L’UNITÀ D’ITALIA.

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CAMILLO BENSO, conte di CAVOUR Chiara Attanasio – Cantiello Valeria – Zampella Laura 3 sez. A Plesso «Mazzini» a.s. 2015/2016.
Transcript della presentazione:

L’UNITÀ D’ITALIA

Tutto ha inizio quando… 1814/15: il CONGRESSO di VIENNA inaugura il periodo della RESTAURAZIONE Si vollero cancellare tutte le idee moderne che si erano affermate nel corso del XVIII secolo: al posto della libertà, doveva tornare l’obbedienza all’autorità; al posto dell’idea di progresso, si proponeva il rispetto della tradizione; al posto della sovranità popolare, si voleva il ritorno dei vecchi sovrani.

Si determina cioè un ritorno alla situazione politica precedente la Rivoluzione Francese, sulla base di 3 PRINCÌPI: EQUILIBRIO equilibrio

LEGITTIMITA’ INTERVENTO Austria, Russia, Prussia e poco dopo l’Inghilterra si uniscono nella Santa Alleanza per scongiurare nuovi possibili focolai rivoluzionari

L’Italia, dopo la parziale riunificazione attuata da Napoleone, torna ad essere divisa in tanti piccoli stati sotto l’egemonia austriaca. Il Piemonte dei Savoia resta l’unico stato italiano autonomo.

Tuttavia, non è possibile eliminare le idee liberali e egualitarie, infatti i nuovi intellettuali borghesi dissentono … e allora si mettono in azione! Nascono in questo clima le prime società segrete e allora in Italia e in Europa scoppiano i moti del ’20/21 e ’30/’31…

… Ma tutti la pensano allo stesso modo? Intorno all’obiettivo comune di ottenere una Costituzione, si formano tre principali correnti di pensiero…

1. Liberali moderati Forma di governo: monarchia costituzionale Rappresentante: Massimo d’Azeglio “Ci voleva prima il coraggio civile per ottenere dai nostri governi miglioramenti, istituzioni e temprate libertà; poi il coraggio militare per ottenere l’indipendenza, quando ce ne vorrà Iddio concedere l’occasione”

2. Cattolici liberali Forma di governo: creazione di una confederazione di Stati Rappresentante: Vincenzo Gioberti “Il pontefice può salvare l’Italia recando pace e concordia durevole ai principi e ai popoli della penisola mediante una lega dei vari italici, della quale egli è destinato dalla Provvidenza ad esser duce e moderatore”

3. Democratici radicali Forma di governo: repubblica Rappresentante: Giuseppe Mazzini “La Giovine Italia è la fratellanza degli italiani credenti in una legge di progresso e di dovere; i quali, convinti che l’Italia è chiamata ad essere nazione e che può con forze proprie crearsi tale, consacrano, uniti in associazione, il pensiero e l’azione al grande intento di restituire l’Italia in nazione di liberi ed eguali una, indipendente e sovrana”.

Nonostante le alte speranze, i primi moti vengono facilmente repressi per: Mancanza di coordinazione; Poche adesioni. Tuttavia, i nostri protagonisti non demordono. Contemporaneamente…

… 1845: in Europa si crea una “congiunzione” negativa... Una serie di cattivi raccolti determina crisi agricola che causa carestie La crisi industriale dovuta alla sovrapproduzione determina un alto numero di disoccupati. Il malcontento popolare cresce e si crea una base di adesione e sostegno ai movimenti patriottici. Allora…

… scoppia un Quarantotto!

Francia, sollevazioni di carattere sociale; Area germanica, sollevazioni di tipo politico; Italia, sollevazioni di tipo politico; Russia e Inghilterra non sono soggette a nessun movimento rivoluzionario.

