IV MODULO LO SVILUPPO MORALE

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
Luca Ercoli- Bruna Peraboni
Advertisements

D.T.P. PSICOLOGO della Polizia di Stato PAGLIAROSI Dr.ssa Cristina
LEZIONI DOTT.SSA BARBARA ARGO
Il senso del sé e dell’altro
Isolamento sociale costrutto multidimensionale
2. Principi e argomentazioni morali in bioetica
Dott.ssa Carmelina Calabrese
La teoria dello sviluppo sociocognitivo di Vygotskij
Il Cambiamento organizzativo
CONTROLLO DELL’ALTRO CONTROLLO DI SE’
Sviluppo morale e comportamento antisociale
La teoria degli ambiti (Turiel, 1983; Nucci, 2001)
Empatia e prosocialità
TEMI EVOLUTIVI La comparsa degli standard di riferimento
PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE Felice Carugati e Patrizia Selleri
PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE Felice Carugati e Patrizia Selleri
La costruzione dell’identità nel bambino in affido
VIII MODULO LA RELAZIONE DI AMICIZIA
VII MODULO LA RELAZIONE TRA PARI.
Lo sviluppo morale.
L’esperienza dei gruppi di post-adozione nella Provincia di Parma
Caratteristiche della fase adolescenziale
Sviluppo dell’identità sessuale
INDICE CONCEZIONE DI SVILUPPO FASE PRENATALE
FONDAMENTI DELLA PROSPETTIVA STORICO-CULTURALE
L’ IMPORTANZA DELLE RELAZIONI Le responsabilità della Famiglia
A seconda delle situazioni, le cause possono essere attribuite a:
Psicologia della GESTALT:
ALTRUISMO azioni che un individuo può compiere a vantaggio di una o più persone senza aspettarsi alcuna ricompensa esterna concreta MA azione tesa a produrre.
Prospettiva comunicativa e Socio-costruzionistica delle emozioni
Laboratori espressivi, laboratori cognitivi
Laccezione positiva del concetto di rischio Il rischio non deve essere visto necessariamente come pericolo o fonte di danno evolutivo Rischio come opportunità
Orientamento e life skills
Rilievi critici alla teoria di Piaget
"vuoto di memoria" - errori di ritenzione e riproduzione quando siamo sotto stress - scarsa produttività quando abbiamo qualche problema - "aver la testa.
Cosa intendiamo per Abilità (Risorse) Personali
Autostima, autoefficacia e comportamenti prosociali/aggressivi
Lo sviluppo delle emozioni
CORSO PER GENITORI “ALLEANZE EDUCATIVE”
SOCIALIZZAZIONE E’ UN PROCESSO DI ACQUISIZIONE DI COMPORTAMENTI,
I saperi professionali dell’insegnante
Chi è lo Psicologo? Lo psicologo è un professionista della salute.
SVILUPPO COGNITIVO E APPRENDIMENTO IN ADOLESCENZA
Il gruppo classe risorsa nella prevenzione del bullismo Dott
Indicatori di rischio dei
Varese, 23 Marzo 2010 Valerie Moretti
L’empatia.
Si può parlare di EGOCENTRISMO nell’adolescenza?
Dott.ssa Laura Bellomo A.S
PROGETTO “ZATTERA” OVVERO LA PALESTRA DELLE ABILITA’ SOCIALI
La comunicazione tra i coniugi
Sono un bambino e ho bisogno di… Roberto Lingua Centro Riabilitazione Ferrero-Alba Associazione Italiana Dislessia Sez. Cuneo.
LA SCUOLA SI CONFRONTA CON IL BULLISMO
Sviluppo Morale.
Psicologia dello sviluppo
Psicologia dello sviluppo LO SVILUPPO MORALE
1 L’ADOLESCENZA: UN’ETÀ DIFFICILE? Prof. Paolo Albiero.
TRATTAMENTO MULTIMODALE
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MACERATA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE PEDAGOGIA DELLA DEVIANZA E DELLA MARGINALITA’ II SEMESTRE Dott.ssa Angela Fiorillo.
Il disimpegno morale 1.
Perché alcuni bambini non funzionano come gli altri?
DOCENTI NEOASSUNTI GESTIONE DELLA CLASSE E DELLE PROBLEMATICHE
LO SVILUPPO COGNITIVO.
Comprendere i bisogni evolutivi e relazionali sottostanti al comportamento disturbante/prepotente una premessa per l’intervento.
La socializzazione 2 funzioni:
INTRODUZIONE Il quinto liceo della scuola Maria Immacolata promuove il progetto “BOLLIAMO IL BULLO” rivolto alla scuola media e famiglie per porre l’attenzione.
Lo sviluppo del gioco nel bambino
Psicologia Sociale e Devianza 13° Lezione: Altruismo Dal testo Palmonari – Cavazza - Rubini: pag dal testo Patrizi – De Gregorio: pag
1 LA PSICOLOGIA: UNA SCIENZA ESATTA. 2 La psicologia è la scienza che studia il comportamento umano e che cerca di comprendere ed interpretare i processi.
Catanzaro 13 febbraio Famiglia Insegnanti Contesti frequentati Allenatore Amici Interessi Individuo.
Transcript della presentazione:

IV MODULO LO SVILUPPO MORALE

LA MORALE IN AMBITO PSICOLOGICO La psicologia, rispetto alla morale, indaga (Turiel, 1983) ciò che gli individui pensano, sentono e agiscono riguardo a: Benessere e cura degli altri Diritti e giustizia nelle relazioni interpersonali

LA MORALE IN AMBITO PSICOLOGICO La psicologia ha proposto vari costrutti attraverso cui la morale si manifesta, tra cui: “Super-io” (Freud, 1922): funzione dell’Io che si manifesta principalmente in un ruolo censore e critico e in un’osservazione permanente degli aspetti dell’Io. In gran parte inconscio, contiene in sé sia un aspetto di divieto, sia di modello o ideale. “Coscienza” (Thompson et al., 2006): insieme di processi cognitivi, affettivi e relazionali che influenzano e guidano il modo in cui gli individui agiscono rispetto a standard di comportamento.

Questioni aperte Diversi approcci teorici: enfasi su aspetti cognitivi, emotivi o socio-culturali Natura universale o meno dello sviluppo morale Fondamento biologico o culturale della morale

LO STUDIO DELLO SVILUPPO MORALE Lo sviluppo morale è stato indagato a partire da tre approcci differenti: Approccio cognitivo/evolutivo (Piaget, 1932; Kohlberg, 1976; Turiel, 1983): lo sviluppo morale segue di pari passo quello cognitivo, l’attenzione è rivolta al giudizio e al ragionamento morale; Approccio emotivo (Hoffman, 2000): attenzione per il sentimento morale; Approccio della socializzazione morale (Hoffman, 2000; Grusec, 2006; Schaffer, 2006): attenzione per i processi di socializzazione che portano ad una coscienza morale

Approccio cognitivo/evolutivo Piaget (1932) Il contributo di Piaget: osservazione delle regole nel gioco infantile (pratica e coscienza delle regole): Fino a 3 anni: il bambino non applica la pratica della regola e non ne ha coscienza. Segue una routine di gioco. 4/6 anni: applica la regola in modo acritico e regolato dall’esterno (eteronomia) e l’associa all’autorità dell’adulto (condizione pre-morale). Dai 7/8 anni: applicazione autonoma della regola, consapevolezza che la regola è condivisa dai giocatori.

