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Verona 02 febbraio 2012 impianti e reti: sicurezza

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Presentazione sul tema: "Verona 02 febbraio 2012 impianti e reti: sicurezza"— Transcript della presentazione:

1 Verona 02 febbraio 2012 impianti e reti: sicurezza
Relatore: ing. Gino Zampieri AC&E Verona

2 La definizione di impianto non rientra tra la terminologia che correttamente si deve impiegare, tuttavia tale imprecisione, sarà adottata anche in seguito per uniformità e semplicità di linguaggio

3 Correttamente la direttiva 2006/42/CE definisce come macchina anche un insieme di macchine purchè concorrano in modo solidale e per uno scopo ben determinato* *(per il testo si rimanda il lettore alla stessa direttiva )

4 Anomalie del mercato in relazione alla sicurezza Un impianto o un insieme di macchine è composto da diverse unità funzionali

5 Giusto per esempio riassumiamo le parti principali una parte di conferimento e stoccaggio bacini raccolta sistemi di trasporto adduzione nel fermentatore fermentatore anaerobico sistema di raccolta e adduzione del gas trattamento del biogas produzione dell’energia evacuazione e trattamento trasporto del residuo secco

6 Alcune di queste parti sono entità autonome, altre lavorano in modo solidale MA IL GRANDE DUBBIO E’ chi è il fabbricante ai sensi di legge? chi è il soggetto responsabile della valutazione di conformità complessiva ?

7 Spesso il sistema complesso è formato da più fornitori ed il committente talvolta appalta opere a terzi o assembla macchine di altri soggetti. Dal punto divista normativo si apre una grande parentesi sulle competenze e sulle responsabilità di ciascuno. La distinzione tra contratto ed appalto non è così banale per gli impianti di questa natura

8 In particolare venendo al tema di pertinenza della giornata vediamo quali sono i rischi principali di un sistema complesso e come questi possano influenzare l’affidabilità o la sicurezza

9 In termini di rischio insistono problemi legati alla natura del gas esplosivo ai rischi meccanici (tramoggie, silos, coclee, riduttori, catene ecc..) alle parti in pressione al rischio connesso alla produzione di elettricità ai rischi di natura, termica, pneumatica,idraulica ecc effetti ambientali, inquinamento, emissione in atmosfera ecc

10 Il ruolo della valutazione affidabilistica l’affidabilità è un requisito di legge, infatti il legislatore tramite il requisito essenziale 1.2 della direttiva 2006/42/CE ha stabilito che i sistemi di comando e controllo devono essere progettati in modo che siano sicuri ed affidabili anche in caso di anomalia e guasto

11 SISTEMI DI COMANDO Sicurezza ed affidabilità dei sistemi di comando I sistemi di comando devono essere progettati e costruiti in modo da evitare l'insorgere di situazioni pericolose. In ogni caso essi devono essere progettati e costruiti in modo tale che: resistano alle previste sollecitazioni di servizio e agli influssi esterni …………

12 resistano alle previste sollecitazioni di servizio e agli influssi esterni, — un'avaria nell'hardware o nel software del sistema di comando non crei situazioni pericolose, — errori della logica del sistema di comando non creino situazioni pericolose, — errori umani ragionevolmente prevedibili nelle manovre non creino situazioni.

13 Dal punto di vista normativo la parte elettromeccanica ed elettronica gode di un inquadramento ben chiaro e collaudato (ISO e EN ) per citare i riferimenti principali, per cui oggi si parla tranquillamente di SIL e Performance Level (PL) vedasi dispense dell’ing. Gino Zampieri sul sito

14 Funzione di sicurezza PL/SIL
LA NORMA EN ISO :2007 Calcolo PFHD delle varie funzioni di sicurezza: Funzione di sicurezza PL/SIL Emergenza movimentazioni a seguito apertura ripari PL e / SIL 3 PFHD = 2.47*10-8 PL e PFHD = 2.47*10-8 PL e PFHD = 4.5*10-8 PL e PFHD = 9.44*10-8 PL e PFHD = 8.0*10-8 PL d PL d PFHD = 1.45*10-7 PL d

15 Per esperienza diretta i fattori meno governabili riguardano la valutazione della parte gas, delle saldobrasature, delle elettrovalvole, del piping, dallo scambio di segnali e dai pressostati. Tali variabili piu l’errore umano sono alla base dello studio affidabilistico dell’impianto e rappresentano spesso le anomalia in cui si annida il tarlo dell’incidente

16 Le tecniche per il calcolo affidabilistico non sono banali perché per gli impianti per la produzione di energia occorre ricorrere ai sistemi a rete per semplificare il sistema complesso

17 Per maggiori dettagli DISPENSE DEL RELATORE safety days SIEMENS SCUOLA AUTOMAZIONE SIEMENS


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