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DISTANZA E PROFONDITA’

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Presentazione sul tema: "DISTANZA E PROFONDITA’"— Transcript della presentazione:

1 DISTANZA E PROFONDITA’
PSICOLOGIA DISTANZA E PROFONDITA’

2 COME FACCIAMO A PERCEPIRE DISTANZA E PROFONDITA’
Ci serviamo di una molteplicità di indicatori o indici: Indicatori binoculari: grazie al lavoro simultaneo dei due occhi; Indicatori monoculari: quando guardiamo con un occhio solo.

3 INDICATORI MONOCULARI

4 INDICATORI BINOCULARI

5 INDICATORI BINOCULARI
Molto efficaci, utili per la capacità di cogliere la profondità ed afferrare gli oggetti. Per valutare le distanze usiamo 2 meccanismi binoculari: 1. la convergenza oculare (più l’oggetto è vicino, maggiomente convergono gli occhi verso l’interno, più il cervello può calcolare la distanza dell’oggetto). Valutazione abbastanza precisa, ma limitata, può servire solo per individuare la distanza di un oggetto alla volta.

6 Il secondo meccanismo utilizza le informazioni che arrivano dalle due retine. I due occhi fissano un oggetto da due punti di vista diversi, lontani tra loro alcuni centimetri, ciò crea un differente angolo di visuale. L’immagine sulla retina sinistra sarà leggermente diversa rispetto a quella sulla retina destra, questa è definita: disparità binoculare. L’entità della disparità binoculare varia con la distanza dell’oggetto (più è lontano l’oggetto, meno c’è disparità).

7 Il cervello ricava così la distanza degli oggetti e funziona contemporaneamente per più oggetti. E’ utile per farci cogliere gli oggetti a differenti intervalli da noi, dandoci il senso della profondità, del rilievo, della tridimensionalità. Ha un limite: ha scarsa efficacia oltre i 100 metri (possiamo aiutarci con i stereoscopi, grazie ai quali, anche oltre i 100 metri, la tridimensionalità è resa più vivida).

8 INDICATORI MONOCULARI
Risultano utili quando osserviamo un paesaggio, per cogliere una visione tridimensionale. Possiamo scorgere la profondità dentro quadri (se gli artisti hanno messo in atto gli accorgimenti basati sugli indicatori monoculari) e fotografie.

9 Parallasse di movimento
Mentre viaggiamo in treno o in auto, sembra che tutte le cose intorno si spostino in senso contrario al nostro. Non vanno però tutte alla stessa velocità: le più vicine corrono di più. La diversa velocità con cui gli oggetti sembrano muoversi, ci da la misura della loro distanza da noi.

10 IL MOVIMENTO Gli occhi di molti animali meno evoluti (rana), sono sensibili solo al movimento: si limitano a vedere un corpo solo se si muove, ciò ha per loro il significato generico di allarme (pericolo incombente, preda…). L’uomo e gli animali superiori hanno una visione del movimento molto più evoluta: individuano oggetti che si muovono, ne stabiliscono la traiettoria, ne calcolano approssimativamente la velocità.

11 MECCANISMI DI PERCEZIONE DEL MOVIMENTO
Sono 2 i meccanismi: Il sistema immagine - retina: se un oggetto si muove, i nostri occhi non lo inseguono, la sua immagine sulla retina si sposta di conseguenza (i fotorecettori della retina rimangono lo stesso impressi dal passaggio dell’oggetto). Al cervello arrivano in rapida successione segnali da punti consequenziali della retina, sufficienti per ricavare la traiettoria e l’aspetto dell’oggetto, ma anche la velocità dello stesso.

12 Il sistema occhio - testa:mentre un oggetto si muove possiamo inseguirlo con gli occhi. Il cervello dispone di due dati: - il comando impartito agli occhi per farli spostare, - dalla retina gli arriva il dato che, nonostante gli occhi si siano mossi, l’immagine dell’oggetto sulla retina non si è spostata, quindi gli occhi hanno inseguito un oggetto in movimento.

13 GLI UOMINI PERCEPISCONO TUTTI ALLO STESSO MODO?
No, ciascuno vede in un determinato modo. I meccanismi di percezione sono innati. Fin dalla nascita un bambino è capace di percepire il movimento ed il contorno delle figure. Le costanze percettive arrivano dai 3 mesi in poi.Lo sviluppo della percezione della profondità compare intorno ai 6 mesi (perché comunque prima il bambino non gattona e non si sposta, quindi non gli serve). Quando inizia a spostarsi si vede che percepisce la profondità.

14 Nell’arco dei 6 mesi si sviluppano le costanze e la profondità.
Gli indicatori di profondità sono presenti già dai 2 mesi di vita, ma a 6 mesi sono completi. Quando inizia ad andare a scuola perde le costanze, “disimpara” per un periodo. Questo perché impara a vedere in un dato modo, diverso da come glielo fanno vedere le costanze. Istruendo il bambino, gli si fanno vedere le cose in modo diverso.

15 SULLA PERCEZIONE HA INFLUENZA IL GIUDIZIO DEGLI ALTRI?
Si, molti suggerimenti degli altri ci aiutano a vedere in modo diverso, ad attivare altri schemi. A seconda del modo in cui percepiamo, vediamo alcune cose e altre no: sono predisposizioni diverse a vedere prima l’insieme o i particolari. Si parla di STILI COGNITIVI.

16 ESPERIMENTI SULL’INFLUENZA SOCIALE E LA PRECEZIONE
Hanno dimostrato che l’influenza degli altri conta, anche se il suggerimento è sbagliato. ESPERIMENTO: 9 persone ed 1 sola ignara dell’esperimento. Se le 9 persone danno una versione “sbagliata”, ad un certo punto si convince anche la 10a persona ignara, anche se la risposta è palesemente sbagliata. Qualcuno dichiara di avere disturbi alla vista; Altri, sotto la pressione del gruppo, cambiano risposta, per paura di essere esclusi, messi da parte e derisi. In realtà non sono persone che percepiscono in modo diverso.

17 ESPRIEMENTO DI ASCH

18 ILLUSIONI OTTICHE Inganni della percezione: quando una ipotesi pur essendo errata, siamo portati a crederci. Come le illusioni ottico-geometriche.

19 ILLUSIONI OTTICHE

20 FIGURE FLUTTUANTI o AMBIGUE
Il nostro cervello è indeciso tra due figure, non riesce a scegliere, perché tutte e due le ipotesi sono attendibili.

21 FIGURE FLUTTUANTI


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