La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 1 ASSORBIMENTO ATOMICO.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 1 ASSORBIMENTO ATOMICO."— Transcript della presentazione:

1 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 1 ASSORBIMENTO ATOMICO

2 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 2 La spettrofotometria di assorbimento atomico (AAS) è basata sullesame dellassorbimento di una radiazione elettromagnetica dopo che questa passa in un mezzo in cui il campione sia presente come atomi o ioni monoatomici. Nella spettrofotometria AAS, l'intervallo utile di lunghezze d'onda dipende dalla sorgente della radiazione, dai componenti del cammino ottico e dal rivelatore. In pratica il campo spettrale va da 852,1 nm, la lunghezza d'onda più sensibile per il cesio, a 193,7 nm, la lunghezza d'onda più usata per l'arsenico: lo spettrometro per AAS opera perciò nel campo spettrale degli spettrofotometri UV-vis.

3 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 3 Il numero di elementi rilevabili è limitato dallassorbimento dellossigeno dallassorbimento dei gas caldi In pratica sono determinabili in fiamma i metalli con il fornetto di grafite anche S, I, P

4 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 4 Quando un atomo viene posto nelle condizioni di acquistare energia elettromagnetica di intensità adeguata, uno o più elettroni esterni posso infatti abbandonare gli orbitali in cui abitualmente si trovano, per venire promossi ad orbitali più ricchi di energia. Di conseguenza latomo, che si trovava nella sua configurazione elettronica normale (o stato energetico fondamentale) raggiunge un livello energetico più ricco di energia e quindi meno stabile (stato eccitato). Da questo stato eccitato latomo decade rapidamente, tornando allo stato fondamentale e restituendo allambiente lenergia appena acquistata.

5 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 5 Le righe che si osservano, inoltre, non sono veramente monocromatiche ma hanno un unampiezza di circa nm, e lallargamento della riga spettrale deriva dalla somma di tre contributi: ALLARGAMENTO DI LORENZ: gli atomi si urtano continuamente e le collisioni fanno variare, anche se di poco, i livelli energetici degli atomi stessi (di conseguenza lassorbimento delle radiazioni avviene a frequenze non rigorosamente esatte, ma entro una ristrettissima gamma di queste).

6 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 6 ALLARGAMENTO DOPPLER: gli atomi assorbono stando in movimento. In base alleffetto Doppler,se la sorgente della radiazione è in movimento rispetto all'osservatore, allora le righe dello spettro si spostano in funzione della velocità relativa. Ne consegue, una variazione nella frequenza della radiazione assorbita.

7 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 7 Quando sorgente e atomo sono fermi solo l onda segnata viene assorbita (200 nm) Sorgente 180 nm 200 nm 220 nm Quando sorgente e atomo si avvicinano latomo vede tutte le onde compresse. Assorbirà solo quella che a esso apparirà ancora da 200 nm ma che è stata emessa come 220 nm Sorgente emessa a 220 nm ma percepita come 200 nm emessa a 200 nm ma percepita come 180 nm emessa a 180 nm ma percepita come 160 nm

8 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 8 Quando sorgente e atomo si avvicinano latomo vede tutte le onde stirate. Assorbirà solo quella che a esso apparirà ancora da 200 nm ma che è stata emessa come 180 nm Sorgente emessa a 220 nm ma percepita come 240 nm emessa a 200 nm ma percepita come 220 nm emessa a 180 nm ma percepita come 200 nm Gli atomi hanno velocità diverse, vedranno i fotoni spostati verso il rosso o verso il blu, assorbendo fotoni che hanno la corretta energia per la transizione ma in possesso di energie diverse nel sistema di riferimento della sorgente. Più è alta la temperatura alla quale è sottoposto latomo, più è grande la differenza di velocità, e più larga sarà la linea.