Anche in Italia i tempi sono maturi… Elezione di Pio IX che si dimostrò un papa liberale Libertà di stampa anche in Piemonte, Toscana e Stato Pontificio Statuto Albertino Le rivoluzioni di Parigi e Vienna

Il ’48 italiano: la prima guerra d’indipendenza. Gli eventi precipitano: 12 febbraio – Palermo insorge e chiede, ottenendola, ai Borboni la Costituzione 15 marzo – Carlo Alberto concede una Costituzione, lo Statuto Albertino, che resterà in vigore fino al 1948

Statuto albertino Art. 1. - La Religione Cattolica, Apostolica e Romana è la sola Religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi. Art. 2. - Lo Stato è retto da un Governo Monarchico Rappresentativo. Il Trono è ereditario secondo la legge salica. Art. 3. - Il potere legislativo sarà collettivamente esercitato dal Re e da due Camere: il Senato, e quella dei Deputati. Art. 4. - La persona del Re è sacra ed inviolabile. Art. 5. - Al Re solo appartiene il potere esecutivo. Egli è il Capo Supremo dello Stato: comanda tutte le forze di terra e di mare; dichiara la guerra: fa i trattati di pace, d'alleanza, di commercio ed altri, dandone notizia alle Camere tosto che l'interesse e la sicurezza dello Stato il permettano, ed unendovi le comunicazioni opportune. I trattati che importassero un onere alle finanze, o variazione di territorio dello Stato, non avranno effetto se non dopo ottenuto l'assenso delle Camere. Art. 6. - Il Re nomina a tutte le cariche dello Stato; e fa i decreti e regolamenti necessarii per l'esecuzione delle leggi, senza sospenderne l'osservanza, o dispensarne. Art. 7. - Il Re solo sanziona le leggi e le promulga. Art. 8. - Il Re può far grazia e commutare le pene.

Sulla scia di Fernando II Borbone, anche Leopoldo di Toscana e Pio IX concedono una costituzione liberale-moderata 17 marzo – Venezia insorge e caccia gli Austriaci 18-22 marzo – le Cinque Giornate di Milano e la cacciata degli Austriaci dalla Lombardia

2 marzo – inizia la prima guerra d’indipendenza: Carlo Alberto di Sardegna dichiara guerra all’Austria. Lo appoggiano Toscana, Regno delle due Sicilie e Stato della Chiesa, che si ritirano quasi immediatamente temendo che il Piemonte, alla fine della guerra, diventi troppo potente 9 agosto – dopo la disfatta di Custoza il Piemonte firma un armistizio con l’Austria

Bilancio di guerra I democratici non si rassegnano: provocano varie sollevazioni in Italia che convincono Carlo Alberto a riprendere il conflitto contro l’Austria. 1849, febbraio – i democratici istaurano la Repubblica a Roma e a Venezia. Il papa chiama in suo aiuto i francesi di Napoleone III 24 marzo ‘49 – sconfitta di Novara. Il Re abdica in favore del figlio Vittorio Emanuele II che firma l’armistizio. Finisce la prima guerra d’Indipendenza L’Austria reprime violentemente i rivoluzionari italiani e si riappropria di Venezia Tutte le conquiste territoriali vennero annullate Le divisioni in Italia apparvero chiare Ma fu anche la prima volta che un monarca si impegnava contro l’Austria

Ma non è cambiato proprio niente? I ceti popolari sono attivi nella lotta patriottica Si perde la fiducia nei confronti dei sovrani italiani, accusati di opportunismo e considerati traditori della causa indipendentista Consapevolezza che le semplici sollevazioni popolari non sono sufficienti a sconfiggere l’esercito austriaco: sono necessari accordi diplomatici e alleanze militari con gli altri maggiori stati europei Ormai si guarda il regno di Savoia come l’unico possibile realizzatore dell’Unità d’Italia

Vittorio Emanuele II prosegue sulla politica paterna liberal moderata Carlo Alberto Vittorio Emanuele II Vittorio Emanuele II prosegue sulla politica paterna liberal moderata Governo d’Azeglio. 1850 – Leggi Siccardi: abolizione dei privilegi della Chiesa

Camillo Benso conte di Cavour Nel frattempo, si affaccia sulla scena politica italiana un importante politico: Camillo Benso conte di Cavour Di orientamento liberale, diviene presidente del Consiglio nel 1852 1853: con un’abile manovra politica e diplomatica riesce a far partecipare l’esercito sabaudo alla guerra di Crimea, poi vinta, di modo che, al tavolo delle trattative del congresso di pace di Parigi nel 1856, possa esporre la questione dell’indipendenza italiana. “L’Italia è una polveriera”. 1858: Accordi di Plombières – Alleanza Italia-Francia vs Austria.

