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BES. Bisogni Educativi Speciali " Il Bes è qualsiasi difficoltà evolutiva in ambito educativo e/o apprenditivo, che consiste in un funzionamento (frutto.

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Presentazione sul tema: "BES. Bisogni Educativi Speciali " Il Bes è qualsiasi difficoltà evolutiva in ambito educativo e/o apprenditivo, che consiste in un funzionamento (frutto."— Transcript della presentazione:

1 BES

2 Bisogni Educativi Speciali " Il Bes è qualsiasi difficoltà evolutiva in ambito educativo e/o apprenditivo, che consiste in un funzionamento (frutto dell’interrelazione reciproca dei sette ambiti della salute secondo il modello ICF)* problematico anche per il soggetto, in termini di danno, ostacolo o stigma sociale, indipendentemente dall’eziologia, e che necessita di educazione speciale individualizzata.”

3 FACCIAMO CHIAREZZA Handicap ( 2-3%) Altri disturbi (10-15%) Ritardo intelletivo ( lieve-medio-grave) Dsa, Disturbi dell'attenzione (ADHD), Iperattività Autismo Difficoltà emozionali (timidezza, ansia colera,inibizione, depressione) Sindromi genetiche più note Difficoltà relazionali e del comportame ( aggressività, opposività, disturbi della condotta, bullismo) Lesioni del midollo spinale Disagi familiari (separazioni, lutti, maltrattamenti, abusi etc.) Paralisi celebrale infantile Svantaggio economico e sociale (deprivazione culturale) Distrofie muscolari Alunni immigrati Epilessia Difficoltà di autostima e autoefficacia Psicosi ( schizzofrenia) Modalità di attaccamento

4 La Classificazione Internazionale del Funzionamento, Disabilità e Salute (ICF) Il 22 maggio 2001 l’Organizzazione Mondiale della Sanità perviene alla stesura di uno strumento di classificazione innovativo, multidisciplinare e dall’approccio universale: “La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute”, denominato ICF. L’ICF si delinea come una classificazione che vuole descrivere lo stato di salute delle persone in relazione ai loro ambiti esistenziali (sociale, familiare, lavorativo) al fine di cogliere le difficoltà che nel contesto socio-culturale di riferimento possono causare disabilità. L’ICF vuole pertanto fornire un’ampia analisi dello stato di salute degli individui ponendo la correlazione fra salute e ambiente, arrivando alla definizione di disabilità, intesa come una condizione di salute in un ambiente sfavorevole.

5 MODELLO ICF Universale La disabilità non viene considerata un problema di un gruppo minoritario all’interno di una comunità, ma un’esperienza che tutti nella vita possono sperimentare. Approccio integrato La classificazione avviene tramite l’analisi dettagliata di tutte le dimensioni esistenziali dell’individuo, poste sullo stesso piano, senza distinzioni sulle possibili cause. Multidimensionale La disabilità non come deficit e handicap che rendono precarie le condizioni di vita delle persone, ma il contesto ambientale precario in cui le persone possono trovarsi a vivere e che potrebbe causare disabilità. L’ICF come classificatore della salute che guarda agli aspetti sociali della disabilità.

6 Punti chiave della definizione di BES ● Prima dei 18 anni ● Funzionamento globale del soggetto (bio-psico- sociale) ● Continuum tra bes e normalità ● Tre criteri per stabilire la problematicità: danno, ● ostacolo, stigma sociale

7 BES è un concetto POSITIVO ● Reversibilità nel tempo ● Non patologizzazione ● No modello eziologico e classificazione dei disturbi ● Propone un modello globale di funzionamento ● educativo ed apprenditivo ● Necessità di individualizzazione, di educazione speciale e di inclusione

8 IL BES IMPLICA L’INCLUSIONE attraverso l’individualizzazione sufficientemente buona per “TUTTI GLI ALUNNI" qualunque sia la loro situazione di funzionamento avente per OBIETTIVO il massimo potenziale di apprendimento e di partecipazione.

9 DEFINIZIONE DEL FUNZIONAMENTO PROBLEMATICO ● Danno vissuto effettivamente dall’alunno e prodotto su altri ( alunni,gen,ins.) ● Ostacolo per lo sviluppo futuro cognitivi, affettivi, relazionali, sociali ● Stigma sociale: scarso funzionamento educativo apprenditivo peggiora la sua immagine sociale

10 DSA e BES Modello clinico ( DSA) Dalla diagnosi esterna alla personalizzazione Questo alunno è DSA quindi la scuola deve predisporre un PDP ( l'attenzione della scuola si concentra sul bisogno) Modello pedagogico (BES) Si parte dalla personalizzazione Questo alunno è BES perché secondo la scuola ha bisogno di un PDP

11 BES: cosa fare? I BES NON SI CERTIFICANO! Non possono farlo gli specialisti (certificazione BES diretta o indiretta) Non può farlo la scuola La scuola non dichiara gli alunni BES, né tanto meno li certifica, ma individua quelli per i quali è "opportuna e necessaria" una personalizzazione formalizzata,ossia un PDP

12 BES: quando serve un PDP La scuola ha tanti modi, strumenti e procedure per adattare la didattica ai bisogni individuali, più semplici e informali del PDP ma in certi contesti ugualmente efficaci. Quando allora occorre un PDP? Effettiva convenienza della strategia didattica personalizzata che si intende attuare

13 BES: quando serve un PDP Considerare e valutare vantaggi e svantaggi PRO Efficacia della personalizzazione, convenienza di una formalizzazione esplicitata, maggiore rilevanza verso docenti e genitori, ricadute nella valutazione CONTRO Oneri e tempi per la scuola, caduta di autostima per l'alunno, rischi di accettazione, rapporti con i compagni, tensioni familiari Il bilancio deve essere nettamente favorevole!!

14 BES: quando serve un PDP? Non si può valutare la convenienza se non è stata definita, almeno a grandi linee, la strategia di personalizzazione scelta. Non si può dichiarare BES un alunno, per quanto grave, se non si sa come personalizzare l'intervento didattico.

15 BES: quale PDP? Il Piano Didattico Personalizzato non è un elenco di strumenti compensativi e misure dispensative. Le misure dispensative, gli strumenti compensativi e gli interventi didattici non possono essere mai considerati come componenti equivalenti di un PDP, tutti ugualmente utili e necessari. Esiste una precisa gerarchia, logica e funzionale, che va sempre considerata e rispettata. Va considerato sempre come prioritario l’intervento didattico. ● Gli strumenti compensativi vanno individuati seguendo criteri di efficacia, in un quadro di sviluppo di autonomia e competenze. ● La dispensa va ridotta al minimo, puntando all’estinzione e prevedendo, per le attività importanti, un’efficace alternativa. ● Criteri e metodi di valutazione

16 PDP: un piano efficace Un documento come il PDP è efficace se è in grado di modificare i comportamenti e i procedimenti attivati dagli insegnanti e, per quanto di loro competenza, dai genitori. l piano deve quindi contenere indicazioni: – significative; – realistiche; – coerenti; – concrete e verificabili.

17 Come identificare i BES Griglia di screening : Condizioni fisiche Strutture corporee Funzioni corporee Capacità personali Competenze scolastiche Contesto ambientale Contesto personale


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