Scuola - Lavoro. Piano di sviluppo provinciale per la XV legislatura Il Piano di Sviluppo Provinciale per la XV legislatura sottolinea la necessità per.

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Scuola - Lavoro

Piano di sviluppo provinciale per la XV legislatura Il Piano di Sviluppo Provinciale per la XV legislatura sottolinea la necessità per il sistema di istruzione e formazione di: “rafforzare nei ragazzi l’acquisizione di competenze spendibili sul lavoro, anche tramite modelli di apprendistato di qualità a elevato contenuto formativo e innovando profondamente gli strumenti di transizione scuola-lavoro, coinvolgendo le imprese nella costruzione di specifiche competenze e abilità spendibili su base settoriale”

Il percorso fin qui fatto sul tema scuola-lavoro in Provincia di Trento Con deliberazione della Giunta Provinciale n. 858 del 30 maggio 2014 è stato approvato l’“Atto di indirizzo stralcio scuola-lavoro” che ha portato poi nel corso del 2014 e 2015 all’introduzione di importanti novità:  l’introduzione dell’apprendistato per il conseguimento del titolo  la generalizzazione della promozione delle esperienze di tirocinio nelle scuole  il consolidamento di progetti tra scuole e imprese (vedi progetto “Tu Sei” di Confindustria) e lo stimolo delle scuole a partecipare alla risoluzione di problemi pubblici e privati (challenge)  l’avvio dei primi percorsi di garanzia giovani per l’inserimento professionale  la programmazione pluriennale della formazione professionale e dell’istruzione in ottica di specializzazione e filiera, con l’introduzione di nuovi percorsi legati alle specificità del territorio (meccatronica, manifacturing design, percorsi legati allo sport, ….)  l’approvazione dei criteri per la costituzione dei poli specialistici di filiera, l’approvazione del polo del design e della moda e l’avvio della progettualità per i poli del turismo e della meccatronica  l’introduzione della maturità per la formazione professionale  la revisione dell’organizzazione della formazione serale e per gli adulti anche al fine di avviare percorsi di apprendistato nell’istruzione  l’avvicinamento delle scuole all’attività di placement anche grazie alla collaborazione con il progetto FIXO di Italia Lavoro A ottobre 2015 sono stati approvati gli indirizzi alle istituzioni scolastiche e formative per la XV legislatura in cui è stato stabilito quale obiettivo fondamentale “rafforzare il ruolo delle scuole nell’attività di placement e nell’orientamento in uscita dal secondo ciclo, così da accompagnare sia le transizioni scuola-lavoro, sia le transizioni scuola-università”

Alcuni dati sulle iniziative attivate I dati di Garanzia Giovani dimostrano che chi in Trentino chi frequenta percorsi strutturati di alternanza scuola lavoro ha minori difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro, inoltre molti giovani che chiedono aiuto all’inserimento nel mondo del lavoro sono appena usciti dal percorso scolastico:  almeno i due terzi dei partecipanti a Garanzia Giovani possiede almeno un diploma di scuola secondaria superiore mentre i restanti si sono fermati alla scolarità dell’obbligo (30%)  i laureati sono il 23%, chi è in possesso di una qualifica professionale è il 2%, chi di un diploma di scuola superiore il 45%  per quanto riguarda la condizione occupazionale antecedente l’iscrizione a GG, si osserva che più della metà dei giovani (57%) erano inattivi e presumibilmente studenti Garanzia Giovani

Alcuni dati sulle iniziative attivate Tirocini estivi  I tirocini estivi sono stati complessivamente nell’a.s 2014/15: (1.788 erano nell’a.s 2013/14)  Entrando nel dettaglio dei tirocini estivi dell’a.s 2014/15:  ospitati da imprese private  promossi dalle istituzioni scolastiche e 508 dalla formazione professionale Contratti a tempo determinato giugno-agosto (16-18 anni) Apprendistato Tempo determinato Tempo indeterminato2035 Somministrazione2930 Lavori socialmente utili22 TOTALE

Le modifiche nel contesto normativo nazionale alternanza scuola-lavoro Legge n.107/2015 “Buona Scuola” La norma nazionale ha introdotto l’obbligatorietà delle azioni di transizione scuola- lavoro per gli studenti iscritti al triennio di tutti i percorsi di studio, con la previsione che le stesse siano valutate annualmente in pagella e in sede di esame di Stato. L’alternanza diventa quindi una metodologia didattica. Gli obiettivi dichiarati sono:  attuare modalità di apprendimento flessibili e equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo, rispetto agli esiti dei percorsi del secondo ciclo, che colleghino sistematicamente la formazione in aula con l'esperienza pratica  arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l'acquisizione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro  favorire l'orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali  realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile  correlare l'offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio Sono state previste obbligatoriamente 200h nei licei e 400h negli istituti tecnici di alternanza durante il triennio.

