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LA GESTIONE DEI RIFIUTI AGGIORNAMENTO Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli TRIESTE 16/04/2013 Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche.

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1 LA GESTIONE DEI RIFIUTI AGGIORNAMENTO Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli TRIESTE 16/04/2013 Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche

2 Il 6 aprile 2011 è stata effettuata al personale del Dipartimento una presentazione del Regolamento di gestione rifiuti approvato in Consiglio di Dipartimento e disponibile sul sito internet del Dipartimento. Le procedure operative contenute nel Regolamento sono state attuate in Dipartimento prevedendo nel periodo trascorso un controllo sulla fattibilità delle stesse in relazione alle particolari e variegate attività del Dipartimento che producono varie tipologie di rifiuti e all’evoluzione della normativa ambientale. Sono emerse alcune criticità dovute alla mancata osservanza di tale Regolamento da parte di una piccola parte del personale lavoratore e all’inerzia dell’Amministrazione in tema di gestione rifiuti. Con questa presentazione si vuole fare il punto della situazione sulla gestione rifiuti in Ateneo, evidenziare le criticità emerse in Dipartimento ed esporre alcune novità che andranno a modificare alcune procedure dell’attuale Regolamento. Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche INTRODUZIONE

3 Il Delegato del Rettore (Waste Manager) per la corretta gestione dei rifiuti dell’Ateneo che coordinava il Waste Team Units rimane in carica fino a 31/10/2013. Il Waste Team, tavolo tecnico n.33 (DDA n.1543/2010), era stato costituito con l’obiettivo di procedere all’adozione di un sistema integrato di gestione rifiuti di Ateneo che avrebbe permesso di razionalizzare, uniformare e controllare le procedure di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Esso non è più operativo dal 01/12/2012. Molte sono state le fattive proposte di alcuni membri del Waste Team per raggiungere gli obiettivi ma le stesse non sono al momento state attuate dai vertici di Ateneo. Tra le più importanti si possono citare:  l’esigenza immediata di costituire un «nucleo rifiuti di Ateneo» o un «ufficio ambiente» che sovrintenda la gestione dei rifiuti dell’Ateneo e coordini la gestione rifiuti dei Dipartimenti tramite i delegati locali;  la necessità di adottare un Regolamento di Ateneo per la gestione dei rifiuti o delle linee guida comuni in modo che sia univoca e regolamentata per tutti allo stesso modo la corretta gestione;  l’urgenza di dar vita ad una gara di appalto per la gestione dei rifiuti prodotti in Ateneo. Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche SITUAZIONE IN ATENEO

4 Non esiste un «ufficio ambiente» e la gestione rimane affidata alla Sezione Servizi Generali. Non esiste un Regolamento di Ateneo per cui ogni Struttura è «libera» di scegliere le modalità per gestire i rifiuti prodotti. Solamente con la disponibilità di alcune persone del personale tecnico dei Dipartimenti si riesce quasi sempre a rispettare la normativa in vigore. Non è stata elaborata nessuna gara di appalto di Ateneo per l’affidamento del servizio di asporto e recupero/smaltimento rifiuti per cui la procedura seguita dai Servizi Generali diventa sempre una procedura affidataria d’urgenza portando gli addetti locali ad un lavoro enorme e provocando molteplici disguidi nelle varie fasi di gestione (richiesta analisi chimico-fisiche dei rifiuti da parte della ditta incaricata, automezzi inidonei alle manovre all’interno del comprensorio, elevato rischio incendio e chimico nelle fasi di carico dell’automezzo, ecc.). Numerose sono state le segnalazioni da parte dei Direttori di Dipartimento e del personale coinvolto nella gestione rifiuti ai vertici di Ateneo che sono a conoscenza della criticità della situazione e delle pesanti sanzioni amministrative e penali che comporta la mancata osservanza delle norme. Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche SITUAZIONE IN ATENEO  NULLA È CAMBIATO

