La chiamata - vocazione

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Transcript della presentazione:

La chiamata - vocazione concepirai un figlio ripara la mia casa non sembrano in relazione

Nel Racconto Sacerdotale della creazione (Gen 1, 26-31) si narra: 26E Dio disse: «Facciamo l’uomo [Adam] a nostra immagine, a nostra somiglianza,…  27Dio creò [bara’] l’uomo [Adam] a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.   28Dio li benedisse [barak] e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra»…. 31Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona/bella.

Alla fine della creazione, dopo aver creato gli animali Dio crea l’uomo. Siamo al culmine della creazione, a quell’atto che la conclude “in bellezza”. La bellezza che si trova nell’apice della creazione è: l’uomo e la donna

siano gli animali: 5° giorno sia il sole e la luna: 4° giorno sia la terra e le piante: 3° giorno sia il cielo: 2° giorno sia la luce: 1° giorno

immagine e somiglianza Mentre gli altri esseri sono creati «secondo la specie» come avvenuto per la flora (1,12.13), la fauna marina (1,21) e terrestre (1,24-25) L’uomo e la donna sono creati a immagine e somiglianza del Creatore Hanno il compito di essere nel mondo i suoi “vicari”, “rappresentanti”, i continuatori della sua azione creatrice

Racconto Jahvista (Gen 2, 4b-9. 15-17): 4b Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, 5nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo 6ma fece salire dalla terra l’acqua per irrigare tutto il suolo. L’autore ricorda l’esperienza del semi-nomade per il quale la terra è simile a un vasto deserto dove tutto è secco (v. 5). Dio allora fa sorgere una sorgente e inizia la vita, secondo una possibile traduzione dei vv. 5b-6a: «nessuno lavorava il suolo» ma [Dio] fece sgorgare un corso d’acqua dalla terra. Terra e acqua possono essere l’occorrente per modellare delle statuine: così il narratore presenta la creazione dell’umanità, plasmata da Dio immaginato come un vasaio.

7allora il Signore Dio plasmò [jazar] l’uomo [ha-adam] con polvere del suolo [ha-adamah] … Il termine ebraico ha-adam, che deriva dall’adamah = terra, significa semplicemente “il terrestre”, colui che abita la terra, per distinguerlo da Dio, che è colui che abita i cieli Non è dunque la creazione dell’uomo-maschio ma dell’umanità

Dio disse «Facciamo l’uomo [Adam] = l’umanità» (v. 26). Il termine ebraico adam indica l’umanità che è la “comunità”. La volontà di Dio è espressa nel verbo «facciamo». È un “plurale consultivo-deliberativo” (si trova anche in Gn 3,22 e 11,7): Dio dialoga con sé stesso, ma non è solo, sembra un dialogo tra persone. Elohim in ebraico è un plurale Perché anche Dio è “comunità” la Trinità

Elohim crea l’umanità «a sua immagine e somiglianza». comunità Ogni essere umano è - immagine, cioè “copia conforme all’originale” per rappresentare visivamente Dio in terra, - somiglianza, cioè “apparenza, forma analoga o corrispondente” ma non coincidente in tutto e per tutto. Ogni adam è fatto «di poco inferiore a un dio» (cf. Sal 8,6).

27 Dio creò il terrestre (adam) a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò 2 volte la parola immagine viene ripetuto 3 volte il verbo creò Per sottolineare che l’adam per essere a immagine di Dio deve essere creato maschio e femmina. Ciò è provato dallo slittamento dal singolare («lo creò») al plurale («li creò»), per indicare che entrambi sono “icona di Dio” sulla terra. E lo possono essere solo “insieme”, cioè nella misura in cui entrano in relazione armoniosa tra loro per formare ancora l’adam. In questo modo la differenza sessuale non comporta contrapposizione o separazione, ma solo una distinzione nella comunione reciproca. È proprio nell’umanità distinta nella bi-polarità sessuale di “maschio e femmina” che si trova il massimo capolavoro della creazione. Questa differenza sessuale è un dono “molto buono/bello” di Dio perché fa parte del suo progetto (v.26).

Ci si può chiedere: L’insistenza sulla «immagine e somiglianza» nella bipolarità sessuale vuole forse svelare qualcosa di Dio? Su questo aveva scritto il cardinale Yves Congar (+1995): deve esistere in Dio, in forma trascendente, qualche cosa che risponde alla mascolinità e qualche cosa che risponde alla femminilità. In effetti: se l’umanità è creata ad immagine e somiglianza di Dio, allora possiamo credere che le caratteristiche che sono nell’immagine siano anche in Dio? perché la notizia di Gn 1,27 è una notizia sull’uomo, ma anche una notizia su Dio. Rivela chi è l’uomo e allo stesso tempo chi è Dio!