Approccio cognitivo/evolutivo Piaget (1932) Secondo Piaget il bambino si comporta nello stesso modo anche con le regole morali. Individua due fasi di sviluppo, ciascuna caratterizzata da una concezione di responsabilità, giustizia e sanzione: Fase del realismo morale (fino a 7/8 anni circa) Fase del soggettivismo morale (dai 9/10 anni in poi)

Approccio cognitivo/evolutivo Piaget (1932) FASE DEL REALISMO MORALE Tipico del periodo preoperatorio Regole morali considerate immutabili Morale eteronoma Responsabilità oggettiva (regola dell’entità del danno) Giustizia retributiva (punizione uguale al danno) Sanzione espiatoria (giustizia della sanzione)

Approccio cognitivo/evolutivo Piaget (1932) FASE DEL SOGGETTIVISMO MORALE Pensiero operatorio Le regole morali non sono immutabili e sono fondate su cooperazione e reciprocità Autonomia morale: morale come istanza interiore Responsabilità soggettiva: giudizio sui comportamenti legati all’intenzionalità dell’azione Giustizia distributiva: idea di uguaglianza tra le persone Sanzione per reciprocità: punizione in base alla gravità della colpa

Approccio cognitivo/evolutivo Kohlberg (1976) Teoria stadiale dello sviluppo morale: attraverso il metodo dei dilemmi morali ha descritto come si evolve il ragionamento morale Universalità: perché segue lo sviluppo cognitivo, comune a tutti Evoluzione degli schemi: secondo lo sviluppo cognitivo Stadialità degli schemi: la sequenza è ordinata e invariante

Approccio cognitivo/evolutivo Kohlberg (1976) Si individuano 3 livelli, ciascuno diviso in due sottostadi: Livello pre-convenzionale: fino ai 9-10 anni; norme morali vissute come esterne e non oggetto di riflessione; massimizzare i propri interessi; soddisfare i propri bisogni Livello convenzionale: obblighi e regole come componenti del sé; sistema di regole come derivanti dal sistema sociale (maggioranza delle persone) Livello post-convenzionale: giudizi morali effettuati in base a regole universali.

Approccio cognitivo/evolutivo Kohlberg (1976) Pregi del modello: Ha avviato una serie di studi evolutivi che, dopo Piaget, erano quasi assenti Applicazione pratica nella “Just Community” Limiti: Inadeguatezza del metodo dei dilemmi morali Differenze di genere Differenze culturali Poca attenzione per il comportamento morale

Approccio cognitivo/evolutivo Teoria degli ambiti (Turiel, 1983; Nucci, 2001) Secondo questa teoria, per comprendere lo sviluppo morale occorre distinguere tra aspetti diversi, che caratterizzano la morale, e che le teorie precedenti avevano confuso: L’ambito morale L’ambito convenzionale L’ambito personale

Approccio cognitivo/evolutivo Teoria degli ambiti (Turiel, 1983; Nucci, 2001) Ambito morale: benessere, giustizia, diritti umani sono principi universali. Le prescrizioni morali sono obbligatorie, generalizzabili, impersonali. (es. “non si deve fare del male agli altri”) Ambito convenzionale: standard concordati all’interno del sistema di riferimento di appartenenza. Le regole convenzionali sono stabilite d’autorità, non sono universali, non sono generalizzabili (“si deve riordinare”). Ambito personale (Nucci, 2001): regole le cui conseguenze riguardano il soggetto singolo che le mette in atto (ad es. sulle scelte individuali)

Aspetti evolutivi/educativi Approccio cognitivo/evolutivo Teoria degli ambiti (Turiel, 1983; Nucci, 2001) Aspetti evolutivi/educativi Già dall’età prescolare i bambini sono in grado di comprendere la distinzione tra gli ambiti Il ragionamento e l’atteggiamento rispetto alle regole cambiano a seconda dell’ambito di riferimento Gli interventi educativi sono più efficaci se tengono conto dell’ambito in cui la regola è violata

L’approccio emotivo/affettivo L’esperienza morale non è solo cognitiva ma ha un’ampia portata emotiva Le emozioni e i sentimenti accompagnano il comportamento morale e connotano gli schemi del Sé rispetto ad esso Alla base c’è l’empatia: abilità di provare sentimenti analoghi agli altri, pur non vivendo le stesse situazioni.