5 I rifiuti sono disciplinati dalla parte IV del D.Lgs. 3 Aprile 2006 n.152 e s.m.i., cosiddetto Testo Unico Ambientale. L’Università di Trieste è un PRODUTTORE di rifiuti e deve provvedere al corretto conferimento a terzi autorizzati, compreso il servizio pubblico di raccolta, compresa la raccolta differenziata, ai sensi delle disposizioni vigenti. Si intende per "rifiuto" qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l`intenzione o l’obbligo di disfarsi”. Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per permettere l'informatizzazione dell'intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e per combattere le ecomafie. Numerosi i decreti di proroga di avvio del Sistema che appare confuso e sbagliato nell’impostazione e nella realizzazione e che non è mai decollato nonostante gli oneri economici sostenuti dalle imprese per formare gli addetti ai lavori. Il SISTRI dovrebbe tornare operativo dal 1 Ottobre Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche LA NORMATIVA

6 È definito "deposito temporaneo» il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, rispettando alcune condizioni. Tra quest’ultime, sono da rispettare i limiti di volumi depositati, limiti di permanenza temporale in deposito prima della raccolta, l’omogeneità dei rifiuti, le norme tecniche e quelle relative alle sostanze pericolose, la corretta applicazione di imballaggi ed etichettatura. Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche IL DEPOSITO TEMPORANEO RIFIUTI DSCF 3 depositi temporanei 2 depositi temporanei Edifici A/G piano terra Edificio C11 esterno edificio

7 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche IL DEPOSITO TEMPORANEO RIFIUTI Edifici A/G piano terra Edificio C11 esterno edificio

8 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI IN DIPARTIMENTO  ARREDI, RIFIUTI INGOMBRANTI (sedie, armadi, ripiani, divani, ecc.)  METALLO E ROTTAMI FERROSI (armadi di metallo, scaffalature di metallo, ecc.)  LAMPADE AL NEON E TUBI FLUORESCENTI  BATTERIE ED ACCUMULATORI  RAEE (RIFIUTI DA APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE): frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni, unità centrale computer, tastiera, mouse, telefoni, ecc.  TONER ESAURITI DELLE STAMPANTI E DELLE FOTOCOPIATRICI: i toner esauriti e le cartucce di stampanti vanno raccolti negli ECOBOX presenti in Dipartimento.  OGNI ALTRA TIPOLOGIA DI RIFIUTO NON COMPRESA NELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA (carta, imballaggi in plastica, imballaggi in vetro) E NELLA RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI  RIFIUTI DA ATTIVITÀ DI LABORATORIO DI NATURA CHIMICA

9 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI IN DIPARTIMENTO Procedura per l’asporto dei rifiuti compresi nel seguente elenco:  arredi, rifiuti ingombranti  metallo e rottami ferrosi  lampade al neon e tubi fluorescenti  batterie ed accumulatori  RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche)  Ecobox (toner esauriti delle stampanti e delle fotocopiatrici)  ogni altra tipologia di rifiuto non compresa nella raccolta differenziata (carta, imballaggi in plastica, imballaggi in vetro) e nella raccolta dei rifiuti urbani indifferenziati Il preposto o il responsabile dell’attività di ricerca o didattica comunica la richiesta di asporto rifiuti a Il personale referente comunicherà alla Sezione Servizi Generali la necessità di asporto e ne seguirà il ritiro.

