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Psicologia Sociale e Devianza 10° Lezione: relazioni inter-gruppi Dal testo Palmonari – Cavazza - Rubini: pag. 244-266 4 maggio 2012 – 15,00-17,00.

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1 Psicologia Sociale e Devianza 10° Lezione: relazioni inter-gruppi Dal testo Palmonari – Cavazza - Rubini: pag. 244-266 4 maggio 2012 – 15,00-17,00

2 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 2 Spiegazioni della discriminazione nei gruppi minimi: 1.Processo di categorizzazione sociale (Doise 1976) 2.Teoria del confronto sociale di Festinger (1954) 3.Teoria dell’identità sociale di Taijfel (1978) 4.Teoria della categorizzazione di Sé (Turner et al., 1987) Sviluppi della teoria intergruppi

3 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 3 1.La categorizzazione L’individuo ha bisogno di organizzare l’ambiente in cui vive e lo fa tramite il processo di categorizzazione. Gli elementi del mondo fisico e sociale, quindi, vengono divisi in categorie in base alle loro somiglianza. La categorizzazione è un modello teorico composto di 3dimensioni: a.Comportamenti b.Giudizi di valore c.Rappresentazioni Sono variabili latenti di una stessa realtà: non c’è comportamento intergruppi senza un’espressione di giudizio e una rappresentazione coerenti. Sviluppi della teoria intergruppi

4 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 4 La categorizzazione Una conseguenza della categorizzazione è la differenziazione categoriale, processo tramite cui si massimizzano le differenze tra gli elementi che appartengono a gruppi diversi (outgroup) e si minimizzano le differenze tra gli elementi che appartengono allo stesso gruppo (ingroup). Questo processo aiuta a discriminare i membri di una classe da chi non fa parte della stessa classe. Critiche: Tale spiegazione, basata sulla categorizzazione, non è di per sé sufficiente. Essa non spiega, infatti, per quale motivo quando si differenzia lo si fa sempre a favore del proprio gruppo e mai dell’altro. Sviluppi della teoria intergruppi

5 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 5 La categorizzazione Un altro concetto chiave è: Incrocio delle appartenenze categoriali, Quando categorie riguardanti 2 distinte dimensioni (studenti-docenti e maschi-femmine) sono presentati in modo incrociato (studenti- maschi, studenti-femmine, docenti-maschi, docenti-femmine) si evidenzia una diminuzione della differenziazione categoriale. Sviluppi della teoria intergruppi

6 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 6 2. Teoria del confronto sociale Secondo Festinger (1954) la valutazione di una realtà richiede sempre un termine di paragone. Si valuta, infatti, sempre rispetto ad un «metro di misura». Gli individui per valutare le proprie caratteristiche psicologiche (opinioni, competenze sociali, credenze, ecc.) si confrontano con altri individui, che quindi costituiscono il «modello», il termine di paragone. Per salvaguardare la stima di sé si scelgono «modelli» simili, quindi a soggetti appartenenti al proprio gruppo con abilità e caratteristiche non troppo diverse dalle proprie. Di conseguenza, nel confronto intergruppi, si evidenzia la differenza con l’outgroup al fine di sottolineare la specificità positiva del proprio gruppo, e quindi di sé. Sviluppi della teoria intergruppi

7 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 7 3. Teoria dell’identità sociale di Taijfel (1978) Tajfel definisce l’identità sociale come “quella parte del concetto di sé di un individuo che deriva dalla consapevolezza di appartenere ad un gruppo (o gruppi) sociale unita al valore e al significato emotivo attribuito a tale appartenenza”. È l’insieme degli aspetti del concetto di sé che derivano dall’appartenenza ad un gruppo L’identificazione sociale è l’autodefinizione ed etero-definizione degli individui come membri di una certa categoria sociale. In caso di identificazione molto forte si può verificare: -un comportamento conforme a quello del gruppo -un comportamento discriminatorio intergruppi Sviluppi della teoria intergruppi

8 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 8 Confronto sociale: Per giudicare il valore del proprio gruppo lo si confronta con altri gruppi L’esito di questi confronti è importante poiché influenza direttamente l’autostima delle persone. Per questo motivo si tende a distorcere il confronto, nel tentativo di creare una specificità o distintività positiva per il proprio gruppo, ovvero nel tentativo di differenziare positivamente il proprio gruppo dall’altro. Situazioni annesse al confronto sociale sono: -Mobilità sociale -Cambiamento sociale Sviluppi della teoria intergruppi

