Gruppo tecnico regionale emergenze infettive Piano per lorganizzazione regionale della risposta alle emergenze infettive deliberato dalla Giunta regionale.

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
Il 118 La chiamata di soccorso
Advertisements

Pandemia Influenzale da virus A1 H1
IL SISTEMA DELL’EMERGENZA
Organizzazione dei servizi psichiatrici
forum nazionale sulla lesione midollare
Si informa che questanno, nellambito della consueta campagna promossa dal Ministero della Sanità e attuata nella Regione Lazio, verrà offerta la possibilità
I RIFERIMENTI REGIONALI PER LE EMERGENZE INFETTIVE
Gruppo tecnico regionale emergenze infettive Piano per lorganizzazione regionale della risposta alle emergenze infettive deliberato dalla Giunta regionale.
Gruppo tecnico regionale emergenze infettive Piano per lorganizzazione regionale della risposta alle emergenze infettive deliberato dalla Giunta regionale.
Gruppo tecnico regionale emergenze infettive Piano per lorganizzazione regionale della risposta alle emergenze infettive deliberato dalla Giunta regionale.
Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie SETTORE FAMIGLIA Mercoledì 30 GIUGNO 2004 Giornata di formazione per operatori domiciliari.
Deliberazione Giunta Regionale Toscana n. 716 del 3 agosto 2009
Urgenze tra l'invisibile e il quotidiano
La gestione informatizzata e integrata dei dati clinici nell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara Dott. Roberto Bentivegna Direzione Medica di.
.....e la Pediatria ? Decreto Ministeriale 24 Aprile 2000 Adozione del progetto obiettivo materno-infantile relativo al Piano Sanitario Nazionale
Dr.ssa Desirè Caselli Dr.ssa Flaviana Tondi
DDSI Francesca Nardini
Il piano di prevenzione cardiovascolare
Medicina Interna, corsie sovraffollate ed organizzazione
REGOLE DI SISTEMA 2011 DG Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale.
Il ruolo dei DSM per la salute mentale negli istituti Penitenziari in Toscana Galileo Guidi Coordinatore della Commissione regionale per il governo clinico.
LS.P.D.C. nel nuovo Piano Sanitario Regionale Galileo Guidi Responsabile Commissione Regionale Governo Clinico in Salute Mentale Arezzo 16 ottobre 2008.
UN SERVIZIO SOCIALE UNICO IN OGNI ZONA SOCIOSANITARIA
La Pneumologia nella Provincia Autonoma di Bolzano:
Percorsi di cittadinanza Materiali per docenti a sostegno della programmazione di percorsi di cittadinanza per adulti stranieri.
ASSISTENZA DOMICILIARE AL MINORE CON PATOLOGIA CRONICA
Legge provinciale 23 luglio 2010, n. 16
VIII INFOPOVERTY WORLD CONFERENCE ICT E NUOVI SERVIZI A BANDA LARGA: LA TELEMEDICINA Assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna.
Dott.ssa Maria Laura Lodde
1 UIL Pensionati, Roma LAURA PELLEGRINI Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali Livelli Essenziali di Assistenza DIRITTO ALLA SALUTE. NOI CI CREDIAMO.
AUMENTO NUMERO DI ANZIANI INCREMENTO PATOLOGIE CRONICHE
Servizio Igiene e Sanità Pubblica Belluno 07 ottobre 2009
Guida alla versione 19° del sistema DRG
Assessorato alla Tutela della Salute e Sanità Direzione Sanità 8 a settimana 2010 dal 22 al 28 febbraio Le sindromi influenzali in Piemonte.
Nuovi anticoagulanti orali nella fibrillazione atriale non valvolare
Linee guida per il servizio di istruzione domiciliare