10 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI IN DIPARTIMENTO RIFIUTI PRODOTTI DA ATTIVITÀ DI LABORATORIO Sono compresi in tale titolo tutti i rifiuti speciali prodotti durante le attività di laboratorio di ricerca e didattica ad eccezione di quelli assimilabili agli urbani e quelli oggetto di raccolta differenziata (carta, imballaggi di vetro e lattine, imballaggi di plastica  ESCLUSIVAMENTE PRIVI DI CONTAMINANTI PERICOLOSI). I rifiuti prodotti in laboratorio vengono raccolti in contenitori in relazione all’affinità degli stessi e alla corretta identificazione del C.E.R. (Codice Europeo Rifiuti) in base alle disposizioni di legge. È di estrema importanza porre la massima attenzione a non versare nei contenitori di raccolta (taniche/bidoni) sostanze o miscele chimiche incompatibili. In caso di dubbio riferirsi al proprio responsabile o agli addetti alla gestione rifiuti del Dipartimento. È sempre utile consultare la SDS (scheda di sicurezza) della sostanza o miscela al punto 10 «stabilità e reattività». Sul Regolamento di Dipartimento per la gestione rifiuti è reperibile un elenco non esaustivo di incompatibilità tra sostanze chimiche.

11 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI IN DIPARTIMENTO RIFIUTI PRODOTTI DA ATTIVITÀ DI LABORATORIO I rifiuti prodotti nei laboratori del Dipartimento si possono raggruppare in base al processo produttivo nelle seguenti classi (prime due cifre del codice C.E.R.) : 06  RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 07  RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 15  IMBALLAGGI, ASSORBENTI; STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI PROTETTIVI (NON SPECIFICATI ALTRIMENTI) 16  RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO EUROPEO RIFIUTI Il ricorso al codice 16, usualmente evitato, si rende necessario in quanto per il conferimento di determinate tipologie di rifiuti viene richiesto obbligatoriamente da parte dell’impresa destinataria del rifiuto (recupero/smaltimento) un certificato di analisi chimico-fisica rilasciato da un laboratorio autorizzato. In assenza di un Regolamento di Ateneo e di un appalto in cui siano chiaramente compresi anche gli obblighi di esecuzione dei certificati analitici del rifiuto, il Dipartimento deve necessariamente ricorrere all’assegnazione del C.E.R. con classe 16 e fornire all’impresa destinataria del rifiuto maggiori informazioni possibili sull’identificazione delle sostanze o miscele chimiche immesse nei contenitori.

12 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI IN DIPARTIMENTO C.E.R.STATO FISICODESCRIZIONEIMBALLAGGIONOTE *SOLIDO residui di filtrazione, assorbenti esauriti contaminati da composti organici anche alogenati Bidoni HPDE * SOLIDO assorbenti, materiali filtranti inclusi filtri dell'olio non specificati altrimenti, stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose Bidoni HPDE *SOLIDO imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze Bidoni HPDE Edifici A/G - C1 Edifici A/G Scatole di cartone Cargo Pallet Edificio C *SOLIDO sostanze chimiche di laboratorio e miscele di sostanze chimiche contenenti o costituite da sostanze pericolose Bidoni HPDE

13 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI IN DIPARTIMENTO C.E.R.STATO FISICODESCRIZIONEIMBALLAGGIONOTE *SOLIDO-LIQUIDOrifiuti contenenti mercurio Bidoni HPDE Raccolta unica *LIQUIDO sostanze chimiche di laboratorio e miscele di sostanze chimiche contenenti o costituite da sostanze pericolose Taniche HPDE *LIQUIDOsali e loro soluzioni, contenenti metalli pesanti Taniche/Bidoni HPDE * *LIQUIDO solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio e acque madri Taniche HPDE *LIQUIDO altri solventi organici, soluzioni di lavaggio e acque madri Taniche HPDE