9 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 9 4. Teoria della categorizzazione di Sé (Turner et al., 1987) Il concetto di sé dipende dal contesto, il sé sociale derica dalle categorie sociali più salenti in una certa situazione. Tre livelli fondamentali di categorizzazione di sé: -livello sovraordinato: Sé come essere umano (identità umana) -livello intermedio: Sé come membro di un gruppo (identità sociale) -livello subordinato: Sé come individuo unico (identità personale) Conseguenze della categorizzazione di sé a livello intermedio: -accentuazione del carattere prototipico e stereotipico del gruppo -depersonalizzazione della percezione di sé, che comporta un incremento della somiglianza percepita fra sé ed i membri del proprio gruppo (stereotipizzazione del sé) Sviluppi della teoria intergruppi

10 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 10 Teoria della categorizzazione di Sé (Turner et al., 1987) SCT SIT Differenze fra teoria della categorizzazione di Sé (SCT) e teoria dell’Identità Sociale (SIT): 1. la SIT considera l’identità sociale come un aspetto di Sé derivante dall’appartenenza di gruppo; per l’SCT essa costituisce un livello di astrazione della rappresentazione cognitiva del sé 2. la SIT distingue fra agire nei termini del Sé ed agire nei termini del gruppo; la SCT considera comportamento individuale e di gruppo come un agire nei termini del Sé, un Sé che opera a diversi livelli di astrazione Sviluppi della teoria intergruppi

11 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 11 Secondo la teoria della categorizzazione di Turner in una determinata situazione l’impiego di categorie sociali salienti è determinato dal: -Modello “Accessibilità per Fit” (corrispondenza) -Modello “Accessibilità per Fit” (corrispondenza): la categorizzazione sociale utilizzata sarà quella che massimizza l’interazione fra accessibilità della categoria (rispetto alle intenzioni presenti ed all’esperienza passata) e la corrispondenza fra stimoli e specificazioni categoriali - Principio del metacontrasto - Principio del metacontrasto: la categorizzazione saliente sarà quella che minimizza le differenze intracategoriali e massimizza le differenze intercategoriali Sviluppi della teoria intergruppi

12 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 12 Scuola di Ginevra: Deschamps Una prima critica viene sollevata in riferimento al concetto di covariazione: le dinamiche sociali a livello interindividuale ed intergruppi (identificazione vs. differenziazione; competizione vs. cooperazione) sono per vari aspetti interdipendenti, e non antagoniste come previsto da SIT e SCT. Covariano in funzione della variabile dominanti-dominati : gruppi dominanti -nei gruppi dominanti, i membri si considerano come punto di riferimento in relazione al quale vengono definiti gli altri: quando l’appartenenza di gruppo è resa saliente, essi aumentano il proprio impegno a differenziarsi dagli altri membri del gruppo gruppi dominati -nei gruppi dominati, i comportamenti vengono in genere definiti nei termini delle categorizzazioni imposte su di loro. Diminuisce la differenziazione! Critiche alla SIT e SCT

13 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 13 Scuola di Ginevra: Doise Le relazioni tra gruppi sono più complesse di come vengono spiegate dalla SIT e SCT. Occorre considerare anche le relazioni intraindividuali all’interno dei gruppi Secondo le teorie SIT e SCT la solidarietà intragruppo aumenta quando sono in corso conflitti intergruppi. Addirittura la «creazione» di un nemico al di fuori del gruppo viene considerato strategico per incrementare la coesione (Lewin) In realtà solo i soggetti più prototipici dell’ingroup vengono considerati importanti nel definire l’identità positiva in confronto con l’outgroup. Infatti si verificano casi di: -Tensioni e conflitti nell’ingroup -Effetto pecora nera Critiche alla SIT e SCT

14 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 14 Hinkle e Brown La teoria dell’identità sociale prevede che vi sia una relazione tra il livello di identificazione e il favoritismo per l’ingroup, nel senso che maggiore è l’identificazione più si dovrebbe discriminare a favore del proprio gruppo Tuttavia, in una rassegna di studi si è visto che non sempre si trova questa relazione, ma si può verificare: 1.Casi di favoritismo verso l’outgroup 2.Differenti tipi di comparazione intergruppi (favoritismo-equità- indifferenza-sfavoritismo) a seconda di specifiche dimensioni non prevedibili 3.Il rapporto tra indentificazione con l’ingroup e differenziazione con outgroup non è costante. Critiche alla SIT e SCT

15 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 15 Hinkle e Brown I due autori hanno, quindi, ipotizzato che le previsioni della teoria dell’identità sociale possano valere solo per alcune persone o gruppi Individuano due dimensioni sulla base delle quali si struttura, e si complessifica, le teorie SIT e SCT 1° Collettivismo/Individualismo (a livello individuale) 2° Orientamento Autonomo/Relazionale (a livello di gruppo) Sono due relazioni indipendente, in rapporto ortogonale tra loro (queste caratteristiche, tuttavia, non sono state del tutto dimostrate sperimentalmente e sono oggetto di critica di chi le considera in parte correlate.) Critiche alla SIT e SCT

