PROGETTO P.O.I..

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Transcript della presentazione:

PROGETTO P.O.I.

In che cosa consiste il progetto “P.O.I.”? Il progetto P.O.I. è stato realizzato dalla scuola per far conoscere agli studenti delle classi seconde, il processo per cui si passa dall’idea dell’artista all’ opera finita, ed in particolare per far conoscere le realtà produttive artigianali di alta specializzazione di cui la città di Pietrasanta si fregia e che le hanno permesso di affermarsi come città di artisti.

MUSEO DEI BOZZETTI

La prima tappa del progetto è stata la visita al Museo dei Bozzetti, creato negli anni Ottanta ed unico nel suo genere. Questo museo raccoglie oltre 600 bozzetti e modelli creati a partire dai primi del Novecento.

Ci hanno spiegato che i bozzetti, in scala ridotta, e i modelli, in dimensioni reali, rappresentano l’idea iniziale dello scultore prima della realizzazione dell’opera vera e propria. I bozzetti sono realizzati in diversi materiali, soprattutto in gesso. Su alcuni bozzetti si possono notare gli appunti e le scritte che l’artista ha lasciato come riferimento all’artigiano. L’artigiano, seguendo queste indicazioni e basandosi sulle viti poste nel bozzetto, grazie anche all’ausilio di strumenti come la “macchinetta” riproduce fedelmente quanto ideato dall’artista.

FONDERIA ARTISTICA

La seconda tappa del nostro progetto è stata la visita ad una fonderia artistica. Nella fonderia ci hanno spiegato come nasce una statua in bronzo, partendo dal modello in gesso.

La prima fase consiste nel fare uno stampo in gomma del modello originale. Lo stampo in gomma (che risulta il negativo del modello) viene poi ricoperto da uno strato di cera. Lo spessore della cera sarà quello dell’opera finita.

L’interno dello stampo di cera, viene riempito di materiale refrattario che tiene unitele due metà dello stampo. Vengono formati dei canali di colata che serviranno a far fluire il metallo nello stampo al momento della colata.

i canali di colata e lo stampo in cera vengono poi rivestiti con uno strato di ceramica. La superficie viene completamente rivestita di materiale refrattario che eviterà la rottura dell’involucro di ceramica.

A questo punto lo stampo è pronto, per cui viene messo nella fornace per far defluire la cera. Il metallo viene colato dentro la struttura andando a prendere il posto che prima era occupato dallo strato di cera.

Una volta raffreddato il tutto, gli involucri vengono tolti e vengono tagliati i canali di colata. In caso di sculture di grandi dimensioni, vengono assemblati i vari pezzi. Si procede infine alla patinatura che consiste nel colorare il metallo con delle sostanze chimiche.

LABORATORIO ARTISTICO

Come ultima tappa del nostro percorso, abbiamo visitato il laboratorio artistico Galleni. In questo laboratorio, ci hanno spiegato come viene prodotta una opera in marmo.

Nel laboratorio, stavano lavorando a una scultura realizzata in trani, una pietra vulcanica. L’esterno è stato scolpito facendolo somigliare a un elmo mentre l’interno è stato rimosso e a sua volta scolpito con le fattezze di un volto umano, in modo che ad opera ultimata le due parti verranno “unite” a rappresentare le fattezze di un guerriero.

Ci hanno anche spiegato che la lavorazione delle pietre è composta da tre fasi: Sbozzatura: si da una prima forma alla pietra partendo dai punti di riferimento che l’artista ha dato, lasciando però un margine di sicurezza (4 dita) Smodellatura: si scolpisce l’opera finita, seguendo le indicazioni dell’artista e usando diversi strumenti come il pantografo e il compasso. Rifinitura: l’opera, ormai terminata, viene rifinita, perfezionata e levigata.

Il laboratorio crea anche decorazioni ornamentali. L’ornatista crea manualmente il motivo che compone la decorazione, successivamente il fregio viene scannerizzato e riprodotto tramite un macchinario computerizzato che scolpisce il motivo ornamentale sul marmo.

Il materiale più utilizzato nel laboratorio è sicuramente il marmo, in particolare il cosiddetto “statuario”. Questa qualità di marmo è molto rinomata sia per il suo colore bianco-avorio sia per l’assenza di impurità e perché è facile da lavorare e permette di rappresentare particolari anche molto minuti.

Nel laboratorio è stato possibile ammirare un busto in cui la figura umana è stata realizzata in “nero del Belgio”, mentre il drappo che avvolge il viso è stato scolpito in marmo statuario. Questo ci ha dimostrato il livello molto elevato raggiunto nelle lavorazioni che consentono di abbinare pietre di diverse qualità e al tempo stesso ci ha fatto chiaramente percepire quanto il marmo statuario riesca a rappresentare con assoluta naturalezza particolari quali ad esempio il drappeggio di un tessuto.