La dottrina sociale della chiesa

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Transcript della presentazione:

La dottrina sociale della chiesa La sua origine, il suo sviluppo, i suoi contenuti, la sua natura

Premesse storico-culturali riforma protestante l’illuminismo la nascita degli stati liberali la rivoluzione industriale la questione operaia le nuove ideologie l’anticlericalismo Dall’affacciarsi dell’era moderna, vari elementi concorsero a mettere in crisi la concezione cristiana dell’uomo, della storia e della società: la riforma protestante: con la rottura dell’unità della chiesa latina, il cristianesimo, in generale, perde parte della propria autorevolezza sul piano socio-culturale e politico, fatica a presentarsi come unico depositario e dispensatore di verità assolute l’illuminismo: la cultura, svincolata dal principio di autorità che fondava e autenticava ogni sua espressione in riferimento ai classici o alla Sacra Scrittura (e alle sue interpretazioni autorevoli fornite dalla chiesa), e fondata invece sulla forza della ragione (vedi Kant, Che cos’è l’Illuminismo), è sempre meno controllata e gestita in maniera univoca dalla chiesa e dalle strutture ad essa collegate; viene meno il monopolio sostanziale della cultura di cui aveva goduto la Chiesa dal Medioevo in poi la nascita degli stati liberali: la crisi dell’ancien regime seguita alla rivoluzione americana e francese, l’abbandono dell’assolutismo come fondamento dello stato e la formazione in Europa e America di stati fondati su una concezione laica e contrattuale del potere politico (stati borghesi, aconfessionali in Francia, Inghilterra, Germania, Italia), costringe la Chiesa a ridisegnare la mappa geopolitica del mondo e a trovare nuovi soggetti politici di riferimento la rivoluzione industriale: le trasformazioni dei processi economici e produttivi, la massiccia urbanizzazione, le profonde trasformazioni sociali con il nascere di nuovi soggetti (una borghesia capitalista, che fonda la sua forza sul capitale e sulle nuove teorie economiche liberiste e non necessita più di un’investitura ideologica da parte del potere religioso, un nuovo “proletariato” svincolato dal rapporto con la terra e passato dalla zone rurali alla città e quindi non più soggetto al controllo esclusivo della chiesa) più in particolare, l’insorgere della cosiddetta questione operaia, cioè dell’insieme delle problematiche legate al formarsi di questa nuova classe sociale degli addetti all’industria: le condizioni di vita, le condizioni di lavoro, il livello di tutele sociali, le trasformazioni dei ritmi e delle abitudini di vita, il formarsi di una nuova mentalità e di nuove culture di massa, i rapporti con la borghesia capitalista, il nascere di nuove forme associative e delle organizzazioni sindacali la nascita e la diffusione di nuove ideologie, liberismo, socialismo, comunismo e anarchismo: al di là delle ovvie distinzioni, esse hanno in comune il fatto di proporsi come ideologie e cioè come teorie rappresentative della realtà nella sua globalità, e quindi in quanto tali sostitutive della religione, come dottrine che si rivolgono non più ad èlite intellettuali, ma che hanno come interlocutore un nuovo soggetto politico-sociale, la “massa” come dottrine laiche, cioè con un fondamento razionalista e con un orizzonte di realizzabilità esclusivamente inframondano per tutte queste caratteristiche, tali nuove correnti di pensiero si pongono chiaramente come concorrenziali rispetto alla dottrina religiosa tradizionale, nelle sue varie forme, morale, etica, politica, estetica, scientifica, l’emergere sempre più marcato di forme di anticlericalismo: i vari fenomeni sopra ricordati confluiscono in manifestazioni occasionali o sistematiche di intolleranza religiosa e/o di limitazione delle prerogative, delle libertà e dei possedimenti della chiesa nei vari stati europei (solo a titolo d’esempio, le violenze contro la chiesa francese durante l’esperienza della Comune di Parigi nel 1871 o la “matanza de los frailes” in Spagna nel 1838, la soppressione delle facoltà teologiche nelle università statali di molti paesi e della libertà d’insegnamento, l’incameramento dei beni della chiesa e degli ordini religiosi da parte degli stati, la limitazione dell’insegnamento religioso nelle scuole pubbliche, la soppressione di seminari,…); tutto ciò non favorisce certo un atteggiamento di apertura da parte della Chiesa verso il mondo moderno, anzi alimenta paura e sospetto;

