CONVEGNO ASSOCIAZIONE ITALIANA GAUCHER Bologna 25/5/2013

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
Sabrina Capannolo Emilia Speranza Oncologia Medica L’Aquila
Advertisements

Progetto Sperimentale Home Care
Conferenza dei Servizi del Distretto 5 Civita Castellana 06/02/2006
Parma, 15 aprile 2009 Relatore : Giuseppina Rossi
Esperienze e proposte per la continuità assistenziale fra ospedale e territorio Bologna 11 maggio 2010.
9 Circoscrizioni 9 Distretti Sociali 1 U.O. Cittadini senza Territorio
I DIRITTI DEI MALATI ONCOLOGICI Cure Palliative a Verona:
Ruolo del Dietista nella Nutrizione Artificiale
Deliberazione Giunta Regionale Toscana n. 716 del 3 agosto 2009
PALLIATIVE SIMULTANEOUS CARE
Il PUNTO di VALUTAZIONE FISIOTERAPICA
IL CASE MANAGEMENT E L’INFERMIERE PROFESSIONALE IN UN DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE Gianfranco Buffardi Rosa Vinciguerra.
L’esperienza di Reggio Emilia: rete cure territoriale percorsi di cura
REGOLE DI SISTEMA 2011 DG Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale.
Il ruolo dei DSM per la salute mentale negli istituti Penitenziari in Toscana Galileo Guidi Coordinatore della Commissione regionale per il governo clinico.
I soggetti dell'Inclusione
LEGGE BALDUZZI Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più livello di tutela della salute art1 COMMA 2 Le regioni definiscono.
LA COLLABORAZIONE TRA IL DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE DI TRIESTE E LA MEDICINA GENERALE Roberta Balestra Dipartimento delle Dipendenze ASS n. 1 Triestina.
PRECISAZIONI RELATIVE al SISTEMA DI ACCESSO RISPETTO ALLE INDICAZIONI della Delibera G.R.T. n.402/2004.
IL PAZIENTE CHIRURGICO ALLA DIMISSIONE
Per valorizzare il lavoro educativo delle donne e per offrire servizi all"infanzia.
RESPONSABILE DEL PROGETTO: Lavagna Mara
Il percorso ospedale territorio del paz ortopedico traumatologico
L’ospedalizzazione domiciliare per i pazienti l’esperienza di Torino
Equità di accesso alla cura del dolore
Riunione del Comitato Etico 25 febbraio Art. 7 Attività di vigilanza e funzioni di Farmacologia Clinica – Lattività di vigilanza sul concreto procedere.
Il progetto pilota di assistenza domiciliare nei tumori cerebrali I.R.E.-Regione Lazio Andrea Pace Assistenza Domiciliare Neuro-oncologica Istituto Nazionale.
Legge provinciale 23 luglio 2010, n. 16
Il MMG come garante dei passaggi tra domicilio, RSA ed ospedale
Dott.ssa Monica Rizzieri Educatore Professionale Pedagogista Clinico
Progetto Consegna diretta farmaci a pazienti cronici
SCENARIO DELLA TRATTATIVA
Programmazione sanitaria, Promozione della salute e Qualità
RIFONDARE LA MEDICINA GENERALE UN ATTO DI LUNGIMIRANZA POLITICA UN ATTO DI LUNGIMIRANZA POLITICA O UN NUOVO SPAZIO DI CONTRATTAZIONE SINDACALE? O UN NUOVO.
MEDICI DI MEDICINA GENERALE E PEDIATRI DI LIBERA SCELTA
La cooperazione tra medici di medicina generale
Legislazione di riferimento, prontuario terapeutico, note AIFA
L’importanza dell’Idea e del Progetto “Lungodegenza ospedaliera in Struttura Residenziale” R.I.D. Elisabetta Guidi Inf. Coord. Silvia Nughini.
IL MONITORAGGIO COLLETTIVO DELLO STUDIO Rischio & Prevenzione (R&P) Autori: Joppi R 1*, Bastarolo D 1, Confente A 2, Lombardo G 3 a nome del Gruppo di.