9 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 9 ALLARGAMENTO NATURALE: secondo il principio di indeterminazione di Heisenberg (il principio sostiene che non è possibile conoscere simultaneamente la posizione e la velocità di un dato oggetto con precisione arbitraria; inoltre quantifica esattamente l'imprecisione) esiste una precisa relazione tra il tempo che un atomo trascorre in un determinato stato quantico e lenergia di tale stato. Lenergia non ha un valore ben definito, ma si colloca in un intervallo di possibili valori: ΔE Δt h /2 ΔE 0 per Δt stato fondamentale ΔE per Δt stato eccitato E comunque molto minore rispetto agli allargamenti dovuti alle altre due cause

10 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 10 Per determinare la quantità di un elemento si può atomizzare il campione in cui è contenuto, eccitare i suoi atomi con radiazioni di opportuna lunghezza donda e misurare lentità della radiazione assorbita Alle normali temperature di esercizio la maggior parte degli atomi si trova nello stato fondamentale e una parte, sia pur minima, può trovarsi uno stato termicamente eccitato; questi atomi, perciò, non partecipano al processo di assorbimento che si intende misurare. In queste condizioni lassorbimento atomico sia pure in un intervallo di linearità abbastanza ristretto segue una legge analoga alla legge di Beer, descritta per lassorbimento molecolare. Per un generico elemento eccitato da una radiazione monocromatica i cui atomi siano dispersi in fase gassosa abbiamo che: A= x b N dove: –x è il coefficiente spettrale di assorbimento atomico –b lo spessore dello strato assorbente ( il cammino ottico) –N il numero totale di atomi liberi

11 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 11 Nello spettrofotometro per AA monoraggio il raggio emesso dalla sorgente attraversa il sistema di atomizzazione, che contiene il campione allo stato di gas atomico, arriva al monocromatore, poi la radiazione monocromatica passa al rivelatore. La luce dalla sorgente viene modulata (pulsata) mediante un chopper, in modo da distinguere la luce emessa dalla lampada dalla luce emessa dallatomo eccitato.

12 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 12 Nello strumento a doppio raggio le differenze sono limitate alla presenza ed alla funzione del raggio di riferimento. Il raggio di riferimento non passa attraverso la zona di atomizzazione. Il suo compito, infatti, non è quello di passare attraverso il bianco quanto quello di compensare le variazioni di intensità della sorgente o di sensibilità del rivelatore o, infine, le fluttuazioni del sistema elettronico in genere. In uno spettrofotometro di AA il monocromatore ha un compito diverso rispetto alla normale spettrofotometria. In essa il monocromatore serve a prelevare da una sorgente continua la lunghezza donda che interessa, mentre in AA, poichè si lavora già su radiazioni monocromatiche ha la funzione di depurarle da quanto non interessa.

13 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 13

14 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 14 Sorgenti LAA è usato per le analisi quantitative, quindi non è necessario una lampada che emetta in tutto il campo spettrale. Per questo è indispensabile usare sorgenti che emettano righe con bande passanti molto piccole (0,002 nm). Le radiazioni della sorgente devono essere molto intense, per compensare le dispersioni di energia che si verificano nel sistema. La lampada più usata è quella a catodo cavo: è costituita da un bulbo in vetro, con finestra di quarzo in cui al suo interno contiene un catodo e un anodo; lambiente interno e riempito di gas (Ar o Ne). Il catodo e costituita da una capsulina, la quale nel fondo contiene lelemento caratterizzante della lampada.

15 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 15 Quando viene applicata una d.d.p. agli elettrodi, il gas di riempimento si ionizza (+); gli ioni positivi urtano il catodo provocando lespulsione degli atomi superficiali che, dopo essere eccitati dal gas di riempimento con gli urti, ritornano allo stato fondamentale emettendo energia radiante. Queste lampade possono essere: a singolo elemento o multi elemento, meno sensibili di quello a singolo elemento perché possono dare sovrapposizione fra le righe spettrali.

16 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 16 Lo spettrofotometro può montare più lampade, utilizzabili a turno.