Sviluppo della DS della Xsa La fase del divorzio/chiusura L’inizio del superamento della chiusura Il sogno della societas christiana L’era del Concilio “non expedit”, 1874 Rerum novarum, 1891 Quadragesimo anno, 1931 Gaudium et spes

Rerum Novarum Fuori dall’isolamento il rapporto con la modernità vs. la libertà di pensiero e di coscienza vs. la laicità dello Stato vs. il progresso scientifico e tecnico Mirari vos 1832 Gregorio XVI Sillabo 1864 Pio IX: la condanna degli errori libertà di ricerca scientifica e filosofica l’autonomia della politica e dello Stato dalla tutela della Chiesa il superamento del cattolicesimo come religione di Stato RN abbandona lo spirito di crociata riconosce la gravità della questione operaia la risposta ai problemi sociali è cercata nelle deduzioni filosofiche teologiche, nel diritto naturale, nella rivelazione

Quadragesimo anno: la nostalgia della societas christiana la società laicizzata e il rimpianto del buon tempo antico il modello della cristianità: la chiesa, societas perfecta, ha il diritto dovere di guidare tutte le società civili la terza via liberismo (New York 1929) socialismo (1917) il cattolicesimo corporativo (l’economia fascista)

Il dialogo con il mondo Vaticano II non soltanto conflitti di classe (‘800) né confronti tra diversi sistemi (‘900) ordine economico mondiale: Est Ovest - Nord Sud la Chiesa sale e lievito la giusta autonomia del mondo nei campi di sua competenza: la laicità mutua collaborazione per la difesa di tutto l’uomo

L’insegnamento sociale della Chiesa, oggi Giovanni XXIII Mater et Magistra Paolo VI Populorum Progressio 1967 Octogesima adveniens 1971 Giovanni Paolo II Redemptor hominis 1979 Laborem exercens 1981 Sollicitudo rei socialis 1987 Centesimus annus 1991

GP II: Laborem exercens Laborem exercens: Il lavoro, chiave della questione sociale la Chiesa deve difendere la dignità di coloro che lavorano i nuovi significati del lavoro, il rapporto con la giustizia la spiritualità del lavoro, che per suo tramite avvicini gli uomini a Dio

GP II Sollicitudo Rei Socialis Lo sviluppo poggia sulla solidarietà di tutti il concetto autentico di sviluppo la DS non è una terza via ma una categoria a sé, l’accurata formulazione dei risultati dell’analisi per orientare il comportamento cristiano, è teologia non ideologia funzione profetica, annuncio e denuncia amore preferenziale per i poveri e le responsabilità private e pubbliche destinazione universale dei beni proprietà ed ipoteca sociale la privazione dei diritti umani, speciale forma di povertà

GP II Centesimus annus preferenza per i poveri l’uomo al centro la verità di ogni cultura e il dinamismo vitale dei paesi azione non violenta contro l’oppressione e la guerra l’autentica liberazione sociale orientamento morale valido per qualsiasi società l’evangelo è fermento di cultura collaborazione ecumenica ed interreligiosa

Contenuti della DS Principi Criteri di giudizio Direttive e Orientamenti

Valore della DS traduce a livello storico un messaggio che è di natura metastorico; in altri termini, si sottolinea che il fondamento della DS è la rivelazione cristiana altra fonte della DS è la morale naturale sistema dinamico: si realizza nella storia ed è quindi suscettibile di aggiornamenti, approfondimenti non costituisce un sistema politico-economico alternativo a quelli esistenti, né è un generico richiamo a valori di solidarietà universali

Autorevolezza della DS della Xsa Magistero straordinario Magistero ordinario Gli insegnamenti della DS  magistero ordinario, quindi autorevoli, ma non infallibili e irreformabili e ad essi si deve un “religioso ossequio”, non un assenso di fede.