Personalizzazione delle cure come strumento di sostenibilità
1 ACCORDO REGIONALE MG 2006 NCP MODELLO ORGANIZZATIVO promosso in Emilia – Romagna a cura di Ester Spinozzi Rimini 21 ottobre 2006 DIREZIONE GENERALE SANITA.
ANZIANI CRONICI NON AUTOSUFFICIENTI E MALATI DI ALZHEIMER
Convegno “Governance sanitaria, modelli unici regionali
D.ssa Maria Pompea Bernardi Commissario Straordinario
Il Coordinamento dell’assistenza sul territorio
Il Disease and Care Management
> ( Simone de Beauvoir) “ Continuare a perseguire dei fini che diano un senso alla nostra vita; dedizione ad altre persone, ad una collettività, ad una.
Convegno ACOS 26/10/2013 Aspetto relazionale nelle cure riabilitative Dot. Patrizia Di Fazio Policlinico A.Gemelli.
Dr. Mario Marin Responsabile S.D.D. Residenzialità Extraospedaliera PROGETTO COT.
9 Luglio 2009 DIRITTI DELLA PERSONA CON DIABETE I Sezione I diritti di coloro che hanno il diabete sono gli stessi diritti umani e sociali delle persone.
Medicina di Comunità Presentazione del Corso
UNIVERSITA’ DI MODENA E REGGIO EMILIA Medicina di Comunità Prof. Maria Angela Becchi Medicina gestionale di Comunità CdL in Medicina e Chirurgia 5° anno.
UNIVERSITA’ DI MODENA E REGGIO EMILIA Medicina di Comunità Prof. Maria Angela Becchi Dipartimento di Medicine e Specialità Mediche.
Parma 6 Aprile 2009 “LE SFIDE DELLA DOMICILIARITA’” DELLA DOMICILIARITA’” Case Manager e Continuità Assistenziale Angela Gambara Resp. Governo Clinico-Assistenziale.
Promozione del sistema integrato di servizi sociali e sociosanitari
CORSO PER OPERATORI SOCIO-SANITARI
La scheda modulare degli accessi nell’ADI
UNIVERSITA’ DI MODENA E REGGIO EMILIA Prof. Maria Angela Becchi Medicina di Comunità Medicina di Comunità Aspetti Culturali CdL in Medicina e Chirurgia.
© S.A.V.E. Srl II° Congresso Nazionale Co.S. Montecatini, 14 – 16 Maggio, 2009 Palazzo dei Congressi PROGETTO DISTRIBUZIONE TERRITORIALE DEI FARMACI PER.
Il sistema sanitario Insieme di istituzioni, attori e risorse umane /materiali che concorrono alla promozione, al recupero e al mantenimento della salute.
Progetto Interattività
Il Servizio e la comunicazione ai cittadini
RINGRAZIAMENTI.
Sezione Controlli, Governo e Personale – Area Sanità e Sociale - Regione del Veneto 1 IL CARE MANAGEMENT DEL PAZIENTE COMPLESSO NELLE CURE PRIMARIE Elisabetta.
Art. 26 – Codice Deontologico 2006 La cartella clinica delle strutture pubbliche e private deve essere redatta chiaramente, con puntualità e diligenza,
Strumento per la presa in carico integrata: UVM
Milano – 13 Gennaio 2014 Sanità: cure palliative per i malati terminali Cure Palliative: il modello della AO G. Salvini Dr Vittorio A. Guardamagna Responsabile.
L’ASSISTENZA DOMICILIARE DEI PAZIENTI CON ULCERE CUTANEE (l’esperienza di Medicasa) Carlo Castiglioni Direzione Sanitaria VitalAire-Medicasa Milano, 3.
UNIVERSITA’ DI MODENA E REGGIO EMILIA Scuola di Specializzazione di Medicina di Comunità Direttore: Prof. Maria Angela Becchi Coordinamento.
Finalità Riforma del sistema socio-sanitario e agenda digitale in FVG Servizi più accessibili per i cittadini Udine – 16 giugno 2015 Direzione centrale.
Transcript della presentazione:

CONVEGNO ASSOCIAZIONE ITALIANA GAUCHER Bologna 25/5/2013 GIOVANNA PALUMBO Terapia domiciliare nella Malattia di Gaucher: luci e ombre

TERAPIA DOMICILIARE: FINALITA’ Permettere al paziente di eseguire la terapia a domicilio Migliorare la qualità di vita dei pazienti favorendone il recupero delle capacità di autonomia e relazionali Contenere la durata ed il numero di accessi ospedalieri Supportare e responsabilizzare i care givers Facilitare l’accesso all’erogazione dei presidi Contenere la spesa pubblica (SSN)

TERAPIA DOMICILIARE : TIPOLOGIE ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA (A.D.I.) Convenzione MMG -Stato MMG come responsabile e coordinatore (I.P., m. specialisti, ass. sociale, volontari) Area operativa distrettuale OSPEDALIZZAZIONE DOMICILIARE (O.D.) Carta dei Servizi Pubblici Medico ospedaliero titolare O.D. Area operativa istituzionale ASSISTENZA DOMICILIARE PRIVATA

ASSISTENZA DOMICILIARE OSPEDALIERA: FASI OPERATIVE C) 1° VISITA - Verifica indicazioni - Compilazione cartella - Attivazione procedure A) RICHIESTA - Modulo informativo B) COLLOQUIO - Valutazione aspetti clinici e sociali

ASSISTENZA DOMICILIARE OSPEDALIERO: FASI OPERATIVE E) ACCESSI - Programmati - Urgenti D) RIUNIONE COMUNE - Valutazione richieste e pianificazione assistenza (PAI) - Monitoraggio pazienti

Terapia domiciliare per le Malattie Lisosomiali v J Intraven Nurs. 1996 Mar-Apr Gaucher disease, enzyme replacement therapy, and the Patient Assistance Program. Goldwater RS. v

v v v

Uno sguardo sull’Europa: la terapia domiciliare per LSD è una realtà assistenziale esistente in molti paesi Paesi in cui è presente la terapia domiciliare

E in Italia? L’evoluzione della terapia domiciliare tra pubblico e privato 2004 2009 2010 2011 2012 Il Veneto delibera la terapia domiciliare (ADI) in pazienti affetti da malattie lisosomiali Shire HGT finanzia il servizio di home therapy per pazienti Fabry Il Veneto sospende il supporto ai pazienti per carenze di fondi Shire HGT finanzia il servizio di home therapy per pazienti Gaucher Genzyme finanzia il servizio di home therapy per pazienti Fabry, Gaucher, Pompe e MPS I Shire HGT finanzia il servizio di home therapy per pazienti MPS II

Servizio domiciliare Gaucher@Home e Tutor Progetto Lo specialista del Centro/Presidio di riferimento regionale o del Centro di riferimento extraregionale, dopo aver effettuato o confermato la diagnosi e aver redatto il piano terapeutico (che prevede sia l’indicazione alla terapia che il dosaggio e la modalità di somministrazione del farmaco per 6 mesi, da rinnovare previa valutazione clinica), contatta la Care giving e attiva il servizio, parallelamente comunicherà l’attivazione del servizio domiciliare alla ASL di residenza del paziente Il farmaco sarà acquistato e dispensato dalla farmacia territoriale della ASL di residenza del paziente Le ASL avranno 30 giorni di tempo per attivare il processo di acquisto del farmaco; in questo lasso di tempo la continuità di fornitura del farmaco sarà assicurata dalla Farmacia del centro presso cui il paziente viene infuso Il farmaco potrà essere ritirato dal paziente, da persona da essa delegata o da personale della Caregiving Italia all’uopo delegata, secondo le indicazioni del piano terapeutico Le ASL relazioneranno semestralmente il numero di pazienti inseriti in tale progetto, il numero di fiale erogate per ciascun paziente, il Centro/ Presidio che ha attivato la somministrazione domiciliare.

Che cosa è il programma di terapia domiciliare privata Genzyme e Shire mettono a disposizione un servizio d’infusione domiciliare ad ogni struttura che ne faccia richiesta. Organizzazione: un infermiere dedicato al paziente idoneo a ricevere la terapia enzimatica sostitutiva a domicilio, garantendo un servizio di elevata professionalità; al paziente la tranquillità di affidarsi sempre allo stesso infermiere, che lo assiste a domicilio affiancandosi e non sostituendosi al medico curante. un servizio completamente gratuito per il paziente e per l’ospedale; il servizio è rivolto ai pazienti che – a giudizio del medico curante – risultino idonei a ricevere presso la propria residenza, una terapia enzimatica sostitutiva, per le patologie Gaucher, Fabry e Mucopolissacaridosi I (MPS I). I servizi OFFERTI: nel ritiro del farmaco presso la farmacia ospedaliera; nella successiva consegna dello stesso presso la residenza del paziente; nell’intervento di un infermiere specializzato, che effettua l’infusione.

