Cielo antico:.

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Transcript della presentazione:

Cielo antico:

Copernico e Tolomeo a confronto:

Il moto di retrocessione dei pianeti secondo Copernico: La spiegazione data da Copernico al moto di retrocessione dei pianeti superiori (a) e dei pianeti inferiori (b). In ciascun disegno la Terra si sposta regolarmente sulla sua orbita da T1 a T7 ed il pianeta si sposta da P1 a P7. Nel medesimo tempo la posizione apparente del pianeta contro la sfera delle stelle si sposta, in direzione est, da 1 a 7, ma allorquando i due pianeti si oltrepassano c'è un breve tratto di retrocessione in direzione ovest da 3 a 5. (da Thomas S. Kuhn, La rivoluzione copernicana, Torino, Einaudi 1972, pp. 212-213).

Cosmo kepleriano:

Eccentrico:

Epiciclo:

Equante:

Le fasi di Venere:

L’orbita di Marte:

Parallasse: C

Parallasse annuale:

Le sfere omocentriche di Eudosso :

Le sfere omocentriche di Eudosso:

Il sistema copernicano:

Il sistema ticonico del mondo:

ECLITTICA: L'eclittica è un cerchio massimo sulla sfera celeste che corrisponde al percorso apparente del Sole durante l'anno. L'eclittica interseca l'equatore celeste in due punti (nodi) chiamati: Punto vernale (g) (o punto gamma o punto di Ariete) che è il nodo ascendente. Il Sole passa per il punto vernale nel momento dell'equinozio di primavera "salendo" all'emisfero celeste settentrionale. Punto della Bilancia (W) è il nodo discendente. Il Sole vi transita al momento dell'equinozio autunnale "scendendo" nell'emisfero celeste australe. Il punto vernale viene scelto come origine dell'ascissa sferica nel sistema equatoriale e nel sistema eclitticale, e come punto di riferimento per il tempo siderale.   La disposizione particolare dell'eclittica sulla sfera celeste dipende dall'orbita della Terra attorno al Sole e dall'inclinazione del piano dell'equatore rispetto ad essa. L'angolo tra i due piani è chiamato obliquità dell'eclittica.

Assi, poli ed equatore Osservando il movimento dei corpi celesti, sembra che essi si muovano da EST a OVEST attorno a due punti fissi, chiamati polo nord celeste (N') e polo sud celeste (S'). Si chiama asse del mondo la retta che congiunge i due poli celesti. E' come se la sfera celeste ruotasse attorno a questo asse. Tale movimento dipende in realtà dal movimento di rotazione della Terra da OVEST verso EST attorno all'asse terrestre. Quest'ultimo incontra la superficie della Terra in due punti: polo nord terrestre (N) e polo sud terrestre (S). L'asse del mondo e l'asse terrestre coincidono e quindi i poli celesti e terrestri sono allineati tra loro. Il punto medio del segmento che congiunge i poli terrestri è il centro della Terra. Il piano perpendicolare all'asse terrestre interseca la superficie della Terra determinando un cerchio massimo chiamato equatore terrestre. Esso divide la Terra in due emisferi (settentrionale o boreale dalla parte del polo nord e meridionale o australe dalla parte del polo sud). Se estendiamo il piano dell'equatore fino ad intersecare la sfera celeste, su di essa si determina un cerchio massimo detto equatore celeste. L'asse del mondo e l'equatore celeste rappresentano la direzione e il piano fondamentali per il sistema di coordinate equatoriali e per il sistema orario.

PARALLASSE L'angolo di parallasse   Le distanze astronomiche degli oggetti celesti vicini vengono comunemente espresse secondo l'angolo di parallasse. Esistono due sistemi di riferimento, di diversa scala: la parallasse geocentrica, per la misura delle distanze planetarie, e la parallasse annua, per la misura delle distanze stellari. L'angolo di parallasse non è altro che l'angolo che si forma tra le due linee di vista di due osservatori che guardano uno stesso oggetto, posti ad una certa distanza tra loro. Si parla di parallasse geocentrica, quando la distanza tra i due osservatori è definita uguale al raggio terrestre, mentre di parallasse annua, quando la distanza tra i due osservatori è uguale al semiasse maggiore dell'orbita della Terra attorno al Sole (ovvero l'Unità Astronomica, proprio la distanza misurata per mezzo del transito di Venere). 

Nella figura, O e O' sono i due osservatori, S è l'oggetto osservato, r il raggio terrestre (= 6378 km) nel caso della parallasse geocentrica, oppure il semiasse maggiore dell'orbita della Terra (= 149597870 km) nel caso della parallasse annua, p l'angolo di parallasse e d la distanza dell'osservatore dall'oggetto.  La relazione tra la distanza e la parallasse è data dalla semplice formula:   d = r / sen p      Spesso viene usato il parsec come unità di misura delle distanze stellari. Una stella si trova alla distanza di 1 parsec quando la sua parallasse annua è di un secondo d'arco. Dalla relazione sopra enunciata, 1 parsec corrisponde a 30.856.775.670.469 km, ovvero, dato che la luce viaggia nel vuoto a 299.792 km al secondo, 3,26 anni luce.      La prima misura di parallasse annua delle stelle fu effettuata nel 1838 da Friedrich Wilhelm Bessel (1784-1846) per la stella 61 Cygni, che risultò avere una parallasse di 0,3136 secondi d'arco. Le stelle più vicine a noi, e quindi caratterizzate da un angolo di parallasse maggiore, sono:      Proxima Centauri    =    0,76"     alfa Centauri            =    0,75"