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Torquato TASSO

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Presentazione sul tema: "Torquato TASSO "— Transcript della presentazione:

1 Torquato TASSO "Istinto è dell’umane genti che ciò che più si vieta, uom più desia" Torquato Tasso Torquato TASSO. A.S. 2014-2015

2 VITA E OPERE Torquato Tasso nacque a Sorrento l'11 marzo 1544. Il padre, Bernardo, di nobile famiglia bergamasca, era gentiluomo di corte e poeta, autore di un poema cavalleresco, l'Amadigi (1560). Il giovane Tasso nel 1557 si trasferì con lui alla corte dei della Rovere ad Urbino. Nel '59 seguì il padre a Venezia e lì a soli quindici anni iniziò un poema epico sulla prima crociata, il Gierusalemme, lasciandolo però interrotto. Nel '60 passò a Padova per frequentarne la prestigiosa Università. Sull'esempio del padre nel 1562, a diciotto anni, scrisse un poema epico di argomento cavalleresco, il Rinaldo, e cominciò a comporre rime d'amore per Lucrezia Bendidio, una dama della duchessa Eleonora d'Este, e per Laura Peperara, conosciuta a Mantova. Giovanissimo, Tasso aveva già esperienza di varie corti italiane, Urbino, Mantova, Ferrara, e si era inserito in quel mondo di eleganza mondana e di raffinata cultura. Oltre alla corte, l'altro ambiente destinato a segnare la sua formazione fu quello dell'accademia, che nel secondo Cinquecento divenne il centro per eccellenza dell'attività intellettuale. Torquato TASSO. A.S. 2014-2015 Teodoro Duclère, La casa del Tasso a Sorrento, 1850 ca., olio su tela, Sorrento, Museo Correale di Terranova.

3 Giuseppe Migliari e Celestino Tommasi, Veduta del Castello Estense di Ferrara, 1857, pittura, Ferrara, Castello Estense, Sala degli Stemmi. Nel 1565 Tasso fu assunto al servizio del cardinale Luigi d'Este e si trasferì a Ferrara, florida città in cui trascorse gli anni più sereni e più fecondi. Nel 1572 passò al servizio diretto del duca e poté dedicarsi interamente alla poesia. Nel '73 compose un dramma pastorale, l'Aminta. La corte ferrarese era stata particolarmente amante della letteratura cavalleresca, e forse per questo Tasso fu stimolato a lavorare alla Gerusalemme liberata, che lesse al duca Alfonso e alla principessa Lucrezia. Ma con la conclusione del poema si spezzò l'equilibrio felice della sua esistenza. Alla sua opera egli guardava con inquietudine e insoddisfazione, ed era tormentato dallo scrupolo di renderla perfettamente aderente ai canoni letterari e religiosi vigenti. Nel 1575 sottopose il poema al giudizio di un gruppo di autorevoli letterati che gli mossero critiche pedantesche e moralistiche: Tasso difendeva la sua opera appassionatamente, ma al tempo stesso quelle critiche lo rendevano sempre più incerto. Agli scrupoli letterari si collegavano strettamente quelli religiosi (cominciò a dubitare dell'ortodossia della sua fede cattolica) e sopraggiunsero sintomi inquietanti di manie di persecuzione. Iniziò a peregrinare per l'Italia: nel 1578 fu a Mantova, poi a Urbino, poi ancora a Torino presso Emanuele Filiberto di Savoia, sempre nella speranza di una sistemazione. Torquato TASSO. A.S. 2014-2015

4 Eugène Delacroix, Tasso nell'Ospedale di Sant'Anna a Ferrara, 1839, olio su tela, Winterthur, Collezione Oskar Reinhart. Tasso tornò a Ferrara nel 1579. Non trovando l'accoglienza che si aspettava, diede in escandescenze, tanto che il duca lo fece rinchiudere come pazzo nell'ospedale di Sant'Anna, dove subì gravi sofferenze fisiche e psichiche. Dopo un periodo di totale segregazione gli fu concesso di ricevere visite, di studiare e di scrivere. Poté così riprendere l'attività letteraria: a Sant'Anna scrisse numerose rime, molte lettere e buona parte dei Dialoghi. In questi anni la Gerusalemme fu pubblicata senza il suo consenso, in un'edizione incompleta e scorretta, e questo lo turbò profondamente. Nonostante il grande successo di pubblico, il poema scatenò una violenta polemica tra i suoi sostenitori e quelli che ritenevano superiore il Furioso: il poeta, amareggiato, si dedicò ad una revisione radicale dell'opera pur di renderla più conforme ai precetti retorici e moralistici. La prigionia ebbe termine nel 1586, quando il duca Vincenzo Gonzaga di Mantova ottenne che il poeta fosse affidato alla sua custodia. Nei suoi ultimi anni Tasso compose molta poesia di ispirazione religiosa, che riflette il bisogno di cercare un conforto alle sue sofferenze. Ripubblicò inoltre il suo poema, nel 1593, col titolo di Gerusalemme conquistata. Nel 1594 papa Clemente VIII gli propose l'incoronazione poetica a Roma; ma Tasso, ammalatosi gravemente e ritiratosi nel convento di Sant'Onofrio sul Gianicolo, vi morì nell'aprile del 1595. Torquato TASSO. A.S. 2014-2015

