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Seminario Servizi ai Beni Culturali - Fermo 27 settembre 2007 Note Franco Tumino Seminario sui Beni Culturali Cultura del servizio - al servizio della.

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Presentazione sul tema: "Seminario Servizi ai Beni Culturali - Fermo 27 settembre 2007 Note Franco Tumino Seminario sui Beni Culturali Cultura del servizio - al servizio della."— Transcript della presentazione:

1 Seminario Servizi ai Beni Culturali - Fermo 27 settembre 2007 Note Franco Tumino Seminario sui Beni Culturali Cultura del servizio - al servizio della cultura Note di Franco Tumino, Presidente Ancst/Legacoop Fermo 27 settembre 2007 Bozza non corretta Slide predisposte per una illustrazione orale

2 Seminario Servizi ai Beni Culturali - Fermo 27 settembre 2007 Note Franco Tumino Premessa – la nostra posizione La nostra opinione sulle scelte che riteniamo più opportune la abbiamo espressa nella lettera che abbiamo inviato a firma congiunta con Confcultura il 10 luglio scorso Riteniamo punti salienti della opinione che abbiamo espresso con la citata posizione il richiamo alla necessità di andare ad affidamenti integrati di servizi, anche per consentire economie di scala ed incentivare linnalzamento dimensionale delle imprese (condizione base per la ulteriore qualificazione dei servizi erogati), utilizzando, eventualmente adattandoli, modalità che nascono da esperienze esterne ai BB.CC.

3 Seminario Servizi ai Beni Culturali - Fermo 27 settembre 2007 Note Franco Tumino I CRITERI PER LAFFIDAMENTO ALLESTERNO Da tali premesse facciamo discendere le conseguenze che indichiamo La peculiarità del nostro apporto sta in una certa ampiezza delle esperienze delle cooperative aderenti, spesso leader o co - leader di mercato, in una grande molteplicità di campi economici in affidamento da PP. AA. (oltre 2.500 cooperative, poco meno di 160.000 addetti, per un valore totale della produzione di quasi 7.350.000.000 Euro, di cui circa il 40% svolto con committenti le PP. AA.)

4 Seminario Servizi ai Beni Culturali - Fermo 27 settembre 2007 Note Franco Tumino 1. Forme innovative per laffidamento: - particolarmente il global service (non demarcazioni dottrinali, per es. fra appalto e concessione, ma comunque la scelta: > di modalità di affidamento che assumano la logica del progetto > di imprese strutturate dotate di capacità progettuali > della sostenibilità del progetto di servizio). Pur nella consapevolezza della peculiarità del settore, abbiamo in tal senso esempi concreti in altri comparti e levidenziazione del vantaggio economico, sociale e qualitativo dellintegrazione dei servizi. I CRITERI PER LAFFIDAMENTO ALLESTERNO (segue)

5 Seminario Servizi ai Beni Culturali - Fermo 27 settembre 2007 Note Franco Tumino I CRITERI PER LAFFIDAMENTO ALLESTERNO (segue) 2. Non solo concentrazione dei diversi servizi, ma anche concentrazione delle committenze (si pensi allesperienza toscana delle Macro-aree in ambito sanitario), in particolare: > in tutti quei casi in cui la quantità dei visitatori non sia sufficiente a garantire servizi adeguati e ad attrarre le imprese più qualificate; Anche integrando lofferta di servizio, in particolare ai beni ambientali; > per distretti territoriali, filiere tematiche, itinerari storico – culturali Una direzione diversa da quella che in pratica si segue da molti, di ricercare micro-aziende poco qualificate e che comprimono, alla ricerca dellequilibrio economico, qualità della prestazione e qualità del trattamento dei lavoratori (e spesso parliamo di laureati)

6 Seminario Servizi ai Beni Culturali - Fermo 27 settembre 2007 Note Franco Tumino I CRITERI PER LAFFIDAMENTO ALLESTERNO (segue) 3. E delegaa momenti specializzati, che agiscono per conto, in grado di garantire Il vantaggio dellaccumulazione di competenze specialistiche della stazione unica appaltante; Si pensi allesperienza di Consip, per il livello nazionale, o di Intercenter (Emilia Romagna). Ma non era forse questa una delle idee che aveva portato alla nascita delle Direzioni regionali?

7 Seminario Servizi ai Beni Culturali - Fermo 27 settembre 2007 Note Franco Tumino Qualche prima simulazione Abbiamo in corso, da parte soprattutto della Cooperativa Pierreci su nostra sollecitazione, simulazioni che presto metteremo a disposizione del Ministero, sul tema della dimensione di soglia necessaria per assicurare un adeguato standard di servizio. Da un primo approfondimento sui Musei emergono già chiaramente alcune significative indicazioni ….