17 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona La lampada a scarica a radiofrequenza Le lampade a scarica a radiofrequenza (RFL) mostrano le più elevate intensità radianti, e le righe di emissione più strette. Sono costituite da un bulbo di vetro nel quale si trova la bobina di un generatore di radiofrequenza. Allinterno del generatore si trova poi un bulbo di quarzo sigillato contenente a sua volta lelemento da analizzare. Quando viene attivato il campo di radiofrequenza, lenergia ad esso associata causa levaporazione del metallo; lurto con gli atomi del gas inerte provoca lemissione delle righe spettrali caratteristiche.

18 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 18 È costituito da un tubo cilindrico diviso in due zone, la camera di nebulizzazione e la camera di premiscelazione; il tutto è collegato ad una testata dove avviene la combustione e latomizzazione. Il campione viene aspirato nel nebulizzatore, trasformato in aerosol e immesso nella camera di premiscelazione, dove si mescola con il gas combustibile e con il gas comburente (ossidante, es.: aria). Il gas comburente serve per mantenere viva la fiamma, ma funge anche da gas di trasporto nel nebulizzatore; ciò consente di variare il flusso del nebulizzatore senza variare il flusso alla testata. Nella camera di premiscelazione è presente un dispositivo che serve per abbattere le goccioline di soluzione troppo grosse. La velocità non deve superare un certo valore perché abbasserebbe la temperatura della fiamma riducendo lefficienza di atomizzazione (quindi, la sensibilità dellanalisi). Tutti i materiali sono inerti. La testata del bruciatore è in titanio, per resistere alla corrosione e al calore. Atomizzatore a fiamma

19 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 19

20 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 20

21 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 21 La fiamma Possono essere usati vari tipi di fiamma a seconda dellelemento da analizzare: aria- acetilene (2300 °C), aria-idrogeno (2050 °C), protossido dazoto-acetilene (2800 °C) e aria/argon-idrogeno ( °C). Nei bruciatori con premiscelazione, solo una piccola frazione di soluzione aspirata giunge alla fiamma.

22 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 22 Fornetto di grafite Questo sistema di atomizzazione senza fiamma è chiamato a fornetto di grafite e la relativa tecnica GFAAS. Si tratta di un sistema interamente automatizzato, che consente di abbassare notevolmente (1000 volte) i limiti di rivelabilità, inoltre consente di lavorare su aliquote molto piccole di campione. La misura di assorbimento viene fatta sui vapori atomici che si liberano rapidamente nello stadio finale del riscaldamento. Il segnale che si ottiene è un picco la cui area (altezza) è direttamente proporzionale alla massa dellanalita.

23 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona Il campione (20 – 100 μl) viene introdotto nel tubicino di grafite per mezzo di una micropipetta o di un campionatore automatico. Nel tubo fluisce un gas inerte, che espelle laria rendendo latmosfera non ossidante e quindi adatta a far rimanere gli atomi del campione allo stato fondamentale. Per mezzo di un opportuno programma termico automatizzato si procede allallontanamento del solvente (essiccamento) alla distruzione della matrice (incenerimento) e alla volatilizzazzione dellanalita atomizzazione).

24 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 24

25 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 25 Nel caso analizzassimo il mercurio useremmo il sistema a vapori freddi. Il campione viene fatto reagire con un potente riducente (SnCl 2 o NaBH 4 ). Gli atomi di mercurio (Hg 0 ) vengono allontanati dalla soluzione facendo gorgogliare laria nella soluzione, che viene successivamente essiccata e indirizzata sulla cella di uno spettrofotometro attraversata dalla radiazione. Con questo metodo è possibile rilevare tracce di mercurio fino a 9 ng/l.

26 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 26 Rivelatore E un fotomoltiplicatore, del tutto identico a quelli usati in spettrofotometria.