L’approccio emotivo/affettivo Stadi di sviluppo dell’empatia (Hoffman, 2000) Stadio 0: contagio emotivo Stadio I: empatia egocentrica (6 mesi), reazione al sentimento altrui ma ancora scarsa differenziazione tra sé e l’altro Stadio II: empatia quasi egocentrica (2/3 anni); motivazione a prendersi cura dell’altro Stadio III: empatia “veridica” (4/5 anni), in risposta alla situazione dell’altro, teoria della mente Stadio IV: empatia per la condizione esistenziale dell’altro (età scolare), completo decentramento cognitivo

L’approccio emotivo/affettivo Secondo Hoffman, affinché l’empatia porti ad un comportamento morale, è fondamentale che l’individuo sperimenti “distress” e “simpatia”: Distress empatico: situazione di disagio causato dall’empatia Simpatia: preoccupazione per la condizione altrui che spinge a prendersi cura Empatia Distress Simpatia Comportamento morale

L’approccio emotivo/affettivo Il passaggio dall’empatia al comportamento morale di aiuto (pro-sociale), tuttavia, non è scontato né immediato. Infatti, sebbene l’empatia sia innata, riguardo al comportamento pro-sociale ci sono molte differenze individuali, legate a fattori temperamentali, al genere e alla socializzazione genitoriale. E’ stata tuttavia descritta una sequenza evolutiva

L’approccio emotivo/affettivo Lo sviluppo del comportamento prosociale (Eisenberg et al 2006) orientamento edonistico-pragmatico (età prescolare); orientamento verso i bisogni dell’altro (prima età scolare); orientamento stereotipato focalizzato sull’approvazione (età scolare); orientamento empatico (età scolare/preadolescenza); orientamento dei valori internalizzati (adolescenza)

L’approccio emotivo/affettivo Correlati del comportamento prosociale (Corsano, 2011): Frequenza e qualità delle interazioni (meno conflittuali) Ego-resiliency comprensione della situazione sociale (Smeekens, Riksen-Wairaven, van Bakel, 2008) autoregolazione emotiva (Eisenberg, Fabes, Karbon, Murphy, Wosinski, Polazzi, Carlo, Junke (1996); buon adattamento a scuola benessere individuale (stima di sé) benessere sociale (popolarità)

Approccio della socializzazione morale Considera il processo di interiorizzazione morale come il prodotto della socializzazione Tale processo di interiorizzazione porta alla coscienza morale, cioè un “meccanismo psicologico che guida l’azione in assenza di un controllo esterno (autocontrollo)” (Schaffer, 2006) Si parla di socializzazione morale

Approccio della socializzazione morale Il processo di interiorizzazione che porta alla coscienza morale è stato prevalentemente indagato rispetto alla relazione coi genitori (fa eccezione il lavoro di Piaget, del 1932) Psicoanalisi: formazione del super-io, “complesso di Edipo” e “complesso fraterno” (processi di identificazione) Teorici dell’apprendimento sociale: meccanismi di imitazione, di rinforzo.

Socializzazione morale e stili disciplinari parentali Secondo Hoffman, l’interiorizzazione morale avviene anche grazie agli “incontri” disciplinari, cioè le interazioni genitori/figli in cui i primi, con la disciplina, intervengono su un comportamento non desiderabile del figlio. In età prescolare, tali incontri coprono circa il 40/50 % delle interazioni

Socializzazione morale e stili disciplinari parentali I genitori utilizzano tre diverse strategie disciplinari: Disciplina basata sul potere (non favorisce l’interiorizzazione); disciplina basata sul ritiro d’amore (non favorisce l’interiorizzazione); disciplina induttiva, basata sull’empatia e il “perspective taking” (favorisce l’interiorizzazione)

Altri fattori che influenzano la socializzazione morale (Grusec, 2006) Accuratezza della percezione dei valori dei propri genitori Ridondanza con cui i genitori ribadiscono il proprio punto di vista Coerenza tra valori e comportamento Clima affettivo e relazionale positivo Flessibilità genitoriale rispetto ai bisogni del bambino “Effetto bambino” (Schaffer, 2006)

