La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Asserzioni, Viste & Triggers. Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive2 Asserzioni Le Asserzioni introdotte in SQL-2.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Asserzioni, Viste & Triggers. Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive2 Asserzioni Le Asserzioni introdotte in SQL-2."— Transcript della presentazione:

1 Asserzioni, Viste & Triggers

2 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive2 Asserzioni Le Asserzioni introdotte in SQL-2 rappresentano dei vincoli che non sono però associati a nessun attributo o tabella in particolare, ma appartengono direttamente allo schema. Mediante le asserzioni è possibile esprimere tutti i vincoli dintegrità definiti nella definizione della tabella (ossia vincoli di tupla e di tabella). In più le asserzioni permettono di definire vincoli che altrimenti non sarebbero definibili, come vincoli su più tabelle o vincoli che richiedono che una tabella abbia una cardinalità minima. Le asserzioni possiedono un nome, tramite il quale possono essere eliminate esplicitamente dallo schema. La sintassi per la loro definizione è la seguente: create assertion NomeAsserzione check(condizione) Ad ogni vincolo di integrità (check o assertion) è associata una politica di controllo: i vincoli immediati sono verificati immediatamente dopo ogni modifica della base di dati (es. primary key, unique, not null, foreign key), mentre i vincoli differiti sono verificati solo al termine della transazione (serie di operazioni) set constraint NomeVincolo immediate|deferred

3 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive3 ESEMPIO DI CHECK (1/3) Vincolo a livello di tupla: Esempio – […] può essere richiesto del personale speciale classificato come baby sitter, clown, marionette e mimo. Ciascuna figura è caratterizzata da codice fiscale, nome e cognome […] Create table personale_speciale ( CF char(16) primary key, nome varchar(20) not null,. tipo varchar(11) not null check( tipo IN (baby sitter,clown,marionette,mino)),. …. )

4 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive4 ESEMPIO DI CHECK (2/3) Vincolo a livello di tabella: Esempio – […] si verifichi che ciascun dipartimento abbia almeno due professori associati […] Create table dipartimento ( Codice char(10) primary key, nome varchar(20) not null, indirizzo varchar(100) not null. …, check( 2 < = (Select count(*) From Impiegato I Where I.dipartimento = codice AND I.ruolo = Professore associato)) )

5 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive5 ESEMPIO DI ASSERZIONE Vincolo a livello di schema: PRODOTTO(CodProd, QtaDisp) ORDINE(Cliente, CodProd, Data, Qta) Esempio – […] si verifichi che la quantità di un ordine non superi la quantità disponibile in magazzino per il prodotto ordinato[…] Create schema Magazzino authorization SisInfLAB Create table Prodotto ( … ) Create table Ordine ( … ) Create assertion gestioneQta check ( NOT EXISTS ( Select * From Prodotto P Where QtaDisp < ( Select sum(Qta) From Ordine Where CodProd=P.CodProd ))) Exists è un operatore che restituisce vero se la selectSQL ha almeno una tupla e falso altrimenti

6 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive6 IMPORTANZA E DEFINIZIONE DELLE VISTE Per offrire visioni diverse degli stessi dati Per rendere più semplici alcune interrogazioni Per rendere possibili alcune interrogazioni Sintassi Create view NomeVista [(Lista di Attributi)] as selectSQL [with [cascaded | local] check option] Vista Vista: tabella virtuale il cui contenuto è definito a partire da altre tabelle (tabelle base) o viste nello schema, ma non ricorsive. In pratica è una relazione non costituita da tuple, ma da una definizione. Gli attributi nella lista devono essere in corrispondenza 1 a 1con le colonne prodotte dalla query, oppure la vista li eredita dalla query. Una vista è una query con un nome eseguita dinamicamente ma, a differenza di una query, con una vista sono possibili operazioni di modifica come per le tabelle