27 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 27 SISTEMI DI CORREZIONE DELLASSORBIMENTO DI FONDO Sotto il termine di assorbimento di fondo sono comprese una serie di interferenze che causano un variazione di assorbimento della luce. Il rilevatore infatti converte il segnale luminoso che riceve ma non può sapere come è stato generato a monte, ovvero se cè stato un calo non dovuto allanalita.

28 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 28 Affinché si realizzi il processo di AA è necessario che la specie chimica interessata venga trasformata in atomi isolati. Il campione nebulizzato viene aspirato nel bruciatore dove si miscela con il combustibile e il comburente. Sulla fiamma il solvente evapora ed il sale disciolto fonde, evaporando poi a sua volta. Fino a questo punto lelemento in esame si trova legato ad un anione. Lenergia della fiamma (o del fornetto) permette però la dissociazione in atomi, e la successiva (indesiderata) eccitazione. INDESIDERATO

29 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 29 Si può migliorare la resa di nebulizzazione, preparando gli standard opportunamente, in modo che siano il più possibile simili al campione (questo mediante limpiego del metodo dellaggiunta). Queste derivano dalle caratteristiche fisiche della matrice in cui si trova lelemento da analizzare. Se la soluzione è più o meno viscosa degli standard, o se ha una tensione superficiale diversa, il comportamento nella fase di nebulizzazione sarà differente. Interferenze fisiche

30 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 30 Interferenze chimiche Un esempio è dato dal fatto che la presenza di fosfati interferisce nella determinazione del calcio, perché si forma il pirofosfato, che non si dissocia (lassorbimento diminuisce). Questa interferenza può essere eliminata: usando una fiamma più calda aggiungendo una piccolissima quantità di lantanio, che dà un fosfato più stabile di quello di calcio. aggiungendo un eccesso di EDTA che complessa il calcio, dando il chelato Ca-EDTA che si decompone facilmente e rapidamente in fiamma, e quindi non interferisce.

31 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 31 Se invece si ha la formazione di composti refrattari allatomizzazione quando si conduce unanalisi mediante impiego di fornetto di grafite, tale interferenza può essere eliminata mediante: uso di grafite trattata piroliticamente aggiunta di un modificatore, cioè un reagente che rende più volatile la matrice e meno lanalita NaCl +NH 4 NO 3 NaNO 3 + NH 4 Cl 1400°C 210°C 380°C 330° C

32 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 32 Le interferenze da ionizzazione La fiamma aria – acetilene, avendo elevate temperature, può causare una parziale ionizzazione degli atomi di elementi alcalini e alcalino–terrosi. Per ovviare a questo problema si usa aggiungere al campione e agli standard un diverso metallo alcalino (agente schermante) in concentrazione massiccia; in tal modo sarà questultimo a ionizzarsi principalmente, creando al contempo, a causa del grande eccesso di elettroni nella fiamma, unatmosfera riducente che inibirà la ionizzazione dellelemento che interessa. Ba Ba 2+

33 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 33 Interferenze spettrali Le interferenze spettrali sono date da sovrapposizioni di segnali di assorbimento da parte del campione e delle eventuali sostanze interferenti alla lunghezza d'onda desiderata (per esempio interferenze date da altri metalli che presentano una linea spettrale situata in prossimità della riga di risonanza propria dell'elemento in analisi). Anche fumi e sostanze organiche causano un assorbimento non riconducibile solo all'analita, e quindi possono comportare errori notevoli. Possono essere di vario tipo: –1) interferenze spettrali da emissione –2) interferenze spettrali atomiche –3) interferenze spettrali molecolari –4) interferenze spettrali di scattering –5) interferenze non specifiche

34 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 34 Interferenze spettrali da emissione Sono dovute allemissione o dellelemento eccitato oppure delle molte specie che si formano durante i processi in fiamma. Si può evitare usando luce pulsata. Anche il fornetto di grafite ha problemi analoghi

