1.3 Il genere cinematografico come formula produttiva MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli.

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Transcript della presentazione:

1.3 Il genere cinematografico come formula produttiva MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

I generi cinematografici prendono forma propria e guadagnano visibilità pubblica già entro il 1910, (nascita delle sale: bisogno di una vera e propria programmazione). Il crimine è sin dai primordi del cinematografo uno dei temi più richiesti e venduti (boom della stampa quotidiana). Es.: Histoire dun crime (F. Zecca, 1901) MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

I generi cinematografici non nascono come luogo di elusione della temporalità e fuga dalla realtà, ma vanno letti di fatto come elemento strutturale di un vero e proprio palinsesto, quello della programmazione delle sale, che organizza secondo serialità sia orizzontali che verticali gli orizzonti emozionali degli spettatori. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

La formula generica e palinsestuale rendeva possibile la specializzazione e lefficienza produttiva. Nellambito della serialità di azione, detta negli USA melodrama, aumenta luso di temi esplicitamente criminali Es.: Regeneration (R. Walsh, 1915) MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

Nel volgere di pochi anni la programmazione delle sale si basa principalmente sul feature film : preceduto da un cinegiornale, spot pubblicitari e dalla fine degli anni Venti da un cartoon, e poi da trailer: questi ultimi presto fondamentali nel lancio dei titoli successivi. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

Dagli anni Trenta – a causa della crisi - il feature film sarà seguito spesso dal film di genere popolare, che si inizierà a chiamare, proprio per questo suo essere programmato in quella che per noi oggi è la seconda serata, B-movie. Si instaura un ben codificato sistema di generi basato sul double bill, la doppia proiezione a serata, che copre almeno la metà delle sale USA. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

Il modello di genere a questo punto per chi produce è ricollegabile allidea di formula di produzione, che si lega a singoli prodotti di successo; uno studio che possiede un prodotto vincente cerca di ripeterlo (attori, trama, temi) – gli studi concorrenti cercano di variare sul tema (attori diversi, storie simili ma non troppo, ecc.): processo di generificazione. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

Si stabilisce anche una differenza tra: 1. majors (che possiedono anche le sale), che possono lavorare su un'ampia gamma di prodotti, e sono più interessate alla propria identità che al canone di genere 2. indipendenti (che non hanno distribuzione propria), che si specializzano e puntano sul genere per garantirsi una riconoscibilità che da sole non possono avere. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

Lo studio system si basa sulla continua verifica di efficacia delle formule di produzione (test, previews, ecc.), su regole di linguaggio codificate (lo stile classico hollwoodiano), sul controllo di produzione, distribuzione ed esercizio ( sistema verticale ), e sul divismo. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

La major che maggiormente insiste sul gangster movie come propria formula di produzione e luogo di costruzione divistica è la Warner (in particolare con James Cagney) Es.: The Roaring Twenties (R. Walsh, 1939) MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

Dopo lintroduzione a Hollywood del codice Hays di autocensura (1934), la formula classica del gangster movie soffre. Warner cerca di elaborare nuove soluzioni incentrate su un protagonista ruvido e ambivalente, lo trova in Humphrey Bogart, fin lì usato come cattivo classico. Es.: trailer Warner anni Trenta e The Maltese Falcon (J. Huston, 1941) MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli

Il crime movie – seguendo le logiche del mercato editoriale (pulp fiction) – è anche il luogo narrativo tipico della serialità di serie B : la 20th Century Fox per es. lancia Charlie Chan, Mr. Moto, con linizio della guerra Sherlock Holmes. Il successo de Il mistero del falco rilancia la sfida. MIUR e ANEC-AGIScuola Massimo Locatelli