La tradizione biblica attribuisce a Dio - oltre ai tratti paterni conosciuti - anche quelli tipicamente materni: Per molto tempo, ho taciuto, ho fatto silenzio, mi sono contenuto; ora griderò come una partoriente, mi affannerò e sbufferò insieme (Is 42,14). Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato». Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai (Is 49,14-15 ) Come una madre consola un figlio così io vi consolerò; in Gerusalemme sarete consolati (Is 66,12-13)

principio di complementarietà I Rabbini insegnavano: Prima Adamo è stato creato dalla terra ed Eva da Adamo, da allora in poi a nostra immagine e somiglianza (Gen 1,26), né uomo senza donna né donna senza uomo, e neppure tutti e due senza la Presenza divina. L’argomento è ripreso da Paolo: Tuttavia, nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo è senza la donna; come infatti la donna deriva dall’uomo, così l’uomo ha vita dalla donna; tutto poi proviene da Dio. (1Cor 11,11-12)

a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. La tradizione rabbinica ribadiva che in Genesi 1,27 si narra la creazione di Adam come un unico essere composto di maschio e femmina: Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.

‘Adam ‘ish = uomo ‘ishshàh = donna 21Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse un lato [costola] e rinchiuse la carne. ‘Adam ‘ish = uomo ‘ishshàh = donna Gen 2: 24Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne (Cf. anche Mc 10, 2-9)

donna viene concepita come casa dell’uomo Genesi 2,22: Il Signore Dio costruì [ebraico banah; LXX: ôkodòmêsen] una donna con la costola [fianco-lato] che aveva tolto all’uomo. Casa in ebraico bnh in greco oikodoméô radice del verbo costruire donna viene concepita come casa dell’uomo La costola (sela) significa “il lato-il fianco” La vocazione della donna è di stare a fianco dell’uomo perché: Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo; gli farò un aiuto che gli corrisponda» (Gn 2,18). La donna è presa “dalla parte vitale” dell’uomo e ha in sé la capacità di “donare la vita”, per questo il nome di “Eva” significa “La Vivente” (Gn 3,20).

Stavano presso la croce di Gesù sua madre… parà tù staurù Parà = presso, può essere tradotto con “a fianco” Croce = che in greco dovrebbe essere in “neutro” è messa al “maschile”. errore voluto dall’evangelista per evidenziare che la croce non è un oggetto ma la Persona di Gesù. Così possiamo tradurre: A fianco del crocifisso stava Maria, …. Oppure: Il fianco di Cristo in quell’ora era la donna…

«Non è bene che l'uomo sia solo; voglio fargli un aiuto che gli corrisponda» (Gn 2,18)

Dio rivelò all’uomo la bellezza della prima donna! … e la condusse all'uomo (Gn 2,22b) 22Il Signore Dio costruì una donna con la costola [lato] che aveva tolto all’uomo... Dio rivelò all’uomo la bellezza della prima donna!

Seguire Cristo e Maria Io, frate Francesco piccolo, voglio seguire la vita e la povertà dell’altissimo Signor nostro Gesù Cristo e della sua santissima Madre, e perseverare in essa fino alla fine (Ultime volontà a S. Chiara) uomo-Cristo donna-Maria archetipo dell’umanità

sposo sposa Cristo Maria ‘ish ishshàh Antico Testamento Abramo Sara Adamo Eva ‘ish ishshàh

non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione (1Tm 2,14)

Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno (Gn 3,15)

La chiamata a restaurare l’umanità! 31Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù (Dio salva). Maria è la donna che donando l’umanità al Verbo di Dio «divenne causa di salvezza tanto per sé che per tutto il genere umano» (Ireneo di Lione). Cristo e Maria, dice Bonaventura, furono i riparatori dell’uomo, perché la “Parola di Dio” prendendo la carne della Vergine santificò la carne di ogni persona umana. L’umanità viene “restaurata” nel grembo della Vergine che diviene Chiesa, luogo dell’incontro di Dio con l’uomo e luogo della sua rigenerazione.

Francesco udì la voce gli disse: «Francesco, va, ripara la mia casa, che, come vedi, va tutta in rovina». La chiamata è rivolta al restauro della Chiesa, non certo di quella fatta di pietre, ma della Chiesa che «Cristo acquistò con il prezioso del suo sangue» (FF 1334).   La vocazione di Francesco è legata alla missione del Figlio di Dio, a continuare la sua opera nel mondo di restauro della persona umana: anche Francesco diviene un corredentore! Quest’opera era iniziata nel grembo della “Vergine fatta Chiesa”, di colei che aveva generato nella carne il capo e le membra.