Ruoli e visioni delle fondazioni italiane Paolo Canino Istituto per la ricerca sociale Torino, 21 marzo 2007.

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Ruoli e visioni delle fondazioni italiane Paolo Canino Istituto per la ricerca sociale Torino, 21 marzo 2007

Premessa La ricerca si inserisce nellambito di un progetto internazionale coordinato dalla London School of Economics. Il progetto si propone di esaminare il ruolo attuale e futuro delle fondazioni in Europa attraverso unanalisi comparativa che coinvolge 26 paesi. LIrs ha svolto il ruolo di referente per lItalia. I risultati della ricerca sono confluiti nel volume: The Politics of Foundations. A comparative analysis.

Obiettivi della ricerca Delineare il contesto politico-istituzionale allinterno del quale operano le fondazioni. Capire la percezione del ruolo e le visioni che le fondazioni hanno di sè in risposta ai bisogni economici, culturali, ambientali ed educativi della società. Rilevare i punti di forza e debolezza relativi ai ruoli, modelli, strategie e visioni che emergono dallanalisi delle fondazioni a livello nazionale.

Metodologia Ricostruzione del quadro quali quantitativo attraverso lanalisi della letteratura e delle fonti istituzionali. Raccolta diretta di informazioni presso un campione di fondazioni (24 organizzazioni). Realizzazione di interviste dirette ai rappresentanti di una selezione di organizzazioni (11 delle 24 fondazioni campionate). Realizzazione di interviste dirette ad alcuni interlocutori istituzionali.

Il profilo delle fondazioni italiane: origini storiche LItalia è uno dei paesi europei in cui le fondazioni possono vantare le più antiche origini; Fino a pochi decenni fa diversi fattori ne hanno limitato lo sviluppo e costretto il settore ad un ruolo marginale. Fra questi ricordiamo: la diffidenza verso i corpi intermedi da parte delle culture politiche dominanti; la centralita e pervasività dello Stato centrale; la forte presenza della Chiesa Cattolica come attore sociale; il disinteresse o la manifesta ostilità dei movimenti socialisti, liberali e fascisti fino alla seconda guerra mondiale.

Il profilo delle fondazioni italiane: lo sviluppo recente Fra il 1980 e il 1990, con la crisi economica e dello stato sociale si assiste ad un grande cambiamento dal quale trae origine un forte sviluppo, che continua anche oggi, accelerato da: riforma del sistema bancario: separazione della funzione creditizia da quella di beneficenza e creazione delle Fondazioni Bancarie; riforma delle IPAB: trasformazione in Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona o Fondazioni (con forti differenze a livello regionale). Al rapido sviluppo si accompagna un forte differenziazione del settore con la nascita di: fondazioni di impresa; fondazioni comunitarie; fondazioni di partecipazione.

In base ai dati rilevati dal Censimento delle Istituzioni Nonprofit realizzato dallISTAT nel 2001, le fondazioni italiane: rappresentano il 1,4% di tutte le organizzazioni nonprofit; possono contare sullapporto di circa l8% delle persone impegnate e il 9% del personale retribuito; incassano il 13,8% delle entrate complessive del non-profit italiano; spendono il 13,6% delle uscite (circa 5 miliardi di ) ed il 19% delle uscite per erogazioni, sussidi e contributi. Oggi le fondazioni italiane sono circa È in corso la prima Rilevazione delle Fondazioni (ISTAT e Centro di Documentazione sulle Fondazioni) Dimensioni economiche: un forte impatto allinterno del nonprofit

Dimensioni economiche: un modesto impatto sulleconomia italiana L impatto economico e molto ridotto se il confronto viene allargato allintero sistema economico italiano: 0,3% del totale delloccupazione non agricola; 0,4% del totale delloccupazione del settore dei sevizi; il costo del lavoro e inferiore allo 0,2% del valore aggiunto complessivo; La quota, e solo leggermente superiore allo 0,2% se il confronto si limita al settore dei servizi.

La diffusione dei diversi modelli

I ruoli svolti e quelli auspicati dalle fondazioni italiane Lazione delle fondazioni italiane è complementare (opera in termini di sussidiarietà) piuttosto che sostitutiva rispetto a quella statale. Una delle funzioni principali è la conservazione della cultura e delle tradizioni. Linnovazione è riconosciuta quale tratto caratteristico delle fondazioni, anche se non sempre tale ambizione-aspirazione trova realizzazione nella pratica. La promozione del pluralismo è ritenuta un obiettivo importante, ma ancora da realizzare attraverso il passaggio dal welfare state alla welfare society.

Le funzioni ritenute estranee ai compiti delle fondazioni Stimolo al cambiamento sociale e politico: desiderabile ma di competenza delle associazioni o delle organizzazione attive nella sfera politica. Ruolo redistributivo: non è ritenuto di competenza delle fondazioni (con rare eccezioni), ma piuttosto del governo e dello Stato centrale.

Le visioni delle fondazioni italiane (modelli condivisi) Modelli di interazione fra fondazioni, settore pubblico e settore nonprofit condivisi dagli intervistati: Modello social democratico: il sistema di welfare è basato prioritariamente sullintervento pubblico, le fondazioni e il terzo settore operano in una logica di complementarietà rispetto allo Stato. Modello corporativo: il terzo settore diviene parte integrante del welfare realizzando il principio di sussidiarietà. Modello business delle fondazioni di impresa: vi è una presenza di forti legami tra mondo dellimpresa e società civile, e un forte sviluppo della responsabilità sociale dimpresa.

Le visioni delle fondazioni (modelli lontani dalla realtà italiana) Modelli di interazione fra fondazioni, settore pubblico e settore nonprofit non condivisi dagli intervistati: Modello liberale Modello periferico Modello del controllo statale

In sintesi.. Non emerge dalle percezioni degli intervistati la presenza di un modello dominante. Convinzione che il cambiamento culturale in corso darà molto più spazio al terzo settore. La sfida per le fondazioni sarà trarre beneficio dalle nuove opportunità.

Conclusioni Dalla ricerca emergono alcuni bisogni … Una maggiore trasparenza e diffusione di strumenti di selezione e valutazione dei progetti e dei risultati raggiunti. Interventi legislativi finalizzati a: stimolare le donazioni private; garantire maggiore trasparenza e informazione. Più comunicazione e confronto tra le fondazioni anche attraverso la nascita di organizzazioni di secondo livello.

Conclusioni …e alcune tendenze Crescente adozione di strumenti di valutazione ex-ante ed ex-post dei progetti finanziati e realizzati. Ulteriore sviluppo del ruolo complementare/ sussidiario rispetto al settore pubblico. Crescente attenzione ai bisogni emergenti della società civile.

Oggetto dellintervento di Emanuele Ranci Nel suo intervento, il presidente dellIrs rileverà come limportanza crescente del ruolo svolto dalle fondazioni nellambito di alcuni settori tradizionalmente legati allintervento pubblico, ed in cui le attività sono svolte nellinteresse generale, pone alcune questioni relative, da un lato, al bisogno di trasparenza nellazione di tali istituzioni, e dallaltro, alla necessità di valutare, con strumenti adeguati, lefficacia dei risultati raggiunti attraverso i progetti finanziati o realizzati direttamente dalle fondazioni.