FEDERAZIONE REGIONALE ORDINI DEI MEDICI DELLA LIGURIA PERCORSI DI SALUTE Dialogo tra sanità e sociale nella Liguria che cambia Quali servizi territoriali.
soggetti privi di autonomia
1 ACCORDO REGIONALE MG 2006 NCP MODELLO ORGANIZZATIVO promosso in Emilia – Romagna a cura di Ester Spinozzi Rimini 21 ottobre 2006 DIREZIONE GENERALE SANITA.
Rete Emergenza -urgenza
CURE DOMICILIARI IN LUNGOASSISTENZA
Telemedicina: dal dire al fare
IL TERRITORIO WORK IN PROGRESS Dr.ssa Antonella Tomei.
1)Costituzione del Dipartimento per i Rapporti Istituzionali e le Politiche Sanitarie in Pneumologia 2)Attività formative 3)AIPO per i Giovani 4)Gruppi.
Dr. Mario Marin Responsabile S.D.D. Residenzialità Extraospedaliera PROGETTO COT.
Il Dipartimento di Prevenzione C. Quercioli C.I. Programmazione, Organizzazione e Gestione delle Aziende Sanitarie CL. Ingegneria Gestionale a.a.2013/14.
La nuova visione nella collettività Mutamento di concezione Mutamento di concezione Consenso Bisogno di conoscenza Bisogno di salute.
PROTOCOLLO DI INTESA TRA REGIONE BASILICATA, ASP, ASM E UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER LA BASILICATA, PER LA SOMMINISTRAZIONE DEI FARMACI A SCUOLA.
Guzzo A. S. , Diaczenko A. M. , Colzi M. , Suppa M. , Torre R
A tuo parere qual è la maggiore causa di inefficienza in sanità?
La cura dell’ictus acuto:modelli organizzativi a confronto
Gruppo rispetto della riservatezza Gruppo ospedale senza dolore
Componenti essenziali del servizio sanitario regionale. Legge Regionale 29/2004 e Delibera di Giunta Regionale 86/ Funzione di assistenza 2. Funzione.
Ospedali per Intensità di cure : opportunità o minaccia per l’organizzazione Como, SNO-ANIN 23 Aprile 2015 Giusy Pipitone Coordinatore infermieristico.
Piattaforma 1 - parte normativa quadriennale: 2006 – 2009 arte economica biennale: 2006 – 2007 (L. 311/04 comma 178) - ACN: principi generali ed obiettivi.
Corso congiunto ANIN-SNO Como, 23 aprile 2015 Intensità di cura e complessità assistenziale: i due nuovi paradigmi dell’organizzazione, un’occasione per.
LINEE d’INDIRIZZO REGIONALI PER L’ACCOGLIENZA DI DONNE VITTIME DI VIOLENZA di GENERE INCONTRI in AREE VASTE Reggio Emilia 30 giugno Cesena 3 luglio Bologna.
CONGRESSO ANNUALE S.I.D. Torino, 20 giugno 2015
comma 1, lett. b) Patto per la Salute
SERVIZI DI DIAGNOSI E CURA: DEA
La Formazione pre-laurea per un approccio palliativo nelle malattie avanzate inguaribili e nelle gravi fragilità psico-fisico-sociali Bruno Andreoni Direttore.
Piano di Protezione Civile
Nuove strategie regionali di governo della cronicità e fragilità
1 Assistenza sanitaria - Alto Adige 2020 Indirizzi di sviluppo Assessora dott.ssa Martha Stocker Bolzano, Settembre 2014.
Strategia per il riordino ospedaliero Bologna – 29 novembre 2013 Eugenio Di Ruscio.
Assistenza Domiciliare Integrata e ADI - Cure Palliative Dott.ssa Adriana Brusa Direttore Distretto n. 4.
Progetto di promozione dell’invio di segnalazioni spontanee di ADR in ambito pediatrico con il coinvolgimento del Servizio Materno Infantile, dei Pediatri.
Andrea Lambertini Servizio Igiene Pubblica Controllo Rischi Biologici Azienda USL di Modena Seminario PASSI: i risultati del Sistema di Sorveglianza nell’Azienda.
Dott.ssa M. Assunta CECCAGNOLI
1 PREVENZIONE DEL SUICIDIO DI PAZIENTE IN OSPEDALE Raccomandazione n. 4, Marzo 2008.
Transcript della presentazione:

Gruppo tecnico regionale emergenze infettive Piano per lorganizzazione regionale della risposta alle emergenze infettive deliberato dalla Giunta regionale con DGR 10 – del 20 luglio 2009 Assessorato alla Tutela della Salute e Sanità Direzione Sanità INDICAZIONI/RACCOMANDAZIONI ALLE AZIENDE SANITARIE REGIONALI PER LA GESTIONE IN PRONTO SOCCORSO DEL VIRUS INFLUENZALE A (H1N1)v

Gruppo tecnico regionale emergenze infettive Piano per lorganizzazione regionale della risposta alle emergenze infettive deliberato dalla Giunta regionale con DGR 10 – del 20 luglio 2009 Assessorato alla Tutela della Salute e Sanità Direzione Sanità -eccessiva richiesta di prestazioni al PS di cittadini ammalati o sospetti ammalati che non necessitano di ricovero, con intasamento delle strutture di PS; -aumento della necessità di ricovero (in reparti internistici) di soggetti fragili o con copatologie, che presentano complicanze (polmonite, scompenso cardiaco, ecc) conseguenti alla virosi; -aumento di casi (anche tra i giovani) con problematiche respiratorie gravi, che necessitano di ricovero in terapia intensiva o semi-intensiva - eventi che possono essere presenti tutti o in parte, in contemporanea o nellarco di tempo di alcune settimane e che potrebbero coincidere con numerose assenze per malattia del personale sanitario. criticità

Gruppo tecnico regionale emergenze infettive Piano per lorganizzazione regionale della risposta alle emergenze infettive deliberato dalla Giunta regionale con DGR 10 – del 20 luglio 2009 Assessorato alla Tutela della Salute e Sanità Direzione Sanità Indicazioni sulla predisposizione preventiva di specifici piani di intervento 1.Compatibilmente con la logistica locale, la possibilità di percorsi separati. Questa misura sarebbe comunque aggiuntiva rispetto alluso della mascherina da parte del paziente. 2. Fornire chiare indicazioni sulle modalità di protezione dei pazienti e degli operatori 3. Fornire indicazioni comportamentali ai Medici di guardia che siano il più possibile omogenee. 5. Prevedere modalità di rafforzamento dei turni in PS da parte del personale sanitario in alcune fasce orarie e/o il potenziamento dei medici cosiddetti dei codici bianchi ove presenti. 6. Prevedere la possibilità di reperire rapidamente letti di area medica allinterno della struttura o in strutture appartenenti alla stessa area (con possibilità di invio diretto dal PS), comprendendo la possibilità di reperire altri posti letto anche presso strutture accreditate; 7. Rendere disponibili nelle strutture di assistenza territoriale di continuità assistenziale (RSA/RAF) un numero adeguato di posti letto al fine di consentire un elevato turn over di pazienti nelle strutture di ricovero per acuti. 8. Prevedere modalità di copertura delle assenze di personale anche improvvise. 9. Predisporre una adeguata campagna informativa rivolta agli operatori sanitari per una rapida vaccinazione antinfluenzale stagionale e specifica per il virus A(H1N1)v. 10. Predisporre adeguate modalità di assistenza da parte del personale sanitario e dei famigliari dei pazienti, volte a impedire la diffusione del contagio e alla protezione dei pazienti da eventuali sovrainfezioni. 11. Predisporre il monitoraggio interno per la raccolta dati relativa al numero di accessi in PS e al numero di ricoveri da PS, con specificazione dei pazienti inviati presso le unità intensive e subintensive.

Gruppo tecnico regionale emergenze infettive Piano per lorganizzazione regionale della risposta alle emergenze infettive deliberato dalla Giunta regionale con DGR 10 – del 20 luglio 2009 Assessorato alla Tutela della Salute e Sanità Direzione Sanità Per quanto riguarda le peculiarità pediatriche si sottolinea che: 1)visto il possibile coinvolgimento di molti bambini di età inferiore a 3 mesi (soggetti più a rischio) bisogna prevedere un più numeroso impiego di culle termiche e di strutture in grado di contenerle e gestirle; 2) è importante favorire l'arrivo dei bambini critici negli ospedali in cui è presente una terapia intensiva pediatrica; 3) nelleventualità che le rianimazioni pediatriche, essendo limitate come numero, siano oberate di richieste che superano le capacità di ricezione, in particolare per bambini molto piccoli, è necessario prevedere un'organizzazione d'emergenza; 4) attenzione alle modalità di assistenza e di permanenza dei genitori nelle strutture sanitarie che per i bambini è obbligatoria e estesa a 24 ore/dì. per quanto riguarda lattività del Sistema di Emergenza sanitaria territoriale (118) il Dipartimento Interaziendale ha già elaborato un protocollo di tutela degli operatori con le modalità e i presidi per l'intervento nonché per la protezione del paziente (limitazione alla diffusività) rivolto sia ai mezzi di soccorso sia alle Centrali Operative regionali.