14 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI IN DIPARTIMENTO Per tutte le tipologie di rifiuti si rende necessaria la compilazione di una scheda «merceologica» firmata dal preposto o dal responsabile dell’attività di didattica o ricerca in cui vengono elencati i materiali o le sostanze/miscele introdotte in ciascun contenitore. Ogni scheda accompagna ciascun contenitore dalla produzione del rifiuto e successiva raccolta in deposito temporaneo al trasporto e recupero o smaltimento dello stesso presso l’impianto di destinazione. Con l’apposizione della firma il preposto o il responsabile dell’attività di didattica o ricerca dichiara che in quel determinato contenitore sono stati inseriti esclusivamente i materiali o le sostanze/miscele dichiarati. La scheda deve essere obbligatoriamente redatta, secondo il modello predisposto dal Dipartimento, in modo comprensibile e possibilmente in modalità informatica. La scheda ha lo scopo di permettere all’impianto di destinazione di accettare i rifiuti prodotti e di procedere al recupero o smaltimento secondo i dettami di legge. La scheda fornisce indicazioni utili ai lavoratori addetti all’impianto finale in relazione alle procedure di sicurezza da adottare durante il trattamento dei rifiuti. Inoltre con la scheda accompagnatoria è possibile rendere tracciabile il rifiuto e risalire, in caso di eventuali incidenti o irregolarità, al responsabile della produzione dello stesso.

15 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI IN DIPARTIMENTO TIPOLOGIE DI RIFIUTI E CODICE C.E.R. Definizionealtri solventi organici, soluzioni di lavaggio e acque madri Stato fisicoliquido Rifiuti consentiti solventi organici non alogenati, miscele di solventi organici non alogenati (alcoli, acetone, esano, etere dietilico…) Procedura di raccolta contenitori (taniche) da litri in HPDE presenti nei laboratori riempiti per massimo 2/3 della capacità Note Su richiesta, gli addetti del Dipartimento provvederanno al ritiro e al successivo conferimento in deposito. Il rifiuto deve essere accompagnato da una scheda firmata dal preposto (produttore del rifiuto), sulla quale devono essere indicati tutti i dati richiesti C.E.R * NON ALOGENATI

16 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI IN DIPARTIMENTO TIPOLOGIE DI RIFIUTI E CODICE C.E.R. Definizione solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio e acque madri Stato fisico liquido Rifiuti consentiti solventi organici alogenati, miscele di solventi organici alogenati (cloroformio, diclorometano, acido tricloroacetico…) Procedura di raccolta contenitori (taniche) da litri in HPDE presenti nei laboratori riempiti per massimo 2/3 della capacità Note Su richiesta, gli addetti del Dipartimento provvederanno al ritiro e al successivo conferimento in deposito. Il rifiuto deve essere accompagnato da una scheda firmata dal preposto (produttore del rifiuto), sulla quale devono essere indicati tutti i dati richiesti C.E.R * ALOGENATI

17 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI IN DIPARTIMENTO TIPOLOGIE DI RIFIUTI E CODICE C.E.R. Definizione sostanze chimiche di laboratorio e miscele di sostanze chimiche contenenti o costituite da sostanze pericolose Stato fisicoliquido Rifiuti consentiti reagenti obsoleti, sostanze chimiche di scarto contenenti o costituite da sostanze pericolose (TUTTI I RIFIUTI CHIMICI LIQUIDI ad ESCLUSIONE dei solventi organici raccolti con i codici * e * e TENENDO CONTO DELLA COMPATIBILITA’ CHIMICA) Procedura di raccolta contenitori (taniche) da litri in HPDE presenti nei laboratori riempiti per massimo 2/3 della capacità Note Su richiesta, gli addetti del Dipartimento provvederanno al ritiro e al successivo conferimento in deposito. Il rifiuto deve essere accompagnato da una scheda firmata dal preposto (produttore del rifiuto), sulla quale devono essere indicati tutti i dati richiesti C.E.R *