16 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 16 Dimensione Individualista/Collettivista  Il collettivismo può essere definito come un modello sociale che considera individui strettamente legati tra loro, individui che si vedono come parti di una o più collettività (la famiglia, i colleghi di lavoro, la nazione); essi sono motivati nel loro comportamento più dagli obiettivi del gruppo d’appartenenza, che dagli obiettivi personali e seguono le norme imposte dalla collettività  L’individualismo può essere definito come quel modello sociale che prende in esame individui slegati tra loro, che si percepiscono come indipendenti da qualsiasi gruppo sociale, motivati nel loro comportamento più dalle loro preferenze, dai propri bisogni e diritti, che da quelli del gruppo; essi danno la priorità agli obiettivi personali e, prima di associarsi con altri, fanno un’analisi razionale dei costi e dei benefici derivanti da tale unione. Critiche alla SIT e SCT

17 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 17 Dimensione Autonomo/Relazionale. Questa dimensione si riferisce alla tendenza a valutare l’ingroup confrontandolo o meno con altri gruppi  L’orientamento è autonomo nel caso in cui un gruppo viene valutato senza essere confrontato con altri gruppi  L’orientamento è relazionale, invece, nel caso in cui un gruppo viene valutato tramite il confronto con altri gruppi Secondo i due autori gli individui e i gruppi che mostreranno ingroup bias saranno quelli collettivistici con orientamento relazionale; lo stesso non dovrebbe valere per gli individui e i gruppi individualistici con orientamento autonomo. Critiche alla SIT e SCT

18 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 18 Critiche alla SIT e SCT Questa ipotesi è stata (in parte) confermata da tre esperimenti, che tuttavia indagano solo a livello individuale e non di gruppo. -Le due dimensioni sono risultate non correlate, e quindi autonome e ortogonali. -i membri classificati come collettivisti con orientamento relazionale, si trova una correlazione elevata tra l’identificazione e la discriminazione (Bias favorevole all’ingroup). -L’orientamento autonomo ha coefficienti più bassi Orientamento relazionale Orientamento individualista 0.240.55 Orientamento collettivista 0.050.23 Orientamento autonomo

19 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 19 Relazioni tra gruppi: stereotipi e pregiudizi Tra gli effetti delle relazioni intergruppi vi sono gli stereotipi e i pregiudizi. -stereotipo sociale -stereotipo sociale = immagine semplificata di una categoria di persone o un evento, condivisa nei tratti essenziali da molte persone; si accompagna in genere al pregiudizio. Sono vere e proprie rappresentazioni sociali normative, il che non autorizza a considerare tutte le rappresentazioni come stereotipi. -pregiudizio -pregiudizio = giudizio o opinione a priori, in genere con connotazione negativa, verso persone, gruppi o altri oggetti sociali salienti. Sono assunti e mantenuti anche se riscontri empirici ne dimostrano l’infondatezza.

20 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 20 Relazioni tra gruppi: stereotipi e pregiudizi Gli stereotipi sociale (e pregiudizi) sono di solito creati e diffusi in condizione che richiedono una: 1.Spiegazione di eventi sociali complessi, e di solito dolorosi, che si verificano su larga scala 2.Giustificazione di azioni, progettate o commesse, contro certi outgroups 3.Differenziazione positiva dell’ingroups nei confronti di outgroups in condizioni di difficoltà del primo.

21 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 21 Relazioni tra gruppi: stereotipi e pregiudizi Concetti correlati sono: -razzismo -razzismo = la convinzione che determinati difetti di una certa categoria di individui non possano essere eliminati o corretti, per questo è inevitabilmente associato alla strategia dell’allontanamento; -eterofobia -eterofobia = senso di disagio (emozionale piuttosto che pratico), imbarazzo e ansia di fronte all’estraneo -inimicizia competitiva = -inimicizia competitiva = è una forma di antagonismo più specifica, intesa come spinta alla separazione e all’antagonismo generata da esigenze personali e sociali di distinzione dagli estranei

22 Psicologia Sociale e della Devianza – Prof.ssa S.Attanasio Page 22 Relazioni tra gruppi: stereotipi e pregiudizi Secondo Taguieff (1988) occorre distinguere tra tre livelli di razzismo, che egli considera equivalente all’eterofobia: -Razzismo primario -Razzismo primario: è la naturale reazione di antipatia all’estraneo, che può condurre ad aggressività. E’ universale -Razzismo secondario: -Razzismo secondario: si basa sull’esistenza di una teoria che, rappresentando l’“Altro” come una minaccia per il proprio gruppo, fornisce basi logico-razionali alla discriminazione -Razzismo terziario: -Razzismo terziario: fonda la discriminazione su argomentazioni che si riferiscono alla biologia


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