SCELTE DI CONSUMO ECONOMIA POLITICA 2015-2016 LEZIONE 07.

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
Capitolo 3 La scelta razionale del consumatore
Advertisements

Il modello AD-AS.
Economia politica Anno accademico
IL COMPORTAMENTO DEL CONSUMATORE
ECONOMIA POLITICA E-I ESERCITAZIONE 29 ottobre 2007.
La Teoria della Domanda e comportamento del consumatore
Capitolo 4 Domanda individuale e domanda di mercato
Domanda individuale e domanda di mercato
IL MERCATO.
IL MERCATO.
LA TEORIA DELLE SCELTE DEL CONSUMATORE
Lezione 1 Introduzione al corso di Scienza delle Finanze
Lezione 7 Argomenti Effetto di reddito ed effetto di sostituzione
LA TEORIA DELLE SCELTE DEL CONSUMATORE
Il Consumatore Razionale
Preferenze e Scelta del Consumatore
Elasticità L’elasticità della domanda al prezzo misura la reattività della domanda al prezzo per variazioni infinitesime L’elasticità è il prodotto di.
Qual è l’obiettivo del consumatore?
Vincolo del Consumatore
Problema del consumatore
Il comportamento del consumatore


Qual è il collegamento tra il modello IS-LM illustrato nel capitolo 9 e il modello della domanda aggregata del capitolo 8 Il modello della domanda aggregata.
Capitolo 9: Moneta, interesse e reddito
I consumi alimentari.
Domanda individuale e domanda di mercato
La teoria delle scelte del consumatore
21 – Teoria delle scelte del consumatore
Microeconomia Corso D John Hey.
CORSO DI ECONOMIA POLITICA 3° parte Docente Prof. GIOIA
Dietro alla curva di domanda
Il Comportamento del Consumatore
Le scelte del consumatore
Introduzione alla micreoeconomia: domanda offerta mercato Saveria Capellari Aprile 2012.
Istituzioni di economia
2. Variazione del reddito
Lezione 3 Scelta del consumatore e del lavoratore
Domanda individuale e domanda di mercato
Caratteristiche delle curve di indifferenza (I)
Le preferenze del consumatore e il concetto di utilità
La teoria della domanda
La teoria della scelta del consumatore
FACOLTÀ DI ECONOMIA SCIENZA ETICA SOCIETÀ ISTITUZIONI DI ECONOMIA 1 Dietro alla curva di domanda Le scelte del consumatore.
E RA =  Q A /[( Q A1 + Q A2 )/2]  /  R/[(R 1 + R 2 )/2]  (elasticità di arco – incremento finito) 2 L’ elasticità della domanda da reddito assume.
Basics di microeconomia
Sloman & Garratt, Elementi di economia, Il Mulino, 2010 Capitolo III
Capitolo 4 Domanda individuale e domanda di mercato
Il problema del consumatore

Università di Torino - Facoltà di Economia A. A
Università di Torino - Facoltà di Economia A. A
ECONOMIA POLITICA E-I ESERCITAZIONI. 2 Richiami di matematica – Funzioni Funzioni FUNZIONE: ogni regola matematica che permette di calcolare il valore.
“La cassetta degli arnesi”
Microeconomia Introduzione Teoria del consumatore Impresa e produzione
Teoria del consumo: la scelta del consumatore
FUNZIONI MARGINALI ED ELASTICITA’
Economia politica Lezione 07
Analisi della domanda -le scelte dei consumatori-
LAVORO E TEMPO LIBERO ECONOMIA POLITICA LEZIONE 11.
Esercizi su teoria del consumo
Esercitazione. Su di un sistema di assi cartesiani si indichino la curva di domanda e di offerta di mercato del bene X. Si indichino graficamente il prezzo.
La struttura dei costi delle imprese Il lungo periodo.
Esercitazione n. 2 La scelta del consumatore
L’elasticità In questa lezione si approfondisce la discussione di domanda e offerta analizzando la REATTIVITA’ di acquirenti e venditori a CAMBIAMENTI.
ELASTICITA’. Elasticità della domanda Non è sufficiente sapere che la quantità diminuisce o aumenta al variare del prezzo è importante misurare anche.
Classe 1 L’Offerta di Lavoro Economia del Lavoro (laurea triennale)Stefano Gagliarducci.
In un’economia di mercato: gli individui facendo le loro scelte interagiscono fra loro attraverso il mercato Il mercato è il luogo in cui avvengono gli.
Scelte di consumo curva di domanda
Transcript della presentazione:

SCELTE DI CONSUMO ECONOMIA POLITICA LEZIONE 07

2 L’insieme dei diversi beni scelti viene detto PANIERE DI CONSUMO Secondo la teoria standard (neoclassica) il comportamento di una famiglia chiamata a scegliere il proprio paniere di consumo viene caratterizzato da tre elementi : -Cerca di raggiungere il massimo beneficio individuale possibile (razionalità sostanziale) dati i propri bisogni, credenze e opinioni -Viene vincolata al raggiungimento del proprio obiettivo dalla disponibilità di un certo ammontare di risorse (reddito), che considera come dato (esogeno) -È condizionata nelle proprie scelte di consumo dai prezzi dei beni, che sono al di fuori del controllo dei singoli (price taker – concorrenza perfetta)

3 Il comportamento della stragrande maggioranza dei consumatori mostra alcune importanti regolarità: -La tendenza a sostituire i beni i cui prezzi aumentano con altri beni in grado di soddisfare lo stesso (o analogo) bisogno, ma il cui prezzo risulta relativamente inferiore -La tendenza ad incrementare il consumo dell’intero paniere dei beni al crescere del reddito disponibile (e viceversa) e in maniera più accentuata a favore di beni di qualità superiore R= E+ TD+S reddito Spese per i consumi imposte risparmio

4 IL VINCOLO DI BILANCIO Se consideriamo che tutto il reddito venga speso e che lo stato sia scarsamente presente TD=S=0 Nel caso di due soli beni R=E= p a q a +p b q b È la relazione che esprime tutte le combinazioni possibili di quantità di beni all’interno dello spazio del consumo, il cui valore totale non supera il reddito dato Prezzo relativo dei beni

5 Variazioni nel consumo – il przzo relativo Il rapporto tra le variazioni delle quantità è pari al prezzo relativo che è quindi il saggio al quale il bene b può essere sostituito al bene a, rispettando il vincolo di bilancio Passando da A a B p a q a1 +p b q b1 = p a q a2 +p b q b2 -p a (q a2 - q a1 ) = p b (q b2 - q b1 ) -p a Δq a = p b Δq b -p a /p b =Δq b /Δq a Può essere interpretato come costo-opportunità

6 LE PREFERENZE Passiamo dalla sfera oggettiva (quello che la famiglia può consumare) alla sfera soggettiva (quella che la famiglia desidera consumare) Schema di decisione razionale -obiettivo individuale (massima soddisfazione individuale – razionalità sostanziale) -insieme di azioni possibili (scelta di un paniere di consumo A(q a, q b, …) -piena consapevolezza della conseguenza di ogni azione c(A) – scelta in condizione di certezza (ad ogni azione coorrisponde una e una sola conseguenza nota) -scelta dell’azione che comporta la conseguenza preferita

7 ORDINAMENTO DI PREFERENZE Le azioni (i panieri) vengono ordinati in base ad un criterio di razionalità soggettiva (convenzionalmente definito UTILITA’) che rispetta i seguenti assiomi -Completezza Per ogni coppia possibile di panieri (A,B) vale una e una sola delle seguenti alternative -A P B A è preferito a B -B P A B è preferito ad A -A I B A è indifferente a B -Transitività -Considerati tre panieri A, B, C se A P B e B P C allora A P C Questo assioma garantisce che gli ordinamenti dei panieri non siano contradditori

8 ORDINAMENTO DI PREFERENZE (2) -Riflessività Per ogni coppia possibile di panieri (A,B) se vale A I B allora B I A -Non sazietà -Dato un paniere A, qualunque paniere B che contenga la stessa quantità di ciascun bene di A e una maggiore quantità di almeno uno di tali beni, è preferito ad A -Si ipotizza cioè che il consumatore preferisca sempre panieri con maggiori quantità di beni -Preferenza per la varietà -Dati i due panieri A e B per i quali il consumatore si dichiara indifferente (A I B) e un terzo paniere composto da una combinazione lineare di A e B -C =x A + (1-x) B con 0<x<1 -allora C P A E C P B