18 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI IN DIPARTIMENTO TIPOLOGIE DI RIFIUTI E CODICE C.E.R. Definizione assorbenti, materiali filtranti inclusi filtri dell'olio non specificati altrimenti, stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose Stato fisicosolido Rifiuti consentiti dispositivi di protezione individuale (guanti, maschere, ecc.), carta e stracci contaminati, carta da filtro, filtri, lastre TLC, gel di silice, allumina, celite e altri agenti filtranti pulverulenti … Procedura di raccolta bidoni blu da 60 litri in HPDE presenti nei laboratori; le lastre TLC vanno raccolte in scatole possibilmente originali prima di essere inserite nel bidone; il gel di silice e tutti gli agenti filtranti pulverulenti prima di essere introdotti nel bidone blu vanno raccolti in contenitori idonei con chiusura. NoteIl rifiuto deve essere accompagnato da una scheda firmata dal preposto (produttore del rifiuto), sulla quale devono essere indicati tutti i dati richiesti C.E.R *

19 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI IN DIPARTIMENTO TIPOLOGIE DI RIFIUTI E CODICE C.E.R. Definizione imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze Stato fisicosolido Rifiuti consentiti imballaggi contaminati da sostanze pericolose, vetreria rotta, siringhe, puntali, vials, provette, capillari… Procedura di raccolta bidoni blu da 60 litri in HPDE presenti nei laboratori; i recipienti NON bonificati devono essere chiusi con tappo originale e depositati dal lavoratore nel cargo pallet predisposto nell’edificio C11 o nei bidoni grigi predisposti per gli edifici A, G e C1 Note Il rifiuto deve essere accompagnato da una scheda firmata dal preposto (produttore del rifiuto), sulla quale devono essere indicati tutti i dati richiesti C.E.R *

20 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI IN DIPARTIMENTO TIPOLOGIE DI RIFIUTI E CODICE C.E.R. Definizionerifiuti contenenti mercurio Stato fisicosolido o liquido Rifiuti consentiti tutti i sali e loro soluzioni contenenti mercurio, mercurio metallico (termometri a mercurio, manometri a mercurio ecc.) Procedura di raccolta unico bidone blu da 60 litri in HPDE presente in Deposito; le soluzioni vanno lasciate possibilmente nel contenitore originale. Note Su richiesta, gli addetti del Dipartimento provvederanno al ritiro e al successivo conferimento in deposito. Il rifiuto deve essere accompagnato da una scheda firmata dal preposto (produttore del rifiuto), sulla quale devono essere indicati tutti i dati richiesti C.E.R *

21 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA All’interno dell’Ateneo e del Dipartimento è prevista la raccolta differenziata di carta, vetro e lattine, plastica, batterie o pile. Rifiuti di carta, cartone Modalità di raccoltaCosa conferireCosa NON conferire contenitori con coperchio GIALLO nel Comune di Trieste carta, cartone e cartoncino di tutte le dimensioni, e in generale ogni prodotto a base di cellulosa. (giornali, riviste, la stampa commerciale, sacchetti per alimenti, fogli di carta di ogni tipo e misura, cartone ondulato per imballaggi, cartoni per frutta e verdura, i contenitori di detersivi in polvere, cartoni poliaccoppiati, le confezioni in Tetra Pak per bevande, ecc.) carta unta di grassi e oli, salviette e fazzoletti, carta oleata o plastificata; gli scontrini non vanno conferiti con la carta, perché sono stampati su uno speciale supporto termico. non depositare gli imballaggi all’esterno dei cassonetti

22 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA Plastica Modalità di raccoltaCosa conferireCosa NON conferire contenitori con coperchio AZZURRO nel Comune di Trieste bottiglie e flaconi di plastica, sacchetti, vaschette per alimenti anche in polistirolo, piatti, bicchieri. cd, custodie e altri oggetti in plastica. imballaggi con simboli di sostanze pericolose (VEDI REGOLAMENTO)

23 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA Vetro e lattine Modalità di raccoltaCosa conferireCosa NON conferire campane di colore VERDE nel Comune di Trieste bottiglie, barattoli e vasetti di vetro, bicchieri; bottiglie, lattine e barattoli di metallo. vetri che non siano imballaggi, specchi; imballaggi con simboli di sostanze pericolose (VEDI REGOLAMENTO)

24 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA Pile e batterie Modalità di raccoltaCosa conferireCosa NON conferire In Ateneo il contenitore è collocato in via Valerio 4 (di fronte edificio B) pile alcaline, accumulatori di telefoni cellulari, batterie a bottone. accumulatori al piombo.

