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Sviluppo dei bambini ciechi (linguistico) 4

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Presentazione sul tema: "Sviluppo dei bambini ciechi (linguistico) 4"— Transcript della presentazione:

1 Sviluppo dei bambini ciechi (linguistico) 4
Carla Antoniotti a.a.2015/ Psicologia delle disabilità e dell’integrazione Sviluppo dei bambini ciechi (linguistico) 4

2 Sviluppo linguistico Tra le modalità pre-verbali della comunicazione alcune sono state valorizzate come importanti precursori della successiva competenza linguistica In particolare: L’uso del contatto oculare nel regolare gli scambi precoci tra madre e bambino La condivisione visiva dell’attenzione su un oggetto L’uso di gesti comunicativi (dai 6 mesi) Fino ai 6-7 mesi NON ci sono differenze nelle vocalizzazioni tra bambini vedenti e non vedenti Successivamente i bambini non vedenti risultano meno loquaci, ma pronti a rispondere alle stimolazioni con vocalizzi  Importante gratificare e incentivare le vocalizzazioni spontanee rispondendo al bambino e favorendo la comunicaione

3 Prime parole In letteratura risultati discordanti su: ritardo nei bambini ciechi Iptesi: alcuni aspetti dell’input adulto non siano favorevoli allo sviluppo linguistico I genitori tendono a sovrautilizzare lo strumento verbale I genitori usano molto di più le richieste di informazione con i bambini molto piccoli Prevalgono i riferimenti agli oggetti potenzialmente interessanti piuttosto che agli oggetti presenti nel contesto (come fanno i genitori di bambini con sviluppo linguistico lento)

4 Frasi Ritardo per i bambini non vedenti, nell’uso appropriato di frasi di due o tre parole (Damascelli, 1992) Ritardo temporaneo, destinato a colmarsi intorno ai 3 anni Causa: discrepanza fra l’input linguistico (spesso basato su una rappresentazione degli oggetti in cui domina il dato visivo) e i dati esperienziali Prime tappe dello sviluppo linguistico Studio longitudinale durato 7 mesi (2 vedenti e 2 non vedenti) età 3 anni i bambini vedenti producono stesso numero di enunciati per turno rispetto alle madri, mentre i bambini ciechi producono un minor numero di enunciati Le domande rivolte dalle madri ai bambini ciechi sono finalizzate a verificare le loro conoscenze sui nomi e caratteristiche degli oggetti, mentre ai bambini vedenti le madri rivolgono maggiori richieste che elicitano informazioni su sentimenti, fantasie, interpretazioni degli eventi Non c’è differenza nel numero di frasi direttive utilizzate dalle madri (kekelis, Prinz, 1996)

5 Nelle età successive: differenze più di tipo qualitativo
Tendenza all’iperverbalismo -> il bambino ripete molti termini e strutture frasali che sente dall’adulto senza conoscerne fino in fondo il significato La maggior parte delle ricerche sottolinea gli elementi di somiglianza nello sviluppo linguistico di ciechi e vedenti

6 Disabilità multiple Pluridisabilità: non è la semplice somma di più limitazioni, bensì una interazione permanente di patologie, limitazioni e disabilità in un sistema dinamico influenzato dagli ambienti interni ed esterni alla persona (Piccioni, 2005) La pluridisabilità è eterogenea per definizione L’elemento comune è la difficoltà di poter armonizzare quanto giunge attraverso i sensi, apprendere quanto sperimentato, fissare in memoria le esperienze passate

7 Problematicità della situazione
Pluridisabilità lieve: la compromissione cognitiva e/o motoria e/o sensoriale non determina una significativa limitazione dell’autonomia, delle possibilità di percezione, di espressione e di relazione Pluridisabilità media: (quadri clinici eterogenei) le disabilità intellettiva e motoria, associate a eventuali deficit sensoriali, compromettono lo sviluppo armonico del soggetto Pluridisabilità grave: grave deficit intellettivo e motorio, linguaggio assente. Restrizione dell’autonomia e delle possibilità di percezione, di espressione e di relazione

8 Valutazione  Equipe multidisciplinare
Intervento precoce (0-3 anni): Progetto riabilitativo globale e personalizzato obiettivo: sviluppo armonico del bambino, sotto profilo cognitivo, emotivo, psicomotorio Dopo i 3 anni: progetti riabilitativi personalizzati Obiettivo: raggiungimento del massimo livello possibile di autonomia, comunicazione, socializzazione della persona disabile Interventi calibrati sull’individuo e sulla famiglia


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