5 CHIAVE DI LETTURA: LA “GERUSALEMME LIBERATA” di Torquato TASSO a cura di GUIDO BALDI Torquato TASSO. A.S. 2014-2015

6 LA “GERUSALEMME LIBERATA” – POETICA E CONTENUTI Torquato TASSO. A.S. 2014-2015 d7 d8 d9 d10

7 GERUSALEMME LIBERATA (1565-1575) genere: poema epico - storico argomento: conquista del Santo Sepolcro da parte dei Crociati temi: guerra, amore, mistero divino fine didascalico e di "giovamento" morale presenza del "meraviglioso cristiano“ adesione ai precetti controriformistici compiacimento voluttuoso e sensuale fine indagine psicologica dei personaggi atteggiamento di sospensione del giudizio stile sublime e tendenze alla suggestione indefinita POETICA La composizione della Gerusalemme liberata è accompagnata da un'attenta riflessione teorica di Tasso, che confluisce nei Discorsi dell'arte poetica e nei Discorsi del poema eroico Tasso concepisce l'idea di un poema eroico conforme ai canoni aristotelici di verisimiglianza, di utilità, di unitarietà e di dilettevolezza, caratterizzato da una struttura unitaria, da una materia verisimile e da una finalità di «giovamento» morale: di qui la scelta di un argomento storico-religioso, integrato da elementi di invenzione Per garantire il «diletto», inteso come mezzo e non come fine, il poema deve presentare una varietà di situazioni narrative, che siano comunque strettamente legate al tema principale per non compromettere l'unità complessiva. Al «diletto» concorre anche l'elemento meraviglioso, reinterpretato in chiave cristiana come intervento soprannaturale di segno divino o demoniaco Torquato TASSO. A.S. 2014-2015

8 L’ARGOMENTO, IL GENERE E L’ORGANIZZAZIONE DELLA MATERIA La vicenda si svolge negli ultimi mesi della prima crociata in Terra Santa: i cristiani, guidati da Goffredo di Buglione, hanno posto l'assedio a Gerusalemme, ma sono indeboliti dall'assenza di molti combattenti, spinti da pulsioni egoistiche e irrazionali ad abbandonare il campo; il loro ritorno garantirà la vittoria sugli avversari pagani. La Gerusalemme liberata è un poema eroico la cui materia attinge a fatti storici, da questa scelta deriva una fisionomia dell'opera ben diversa da quella del genere "romanzesco" a cui appartenevano i capolavori di Boiardo e Ariosto; anziché ai poemi moderni, Tasso guarda al modello dei poemi epici classici, l'Iliade e l'Eneide Mentre la struttura del poema cavalleresco è caratterizzata da una pluralità di eroi e di azioni, nella Gerusalemme liberata vi è un'azione unica, costituita dall'assedio di Gerusalemme e dalla conquista del Santo Sepolcro, sulla quale si innestano situazioni narrative "divaganti“. Pertanto quella della Gerusalemme è una struttura chiusa, che ha un principio, un mezzo e una fine. Torquato TASSO. A.S. 2014-2015

9 IL TEMPO E LO SPAZIO Le vicende si svolgono in un momento storico reale, il 1099, e hanno una durata circoscritta agli ultimi mesi di guerra, secondo la regola aristotelica dell'unità di tempo. Lo scenario in cui si svolge la vicenda è reale (la Terra Santa) ed è uno spazio polarizzato e qualificato in senso morale: il campo cristiano da una parte e la città pagana dall'altra [PROEMIO]. A questo spazio ristretto si aggiungono i luoghi lontani dal campo nei quali gli eroi cristiani si recano nella loro "devianza” [PROEMIO – IL GIARDINO DI ARMIDA]. La dimensione del soprannaturale apre inoltre uno spazio verticale, anch'esso polarizzato e qualificato in senso morale: l'alto-divino e il basso-infernale [PROEMIO – IL GIARDINO DI ARMIDA]. Torquato TASSO. A.S. 2014-2015 Giovan Battista Tiepolo, Rinaldo abbandona Armida, 1757, affresco, Vicenza, Villa Valmarana, Stanza della Gerusalemme Liberata.

