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L E FUNZIONI ESECUTIVE I centri di controllo del cervello.

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Presentazione sul tema: "L E FUNZIONI ESECUTIVE I centri di controllo del cervello."— Transcript della presentazione:

1 L E FUNZIONI ESECUTIVE I centri di controllo del cervello

2 LoboFrontale D OVE SONO LE FUNZIONI ESECUTIVE ? Corteccia Prefrontale

3 I L LOBO FRONTALE Occupa la parte rostrale (anteriore) di ciascun emisfero e mostra 3 superfici: laterale, mesiale, orbitaria. Filogenesi: la corteccia frontale (in particolare le aree prefrontali) presenta uno sviluppo sproporzionato rispetto alla restante corteccia (le aree prefrontali rappresentano il 29% dell’intero manto corticale nell’uomo, e il 17% nello scimpanzé e solo il 3% nel gatto.

4 C HE COSA SONO LE FUNZIONI ESECUTIVE ? Insieme di processi cognitivi di “ordine superiore” che permettono di pianificare, iniziare e portare a termine comportamenti diretti ad uno scopo, attraverso un insieme di azioni coordinate e strategiche. Funzioni cognitive di “ordine superiore” includono attività di integrazione e sintesi di informazioni, pianificazione, organizzazione, ecc Funzioni cognitive “basilari” includono l’elaborazione di informazioni di tipo sensoriale Evans J.J., in Wilson A.B. Neuropsychological rehabilitation: theory and practice, 2003

5 Q UANDO SI USANO LE FE Apprendimento di nuove azioni Azioni che implicano pianificazione e decision making Azioni in cui è necessario correggere gli errori Comportamenti nuovi che richiedono l’esecuzione di una nuova sequenza di azioni Azioni difficili o pericolose Attività in cui è necessario un costante monitoraggio del proprio comportamento Azioni in cui in cui bisogna superare forti risposte abituali.....Qualche esempio??

6 La corteccia prefrontale può essere quindi implicata in: 1. Memoria e organizzazione temporale delle esperienze 2. Apprendimento e impiego di strategie 3. Inventività e duttilità 4. Astrazione e disponibilità 5. Giudizio e critica 6. Progettazione e lungimiranza 7. Inibizione e autocontrollo 8. Personalità

7 Difficoltà nel mantenere l’attenzione (specie in compiti noiosi/frustranti) Procrastinazione e/o difficoltà ad intraprendere compiti nuovi o impegnativi Perdita della cognizione del tempo, lentezza cronica Difficoltà nello stabilire Priorità e rispettare i tempi Difficoltà nel passare da un’attività all’altra Sbadataggine Incapacità ricordare i luoghi e i tempi degli eventi accaduti o di imparare dall’esperienza Grande distraibilità Difficoltà nell’eseguire più compiti contemporaneamente Difficoltà nel controllare le risposte automatiche Noncuranza, disorganizzazione Marcata altalenanza nelle prestazioni accademiche Instancabilità, marcata loquacità Difficoltà nella regolazione degli stati emotivi, impazienza, scarsa tolleranza della frustrazione Ipoattivazione Scarsa consapevolezza dei sentimenti altrui e delle convenienze sociali COMPORTAMENTI OSSERVATI IN BAMBINI CON DEFICIT DELLE FUNZIONI ESECUTIVE

8 IL CASO DI PHINEAS GAGE Uno dei casi-studio più famosi in neurologia. Ferroviere che nel 1848 ebbe un incidente sul lavoro con lesione dei lobi frontali. Miracolosamente si salvò, ma la sua personalità si modificò radicalmente.

9 I L S ISTEMA ATTENZIONALE SUPERVISORE S. A. S. Shallice (1986) Modello SAS Il SAS permette al soggetto di prevedere le conseguenze del proprio operare e valutare l’adeguatezza del suo comportamento rispetto al suo scopo finale con particolare riferimento al controllo dell’azione in una dicotomia automatico volontario.

10 Goal monitoringGoal Selection Action selection La selezione di azioni è un processo competitivo Il SAS assicura che l’azione sia guidata dall’obiettivo

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12 F LESSIBILITÀ C OGNITIVA Si intende l’insieme dei processi cognitivi che consentono alla persona di cambiare schema comportamentale in base ad un feedback ricevuto. Si distingue la capacità di controllare le perseverazioni (Wisconsin Card Sorting Test) dalla capacità di cambiare rapidamente la risposta in base ad uno stimolo esterno (Completamento Alternativo di Frasi derivato dall’Hayling test di Burgess & Shallice, 1996)

13 C ONTROLLO PERSEVERAZIONI - WCST 4 carte campione, 128 carte stimolo da accoppiare con le 4 carte in base a COLORE, FORMA, NUMERO. L’esaminatore informa sulla correttezza della risposta. Dopo 10 risposte corrette l’esaminatore cambia criterio (Forma) senza avvisare il soggetto. Si calcolano soprattutto le perseverazioni (continuare ad accoppiare in base alla regola precedente malgrado i feedback negativi) Heaton, 1981

14 CHE COS’E’ LA COSCIENZA Ancora non si sa come si forma la coscienza nel nostro cervello E’ ciò che perdiamo quando dormiamo o siamo sotto anestesia, ovvero Un flusso di immagini mentali


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