9 Regione di preferenza Regione di non preferenza Non tutti i panieri presenti nei quadranti II e IV sono indifferenti ad A, in virtù dell’assioma della transitività

10 E Hp D I A Verifichiamo se può essere anche E I A Sappiamo che E P D quindi E P A non E I A

11 AD luogo geometrico delle combinazioni lineari dei due panieri A e D Consideriamo ora un paniere F che giace sul segmento AD F =xA + (1-x) D con 0<x<1 Da cui F P A e F P D Consideriamo ora un altro paniere G tale che G I A e vediamo in quale punto si collocherà. Sappiamo che A I D, F P A, F P D, Da cui G I D e quindi F P G, cioè F è a nord est di G Ripetendo il ragionamento idealmente per un numero infinto di volte, troveremmo che tutti i panieri indifferenti ad A e D si trovano al disotto del segmento AD - rispetto per l’assioma di preferenza per la varietà

12 CURVA DI INDIFFERENZA L’unica soluzione quindi è che il luogo geometrico che unisce tutti i punti indifferenti sia una curva convessa verso l’origine del piano cartesiano

13 MAPPA DELLE CURVE DI INDIFFERENZA La procedura descritta può essere reiterata a partire da qualunque paniere L’utilità cresce man mano che ci si sposta su curve più alte ma non sappiamo di quanto – UTILITA’ ORDINALE

14 SAGGIO MARGINALE DI SOSTITUZIONE (SMS) Misura quanto il consumatore è disposto a rinunciare di un bene per un’unità in più dell’altro, ottenendo un paniere indifferente a quello di partenza A I B A = (q a1, q b1 ) B = (q a2, q b2 ) Con q a1 <q a2 q b1 >q b2 Nel passaggio da A a B Δq b = -(q b1 - q b2 )<0 Δq a = -(q a2 - q a1 )>0 SMS =Δq b /Δq a < 0 Varia punto per punto lungo la c.i. E’ una misura della pendenza della c.i.

15 ESERCIZIO Paniere iniziale q a1 = 3, q b1 = 5 se SMS = -3 quale è la variazione di q b necessaria a compensare una variazione (riduzione) unitaria di q a ? Δq a = -1 q a2 = 2 Δq b = (-3) (-1) = 3 Δq b = -(q b1, q b2 )  3 = - (5 +q b2 )  q b2 = 8 Il nuovo paniere, indifferente rispetto al primo, sarà B (2,8)

16 SCELTA DEL PANIERE OTTIMO Il paniere ottimo deve sicuramente giacere sulla retta del vincolo di bilancio, perciò se rinuncia a Δq a al massimo può ottenere Δq b =-(p a /p b ) Δq a da cui Δq b /Δq a =-(p a /p b ) (1) Il paniere ottimo deve stare sulla curva di indifferenza maggiormente preferita, perciò se rinuncia a Δq a desidererà in cambio almeno Δq b = SMS ab Δq a da cui Δq b /Δq a = SMS ab (2) Dalla (1) e la (2) si ricava che |SMS ab | = (p a /p b ) Cioè che la pendenza della curva di indifferenza e del vincolo di bilancio devono essere uguali

17 Scelta ottima

18 ESERCIZIO R= 21 Paniere di partenza E (q a1 = 2, q b1 = 3) E I F con F (q a1 = 1, q b1 = 4) p a = 6, p b = 3 F è una scelta ottima? Δq b /Δq a = SMS ab = [(4-3)/(1-2)] = -1 (p a /p b ) = 6/3 =2 SMS ab < (p a /p b ) F non è una scelta ottima, G (1, 5) non solo è preferibile a F ma è anche ottimo

19 ESERCIZIO R= 21 Paniere di partenza E (q a1 = 2, q b1 = 3) E I F con F (q a1 = 1, q b1 = 6) p a = 6, p b = 3 F è una scelta ottima? Δq b /Δq a = SMS ab = [(6-3)/(1-2)] = -3 (p a /p b ) = 6/3 =2 SMS ab > (p a /p b ) F non è una scelta ottima, G (2.5, 2) non solo è preferibile a F ma è anche ottimo

