizza il proprio profitto Il secondo duopolista (follower) osserva la quantità prodotta dal leader e sceglie la quantità da produrre per massimizzare i propri profitti È vantaggioso fare la prima mossa?

Modello di Stackelberg Il leader, nel momento in cui prende le decisioni, conosce perfettamente il modo in cui il follower risponderà alla sua scelta Questo fatto avvantaggia il leader, il quale incorpora nel suo set informativo la funzione di reazione del follower. Ad esempio: P = [a – b(Q1+R2(Q1) ] Il comportamento del follower è sintetizzato dalla funzione di reazione così come illustrato nel modello di Cournot R2(Q1)= (a – bQ1)/2b Di conseguenza per il leader la curva di domanda è P = (a – bQ1)/2

Modello di Stackelberg Impresa 1 decide prima, poi sceglie la 2 Per l’impresa 2 il livello di produzione di 1 è dato Curva di reazione: Q2 = 15 - 0.5Q1 Impresa 1 sceglie massimizzando il profitto R’ = C’ = 0 R1 = P x Q1 = Q1 x (30-Q1-Q2) = 0 dipende da Q2 e quindi si sostituisce la curva di reazione R’1 = 15 - Q1 = 0 Q1 = 15 e Q2 = 7,5 L’impresa 1 è avvantaggiata dal fare la prima mossa Ricavo1 = 7.5 x 15 = 112.5 (RT = 168,75)

Quale modello usare? Cournot Stackelberg Imprese simili Nessuna ha leadership o vantaggio competitivo Stackelberg Esiste grande impresa Ruolo di leader

Il modello di Bertrand Nel modello di Bertrand le imprese stabiliscono simultaneamente i loro prezzi I consumatori osservano i prezzi e decidono quanto comprare da ciascuna impresa I consumatori acquistano tutto il quantitativo desiderato dall’impresa che pratica il prezzo più basso La scelta più profittevole da parte di ciascuna impresa dipende dalla scelta dell’altra impresa Le imprese hanno incentivo a praticare un prezzo inferiore a quello del rivale per accaparrarsi tutta la clientela: un incentivo che porta il prezzo a scendere fino al costo marginale È lo stesso risultato della concorrenza perfetta! 18-24

Il modello di Bertrand Per trovare l’equilibrio di Nash in un gioco à la Bertrand, occorre guardare alla curva di domanda di ogni impresa, data la scelta dell’impresa rivale Un’impresa ha molte curve di domanda, una per ogni possibile scelta del suo concorrente Se l’impresa fissa un prezzo superiore a quello del rivale, non vende nulla; se il prezzo è uguale, le due imprese si dividono la domanda; se l’impresa sceglie un prezzo inferiore, si appropria dell’intero mercato L’equilibrio di Nash corrisponde alla concorrenza perfetta P = C’  profitto economico nullo Nessuno ha incentivo a modificare la posizione Se si aumenta P, si perdono le vendite Se si riduce P, ci si accaparra l’intero mercato ma con profitto negativo 18-25

Il modello di Bertrand Il modello di Bertrand può sovrastimare la capacità di un’impresa di sottrarre clientela ai propri concorrenti: in molti casi, in un dato istante, un’impresa è in grado di vendere solo una quantità limitata di output In tali situazioni (Cournot), anziché i prezzi sono le quantità a determinare l’esito del mercato Importante differenza nell’equilibrio del modello di Cournot rispetto al modello di Bertrand: secondo Cournot il prezzo è sempre superiore al costo marginale 18-26

Confronto tra prezzo di equilibrio e quantità

La perdita di benessere in duopolio e in monopolio Perdita secca di oligopolio: È uguale all’area colorata in grigio (€ 20.000 l’anno) Perdita secca di monopolio: È uguale alla somma delle aree colorate in grigio e in azzurro (€ 45.000 l’anno) La perdita secca di monopolio è maggiore di quella di oligopolio, dal momento che il prezzo di monopolio è ancora più lontano dal costo marginale 18-28

