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presentano I GRANDI RETTILI DELLA PREISTORIA

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Presentazione sul tema: "presentano I GRANDI RETTILI DELLA PREISTORIA"— Transcript della presentazione:

1 presentano I GRANDI RETTILI DELLA PREISTORIA
Progetto “UN CLICK PER COMUNICARE” le classi 3^ C – D presentano I GRANDI RETTILI DELLA PREISTORIA Scuola Elementare Statale S. G. Bosco – Giovinazzo Anno scolastico

2 L'ERA DEI DINOSAURI TRIASSICO GIURASSICO CRETACEO AMBIENTI
DI VITA RITROVAMENTI FOSSILI

3 Triassico Giurassico Cretaceo
L’ERA DEI DINOSAURI Nell’Era Mesozoica, la cosiddetta età dei dinosauri, la Terra era molto diversa da oggi. Il clima era più caldo e le terre emerse ospitavano deserti o foreste di strane piante preistoriche. Le piante con fiore, oggi dominanti, non esistevano ancora; al posto delle praterie erbose c’erano distese di felci. Le foreste erano formate da conifere, felci arboree e cicadali (piante simili a palme). La forma dei continenti era completamente diversa: all’inizio dell’Era Mesozoica le terre emerse erano tutte unite, poi, nel corso di milioni di anni, si sono separate allontanandosi una dall’altra. L’Era Mesozoica si divide in tre periodi: Triassico Giurassico Cretaceo

4 IL PERIODO TRIASSICO E’ il periodo in cui i dinosauri fecero la loro
comparsa sulla Terra ed è compreso fra 248 e 208 milioni di anni fa. Il mondo che essi conobbero era notevolmente diverso da quello di oggi. Tutte le masse di terra continentali erano unite a formare un unico supercontinente, noto come Pangea, una parola greca che significa “tutta la Terra”. I territori più interni della Pangea erano aridi e ricoperti da deserti, mentre le pianure lungo le coste e le aree intorno ai fiumi e ai laghi erano ricche di vegetazione. Il clima caldo e arido era ideale per i rettili, che infatti furono la forma di vita dominante sulla terraferma, negli oceani e nell’aria nel Triassico come negli altri due periodi dell’Era Mesozoica.

5 IL PERIODO GIURASSICO Il Giurassico, secondo dei tre periodi in cui è divisa l'era Mesozoica, durò circa 64 milioni di anni. Esso fu caratterizzato da una certa stabilità nella situazione climatica, quasi certamente le piogge furono abbondanti e frequenti, così che si sviluppò fortemente la vegetazione. Tutto questo favorì lo sviluppo dei grandi erbivori e l’aumento delle specie di dinosauri che popolavano la Terra. Oltre agli erbivori, nel Giurassico vivevano, anche se in numero minore dinosauri carnivori come l’Allosauro, mentre negli oceani padroneggiavano gli ittiosauri e i plesiosauri.  

6 IL PERIODO GIURASSICO L’avvenimento più straordinario di questo periodo è la comparsa dell’Archeopteryx, antenato degli uccelli. Al periodo Giurassico risalgono anche le prime tracce di piccoli mammiferi simili a topi e altri piccoli roditori. Durante questo periodo ebbe inizio la frammentazione del supercontinente Pangea. Il mare penetrò fra le terre formando un grande continente composto da America settentrionale, Europa e Asia (Laurasia) e un altro continente formato dall’America meridionale e dall’Africa (Gondwana).

7 IL PERIODO CRETACEO Il periodo Cretaceo è l'ultimo periodo in cui
è divisa l'era Mesozoica. Ebbe inizio circa 135 milioni di anni fa e durò circa 70 milioni di anni. In questo periodo ci fu un notevole incremento numerico dei dinosauri che si moltiplicarono e diversificarono in misura eccezionale. I due grandi continenti in cui si era separata la Pangea durante il Giurassico si frammentano ulteriormente ed erano ormai ben riconoscibili gli attuali continenti. Il clima era caldo e umido e le foreste si diradarono ma fecero la loro comparsa e si diffusero le piante con fiori e frutti, anche grazie alla presenza di numerosi insetti che trasportavano il polline favorendo la riproduzione. I mammiferi erano ancora piccoli insettivori e carnivori, costretti probabilmente a cercare il cibo di notte per non divenire preda dei dinosauri carnivori. 

8 I FOSSILI Tutte le notizie che abbiamo sui dinosauri sono ricavate dai fossili, cioè i resti dei loro corpi (denti, ossa mineralizzate e stampi naturali lasciati da impronte o ossa poi dissolte), le impronte, le feci, le uova che sabbia e fango hanno sepolto prima di trasformarli in roccia. Noi possiamo conoscere molte cose sull’aspetto e sulle abitudini dei dinosauri proprio grazie ai molti fossili ritrovati. Ad esempio, i paleontologi sono riusciti a stabilire, osservando i resti fossili delle dentature e degli scheletri, che esistevano dinosauri carnivori e dinosauri erbivori. I paleontologi lavorano continuamente e in tutto il mondo per trovare nuovi resti nel sottosuolo.

9 I FOSSILI: COME SI FORMANO
Il dinosauro, dopo la morte, rimane sepolto nella sabbia e nel fango, sul fondo di un lago o di un fiume. Diversi strati di sabbia si depositano sull’animale e, col passare del tempo, si trasformano in roccia. L’acqua, filtrando attraverso la roccia, deposita sullo scheletro i sali minerali. I sali minerali sostituiscono lo scheletro, ma ne conservano la forma e le caratteristiche: questo è il fossile!

10 FOSSILI IN ITALIA Per molti anni i paleontologi sono stati convinti che in Italia non fosse possibile trovare fossili di dinosauro. Questo perché si pensa che la nostra penisola sia stata, in gran parte dell’era Mesozoica, sommersa dal mare. Ma, negli ultimi cinquant’anni, questa convinzione è stata smentita da una lunga serie di scoperte. Fossile del dinosauro italiano più noto, lo Scipionyx Samniticus, ritrovato a Benevento nel 1993 in una lastra calcarea risalente al Cretaceo inferiore. Impronta fossile ritrovata sul Gargano in Puglia


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