Cfr. Pozzato, Capire la semiotica, p. 107

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Charles Baudelaire. Corrispondenze La Natura è un tempio dove incerte parole mormorano pilastri che son vivi una foresta di simboli che l’uomo attraversa.
Transcript della presentazione:

Cfr. Pozzato, Capire la semiotica, p. 107

1. “Fra chi mi vede come cliente / c’è qualcuno che mi riconosce come persona?” 2. La nostra risposta è sei milioni di volte sì. 3. Non siamo grandi perché abbiamo sei milioni di clienti, lo siamo perché ogni giorno ci impegniamo a non perderne di vista nemmeno uno. 4. L’esperienza assicurativa di Aurora e Unipol – unite in UGF Assicurazioni e affiancate dalla solidità di UGF Banca – ci permette di offrire prodotti convenienti, soluzioni integrate e servizi innovativi, all’altezza delle aspettative delle persone e delle aziende; delle loro vite quotidiane, del loro bisogno di sicurezza, dei loro progetti per il futuro. 5. Per questo, quando hai al tuo fianco realtà come UGF, il primo a guadagnarci sei tu. 6. Unipol Gruppo Finanziario / A misura del tuo domani.

Piano visivo La categoria del piano dell’espressione sfuocato / a fuoco (contrasto eidetico) rimanda semisimbolicamente alla categoria del piano del contenuto personalizzato /impersonale. Linea continua (vs discontinua) del parapetto (contenitore/contenuto; presente /futuro), stile classico (vs barocco). Basso cromatismo dello sfondo / luminosità della terrazza Piano verbale, stile enunciazionale: 1= Complicità 2, 3, 4 = Distanza istituzionale 5, 6 = Ammiccamento

Sinestesia Forme di significazione e categorie caratteristiche di un canale sensoriale vengono trasferite a un altro canale sensoriale. Figura retorica (intermedia tra metafora e metonimia) Fenomeno percettivo Es.: parole dure, voce calda, suoni liquidi (aspri, rudi), paesaggio dolce, colori squillanti Fonosimbolismo: ipotesi gestaltica dell’analogia strutturale tra proprietà acustiche del significante e proprietà non acustiche del significato (maluma, takete) (Paissa, La sinestesia, 1995; Dogana, Le parole dell’incanto, 1990; Sapir, A Study in phonetic symbolism, «Journal of Experimental Psychology», 12, 1929: 225-239).

C. Baudelaire, Corrispondenze, in I fiori del male, trad. di L C. Baudelaire, Corrispondenze, in I fiori del male, trad. di L. De Nardis, Feltrinelli, 1964 È un tempio la Natura ove viventi pilastri a volte confuse parole mandano fuori; la attraversa l’uomo tra foreste di simboli dagli occhi familiari. I profumi e i colori e i suoni si rispondono come echi lunghi che di lontano si confondo in unità profonda e tenebrosa, vasta come la notte e il chiarore. esistono profumi freschi come carni di bimbo, dolci come gli òboi, e verdi come praterie; e degli altri corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno l’espansione propria alle infinite cose, come l’incenso, l’ambra, il muschio, Il benzoino, e cantano dei sensi e dell’anima i lunghi rapimenti.

«fredde luci parlano» (Montale, Riviere) Figura sintagmatica, aggrega in praesentia termini relativi a campi sensoriali diversi. L’aggregazione può avvenire sulla base di un nesso di similarità o di contiguità.

Come è stata studiata la sinestesia? Nella ricerca psicologica e medica Sinestesia soggettiva Sinestesia fonetica (fonosimbolismo ed espressività come componente originaria del linguaggio) Struttura percettiva e cognitiva di natura oggettiva (concetto gestaltico della analogia tra qualità terziarie delle percezioni associate: es. «Il nero è lugubre») Problema psico-linguistico fondamentale: priorità o subalternità del linguaggio nel costituirsi di associazioni stabili e universali In letteratura Baudelaire, Correspondences (1857) (vi convergono gli esiti della ricerca linguistica dei poeti romantici e tardo romantici, l’esperienza soggettiva della sinestesia autentica, l’eredità culturale del filone mistico (dottrina delle analogie di Swedenborg e Fourier). In linguistica Ricerca sulle forme lessicalizzate di sinestesia: struttura sintattica chiusa, cristallizzazione sul piano della langue di alcune sequenze sintagmatiche fisse, composte generalmente di due termini di diverso rango, uniti in una relazione di tipo attributivo.

Formanti e intersensorialità A livello figurale, più astratto, troviamo i formanti (dimensione della sensorialità visiva). È possibile esplorare il modo in cui gli altri canali sensoriali (udito, olfatto, gusto, tatto) costituiscono le grandezze del mondo naturale? Ricerca di una sintassi figurativa anche per i canali sensoriali non visivi (Marrone, p. 150: «l’esperienza visiva coinvolge la totalità dei sensi»).

Esempio: lessico enologico Descrizione visiva, olfattiva e tattile di un sapore Suoni percepiti come serie cromatiche Riemergere del sensorium commune: riuso di una forma sintattica (sintassi figurativa) attraverso altre sostanze sensoriali. Sono le forme profonde, i tratti figurali e plastici (comuni alla sostanza visiva e ad altre sostanze) che permettono la traduzione testuale tra sensi diversi.