Per chi La terapia domiciliare è attivata dal medico curante per i pazienti clinicamente stabili ritenuti idonei alla terapia domiciliare ed in trattamento con una terapia enzimatica sostitutiva . Perché La terapia domiciliare è progettata per poter gestire al meglio la somministrazione della terapia enzimatica sostitutiva e per migliorare la qualità di vita del paziente. Il programma, completamente gratuito, assicura la continuità assistenziale, l’aderenza alla terapia ed il contenimento dei costi ospedalieri. Dove La terapia domiciliare è attiva su tutto il territorio nazionale, grazie ad un partner distributivo che preleva il farmaco dalla farmacia del centro clinico e lo consegna al domicilio del paziente, assicurandone il mantenimento a temperatura controllata.

Il Diario E’ il principale strumento di comunicazione fra tutti i soggetti che partecipano alla somministrazione del farmaco (medico – infermiere – paziente). Viene compilato dal medico con i dati relativi al piano terapeutico e del paziente, viene conservato a domicilio dello stesso, aggiornato dall’infermiere ad ogni somministrazione e portato dal paziente al medico curante, ad ogni visita di controllo. Quando Quando il medico specialista individua un paziente clinicamente stabile, che ritiene idoneo alla terapia domiciliare, ha la facoltà di proporre al paziente stesso l’attivazione del programma. Come Il medico curante illustra il programma ai pazienti ritenuti idonei alla terapia domiciliare. Se un paziente decide di aderire, il medico curante attiva il servizio.

Quali dovrebbero essere i criteri adottati dai modelli di TERAPIA DOMICILIARE? 1 Sicuro Il modello di TD deve offrire livelli di sicurezza analoghi al trattamento ospedaliero per il paziente e deve garantire la piena applicazione della normativa 2 Efficace Il modello di TD deve garantire livelli di cura non inferiori a quelli ospedalieri favorendo il miglioramento delle condizioni di vita del paziente e dei suoi familiari 3 Integrato Il modello di TD deve integrarsi con la rete assistenziale offerta dal Sistema Sanitario favorendo la circolazione di informazioni e la sussidiarietà tra i nodi della rete 4 Dedicato Il modello di TD deve offrire un’assistenza dedicata e specifica per rispondere alle esigenze del singolo paziente

L’opinione dei pazienti E l’opinione dei pazienti? Nel 2012 è stato condotta un’indagine (con il patrocinio delle Associazioni Pazienti) per monitorare l’opinione dei pazienti in merito alla terapia domiciliare offerta da una Industria I risultati I primi 2 motivi che spingono il paziente ad aderire al Servizio sono i minori spostamenti (72% delle risposte) e la migliore organizzazione del tempo (64% delle risposta) Il 98% dei pazienti ritiene che la propria qualità di vita sia migliorata a seguito dell’inizio della terapia domiciliare (il 52% ritiene che sia migliorata di molto, il 46% ritiene che abbastanza migliorata) Tutti i pazienti consiglierebbero ad altri pazienti di aderire al Servizio per la migliore gestione del tempo, per la professionalità degli operatori e la sensazione di «sentirsi ascoltati»

La situazione attuale vede una situazione “asimmetrica” tra le Regioni che generano disparità per i pazienti La possibilità della terapia domiciliare è riportata nelle schede tecniche del farmaco I pazienti aderiscono in modo volontario, previa valutazione della fattibilità clinica da parte del proprio Medico Nessuna Regione (ad oggi) riesce ad offrire un servizio di somministrazione domiciliare Esistono molteplici altri servizi offerti dall’industrie farmaceutiche consentite anche nelle Regioni che attualmente non consentono il supporto (es. Sclerosi Multipla, Emofilia, Malattia di Parkinson, Fibrosi cistica, etc.) Regioni che non consentono la somministrazione domiciliare Regioni che consentono la somministrazione domiciliare per velaglucerasi

Le regioni che hanno già aderito Il servizio TUTOR di Genzyme è già utilizzato in: Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Campania e Calabria e coinvolge pazienti Gaucher, Fabry e MPS I.

TERAPIA DOMICILIARE: OMBRE Responsabilità del CENTRO di RIFERIMENTO Adeguatezza delle somministrazioni domiciliari Responsabilità e gestione di eventi avversi Necessità di protocolli d’intesa regionali Aspetti psicologici Rifiuto di alcuni pazienti della terapia domiciliare

Associazione Italiana Gaucher SHIRE GENZYME RINGRAZIAMENTI Associazione Italiana Gaucher SHIRE GENZYME

Ciò che deve essere messo al primo posto nella pratica medica è il benessere del paziente; tra tutti i modi possibili per farlo stare bene dovrebbe essere scelto il meno fastidioso (Ippocrate ) Grazie