7 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive7 VISTE AGGIORNABILI VISTA AGGIORNABILE : le modifiche si propagano dalla vista alla tabella base (gli aggiornamenti devono continuare ad appartenere alla vista) SQL92 consente lupdate solo per viste determinate a partire da tabelle singole senza funzioni aggregate. Cioè quando ogni tupla della vista mappa una tupla della relazione di partenza. Lopzione with check option è necessaria quando si preveda laggiornamento di una vista, indicando che un update deve far sì che le tuple risultanti appartengano ancora alla vista (non violino i predicati di selezione). Per viste ottenute da altre viste, local e cascaded specificano, rispettivamente, se il controllo vada effettuato solo al livello della vista presente o debba propagarsi. Il default è cascaded. Sintassi della selectSQL affinchè la vista sia sicuramente aggiornabile: 1.SELECT senza DISTINCT e funzioni aggregate 2.FROM una sola tabella (senza join) 3.WHERE senza subquery 4.GROUP BY ed HAVING non sono presenti

8 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive8 SIGNIFICATO DI CHECK OPTION (1/2) IMPIEGATO (Codice, nome, cognome, stipendio, qualifica) dove qualifica є {dipendente, direttore, supervisore} CREATE VIEW Supervisori AS SELECT * FROM Impiegato WHERE tipo = supervisore with check option Vista senza clausola with check option Dopo la creazione della vista eseguiamo il seguente comando: UPDATE Supervisori SET tipo = direttore Se ora eseguiamo il seguente comando quale sarà il risultato?? SELECT * FROM Supervisori La vista è vuota!!!!

9 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive9 SIGNIFICATO DI CHECK OPTION (2/2) CREATE VIEW Supervisori AS SELECT * FROM Impiegato WHERE tipo = supervisore WITH CHECK OPTION with check option Vista con la clausola with check option Dopo la creazione della vista eseguiamo il seguente comando: UPDATE Supervisori SET tipo = direttore Il comando non viene eseguito questa volta poiché la vista deve essere aggiornabile quindi la vista non deve perdere tuple Il sistema in questo caso verifica che la clausola WHERE della vista è in contrasto con laggiornamento del campo tipo richiesto nellupdate ed impedisce laggiornamento. Poiché per default la clausola check option è cascaded, il rispetto della clusola WHERE viene verificato per tutti gli oggetti che fanno riferimento alla vista.

10 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive10 Cancellazione di viste ed asserzioni DROP VIEW NomeVista [restrict|cascade] Restrict: è lopzione di default e specifica che il comando viene eseguito solo se la vista non è utilizzata nella definizione di altre tabelle o viste. Cascade: specifica che eliminando una vista che compare nella definizione di altre tabelle o viste, anche queste tabelle o viste vengono rimosse. DROP ASSERTION NomeAsserzione [restrict|cascade] Restrict: è lopzione di default e specifica che il comando viene eseguito solo se lasserzione non è più utilizzata. Cascade: specifica che lasserzione possa sempre essere cancellata.

11 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive11 QUERY IMPOSSIBILI … IMPIEGATO (codice, nome, cognome, dipartimento, ufficio, stipendio_mensile) DIPARTIMENTO (nome, indirizzo, città, tel, facoltà) Interrogazione 29 : Trovare il numero medio di impiegati dei dipartimenti del Politecnico di Bari Esempio di query non corretta: Select avg(count(*)) From Impiegato Where dipartimento IN (Select nome From Dipartimento Where facoltà=Politecnico di Bari) Group by dipartimento Soluzione corretta Create view NumImpiegatiDip(dipart, num_imp) As Select dipartimento,count(*) From Impiegato Where dipartimento IN (Select nome From Dipartimento Where facoltà=Politecnico di Bari) Group by dipartimento Select avg(num_imp) From NumImpiegatiDip

12 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive12 Definizione di Base di Dati Attiva Una base di dati si dice attiva quando dispone di un sottosistema integrato per definire e gestire regole di produzione (regole attive) che seguono il paradigma E (evento) – C (condizione) – A (azione) Allo stato attuale molte basi di dati relazionali sia di tipo commerciale (Oracle, MS SQL server) che open source (PostgreSQL, MySQL) possono essere considerate basi di dati attive poiché mettono a disposizione semplici regole chiamate trigger

13 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive13 Proprietà Comportamento reattivo – mediante lattivazione di regole attive la base di dati è in grado di reagire agli eventi, in generale alle modifiche delle istanze del DB. Processore delle regole – cattura gli eventi ed esegue le regole attive determinando un alternarsi tra lesecuzione delle transazioni, lanciate dagli utenti, e quella delle regole, lanciate dal sistema. Indipendenza della conoscenza – azioni sottratte ai programmi applicativi vengono codificate in regole attive, che tramite il DDL fanno parte dello schema e possono, quindi, essere condivise da tutte le applicazioni che utilizzano la base di dati attiva senza dover essere replicate negli applicativi stessi.