35 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 35 Interferenze spettrali atomiche e molecolari Avvengono quando nella matrice si trova un elemento, diverso dallanalita, che dà una riga spettrale vicino alla riga analitica; le sovrapposizioni non sono molto frequenti perché la lampada fornisce bande passanti molto strette (0,002 nm). Più frequente è il caso che nella fiamma siano presenti specie molecolari come CaOH che assorbe 554 nm, molto vicino alla riga di assorbimento del bario (553,6). In entrambi i casi si ha un aumento dellassorbanza. Questo tipo di interferenza può essere minimizzato usando fiamme con temperature più elevate, migliorando lefficienza di atomizzazione.

36 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 36 Interferenze spettrali di scattering Nella fiamma possono esservi particelle solide o gocce di soluzione non perfettamente vaporizzate che provocano fenomeni di diffusione della luce (scattering), aumentando lassorbimento. Lintensità della radiazione diffusa è inversamente proporzionale alla quarta potenza della lunghezza donda. Questo fatto può creare problemi a lunghezze donda piccole (< 250 nm). Questo tipo di interferenza può essere minimizzato cambiando il rapporto combustibile–comburente per ottenere una completa distribuzione della matrice. Non si può ovviare a questo problema in caso di analisi di un metallo volatile in matrice termoresistente, perché in tal caso si avrebbe ionizzazione dellanalita.

37 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 37 Assorbimento di fondo Le interferenze derivanti dall'assorbimento di radiazioni da parte di molecole e radicali presenti nella fiamma sono dette anche non specifiche. Questo assorbimento si somma a quello specifico del solo analita ed è detto assorbimento del fondo. L'assorbimento di fondo abbassa lintensità della sulla radiazione emessa dalla lampada a catodo cavo e per eliminarlo si utilizza –il metodo delle linee –la lampada al deuterio nel caso che la lunghezza d'onda dell'analisi sia nell'UV –leffetto Zeeman nel caso che si lavori con il fornetto di grafite munito dell'apposito dispositivo, o più semplicemente con il metodo delle aggiunte.

38 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 38 Metodo delle linee Per eliminare il rumore di fondo si misura il segnale vicino al picco dellanalita il segnale del picco dellanalita Per ottenere il valore di assorbanza dellanalita ripulito si sottrae lassorbanza del r.d.f allassorbanza dellanalita.

39 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 39 Metodo della sorgente continua Per superare il problema deve essere disponibile uno strumento doppio raggio nel quale affiancare una sorgente continua al deuterio (banda passante 0,2 nm) alla normale sorgente a catodo cavo (banda passante 0,002 nm).

40 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 40 Se analizziamo come rispondono le due diverse sorgenti ai due assorbimenti in questione possiamo fare le seguenti osservazioni. Lassorbimento specifico degli atomi in analisi è trascurabile sulla sorgente continua mentre è ben netto sulla sorgente a catodo cavo. Lassorbimento di fondo, a banda larga, assorbe in maniera significativa la luce di entrambi le sorgenti e le decurta approssimativamente nella stessa percentuale.

41 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 41 Nello strumento, a valle del rivelatore, esiste un equalizzatore che ha il compito di rendere uguali le intensità delle due bande. Lo strumento fa questa operazione sia sui raggi provenienti dal percorso di riferimento sia su quelli in uscita dalla fiamma. Chiameremo I D R e I CC R le intensità provenienti dalle due sorgenti, dopo equalizazzione, quando si è in assenza di assorbimenti (raggi di in uscita dal riferimento). Esse rappresentano anche le intensità in ingresso alla fiamma. Riferimento Fotomoltiplicatore Equalizzatore IDRIDR I CC R