Le modifiche nel contesto normativo nazionale Legge n.107/2015 “Buona Scuola” – Linee guida “Il giovane mantiene lo status di studente, la responsabilità del percorso è in capo alla scuola e l’alternanza è presentata come una metodologia didattica e non costituisce affatto un rapporto di lavoro. Le attività nella struttura ospitante possono essere realizzate anche in periodi di sospensione della didattica, all’estero, nonché con la modalità dell’impresa formativa simulata. Per i soggetti disabili i periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro sono dimensionati in modo da promuovere l’autonomia anche ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro” È stabilita la necessità di co-progettazione dell’esperienza e quindi:  un accordo tra i soggetti (scuola/impresa o altra struttura ospitante)  la progettazione dell’intero percorso, sia delle attività in aula che dei periodi di permanenza nella struttura ospitante, condivisa e approvata non solo dai docenti della scuola e dai responsabili della struttura stessa, ma anche dallo studente, che assume così una consapevolezza e una responsabilità diretta nei confronti del proprio apprendimento;  la rilevanza delle attività previste dal progetto di alternanza rispetto al percorso individuale di apprendimento, anche quando queste sono realizzate in situazioni che prevedono il coinvolgimento dell’intera classe o di gruppi di studenti, con particolare attenzione alla promozione dell’autonomia del giovane coerentemente con il progetto personalizzato;  un flusso costante di informazioni tra i vari soggetti coinvolti, ciascuno dei quali non si limita solo alla realizzazione delle azioni di sua competenza, ma deve preoccuparsi anche del collegamento con le attività realizzate da altri soggetti  La presa in carico da parte della scuola degli oneri relativi alla formazione sulla sicurezza (tranne eventuale formazione estremamente specialistica su macchinari) e delle assicurazioni

Le modifiche nel contesto normativo nazionale Ruolo della Camera di Commercio Legge n.107/2015 “Buona Scuola” A decorrere dall'anno scolastico 2015/2016 è istituito presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura il registro nazionale per l'alternanza scuola-lavoro. Il registro è istituito d'intesa con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentiti il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero dello sviluppo economico, e consta delle seguenti componenti: a) un'area aperta e consultabile gratuitamente in cui sono visibili le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili a svolgere i percorsi di alternanza. Per ciascuna impresa o ente il registro riporta il numero massimo degli studenti ammissibili nonché i periodi dell'anno in cui è possibile svolgere l'attività di alternanza; b) una sezione speciale del registro delle imprese di cui all'articolo 2188 del codice civile, a cui devono essere iscritte le imprese per l'alternanza scuola-lavoro; tale sezione consente, la condivisione, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, delle informazioni relative all'anagrafica, all'attività svolta, ai soci e agli altri collaboratori, al fatturato, al patrimonio netto, al sito internet e ai rapporti con gli altri operatori della filiera delle imprese che attivano percorsi di alternanza.