Cavour pensa le sue mosse… Solo il Piemonte poteva realizzare l’indipendenza perché non era sottomesso all’Austria E solo il Piemonte poteva essere un baluardo ai moti democratici Ma da solo non ce l’avrebbe fatta Necessità di alleanze internazionali

…e gioca le sue ‘carte’!... Guerra di Crimea Scoppiata fra Turchia e Russia nel ‘54 vide la partecipazione con la prima anche di Francia e Inghilterra Anche il Piemonte inviò un contingente di 15.000 bersaglieri, 1/10 dei quali morì per epidemia Questo servì a Cavour per presentare alle potenze europee la questione dell’Indipendenza dell’Italia Cavour iniziò da subito a trattare con Napoleone III

Con la diplomazia gli imprevisti diventano possibilità un attentato del repubblicano Felice Orsini a Napoleone III stava facendo fallire le trattative Orsini venne condannato a morte Cavour riuscì a girare a suo vantaggio la situazione Disse che questo attentato dimostrava come l’Italia fosse a rischio di rivolte democratiche e solo un intervento francese accanto al Piemonte avrebbe scongiurato il pericolo

Con una silenziosa stretta di mano Si giunse a questo accordo segreto nel 1858 a Plombières: La Francia avrebbe aiutato il Piemonte se fosse stato attaccato dall’Austria In cambio la Francia avrebbe avuto Nizza e Savoia L’Italia, una volta indipendente, sarebbe stata divisa in 4 parti per non renderla troppo forte

1859: Seconda guerra d’Indipendenza. Cavour crea il casus belli. Il problema era “convincere” l’Austria ad attaccare il Piemonte Troppo semplice per Cavour che ordinò delle esercitazioni militari proprio sul confine del Ticino Il 23 aprile del 1859 l’Austria, innervosita, inviò un ultimatum al Piemonte che rispose sdegnato Una settimana dopo l’Austria invadeva il Piemonte e la Francia entrava in guerra

Si va incontro all’Unità Italiani abili guerrieri: vinciamo le battaglie di Magenta, San Martino e Solferino. In attacco……….. Giuseppe Garibaldi Il suo mito è uno dei più forti e tenaci nell’Italia del Risorgimento “L’Italia non è dimezzata, è intera; perché io e i miei amici saremo sempre con coloro che propugnano la causa di’Italia e ne combattono i nemici in qualunque circostanza”. Giuseppe Garibaldi

11 luglio: tradimento! Napoleone III firma un armistizio con gli austriaci a Villafranca, poco prima di entrare a Venezia. I ducati di Emilia e di Toscana, dopo un plebliscito, si annettono al Piemonte 5 maggio 1860: Garibaldi parte coi Mille alla volta della Sicilia. Vittorio Emanuele e Cavour non appoggiano né tuttavia ostacolano la spedizione.

Scrive Cavour il 17 maggio: La spedizione di Garibaldi è fatto gravissimo. Tuttavia reputo che non si poteva né doveva impedire. Essa era apertamente favorita dall’Inghilterra e mollemente contrastata dalla Francia. Molti dei nostri amici e dei più devoti la secondavano. Dovevo io mettermi in opposizione con questi? Sarebbe stato un errore gravissimo.