Unità d’analisi dell’esperienza olfattiva Un odore coinvolge due diversi corpi: il corpo bersaglio e il corpo sorgente Dal lato del corpo bersaglio l’effluvio (processo) si articola in emanazione, diffusione, penetrazione Dal lato del corpo sorgente: nascita, degradazione, decomposizione Unità relative allo spazio (nascita, emanazione, diffusione, arrivo, distanza tra i corpi) e al tempo (puntualità, durata, stabilizzazione). La pubblicità articola sul piano figurale i formanti dell’esperienza olfattiva: aloni, effluvi, diffusioni, emanazioni (nuvole, bagliori, capelli al vento, panneggi, acqua e liquidi vari ecc.)

Visibilità / spazialità / corporeità

Presa estesica Particolare relazione tra soggetto e oggetto, condizione eccezionale che sospende la dimensione della quotidianità. Riaffiorare della sensorialità che trasforma radicalmente la cognizione, la soggettività e l’intersoggettività. Manifestazione di una dimensione estesica immanente, in cui gli ordini sensoriali sono disposti a diversi livelli di profondità: più superficiale la vista (più intellettuale), più profondo il tatto. Necessità di ricercare l’articolazione dei diversi canali sensoriali (come figurativo e plastico per il canale visivo). (Greimas, Dell’imperfezione, 1984)

Spazio Greimas, Per una semiotica topologica (1972), in Id. Semiotica e scienze sociali, tr. it. 1990. Lo spazio può essere considerato come una forma semiotica, un linguaggio tramite il quale una società riflette su se stessa (si significa), e si dà a leggere (si comunica). Voce “Spazio” in Greimas, Courtés, Semiotica. Dizionario ragionato della teoria del linguaggio, 1979 (tr. it. 2007): lo spazio è un oggetto costruito e dotato di senso; punto di vista geometrico, socio-psicologico, socio-culturale. Siamo esseri radicati nello spazio soprattutto attraverso un corpo: la definizione dello spazio implica dunque tutti i sensi.

Corpo La percezione dello spazio è parte del corpo. Il corpo è un luogo di integrazione tra vari campi della sensorialità (vista, tatto, senso interno), tra sguardo dall’esterno ed esperienza soggettiva, tra un oggetto e dei valori (piacere, dolore, fame ecc.), tra un oggetto valorizzato e un attante soggetto (del fisico e del mentale). Il corpo non è la base materiale della coscienza, precede e trascende l’individualità: è pre-soggettivo e inter-soggettivo, è intenzionalità incarnata. Merlau-Ponty, Phénoménologie de la perception, 1945; Le visible et l’invisible, 1964.

Semiotica dello spazio urbano 1964: Lévi-Strauss studia un villaggio Bororo, leggendo nella sua pianta circolare i significati di una organizzazione sociale dualista, articolata nelle opposizioni centro/periferia, maschile/femminile, sacro/profano L’architettura nei suoi aspetti primari è un sistema atto a regolare l’interazione tra esseri umani e tra esseri umani ed ambiente circostante: i muri sono concepiti per proteggere e per escludere, le porte fanno passare luce e aria ed escludono vento e freddo. Tratti elementari comuni al villaggio pre-industriale e all’agglomerato urbano; mentre però nel primo caso la morfologia dell’abitare significa un’organizzazione essenzialmente statica, imperniata su una serie di opposizioni ‘forti’ (sacro/profano, privato/pubblico, maschile/femminile), la città contemporanea presenta sintassi socio-semiotiche più instabili e complesse.

Spazio fisico (geometrico), esito di una strategia oggettivante Spazio vissuto, esito di una strategia soggettivante Spazialità e soggettività si costituiscono reciprocamente Prospettiva del fruitore, che percorre lo spazio sociale, lo subisce o lo trasforma, lo risemantizza.

Il viaggio metropolitano come testo e come narrazione (Floch 1990) Possibilità di individuare dei limiti (entrata-uscita), che lo definiscono come totalità autonoma e rendono possibile la sua organizzazione struttturale in una serie di sottospazi specifici. Possibilità di segmentarlo in un numero definito di unità, in sequenze gestuali del viaggiatore (mobile/immobile, in piedi/seduto, accelerato/lento), prossemiche (apertura/chiusura rispetto agli altri viaggiatori, distanza/prossimità, frontale/tangente) Individuazione di uno sviluppo logico: il percorso è orientato verso un obiettivo Il percorso è assunto come significante, i movimenti del viaggiatore appaiono dotati di un senso. Cfr. I. Pezzini, Modelli semiotici e spazi urbani, in I. Tani (a cura di), Paesaggi metropolitani. Teorie, modelli, percorsi, Quodlibet 2014.

Siete esploratori o sonnambuli? (Floch, 1990) (percorsi, valorizzazione della discontinuità) Sonnambuli (traiettorie, valorizzazione delle continuità) Professionisti (Sequenze, valorizzazione delle non-discontinuità) Bighelloni (Passeggiate, valorizzazione delle non-continuità) Discorso del percorso e discorso sul percorso