Tutor scolasticoTutor aziendale a) elabora, insieme al tutor esterno, il percorso formativo personalizzato che verrà sottoscritto dalle parti coinvolte (scuola, struttura ospitante, studente/soggetti esercenti la potestà genitoriale); b) assiste e guida lo studente nei percorsi di alternanza e ne verifica, in collaborazione con il tutor esterno, il corretto svolgimento; c) gestisce le relazioni con il contesto in cui si sviluppa l’esperienza di alternanza scuola lavoro, rapportandosi con il tutor esterno; d) monitora le attività e affronta le eventuali criticità che dovessero emergere dalle stesse; e) valuta, comunica e valorizza gli obiettivi raggiunti e le competenze progressivamente sviluppate dallo studente; f) promuove l’attività di valutazione sull’efficacia e la coerenza del percorso di alternanza, da parte dello studente coinvolto; g) informa gli organi scolastici preposti sullo svolgimento dei percorsi, anche ai fini dell’eventuale riallineamento della classe; h) assiste il Dirigente Scolastico nella redazione della scheda di valutazione sulle strutture con le quali sono state stipulate le convenzioni per le attività di alternanza, evidenziandone il potenziale formativo e le eventuali difficoltà incontrate nella collaborazione. a) collabora con il tutor interno alla progettazione, organizzazione e valutazione dell’esperienza di alternanza; b) favorisce l’inserimento dello studente nel contesto operativo, lo affianca e lo assiste nel percorso; c) garantisce l’informazione/formazione dello/degli studente/i sui rischi specifici aziendali, nel rispetto delle procedure interne; d) pianifica ed organizza le attività in base al progetto formativo, coordinandosi anche con altre figure professionali presenti nella struttura ospitante; e) coinvolge lo studente nel processo di valutazione dell’esperienza; f) fornisce all’istituzione scolastica gli elementi concordati per valutare le attività dello studente e l’efficacia del processo formativo. Le modifiche nel contesto normativo nazionale La figura dei tutor

CurriculariEstivi  Durante il triennio: fino a 200h nei licei, 400h nei tecnici, 120h nei terzi anni della FP, dal 35% al 50% del monte ore nei IV anni  Non retribuiti  Possono essere effettuati durante l’anno scolastico, d’estate e durante i diversi periodi di sospensione dell’attività didattica  Durante il biennio, oppure per i ragazzi del triennio una volta che hanno assolto agli obblighi dei tirocini curriculari  Compensati minimo 70 euro settimanali fino ad un massimo di 600 euro mensili  Per definizione possono essere effettuati solo d’estate La scuola sarà promotrice di entrambe le esperienze, chiaramente dovrà essere data priorità ai tirocini curriculari (propedeutici al conseguimento della maturità e dei titoli di fine percorso!!!) In sintesi (con la delibera presentata)…..

Le modifiche nel contesto normativo nazionale apprendistato formativo Job Act e decreti attuativi Decreto interministeriale attuazione dell’art. 46, comma 1 del decreto legislativo 81/2015 Durata: MINIMA = 6 mesi per tutti i contratti MASSIMA = durata ordinamentale del titolo da conseguire PROROGHE = fino a 12 mesi (per iscritto e previo aggiornamento PFI): nel caso in cui l’apprendista abbia conseguito diploma o qualifica di IFP, per l'acquisizione del certificato IFTS o del diploma di maturità professionale, previa frequenza del corso annuale integrativo nel caso in cui l'apprendista non abbia conseguito la qualifica, il diploma, il certificato di specializzazione tecnica superiore o il diploma di maturità professionale Apprendistato di primo livello “formativo”= qualifica o diploma di istruzione e formazione professionale corso annuale integrativo per l’ammissione all'esame di Stato diploma di istruzione secondaria superiore specializzazione tecnica superiore (IFTS)

Formazione esterna e interna & … periodi di formazione interna ed esterna sono articolati secondo le esigenze formative e professionali dell’impresa e le competenze tecniche e professionali correlate agli apprendimenti ordinamentali che possono essere acquisiti in impresa…. … il percorso di formazione interna ed esterna deve garantire una programmazione idonea al raggiungimento dei risultati di apprendimento stabiliti dai rispettivi ordinamenti… … la formazione interna è pari alla differenza tra le ore del percorso formativo ordinamentale e le ore di formazione esterna… … la durata effettiva del contratto di apprendistato nonché la determinazione della formazione interna ed esterna sono definiti nel PFI, in rapporto alla durata ordinamentale prevista per la qualificazione da conseguire, tenendo conto delle competenze possedute in ingresso dall’apprendista e delle funzioni e mansioni assegnate allo stesso nell’ambito dell’inquadramento contrattuale… Le modifiche nel contesto normativo nazionale apprendistato formativo

Formazione esterna e interna & Nei percorsi di istruzione e formazione professionale la formazione non può essere superiore al 60% dell’orario per il 2 anno ordinamentale e per il 50% per il 3 e 4 anno e nel caso in cui l’apprendistato sia attivato a partire dal 1 anno al 60% dell’orario ordinamentale per il 1 e 2 anno e al 50% per il 3 e il 4 anno Per l’anno finalizzato al conseguimento del certificato di specializzazione tecnica la formazione esterna non può essere superiore al 50% dell’orario Nei percorsi di istruzione secondaria superiore la formazione esterna non può essere superiore al 70% dell’orario per il 2 anno e al 65% per il 3°, 4°, 5° anno Le modifiche nel contesto normativo nazionale apprendistato formativo