Il 1° ottobre, sul Volturno, Garibaldi vince l’esercito di Francesco II. 21 ottobre: plebiscito di annessione del Regno delle due Sicilie al Piemonte. “Italia una e indivisibile con Vittorio Emanuele re costituzionale”. A Torino, Cavour e Vittorio Emanuele temono al pensiero di uno strapotere democratico in Italia meridionale. Temono che Garibaldi possa partire alla volta di Roma. Questo avrebbe scatenato l’ira di Napoleone III e invalidato tutte le conquiste effettuate fino a quel punto. Perciò partono alla volta del Meridione. 26 ottobre: Teano, Garibaldi consegna simbolicamente al Vittorio Emanuele il regno appena conquistato. 4 novembre: con altri due plebisciti, Marche e Umbria si annettono al Piemonte

17 marzo 1861 viene proclamato il Regno d’Italia

Ma l’Italia era unita?

Venezia e Trentino erano sotto il dominio austriaco Roma e il Lazio appartenevano allo Stato Pontificio Settentrione e Meridione erano distanti per economia, politica, cultura e lingua Ma anche per moneta, misure, pesi, leggi, fisco ed esercito Fu ristretto il corpo elettorale: al voto partecipavano il 7,9% degli uomini Quello era solo uno stato, non una nazione. In pratica, si può dire che neppure oggi quelle differenze sono state del tutto sanate.

La prima serie di governi del regno: la Destra Storica Il governo, con sede a Torino, capitale del Regno, operò “piemontizzando” il Regno. Il sistema legislativo e lo Statuto Albertino furono imposti anche alle regioni appena annesse Il diritto al voto era censitario: votava appena il 2% della popolazione Conseguenza: frattura tra paese legale e paese regale, tra popolo e governo. Tassa sul macinato: emblema della politica di tassazione indiretta Riforma agraria fallita: non si riesce a modernizzare le strutture agricole del nostro paese Leva obbligatoria

Problema del brigantaggio: nel Centro-Sud bande organizzate di sbandati, a volte al soldo dei Borbone, costringono il governo ad un intervento armato. Nasce un’epopea antirisorgimentale che prosegue ancora Il vero problema era quello di creare anche un popolo italiano: “Fatta l’Italia bisogna fare gli Italiani”.

Brigante se more Abbiamo posato chitarre e tamburi Perché questa musica deve cambiare; Siamo briganti, facciamo paura, Con la doppietta vogliamo cantare. E ora cantiamo una nuova canzone, Tutta le gente la deve imparare Non ci interessa del Re Borbone La terra è la nostra, non si deve toccare. Tutti i paesi della Basilicata Si son svegliati e vogliono lottare, Anche la calabria si è rivoltata Ed il nemico facciamo tremare. Chi ha visto il lupo e s’è messo paura, Non sa bene qual è la verità: Il vero lupo che mangia le creature È il piemontese che vogliamo cacciare. Femmine belle, che avete cuore, Se il brigante volete salvare, Non lo cercate, scordatevene il nome: Chi ci fa guerra non ha pietà. Uomo si nasce, brigante si muore E fino all’ultimo dobbiamo lottare. Se moriamo portateci un fiore: È una bestemmia questa libertà.

Non è finita qui. L’Italia ancora in guerra 1862: la questione romana. Garibaldi vuole liberare Roma: “Roma, o morte!” Viene fermato in Aspromonte prima e a Mentana poi. 1866: terza guerra d’indipendenza. In Europa scoppia un conflitto tra Prussia e Austria. L’Italia, alleata ai tedeschi, entra in guerra. 29 giugno 1866: sconfitta a Custoza, disfatta italiana L’Italia perde la guerra, ma ottiene il Veneto da Napoleone III. Garibaldi, in Trentino, è costretto a ritirarsi in Italia 1970: si riapre la questione romana: i francesi proteggono Roma, inespugnabile fino a quando l’esercito d’oltralpe non viene ritirato dall’imperatore. Le truppe del partito d’azione, aprendo una breccia nei pressi di Porta Pia entrano nella Città Eterna, che può diventare così capitale d’Italia. 1871: legge delle Guarentigie: al pontefice viene riconosciuto il libero esercizio spirituale e l’extraterritorialità del Vaticano.

Breccia di Porta Pia