Acque infernali Il mito greco di Deucalione e Pirra

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Transcript della presentazione:

Acque infernali Il mito greco di Deucalione e Pirra L’acqua come anima della nostra cultura,elemento simbolico e sacrale. presenza costante nell’immaginario dell’uomo fin dalle origini della civiltà. L’acqua come perenne archetipo,anteriore persino alla comparsa degli dei. L’acqua è l’origine del mondo e sorgente di vita,ma anche una rappresentazione del caos che minaccia il mondo,simbolo del dualismo inconciliabile di bene e di male. Nella mitologia antica l’acqua appare come un elemento negativo,utilizzato dalle divinità per punire gli uomini. Alcune di queste tradizioni sono: Il mito greco di Deucalione e Pirra Il diluvio universale, tratto dalla Bibbia L’epopea di Gilgamesh

Dante nell’inferno utilizza l’acqua non come un elemento di purificazione bensì come elemento di passaggio per i dannati tra una condizione di pena e l’altra. Virgilio spiega a Dante l’origine dei fiumi infernali attraverso il mito del Veglio di Creta : Canto XIV,Inf. vv 94-120 «"In mezzo mar siede un paese guasto", diss'elli allora, "che s'appella Creta, sotto 'l cui rege fu già 'l mondo casto. Una montagna v'è che già fu lieta d'acqua e di fronde, che si chiamò Ida; or è diserta come cosa vieta.’’>>

Acheronte: fiume di passaggio, che avvolge la cavità infernale separandola dall’anti-inferno, dove stanno le anime dei dannati in attesa del traghettatore, coscienti delle loro pene. Dante lo trae dalla tradizione classica dell’Eneide di Virgilio, dove il fiume è rappresentato con la stessa funzione.

Palude di stigia: Dante e Virgilio seguono le acque di una fonte bollente che si apre nella Palude di Stigia:è il V cerchio infernale, dove sono immersi gli iracondi che si picchiano e si mordono a vicenda;mentre sotto il fango giacciono gli accidiosi i cui sospiri fanno gorgogliare la superficie.

La voce di Dante venne ripresa dai numerosi autori contemporanei che trattarono allo stesso modo l’acqua, come un elemento senza il quale si arriva ad una mancanza di vita. Tra questi, uno degli scrittori del “900 che si è costantemente ispirato a Dante è Thomas S. Eliot. In una delle sue opere principali, la Terra desolata,dove l’autore sottolinea più volte la mancanza d’acqua che porta inevitabilmente alla morte. Da La Terra desolata di Thomas Stearn Eliot: “Qui non c'è acqua ma soltanto roccia  Roccia e non acqua e la strada di sabbia  La strada che serpeggia lassù fra le montagne  Che sono montagne di roccia senz'acqua  Se qui vi fosse acqua ci fermeremmo a bere  Fra la roccia non si può né fermarsi né pensare  Il sudore è asciutto e i piedi nella sabbia  Vi fosse almeno acqua fra la roccia  Bocca morta di montagna dai denti cariati che non può sputare Non si può stare in piedi qui non ci si può sdraiare né sedere  Non c'è neppure silenzio fra i monti…”