Competizione di prezzo con prodotti differenziati Spesso, i prodotti realizzati dalle imprese in un mercato di oligopolio non sono omogenei Consideriamo l’esempio di Coca Cola e Pepsi Quando il consumatore non avverte prodotti simili come perfetti sostituti, questi prodotti si dicono differenziati Il modello di Bertrand, in cui le forze della concorrenza spingono i prezzi al livello del costo marginale, non risulta più applicabile per via della differenziazione Le imprese possono registrare un profitto positivo praticando un prezzo superiore al costo marginale 18-29

Curve di domanda di Coca Cola 18-30

Miglior risposte ed equilibrio di Nash Curva di reazione della Coca–Cola: si riporta la sua miglior risposta in corrispondenza di ogni prezzo scelto dalla Pepsi La quantità che massimizza i profitti della Coca-Cola è quella per cui ricavo marginale e costo marginale si uguagliano Il prezzo va letto sulla curva di domanda fronteggiata dall’impresa La curva di reazione della Coca-Cola è inclinata positivamente Più alto è il prezzo scelto dalla Pepsi, più alto è il prezzo che la Coca-Cola può praticare Analogamente si ricava la curva di reazione della Pepsi; con le due curve in un grafico si riportano i prezzi dei due prodotti L’equilibrio di Nash è dato dall’intersezione tra le due curve Ogni impresa sceglie il prezzo che massimizza i suoi profitti, dato il prezzo praticato dal rivale 18-31

Equilibrio di Nash con prodotti differenziati 18-32

Esempio prodotti differenziati CF = 20 e CV =0 Curve di domanda Q1 = 12-2P1+P2 Q2 = 12-2P2 +P1 Scelta simultanea del prezzo Profitto1= R1 – C1 = P1Q1 –CF Derivata del profitto = 0 12-4P1+P2=0 P1 = 3+1/4P2 P2 = 3+1/4P1 Intersezione delle curve di reazione P1 = P2 = 4; profitto1 = profitto2 = 12 18-33

Collusione Nel mondo reale le imprese competono fra loro di continuo, e non una sola volta, come nei modelli fin qui considerati La ripetizione del processo decisionale può portare a differenze notevoli nell’esito della concorrenza oligopolistica In un modello di Bertand ripetuto all’infinito, le imprese ripetono il gioco dei prezzi del modello di Bertrand originale L’equilibrio non competitivo è la ripetizione, in ogni singolo periodo, dell’equilibrio di Nash che emergerebbe se le imprese competessero fra loro solo una volta Possono esistere però anche altri equilibri Talvolta le imprese riescono a sostenere il prezzo di monopolio

Ancora sulla collusione La collusione si regge sulla minaccia credibile di una futura guerra dei prezzi nel caso in cui un’impresa decida di non rispettare l’accordo che si viene formare Se l’impresa si preoccupa dei profitti futuri, preferirà non rischiare di generare una guerra dei prezzi Fattori che ostacolano la collusione: Con più imprese, maggiori guadagni nell’immediato da una violazione dell’accordo, inferiori le perdite future Differenze nei costi marginali di produzione Conoscenza imperfetta dei costi delle imprese rivali 18-35

Collusione tacita ed esplicita Cosa determina l’equilibrio che prevarrà sul mercato quando le imprese competono in modo ripetuto? La collusione esplicita è una possibilità Le imprese colludono esplicitamente quando comunicano per raggiungere un accordo sui prezzi In molti Stati, è una pratica illegale La collusione tacita è un’altra possibilità Si collude senza comunicare, mantenendo il prezzo ad un livello superiore a quello di non cooperazione Solitamente non è illegale, ma è difficile da sostenere 18-36

Esempio prodotti differenziati Se le imprese decidono di colludere applicando lo stesso prezzo e massimizzando i profitti complessivi Profitto = 24P-2P2-40 Profitto’ = 24-4P=0  P=6 Profitto1=Profitto2 = 16 Equilibrio di Nash P1=P2=4 e profitto = 12 Equilibrio collusivo P = 6 e profitto = 16 Perché le imprese non colludono? Perché se gli altri fissano il prezzo collusivo, c’è incentivo a fissare un prezzo più basso DILEMMA DEL PRIGIONIERO 18-37

