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Il DEF e le previsioni degli effetti

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Presentazione sul tema: "Il DEF e le previsioni degli effetti"— Transcript della presentazione:

1 Il DEF e le previsioni degli effetti
Un intenso periodo di riforme Il DEF e le previsioni degli effetti

2 Il modello macroeconomico e la politica fiscale in Italia: i limiti
Come già sottolineato in precedenza, la politica fiscale viene programmata nel Documento di Economia e Finanza (DEF) e attuata con la Legge di Stabilità di fine anno La crisi economica ha messo in discussione il PSC (Patto di Stabilità e Crescita: 3% deficit/PIL e 60% debito/PIL) sottoscritto nel 1997 ed entrato in vigore il con l’EURO volto al rafforzamento delle politiche di vigilanza sui deficit ed i debiti pubblici, con un particolare tipo di procedura di infrazione, la "procedura per deficit eccessivo" (PDE) in 3 fasi: avvertimento, raccomandazione e sanzione (pari a allo 0,2% del PIL, in caso di mancato rispetto delle norme preventive o correttive, oppure allo 0,5% del PIL se il mancato rispetto delle norme correttive si protrae nel tempo) PSC In dettaglio: m

3 Il rafforzamento della governance
2011: Six Pack che rivede il PSC (5 regolamenti e una direttiva) per una migliore gestione dei Bilanci Pubblici e una sorveglianza degli indicatori macroeconomici 2012: Il 2 Marzo i capi di Stato e di governo dell’Unione Europea, esclusi Regno Unito e Repubblica Ceca, hanno firmato il TSCG, il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance dell’ Unione economica e monetaria (Fiscal compact). 2013: due regolamenti (472 e 473: two Pack) per i Paesi dell’area Euro su monitoraggio delle politiche di bilancio e coerenza tra politica di bilancio e programmazione economica nell’ambito del PSC 2015: flessibilità del PSC

4 Matrice della flessibilità di bilancio (2015)

5 Livello della crescita economica (obiettivi dati o previsti) ed effetti sugli strumenti (deficit e debito) Metodo di proiezione del prodotto potenziale di medio periodo Si divide in 3 fasi: I fase: definizione delle variabili esogene internazionali e di finanza pubblica (ipotesi definite dalla CE nelle previsioni di primavera; se mancanti OCSE e FMI) II fase: elaborazione del quadro macroeconomico nazionale (con diversi modelli macroeconometrici che tengono in considerazione gli shock di spesa/riforme strutturali, ecc. che ne simulano gli effetti) III fase: si opera una stima coerente con i risultati delle prime due fasi del quadro macroeconomico e questo costituisce l’input per le stime del PIL potenziale e della finanza pubblica

6 I risultati: indebitamento netto strutturale, output gap ed evoluzione del debito
Nell’ambito della sorveglianza multilaterale l’obiettivo di medio periodo (Medium Term Objective – MTO) misurato come saldo di bilancio strutturale (al netto di una tantum e degli effetti del ciclo economico) ha assunto una rilevanza centrale Il prodotto potenziale e il conseguente output gap e saldo strutturale viene calcolato sulla base di una funzione di produzione a rendimenti di scala costanti quale la Cobb-Douglas del tipo: Dove L lavoro, K capitale e TFP è il prodotto totale dei fattori

7 Gli effetti dell’output gap sul saldo di bilancio strutturale
Il valore del prodotto potenziale (YPOT) viene stimato con i dati macroeconomici e si calcolano poi le differenze con quello effettivo (output gap). Sulla base di quest’ultimo si calcola il saldo di bilancio strutturale che ci informa sulla dimensione del saldo al netto degli effetti congiunturali e degli interventi una tantum (vendite di immobili, condoni fiscali, ecc.) Il saldo di bilancio corretto per l’andamento del ciclo economico contiene la sensitività delle entrate fiscali e delle spese alla variazione del ciclo economico A questo punto è possibile verificare con simulazioni successive l’impatto sui principali obiettivi di bilancio e sul debito pubblico di variazioni della crescita economica.

8 DEF e Programma di Stabilità
Nella sezione programma di stabilità del DEF si presentano le simulazioni ottenute dai diversi sentieri di crescita economica (prudenzialmente posti a +/-0,5%) Per quanto riguarda il debito la simulazione vene effettuata a partire dai valori pubblicati dalla Banca d’Italia sull’andamento delle previsioni del debito delle Amministrazioni Pubbliche a cui si aggiungono gli interessi maturati in capo al settore statale e il loro fabbisogno di cassa registrato dalla RGS che considera anche il fabbisogno dei rimanenti enti locali (Previdenziali, Asl, Università, Enti di ricerca, ecc.)

9 Le previsioni e gli aggiornamenti vengono inclusi nel DEF e nelle note di aggiornamento
La nota del 18 settembre 2015 dispone che la politica economica abbia due obiettivi: il sostegno alla crescita e il consolidamento fiscale. Strumenti: un ampio programma di riforme strutturali per garantire il consolidamento fiscale, mentre il sostegno alla crescita viene realizzato attraverso un piano di riduzione del carico fiscale su famiglie e imprese (80€, Irap, casa, imprese…)…inoltre Per quanto riguarda la clausola per gli investimenti, l’Italia è uno dei pochi paesi con i requisiti per invocarla nel Pertanto il programma pluriennale di investimenti pubblici è stato accelerato così da determinare investimenti aggiuntivi nel 2016 nel campo dei co- finanziamenti ai fondi europei. Nota al DEF 2015:

10 Quali le previsioni di riduzione dell’indebitamento?
Riferimento per Procedura Deficit Eccessivo La Cobb.Douglas MOT: Obiettivi di medio termine

11 Usando i termini di flessibilità del PSC

12 L’aggiustamento strutturale del debito

13 Le simulazioni degli effetti delle variazioni su deficit e debito: il breve periodo

14 L’analisi di sensitività e le necessità di avanzi primari

15 La Manovra di Finanza Pubblica
La legge di stabilità 2015 La politica di bilancio: declina gli obiettivi dello Stato piano/documenti/2014/DOCUMENTO_PROGRAMMATICO_DI_BIL ANCIO_2015-IT.pdf


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