14 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive14 Il paradigma ECA Evento – è una primitiva per la manipolazione dei dati in SQL (DML): insert, update o delete Condizione – è un predicato booleano espresso in SQL (stessi operatori utilizzati per definire una condizione semplice o complessa della clausola WHERE di una selectSQL ) Azione – è in generale una sequenza di statement SQL (select, insert, update e delete) arricchita dai costrutti forniti da linguaggi di programmazione proprietari (PL/sql in Oracle, PL/pgsql in PostgreSQL) Una regola attiva è definita su una sola tabella chiamata target. La regola è attivata a seguito di un evento su tale tabella, se la condizione è verificata allora viene eseguita lazione.

15 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive15 Utilità delle regole attive gestione interna (DBMS) – le regole attive possono gestire vincoli di integrità predefiniti (per es. una politica di reazione di tipo cascade per una foreign key può essere implementata con una regola attiva), calcolare attributi derivati, gestire dati duplicati e le eccezioni (per es. sollevate dalla violazione dei vincoli di integrità) gestione esterna – le regole attive permettono di codificare complesse regole aziendali (business rules) non rappresentabili in altro modo nello schema (per es. mediante check o assertion). In questo caso non esistono schemi fissi per la codifica delle regole e ciascun problema applicativo va affrontato singolarmente.

16 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive16 Trigger – La sintassi Problema – I trigger non sono stati definiti in SQL-92, la sintassi ed la gestione variano a seconda dello specifico DBMS utilizzato Sintassi generale per la creazione di un trigger CREATE TRIGGER NomeTrigger modalità evento {, evento} on TabellaTarget [referencing referenza] [granularità] [when (condizione)] StatementSQL

17 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive17 Trigger – In sintesi Attivazione Granularità Valutazione Esecuzione Un trigger in quanto regola attiva è caratterizzato dalle seguenti fasi: Attivazione, Valutazione ed Esecuzione e per ciascuna fase è possibile specificare proprietà diverse Modalità immediata (AFTER/BEFORE) Modalità differita Comporta lesecuzione dello statementSQL che può contenere la modifica delle tuple di una tabella su cui è definito un secondo trigger che a seguito della modifica viene attivato. In altri termini, lazione di un trigger può anche essere levento di un altro trigger (trigger in cascata)

18 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive18 Modalità: AFTER o BEFORE?? Modalità after: la valutazione avviene immediatamente dopo levento (caso più frequente) Modalità before: la valutazione del trigger precede logicamente levento a cui si riferisce Modalità differita: la valutazione avviene alla fine della transazione, a seguito del commit-work I trigger AFTER evento vengono utilizzati: 1.in applicazioni di audit, ossia nel caso in cui si devono aggiornare le tuple di una tabella B a seguito di una modifica nella tabella target A e, se esiste una clausola WHEN, solo se i nuovi dati verificano la condizione. La modalità after è necessaria poiché la modifica riuscita di una riga implica il superamento dei vincoli di integrità referenziale definiti per la tabella target e solo in questo caso il trigger viene attivato; 2.nel calcolo dei dati derivati e nella gestione delle politiche di reazione dei vincoli di integrità referenziale. I trigger BEFORE evento vengono utilizzati: 1.se si deve impostare il valore di una colonna in una riga inserita mediante un trigger, ossia se è necessario accedere ai valori nuovi e vecchi per poterli prima verificare. Luso di un trigger AFTER INSERT non consentirebbe di impostare il valore inserito, in quanto la riga sarebbe già stata inserita nella tabella; 2.nella verifica di dati e chiavi duplicati e nella gestione delle eccezioni impedendo, in caso di errore, lesecuzione dellevento che ha attivato il BEFORE trigger.