Confronto tra i modelli di oligopolio con curva di domanda di mercato P = a - bQ e costo marginale pari a zero 38

Confronto tra i modelli di oligopolio con curva di domanda di mercato P = a - bQ e costo marginale costante pari a c

Libertà di entrata sul mercato e competizione monopolistica Le imprese entrano in un mercato oligopolistico se intravedono possibilità di profitto Molti fattori possono influenzare il numero di imprese che entrano sul mercato: I costi fissi associati alla decisione di operare su quel dato mercato Se il costo fisso è elevato e il numero delle imprese cresce, i profitti delle imprese attive tendono a zero Dimensione del mercato Intensità della competizione fra le imprese Se la concorrenza è feroce, i profitti risultano inferiori e un minor numero di imprese scelgono di entrare

Fattori che influenzano il numero di imprese

Ingresso sul mercato e benessere sociale Nei mercati oligopolistici, la decisione della singola impresa di entrare sul mercato non massimizza il surplus aggregato Se ritiene che questa scelta non sia per lei profittevole, l’impresa può anche decidere di non entrare sebbene il suo ingresso comporterebbe un aumento del surplus aggregato Lo Stato potrebbe sussidiare l’ingresso di una nuova impresa per accrescere il surplus aggregato Quando un’impresa entra sul mercato, può accadere che l’ingresso si riveli eccessivo e il surplus aggregato si riduca La sottrazione della clientela altrui emerge quando parte delle vendite di un entrante provengono dalla clientela delle imprese esistenti, che avranno una contrazione del fatturato

Differenziazione del prodotto e concorrenza monopolistica Nei mercati in cui i prodotti sono differenziati, le imprese devono decidere il tipo di bene che intendono produrre La concorrenza monopolistica è un regime di mercato in cui: Opera un gran numero di imprese Ognuna di esse produce un bene con caratteristiche di unicità I prezzi sono superiori al costo marginale di produzione Al netto dei costi fissi, i profitti sono prossimi a zero La curva di domanda per ciascuna impresa è inclinata negativamente, per via della differenziazione

Il modello di Chamberlin di concorrenza monopolistica La concorrenza monopolistica è simile alla concorrenza perfetta in quanto esiste libertà d’ingresso e di uscita dal mercato per la pluralità di imprese presenti Tuttavia, si differenzia in quanto i prodotti offerti dalle imprese che operano in tali mercati sono (o appaiono) diversi per i consumatori L’impresa fronteggia due curve di domanda: La prima descrive cosa succede quando essa soltanto varia il prezzo La seconda rappresenta come si modifica per l’impresa la quantità domandata quando tutti le imprese variano i prezzi

Le due curve di domanda dell’impresa in concorrenza monopolistica 45

Il modello di Chamberlin di concorrenza monopolistica Poiché le imprese in concorrenza monopolistica fronteggiano una curva di domanda decrescente, esse hanno un certo potere di mercato Nel breve periodo esse realizzano profitti positivi Tuttavia, la libertà d’ingresso e la presenza di profitti attrae nuove imprese che, producendo beni simili, sottraggono quote di mercato alle imprese presenti La curva di domanda dell’impresa si sposta verso sinistra riducendo via via i profitti che, nel lungo periodo, sono nulli come in concorrenza perfetta

Equilibrio di breve periodo per l’impresa nel modello di Chamberlin 47

Equilibrio di lungo periodo nel modello di Chamberlin 48

Un’interpretazione spaziale della concorrenza monopolistica Secondo il modello spaziale di concorrenza monopolistica, i consumatori preferiscono particolari localizzazioni o specifiche del prodotto Ogni impresa tende a misurarsi soprattutto con le concorrenti che offrono un prodotto simile al suo Il punto cruciale è il trade-off tra l’obiettivo di ridurre i costi di produzione e quello di inseguire la varietà (costosa) richiesta dai consumatori

Un’interpretazione spaziale della concorrenza monopolistica Il grado ottimo di varietà dal punto di vista sociale dipende da numerosi fattori: dalla densità della popolazione dai costi di trasporto o dalla disponibilità a pagare per avere il prodotto con le caratteristiche desiderate dal costo iniziale dell’investimento In generale si può affermare che il costo della differenziazione viene sostenuto soprattutto da coloro che le attribuiscono un valore maggiore