8 Seminario Servizi ai Beni Culturali - Fermo 27 settembre 2007 Note Franco Tumino Qualche prima simulazione (segue) Sono stati considerati la Distribuzione per visitatori e gli introiti delle concessioni (30% introiti biglietteria + 100% introiti attuali del servizi) di 13 regioni italiane (Abbiamo almeno al momento escluso le Regioni con introiti complessivi minori di 100.000 euro) Sono stati poi considerati il numero dei Musei per Regioni (211 in tutta Italia) ed è stato calcolato il Rapporto fra gli introiti delle concessioni ed il costo del servizio, e quindi calcolate le unità di servizio economicamente sostenibili per regione. E infine stata calcolata la media delle unità di servizio disponibili per regione. Ne è emerso che: Da 0 a 0,25 unità di servizio sono collocate cinque regioni: Molise, Basilicata, Abruzzo, Liguria, Puglia - Da 0,25 a 1, quattro regioni: Emilia Romagna, Umbria, Calabria, Marche- Da 1 a 3 quattro regioni: Sardegna, Veneto, Piemonte, Friuli Da 3 a 8 quattro regioni: Lombardia, Campania, Lazio, Toscana La media unità di servizio è calcolata in base agli introiti medi annui per sito regionale, al costo orario del servizio e alle ore annue di apertura (3.000)

9 Seminario Servizi ai Beni Culturali - Fermo 27 settembre 2007 Note Franco Tumino LO SCENARIO ATTUALE: ANALISI DEL SISTEMA MUSEALE E DEI SERVIZI AGGIUNTIVI. LE QUATTRO MACROAREE. Stante la situazione attuale (musei e monumenti aperti tutti i giorni per una media di 3.000 ore annue) senza alcuna rete di servizi: nella prima fascia solo uno dei numerosi musei di quelle regioni avrebbe la possibilità di erogare servizi al visitatore senza far ricorso a finanziamenti aggiuntivi; nella seconda fascia, con pochi che giungono ad almeno 1 unità per museo, solo attraverso la creazione di un circuito con alcuni servizi a rete per tutti i musei e postazioni locali focalizzate solo nei punti di maggiore rilievo, tutti i musei potrebbero beneficiare di un sistema di offerta di servizi, meglio se costruito anche con finanziamenti aggiuntivi; nella terza le unità di servizio per museo sono sufficienti a coprire tutti i musei, cosa che sarebbe comunque del tutto insignificante a migliorare la qualità dellofferta senza la presenza di una rete di servizi di promozione e di accoglienza comune a più musei di un solo circuito; per questo occorre comunque la massima integrazione territoriale e di servizi

10 Seminario Servizi ai Beni Culturali - Fermo 27 settembre 2007 Note Franco Tumino Nella quarta, le opportunità offerte dal mercato insieme ad una intelligente integrazione territoriale e di servizi per circuiti tematici o territoriali omogenei, potrebbero liberare anche risorse sufficienti per la gestione in global service anche di servizi onerosi come le pulizie, molto spesso altrimenti al di sotto degli standard qualitativi degni dei grandi musei La quarta macroarea DIMOSTRA COME SIA EFFICACE LINTEGRAZIONE DEI SERVIZI. Infatti potrebbe essere costruito un modello economico che a partire dai ricavi dei servizi aggiuntivi possa andare a sostenere una parte dei costi fissi di gestione. LO SCENARIO ATTUALE: ANALISI DEL SISTEMA MUSEALE E DEI SERVIZI AGGIUNTIVI. LE QUATTRO MACROAREE (segue)

11 Seminario Servizi ai Beni Culturali - Fermo 27 settembre 2007 Note Franco Tumino Conclusioni Non un unico modello astratto, ma tanti concreti sistemi di Gestione: > basati su equilibri economici certi > costruiti sulla base delle variabili e delle opportunità peculiari di ciascuna realtà regionale: la distribuzione e numerosità dei musei, un brand su cui costruire il circuito di offerta di fruizione, le opportunità di convogliare più forme e fonti di finanziamento anche dagli enti locali, la presenza di fondazioni bancarie ecc. In proposito, dicevo più sopra che abbiamo intenzione di completare lapprofondimento e di metterlo a disposizione del Ministero: unendo lo sforzo dellesperienza anche pratica della cooperativa associata Pierreci e delle competenze teoriche di un noto Studio accreditato nel settore. Lo studio porterà dei concreti esempi su base regionale.


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