10 INTENTI E REALTA’ EFFETTIVA DEL POEMA Con il suo poema, carico di intenti pedagogici, edificanti e morali, Tasso si presenta come il perfetto poeta cristiano, il cantore degli ideali della Controriforma che dominano la sua epoca. A fronte degli intenti, l'opera rivela però un atteggiamento ambivalente, definito dal critico Lanfranco Caretti «bifrontismo spirituale»: al moralismo della Controriforma si contrappone un compiacimento voluttuoso nella rappresentazione dell'amore [LA MORTE DI CLORINDA]; alla celebrazione del potere si oppone il vagheggiamento del mondo pastorale; l'eroismo cavalleresco contrasta con il senso di atrocità della guerra [LA MORTE DI CLORINDA]; le vicende dei combattenti che si allontanano dal campo rappresentano emblematicamente quelle pulsioni laiche ed edonistiche che soltanto in parte Tasso riesce a soffocare dentro di sé [IL GIARDINO DI ARMIDA]; il punto di vista della narrazione è continuamente mobile e si colloca alternativamente nel campo cristiano e in quello pagano [LA MORTE DI CLORINDA]. Torquato TASSO. A.S. 2014-2015 Giovan Battista Tiepolo, Rinaldo e Armida nel giardino, 1752

11 MAPPA CONCETTUALE DELLA GERUSALEMME LIBERATA Torquato TASSO. A.S. 2014-2015 LA GERUSALEMME LIBERATA

12 STILE – METRICA E REVISIONE DELLA “GERUSALEMME LIBERATA” Torquato TASSO. A.S. 2014-2015 d13

13 LINGUA – STILE – METRICA – REVISIONI DELLA “GERUSALEMME LIBERATA” LINGUA – STILE - METRICA DALLA “GERUSALEMME LIBERATA” ALLA “GERUSALEMME CONQUISTATA” La lingua e lo stile Il livello stilistico della Gerusalemme liberata è alto, lontano da ogni abbassamento comico; l'effetto è ottenuto attraverso il fitto uso di figure retoriche e i calchi classici (immagini, formule, stilemi e versi interi di altri poeti, in particolare di Virgilio, di Dante e di Petrarca). Sul piano lessicale Tasso predilige parole lontane dall'uso comune o impiegate in un'accezione particolare. Al livello della sintassi la magnificenza è ottenuta mediante periodi lunghi e complessi, ardite inversioni che spezzano l'andamento usuale del discorso, pause all'interno del verso ecc. La metrica la Gerusalmme liberata è scritta in ottave di endecasillabi, con frequenti enjambements che spezzano la corrispondenza tra sintassi e metro (il «parlar disgiunto» secondo un'espressione di Tasso), innalzando lo stile Il giudizio dei revisori La preoccupazione che l'opera non fosse conforme ai principi di poetica e ai valori religiosi dell'epoca spinse Tasso a sottoporla al giudizio di altri letterati e a rivederla interamente negli anni successivi. Il frutto di tale lavoro è un poema molto diverso, pubblicato nel 1593 con il titolo di Gerusalemme conquistata, ma la redazione che continuò ad avere successo in Italia e nei paesi stranieri fu la Liberata. Torquato TASSO. A.S. 2014-2015