25 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA Contenitori bonificati I recipienti di plastica, vetro, metallo che hanno contenuto sostanze pericolose e per i quali può essere effettuata la bonifica devono essere avviati, DOPO BONIFICA, alla procedura di raccolta differenziata in base alla tipologia di imballaggio (vetro e lattine o plastica). L'etichetta va rimossa oppure i contenitori vanno siglati come “BONIFICATI” con un pennarello indelebile a cura dei lavoratori ESEMPIO TipologiaDestinazione Bottiglia vetro che ha contenuto etanoloVETRO E LATTINE Recipiente plastica che ha contenuto acetonePLASTICA Recipiente metallo che ha contenuto acetoneVETRO E LATTINE BONIFICA

26 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche RIFIUTI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA Procedura di bonifica contenitori Il contenitore deve essere svuotato completamente; gli eventuali residui vanno raccolti e inviati allo smaltimento come rifiuto speciale pericoloso. La soluzione risultante dai lavaggi è da considerarsi rifiuto e va quindi gestita in base alla sua specifica tipologia. Il contenitore va bonificato come segue: solventi volatili: verificare la completa evaporazione sotto cappa aspirante; sostanze non volatili miscibili con acqua: risciacquo iniziale in volume minimo, da raccogliere e trattare come rifiuto, ed eventuali altri, successivi, fino al raggiungimento della bonifica del contenitore. CONTENITORI CHE SI POSSONO BONIFICARE - ELENCO NON ESAUSTIVO DELLE SOSTANZE ‐acetone ‐acetonitrile ‐acido acetico ‐acido cloridrico ‐acido nitrico ‐acido solforico ‐etanolo ‐etere dietilico ‐etile acetato ‐isopropanolo ‐metanolo ‐tetraidrofurano

27 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche CONTENITORI DA NON BONIFICARE CER * Sono esclusi dalla bonifica i recipienti che hanno contenuto le seguenti categorie di sostanze: CATEGORIAFRASI “R”FRASI “H” (REACH – CLP) Cancerogeni R40 R45 R49 R46 H351 H350 H350i H340 MutageniR46H340 Tossici per la riproduzione R60 R61 R62 R43 R64 H360F H360D H361F H361D H362 Possibilità di effetti irreversibili R39 R68 H370 H341

28 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche CONTENITORI DA NON BONIFICARE segue da tabella precedente CATEGORIA FRASI “R” (DSP – DPP) FRASI “H” (REACH – CLP) Esplosivi R1 R2 e R3 R4 e R5 R6 EUH 001 Conversione impossibile Cancellate EUH 006 Sostanze incompatibili con l’acqua R14 R15 EUH 014 Conversione impossibile Sostanze tossiche per inalazione R23 R26 R29 H331 H330 EUH 029 Sostanze maleodoranti CER *

29 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche CONTENITORI DA NON BONIFICARE CER * Edificio C11 Edifici A/G e C1 H350 H351

30 Manuela Bisiacchi Stefano Macchiavelli Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche IMBALLAGGI Tipologia imballaggio CaratteristicheEsempi di rifiuti conferibili (CER) bidoni blu in HPDE con capacità 60 litri e coperchio con chiusura a cravatta * * * SOLIDO * SOLIDO contenitori in PE con capacità variabile 5/10 litri con coperchio a vite conferiti in bidoni blu in HPDE con capacità 60 litri e coperchio con chiusura a cravatta * * SOLIDO * SOLIDO * (SILICE) taniche blu in HPDE con capacità 60 litri e coperchio con chiusura a cravatta * * * LIQUIDO


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