20 COMPORTAMENTO DEL CONSUMATORE Variazione del reddito Un aumento (diminuzione) del reddito provoca uno spostamento parallelo del vincolo di bilancio verso destra (sinistra) -Cambiano le intercette -Rimane uguale il coefficiente angolare Variazione del prezzo relativo dei beni A seguito di una modifica del prezzo relativodei beni il vincolo di bilancio ruota -Cambia una delle intercette -Cambia il coefficiente angolare Se si verifica una variazione di pari entità sia dei prezzi che del reddito il vincolo di bilancio rimane invariato (non si modifica il potere d’acquisto)

21 SENTIERO REDDITO DOMANDA Facendo variare il vincolo di bilancio per vari livelli di reddito si definisce il luogo geometrico dei punti che caratterizza la relazione tra reddito e quantità di beni contenuti nei panieri ottimali – sentiero reddito domanda Ogni aumento di reddito, a parità di prezzi, fa aumentare il livello di utilità Beni normali L’effetto della variazione è positivo – all’aumentare del reddito cresce il consumo del bene -Beni superiori (o di lusso) – la variazione del consumo è più che proporzionale alla variazione di reddito -Beni primari – la variazione del consumo è meno che proporzionale alla variazione di reddito Beni inferiori L’effetto della variazione è negativo – all’aumentare del reddito il consumo del bene diminuisce

22 Sentiero reddito domanda – beni normali

23 Sentiero reddito domanda – beni inferiori

24 CURVA DI ENGEL Se riportiamo in un grafico i livelli di reddito corrispondenti ai diversi vincoli di bilancio e le quantità ottime del bene b ad essi associate (indicate dalla curva reddito domanda) si ottiene la cosiddetta curva di Engel, che esprime come cambia la domanda di un dato bene da parte del consumatore al variare del suo reddito. La forma e l’inclinazione della curva di Engel dipendono dal tipo di beni considerati

25 Beni primariBeni inferiori Beni di lusso qbqb Y qbqb qbqb Y Y

26 SENTIERO PREZZO CONSUMO

27 EFFETTO REDDITO E SOSTITUZIONE La variazione del prezzo relativo genera una modificazione sia della quantità del bene a che del bene b perché: -Modifica il potere d’acquisto complessivo - EFFETTO REDDITO -Induce il consumatore a sostituire con beni più convenienti i beni più costosi – EFFETTO SOSTITUZIONE BENI NORMALI L’effetto reddito o è negativo o è positivo ma non in misura tale da controbilanciare l’effetto sostituzione (una diminuzione del prezzo relativo fa aumentare il consumo) BENI DI GIFFEN L’effetto reddito è tale da controbilanciare l’effetto sostituzione (una diminuzione del prezzo relativo fa diminuire il consumo), sono cioè beni inferiori rispetto al reddito

28

29 CURVA DI DOMANDA Relazione tra la quantità desiderata e/o acquistata di un bene o servizio e il suo prezzo (a reddito dato) Nella maggior parte dei casi è decrescente (se il prezzo sale la quantità domandata scende)

30 MOVIMENTI DELLA CURVA DI DOMANDA Beni normali o superiori Variazione delle preferenze Variazione del prezzo del bene sostituto

31 MOVIMENTI DELLA CURVA DI DOMANDA Beni inferiori Variazione del prezzo del bene complementare Diminuzione del reddito Spostamento a sinistra della curva

32 CURVA DI DOMANDA DI MERCATO

33 Elasticità della domanda rispetto al prezzo Elasticità rispetto al prezzo E p = Δ%q / Δ%p Se E p > 1 la curva di domanda è elastica (beni di lusso) Se E p < 1 la curva di domanda è rigida (beni primari) Se E p = 0 la curva di domanda è perfettamente rigida Se E p = ∞ la curva di domanda è perfettamente elastica L’elasticità varia lungo la curva di domanda

34 Elasticità della domanda rispetto al reddito Elasticità rispetto al reddito E p = Δ%q / Δ%Y Se E p > 1 elasticità elevata (beni di lusso) Se E p < 1 elasticità positiva ma bassa (beni normali) Se E p < 0 elasticità negativa (beni inferiori)

35 Elasticità incrociata della domanda Elasticità rispetto al reddito E ab = Δ%q a / Δ%p b Se E p > 0 beni sostituti Se E p < 0 beni complementari Se E p = 0 non sussiste alcuna relazione tra i due beni