14 PRINCIPALI OPERE MINORI DI TASSO Torquato TASSO. A.S. 2014-2015 d15 d16

15 OPERE MINORI DI TASSO PROSA AUTOBIOGRAFICAOPERE GIOVANILI Epistolario Si tratta di circa 1700 lettere, in parte già pubblicate quando Tasso era in vita, che riflettono la tormentata vicenda umana e poetica dello scrittore. Nell'epistolario, tuttavia, l'esperienza autobiografica è sempre filtrata attraverso moduli letterari Di particolare interesse sono le lettere risalenti alla prigionia nell'ospedale Sant'Anna, che testimoniano i malesseri fisici e i turbamenti di una coscienza malata. Dialoghi I Dialoghi di Tasso sono 28 e furono scritti soprattutto negli anni della prigionia in Sant'Anna. Sono componimenti in prosa che egli stesso definiva intermedi tra poesia e filosofia; i Dialoghi si rifacevano a un genere molto diffuso nel Quattrocento e nel Cinquecento che risaliva al modello dei Dialoghi di Platone. I Dialoghi di Tasso trattano argomenti morali, mondani, letterari, religiosi, politici, dando spazio talvolta a ricordi autobiografici e a esperienze personali. Gierusalemme E’ una delle prime prove poetiche di Tasso, risalente al 1559; si tratta di un poema epico sulla prima crociata rimasto interrotto Rinaldo La composizione del Rinaldo, poema cavalleresco di argomento carolingio, segue di pochi anni quella della Gierusalemme; si tratta di un'opera acerba ancora priva di originalità, nella quale, tuttavia, compaiono già temi e toni che caratterizzeranno il poeta maturo Torquato TASSO. A.S. 2014-2015

16 OPERE MINORI DI TASSO RIMEPRODUZIONE DRAMMATICA Rime Tasso si dedicò alla poesia lirica lungo tutto l'arco della propria vita e pubblicò a più riprese raccolte di Rime. Nelle Rime di argomento amoroso si coglie il momento di transizione dal petrarchismo dominante al nuovo gusto barocco che si affermerà nel Seicento; su una base linguistica ancora petrarchesca, infatti, si innesta il gusto per la complicazione metaforica, per le atmosfere e i sentimenti indefiniti, per la musicalità dell'espressione Le Rime di argomento encomiastico e religioso sono di tono più solenne e maestoso; in esse, tuttavia, la celebrazione del potere e della fede lascia talora spazio a una più sofferta e intima espressione della personalità inquieta del poeta Aminta L’Aminta è una favola pastorale risalente al 1573 che porta in scena la passione del pastore Aminta per la ninfa Silvia, inizialmente riottosa all'amore. La vicenda si conclude lietamente con il matrimonio dei due giovani. Scritta per il pubblico cortigiano ferrarese, l'opera si propone la celebrazione della corte, ma nello stesso tempo rivela una profonda sofferenza per i suoi rituali e le sue costrizioni Il Galealto e il Re Torrismondo E’ una tragedia risalente al periodo ferrarese che venne successivamente rimaneggiata e pubblicata con il titolo di Re Torrismondo. Il testo mira a riprodurre gli schemi della tragedia classica, obbedendo puntualmente ai precetti di Aristotele; a ciò si aggiunge il gusto per una materia torbida e cupa tipico della tragedia senecana, diffuso nel secondo Cinquecento Torquato TASSO. A.S. 2014-2015

17 ANALISI GUIDATA DELLA “GERUSALEMME LIBERATA” dalla Gerusalemme liberata, I, 1-5 PROEMIO ANALISI Canto 1 l’arme pietose 2 e ’l capitano 3 che ’l gran sepolcro liberò di Cristo. Molto egli oprò co ’l senno e con la mano 4, molto soffrì nel glorioso acquisto 5 ; e in van l’Inferno vi s’oppose, e in vano s’armò d’Asia e di Libia il popol misto 6. Il Ciel gli diè favore, e sotto a i santi segni ridusse i suoi compagni erranti 7. O Musa 8, tu che di caduchi allori non circondi la fronte in Elicona 9, ma su nel cielo infra i beati cori hai di stelle immortali aurea corona, tu spira 10 al petto mio celesti ardori 11, tu rischiara il mio canto, e tu perdona s’intesso fregi al ver, s’adorno in parte d’altri diletti, che de’ tuoi, le carte 12. Sai che là corre il mondo ove più versi di sue dolcezze il lusinghier Parnaso 13, e che ’l vero, condito in molli versi, i più schivi allettando ha persuaso. Così a l’egro fanciul porgiamo aspersi di soavi licor gli orli del vaso: succhi amari ingannato intanto ei beve, e da l’inganno suo vita riceve 14. Tu, magnanimo Alfonso 15, il qual ritogli al furor di fortuna e guidi in porto me peregrino errante, e fra gli scogli e fra l’onde agitato e quasi absorto 16, queste mie carte in lieta fronte accogli, che quasi in voto a te sacrate i’ porto 17. Forse un dì fia che la presaga penna osi scriver di te quel ch’or n’accenna 18. È ben ragion, s’egli averrà ch’in pace il buon popol di Cristo unqua si veda, e con navi e cavalli al fero Trace cerchi ritòr la grande ingiusta preda, ch’a te lo scettro in terra o, se ti piace, l’alto imperio de’ mari a te conceda 19. Emulo di Goffredo, i nostri carmi intanto ascolta, e t’apparecchia a l’armi. Torquato TASSO. A.S. 2014-2015