Politiche antitrust La legislazione antitrust è indirizzata a preservare l’andamento concorrenziale dei mercati, al fine di garantirne l’efficienza: limitare le perdite di benessere dovute al potere di mercato indagare ed intervenire quando le regole della concorrenza vengono violate Le leggi antitrust si articolano su due livelli: Contrasto dei comportamenti collusivi Rimozione delle barriere all’ingresso sul mercato Le imprese mettono in atto un price fixing quando si accordano sul prezzo o sulle quantità da praticare

Fusioni orizzontali In una fusione orizzontale, due o più imprese concorrenti decidono di unire le loro attività; la preoccupazione principale è che tali operazioni inducano una brusca riduzione della concorrenza e facciano lievitare il prezzo Ci possono anche essere effetti benefici: Riduzione dei costi per riorganizzazione dei processi produttivi Incrementi del surplus aggregato Riduzione dei prezzi di mercato L’Autorità Antitrust deve soppesare questi aspetti quando deve autorizzare una fusione; un test diffuso è quello di guardare se l’operazione fa aumentare il prezzo oppure no

Comportamenti di esclusione Diversi sono i modi in cui un’impresa dominante può ridurre la pressione competitiva escludendo i rivali dal mercato, tra cui: Pratica di prezzi predatori (dumping) Ricorso a contratti di esclusiva Vendite a pacchetti (bundling) Tuttavia, spesso risulta difficile impedire alle imprese dominanti di svantaggiare i propri rivali senza limitarne i benefici: si cerca quindi un compromesso accettabile

Giochi sequenziali Nei giochi visti finora i giocatori scelgono simultaneamente la strategia da adottare Nei giochi sequenziali,un giocatore muove per primo e l’altro può scegliere la propria strategia avendo osservato la mossa dell’avversario: ciascuno prende le proprie decisioni al proprio turno In ambito economico, questa tipologia di giochi si presta, ad esempio, ad analizzare la prevenzione all’entrata di nuove imprese nel mercato posta in essere dalle imprese già operanti (minacce)

Dilemma del prigioniero ripetuto Il dilemma del prigioniero si verifica spesso nell’oligopolio Strategie Competere aggressivamente: PREZZI BASSI Competere più passivamente: PREZZI ALTI Ognuno però ha incentivo a tradire, se applica prezzi bassi e l’altro no Come possono le imprese portarsi nelle condizione più conveniente? Nell’equilibrio collusivo

P&G ed il dilemma del prigioniero 1,4 dollari Unilever 1,5 dollari 12.000 11.000 29.000 21.000 3.000 20.000 1,4 dollari P&G 1,5 dollari Equilibrio di Nash: concorrenza aggressiva!

Dilemma del prigioniero ripetuto Quando il dilemma del prigioniero è giocato una sola volta è difficile punire chi defeziona Tuttavia, se ci si aspetta di dover interagire nuovamente in futuro, possono emergere altre possibilità Gioco ripetuto: si decide più volte in un certo arco temporale Equilibrio: come nel gioco statico, ma per ogni periodo La ripetizione può cambiare il risultato del gioco La soluzione cooperativa può essere la soluzione, poiché nei periodi successivi si può punire il comportamento opportunistico Minaccia di ritorsioni crea la possibilità di raggiungere accordi di cooperazione

Dilemma del prigioniero ripetuto Una possibile strategia è quella del colpo su colpo (occhio per occhio o tit for tat) Questa strategia prevede che la prima volta che si gioca con qualcuno si coopera, in seguito si adotta la strategia seguita dall’altro giocatore nella fase precedente Strategia occhio per occhio nel dilemma del prigioniero Fisso il prezzo alto e lo mantengo tale se l’avversario fa lo stesso (coopera) Se abbassa il prezzo, faccio lo stesso Se l’avversario rialza il prezzo, faccio lo stesso