42 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 42 Le intensità che escono dalla fiamma, quando in essa viene introdotto il campione, sono equalizzate secondo il rapporto memorizzato nelloperazione precedente e i loro valori saranno I D e I CC. Le loro intensità saranno diminuite rispetto a quelle di partenza, ma in modo differente. Infatti, come sappiamo, lintensità del catodo cavo cala sia per lassorbimento di fondo (AF) sia per lassorbimento atomico (AA), mentre lintensità della sorgente continua cala solo per lassorbimento di fondo (AF) poiché lassorbimento di fondo è trascurabile rispetto allintensità della sorgente. Campione Fotomoltiplicatore Equalizzatore IDID I CC

43 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 43 Dai quattro valori di intensità (I D R, I CC R, I D e I CC ) si ricavano le assorbanze relative alle due lampade:

44 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 44 Lassorbimento atomico netto, quello dovuto soltanto allanalita e che nei nostri grafici è rappresentato da un rettangolino giallo, è ricavabile da A netto = A catodo cavo - A deuterio - Ma poiché

45 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 45 Correzione con sistema Zeeman Se è o la frequenza di risonanza di un elemento, significa che essa sarà assorbita o emessa dai suoi atomi. Quando però tali atomi sono immessi in un campo magnetico la luce scambiata deve avere anche altre caratteristiche. In particolare, è assorbita la radiazione con o solo se essa ha polarizzazione parallela alle linee del campo, ma può assorbire ad altre due frequenze, simmetriche a o purchè esse siano polarizzate perpendicolarmente alle linen del campo o o

46 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 46 Si usa un dispositivo che consente di applicare un campo magnetico trasversale rispetto al sistema di atomizzazione e pulsato a intervalli si pochi millisecondi. Inoltre la riga emessa dalla sorgente viene polarizzata in senso perpendicolare al campo magnetico. A campo spento assorbono sia lanalita sia il fondo poiché non hanno alcuna limitazione sulla polarizzazione della luce. A campo acceso, la luce della sorgente non ha più le caratteristiche adatte per essere assorbita dallanalita, mentre il fondo assorbe. AA AF Sorgente Calo dovuto sia a AA sia a AF Sorgente Calo dovuto solo a AF

47 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 47 Il rivelatore confronta quindi il segnale in uscita a campo spento e a campo acceso per trovare quale è il contributo dellassorbimento di fondo e ricavare poi il valore netto dellassorbimento atomico.

48 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 48 Quando gli atomi di un elemento vengono eccitati, possono passare in uno stato elettronico di energia maggiore rispetto allo stato fondamentale e, in parte, possono restituire allambiente lenergia in più sotto forma di radiazioni elettromagnetiche. In tal caso vengono emesse le stesse frequenze che sono assorbite quando in una nuvola di elemento atomizzato passa un fascio di luce policromatica.

49 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 49 In linea di principio tutti gli spettrofotometri per AA possono lavorare anche in emissione, ma più frequentemente si ricorre a una strumentazione apposita, i cui componenti sono del tutto analoghi a quelli già analizzati per gli strumenti in assorbimento.

50 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 50 Il sistema che si è rivelato più efficace è per eccitare lanalita consiste nel far ricorso al plasma, un gas formato da ioni ed elettroni, eccitato da un campo magnetico oscillante in grado di far arrivare la zona di emissione 7000 K

51 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 51 Il dispositivo è detto torcia perché il plasma ricorda visivamente una fiamma. E costituito da tre tubi concentrici in cui fluisce argon; nel capillare centrale viene immesso anche il campione nebulizzato. In quello esterno largon raffredda la parte più bassa della torcia prima di entrare nel plasma

52 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 52 Una bobina, percorsa da corrente alternata ad alta frequenza, produce un campo magnetico oscillante che genera (con una scarica elettrica) e mantiene il plasma Le radiazioni emesse da questa zona del plasma sono prelevate e focalizzate da una lente sulla fenditura di ingresso del monocromatore

53 Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 53 Molti elementi sono analizzabili con questa tecnica


Scaricare ppt "Prof. F.Tottola IPSIA E.FERMI Verona 1 ASSORBIMENTO ATOMICO."

Presentazioni simili


Annunci Google