18 ANALISI GUIDATA DELLA “GERUSALEMME LIBERATA” dalla Gerusalemme liberata, XII, 50-71 La morte di Clorinda ANALISI Canto 1 l’arme pietose 2 e ’l capitano 3 che ’l gran sepolcro liberò di Cristo. Molto egli oprò co ’l senno e con la mano 4, molto soffrì nel glorioso acquisto 5 ; e in van l’Inferno vi s’oppose, e in vano s’armò d’Asia e di Libia il popol misto 6. Il Ciel gli diè favore, e sotto a i santi segni ridusse i suoi compagni erranti 7. O Musa 8, tu che di caduchi allori non circondi la fronte in Elicona 9, ma su nel cielo infra i beati cori hai di stelle immortali aurea corona, tu spira 10 al petto mio celesti ardori 11, tu rischiara il mio canto, e tu perdona s’intesso fregi al ver, s’adorno in parte d’altri diletti, che de’ tuoi, le carte 12. Sai che là corre il mondo ove più versi di sue dolcezze il lusinghier Parnaso 13, e che ’l vero, condito in molli versi, i più schivi allettando ha persuaso. Così a l’egro fanciul porgiamo aspersi di soavi licor gli orli del vaso: succhi amari ingannato intanto ei beve, e da l’inganno suo vita riceve 14. Tu, magnanimo Alfonso 15, il qual ritogli al furor di fortuna e guidi in porto me peregrino errante, e fra gli scogli e fra l’onde agitato e quasi absorto 16, queste mie carte in lieta fronte accogli, che quasi in voto a te sacrate i’ porto 17. Forse un dì fia che la presaga penna osi scriver di te quel ch’or n’accenna 18. È ben ragion, s’egli averrà ch’in pace il buon popol di Cristo unqua si veda, e con navi e cavalli al fero Trace cerchi ritòr la grande ingiusta preda, ch’a te lo scettro in terra o, se ti piace, l’alto imperio de’ mari a te conceda 19. Emulo di Goffredo, i nostri carmi intanto ascolta, e t’apparecchia a l’armi. Torquato TASSO. A.S. 2014-2015

19 ANALISI GUIDATA DELLA “GERUSALEMME LIBERATA” dalla Gerusalemme liberata, I, 1-5 PROEMIO ANALISI Canto 1 l’arme pietose 2 e ’l capitano 3 che ’l gran sepolcro liberò di Cristo. Molto egli oprò co ’l senno e con la mano 4, molto soffrì nel glorioso acquisto 5 ; e in van l’Inferno vi s’oppose, e in vano s’armò d’Asia e di Libia il popol misto 6. Il Ciel gli diè favore, e sotto a i santi segni ridusse i suoi compagni erranti 7. O Musa 8, tu che di caduchi allori non circondi la fronte in Elicona 9, ma su nel cielo infra i beati cori hai di stelle immortali aurea corona, tu spira 10 al petto mio celesti ardori 11, tu rischiara il mio canto, e tu perdona s’intesso fregi al ver, s’adorno in parte d’altri diletti, che de’ tuoi, le carte 12. Sai che là corre il mondo ove più versi di sue dolcezze il lusinghier Parnaso 13, e che ’l vero, condito in molli versi, i più schivi allettando ha persuaso. Così a l’egro fanciul porgiamo aspersi di soavi licor gli orli del vaso: succhi amari ingannato intanto ei beve, e da l’inganno suo vita riceve 14. Tu, magnanimo Alfonso 15, il qual ritogli al furor di fortuna e guidi in porto me peregrino errante, e fra gli scogli e fra l’onde agitato e quasi absorto 16, queste mie carte in lieta fronte accogli, che quasi in voto a te sacrate i’ porto 17. Forse un dì fia che la presaga penna osi scriver di te quel ch’or n’accenna 18. È ben ragion, s’egli averrà ch’in pace il buon popol di Cristo unqua si veda, e con navi e cavalli al fero Trace cerchi ritòr la grande ingiusta preda, ch’a te lo scettro in terra o, se ti piace, l’alto imperio de’ mari a te conceda 19. Emulo di Goffredo, i nostri carmi intanto ascolta, e t’apparecchia a l’armi. Torquato TASSO. A.S. 2014-2015


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