Origine della coscienza morale I precursori della coscienza morale sono stati individuati nelle reazioni dei bambini (1/2 anni) ai rimproveri dei genitori (Thompson et al., 2006) e in presenza di oggetti “difettosi” (Kagan, 1981) Secondo e terzo anno: sé normativo ed emozioni morali (autocoscienti) 2-5 anni: sviluppo della coscienza (teoria della mente) Obbedienza come indicatore di coscienza morale e di un successivo Sé morale/normativo più stabile Obbedienza basata sulla situazione e sull’impegno

Percorsi atipici E’ difficile generalizzare il discorso sui percorsi atipici di sviluppo morale, perché molteplici sono le situazioni in cui gli individui agiscono senza rispettare il benessere degli altri, la giustizia e i diritti (v. I slide). Consideriamo due aspetti molto indagati dalla letteratura: Bullismo (età prescolare/scolare) Disimpegno morale (adolescenza/età adulta)

Percorsi atipici: bullismo Il fenomeno del bullismo è stato molto indagato negli ultimi decenni: in particolare studi di Olweus e Salmivalli (anni ‘90 e seguenti). Per bullismo si intende: messa in atto in modo continuato, all’interno del gruppo dei pari, di comportamenti aggressivi e/o di prevaricazione nei confronti di coloro che non sono in grado di difendersi. E’ tipico dell’età scolare, ma presente anche prima, è caratterizzato da aggressività diretta o indiretta

Percorsi atipici: bullismo Il fenomeno del bullismo deve essere distinto da altri fenomeni aggressivi, per le seguenti caratteristiche (Olweus, 1994; Smith e Thompson, 1991): Intenzionalità dell’azione offensiva Reiterazione nel tempo Squilibrio in termini di forza o di potere nella relazione tra bullo e vittima Mancanza di provocazione

Percorsi atipici: bullismo Il bullismo è un fenomeno relazionale, in cui grande importanza ha il ruolo svolto da diversi partecipanti (Salmivalli et al. 1996): Bullo e vittima Aiutanti del bullo Sostenitori del bullo Spettatori passivi Difensori della vittima Clima morale e cultura etica della scuola

Percorsi atipici: bullismo Il bullismo è correlato a: Ragionamento morale di tipo egocentrico Capacità cognitiva di perspective taking Deficit di empatia

Percorsi atipici: disimpegno morale Secondo Bandura (1991, 2002) la “moral agency” (capacità di agire moralmente) è guidata da principi di autoregolazione che tengono conto di: Sanzioni sociali: premi o punizioni dettate dalla società di appartenenza Sanzioni internalizzate: premi o punizioni dettate dalla propria concezione di sé, autostima, rispetto di sé .

Percorsi atipici: disimpegno morale Tuttavia, il comportamento è dettato non solo da principi morali ma anche da bisogni o vantaggi personali; A questo scopo, alcuni meccanismi psicologici, attivati dal contesto o dalle circostanze, possono intervenire sulla condotta morale, modulando diversamente il significato delle sanzioni. Bandura individua 8 meccanismi di disimpegno morale, presenti ad ogni età ma soprattutto in adolescenza ed età adulta.

Percorsi atipici: disimpegno morale giustificazione morale Etichettamento eufemistico Confronto vantaggioso Dislocamento delle responsabilità Diffusione della responsabilità Distorsione delle conseguenze De-umanizzazione della vittima Attribuzione di colpa

Possibili domande d’esame Approcci di studio dello sviluppo morale Teoria dello sviluppo morale di Piaget Il realismo morale/Il soggettivismo morale Teoria dello sviluppo morale di Kohlberg Fasi di sviluppo dell’empatia Empatia e sviluppo morale Teoria degli ambiti Stili disciplinari e sviluppo morale Il fenomeno del bullismo: definizione e aspetti relazionali Meccanismi di disimpegno morale