Dilemma del prigioniero ripetuto Affinché questa strategia funzioni, è necessario che non vi sia un numero noto di interazioni Orizzonte infinito Si fissa un prezzo alto all’inizio Strategia occhio per occhio Orizzonte finito Si fissa un prezzo basso all’inizio Poiché l’ultimo mese c’è incentivo a fissare il prezzo basso, si cerca di anticipare l’altro… Orizzonte sufficientemente lungo e possibilità di giocare strategia occhio per occhio Si realizza la cooperazione Condizioni di domanda, costo e concorrenti stabile

Forma estesa Albero delle decisioni

Il vantaggio della prima mossa Scelta del prodotto: meglio produrre la variante dolce Croccante Impresa 2 Dolce -5 20 10 Croccante Impresa 1 Dolce

Chi produce la variante dolce? Chi arriva prima sul mercato riesce a produrre la variante dolce Se ci impiegano lo stesso tempo, come fare? Bisogna IMPEGNARSI Attraverso una mossa strategica: Mossa che influenza il comportamento della controparte a proprio favore influenzando le sue aspettative sul nostro comportamento

Mossa strategica Azione che conferisce ad un giocatore un vantaggio, vincolando il suo comportamento Si influenzano le decisioni degli altri, creando dei vincoli al proprio L’impresa 1 prende l’impegno a produrre il cereale dolce Non basta dichiarare l’intenzione Lancia dispendiosa campagna pubblicitaria Fa un contratto per una grossa quantità di zucchero

Minaccia Alternativa strategica all’impegno Per essere efficace deve però essere CREDIBILE Le minacce a vuoto non danno alcun vantaggio strategico

Deterrenti all’entrata Un’impresa monopolistica reagisce all’entrata di un concorrente Profitto del monopolio per l’impresa = 200 milioni € Costo sommerso di entrata = 80 milioni Se entra ha a disposizione due strategie Accomodante  prezzo alto Entrambi guadagnano 100 milioni Il nuovo entrante 100-80 = 20 Guerra dei prezzi  prezzo basso Fissa prezzo basso (+20) ed aumenta la capacità produttiva (-50): 100 + 20 -50 = 70 milioni Nuovo entrante: – 30 a causa del prezzo basso, -10

Matrice dei payoff Minaccia guerra dei prezzi è credibile? Impresa 2 Entrare Non entrare 20 100  50 200 -10 70 130 Prezzo alto Impresa esistente Prezzo basso

Rigidità di prezzo La collusione implicita è difficile Le imprese sono riluttanti a agire sul prezzo anche se le condizioni di domanda e costo variano Rigidità causa del modello di curva di domanda spezzata Descrive la rigidità del prezzo Al variare di C’ l’impresa produce sempre Q allo stesso P Non utile a spiegare come le imprese stabiliscono il prezzo

Curva di domanda spezzata

Forme di collusione implicita La segnalazione Un’impresa tramite comunicato stampa informa le altre di un aumento di prezzo Leadership di prezzo Si riconosce implicitamente ad un’impresa la leadership nel fissare il prezzo Lei comunica, le altre seguono C’è il rischio di incorrere nella legge Antitrust

Il modello dell’impresa dominante Esiste impresa con quota di mercato rilevante Un gruppo di imprese piccole ha la parte residua La grande impresa (detta Impresa Dominante) fissa un prezzo che massimizza i suoi profitti (la sua curva domanda è la differenza fra la domanda totale e l’offerta delle piccole imprese) Le piccole operano come in concorrenza perfetta Assumono il prezzo fissato dalla dominante

Prezzo fissato dall’impresa dominante

I cartelli Cartelli Condizioni per il successo di un cartello Imprese concordano esplicitamente di colludere nella definizione del prezzo Alcuni Paesi consentono la formazione di cartelli OPEC Condizioni per il successo di un cartello Stime uguali dei costi, domanda di mercato, obiettivi compatibili Esistono le condizioni di potere monopolistico Elasticità della domanda

La determinazione del prezzo nei cartelli Il cartello dell’OPEC È riuscito a far aumentare il prezzo Il cartello del CIPEC Non è riuscito ad innalzare il prezzo Perché queste due risultati opposti? Elasticità della domanda Elasticità dell’offerta Per studiare il cartello Si applica il modello dell’impresa dominante

OPEC Godono di potere monopolistico

CIPEC