10 di 13 Valutazione e certificazione Agli apprendisti è garantito il diritto alla validazione delle competenze anche nei casi di abbandono o risoluzione anticipata del contratto, a partire da un periodo minimo di lavoro di tre mesi Per avere diritto alla valutazione e certificazione finale l'apprendista, al termine del percorso, deve aver frequentato almeno i tre quarti sia della formazione interna che della formazione esterna (requisito minimo anche al termine di ciascuna annualità, ai fini dell’ammissione all’annualità successiva) Gli esami conclusivi si effettuano in applicazione dei rispettivi ordinamenti, tenendo conto delle valutazioni espresse dal tutor formativo e dal tutor aziendale nel dossier individuale e in funzione dei risultati di apprendimento definiti nel piano formativo individuale

L’apprendistato in Trentino a seguito della riforma e del primo anno di esperienza  Si applicano in automatico le nuove regole nazionali sulla retribuzione e sulla contribuzione  Per la formazione, in via transitoria valgono le vecchie regole (460h annue, di cui 100h in azienda), è stato avviato un processo di revisione della parte formativa al fine di valutare l’opportunità di accrescere la formazione d’aula/in azienda nei diversi settori  Per entrate in apprendistato formativo il giovane deve aver compiuto 15 anni (e meno di 25), quindi deve aver fatto almeno un anno di scuola secondaria. I ragazzi possono quindi essere individuati:  al termine della scuola media e quindi iscritti ad un anno “speciale” di accompagnamento (modello tedesco) che punta fortemente sull’alternanza. Questi percorsi verranno avviati a partire dall’a.s 2016/17 sfruttando i fondi Garanzia Giovani e i fondi del Protocollo recentemente siglato con il Ministero del Lavoro “ Azioni di accompagnamento, sviluppo e rafforzamento del sistema duale nell’ambito dell’istruzione e formazione professionale”  tra i ragazzi iscritti già alla FP (più adatti ad una formazione di carattere operativo), oppure tra i NEET (che però rischiano di dimostrare delle fragilità per cui non è immediata la loro assunzione da parte delle aziende). Questi sono stati i ragazzi fino ad ora coinvolti con il percorso inserito in Garanzia Giovani

Altre azioni in programmazione 1  Attivazione di un curriculum digitale per ciascun studente al fine di censire tutte le esperienze maturate durante il percorso e renderlo disponibili alle aziende in cerca di lavoratori  Revisione dell’offerta dell’alta formazione professionale con l’idea di istituire una nuova governance sullo stile della Fachhochshule professionalizzante (alternativo all’università) sulle principali filiere di sviluppo del territorio  Continua revisione dell’offerta formativa al fine di rispondere dinamicamente ai bisogni del mercato del lavoro  Incentivare le esperienze di impresa simulata e stimolare, come possibile esperienza di alternanza, anche la partecipazioni a challenge (competizioni) internazionali e locali in cui i ragazzi, in team anche con ricercatori universitari e delle fondazioni, rispondano a bisogni concreti delle aziende e delle amministrazioni  Far entrate gradualmente nei compiti istituzionali dell’istituzione scolastica e formativa l’orientamento professionale e l’incontro domanda e offerta accreditando anche le scuole nella rete dei servizi per l’impiego

Altre azioni in programmazione 2  Introdurre in tutte le scuole la figura del responsabile del placement e dell’alternanza scuola-lavoro adeguatamente formato che sappia dialogare con il sistema delle imprese e degli enti  Creazione all’interno delle scuole di “corner per l’orientamento” spazi fisici in cui siano reperibili informazioni e occasioni per l’alternanza scuola-lavoro  Continuare ad investimento in azioni specifiche di monitoraggio delle carriere professionali dei ragazzi ad uno e cinque anni dal conseguimento del titolo, al fine di comprendere il reale beneficio dell’investimento nelle azioni di transizione scuola- lavoro (vedi esperienza AlmaDiploma)  Organizzare momenti di incontro specifici per le scuole a livello provinciale in cui le aziende possano presentare offerte di lavoro o offerte di stage e stabilire un contatto diretto con i candidati

Accordi sottoscritti dalla PAT con associazioni imprenditoriali, imprese, consulenti del lavoro,…..