19 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive19 Granularità & Referenza I trigger hanno due livelli di granularità: di riga (row-level): Per creare un trigger a livello di riga occorre utilizzare la clausola for each row nel comando create trigger. In questo caso il trigger viene attivato, verificato ed eseguito per ogni tupla della tabella target coinvolta dallevento (comportamento orientato alle singole stanze). di primitiva (statement-level-è il livello di default): Per creare un trigger a livello di primitiva occorre utilizzare la clausola for each statement nel comando create trigger. In questo caso il trigger viene attivato, verificato ed eseguito una sola volta per tutte le tuple della tabella target (comportamento orientato agli insiemi). Per la definizione di un trigger è possibile fare riferimento ai valori vecchi e nuovi utilizzando due variabili predefinite: NEW – rappresenta la nuova tupla (esiste quando levento è insert oppure update) OLD – rappresenta la vecchia tupla (esiste quando levento è delete oppure update) Per accedere ad un campo specifico di una tupla si usa la dot notation La clausola referencing permette di rinominare tali variabili ad esempio è possibile scrivere: referencing NEW AS nuoviDati

20 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive20 Granularità: ROW o STATEMENT?? Le variabili NEW ed OLD sono implicitamente disponibili, per indicare la tupla nello stato precedente e successivo allevento, solo a livello di riga. Inoltre poiché la condizione del WHEN è valutata generalmente sui valori assunti dalle tuple della tabella target se non è possibile utilizzare le variabili new ed old non è possibile esprimere neanche la condizione e pertanto viene attualmente implementata solo a livello di riga. Segue che le clausole referencing e when, rimangono sempre opzionali, ma possono essere utilizzate solo per trigger con granularità a livello di riga. I trigger FOR EACH STATEMENT vengono utilizzati: se lazione del trigger deve essere sempre eseguita al verificarsi dellevento su unintera tabella. I trigger FOR EACH ROW vengono utilizzati: se lattivazione, la valutazione o lesecuzione di un trigger richiedono la conoscenza dello stato precedente e/o successivo allevento.

21 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive21 StatementSQL Generalmente lo statementSQL si compone di due parti: una parte dichiarativa ed una esecutiva. La sintassi varia a seconda del linguaggio procedurale utilizzato. DECLARE parte dichiarativa (opzionale) BEGIN parte esecutiva END; dichiarazione di variabili con i tipi definiti da SQL-92 sequenza di istruzioni SQL (select, insert, update, delete) arricchite con strutture tipiche di ogni linguaggio procedurale quali IF [..] ELSE [..], cicli FOR e WHILE

22 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive22 Esempio 1: Regola aziendale TRACCIA: Creare una regola che riduca del 10% lo stipendio di tutti gli impiegati quando la media dei salari supera i 100 milioni. ANALISI: 1.Laumento della media può avvenire a causa di un inserimento o un aggiornamento nella tabella Impiegato segue che gli eventi sono insert e update e la tabella target è Impiegato. 2.La regola va attivata subito dopo che è avvenuto levento che può aver aumentato la media segue che lattivazione è immediata. 3.Laggiornamento dello stipendio va fatto su tutte le tuple ed è attivato sulla base di una condizione (la media dei salari) che coinvolge tutte le tuple della tabella target (comportamento orientato agli insiemi) segue che la granularità è a livello di primitiva. 4.Con una granularità a livello di primitiva la clausola when non esiste quindi il valore della media va calcolato nello statementSQL come condizione della clausola where.

23 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive23 Esempio 1: Regola aziendale SOLUZIONE: CREATE TRIGGER ControlloStipendio after insert, update on Impiegato Begin Update Impiegato set stipendio=0,9 * stipendio where 100 < ( Select avg(stipendio) from Impiegato) end;

24 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive24 Esempio 2: Integrità referenziale DIPARTIMENTO(NomeDip, sede, num_dip, tel) IMPIEGATO(Codice, nome, cognome, dipart) TRACCIA: Creare una regola che reagisca alla cancellazione di un dipartimento ponendo a null il valore del campo dipart nella tabella Impiegato. SOLUZIONE: CREATE TRIGGER CancellaDipart after delete on Dipartimento for each row when (exists (Select * from Impiegato where dipart=OLD.NomeDip)) Begin Update Impiegato set dipart=null where dipart=OLD.NomeDip end;

25 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive25 Esempio 3: Dati derivati ORDINE(Prod, Forn, Data, qta) TOTALE(Prod, Forn, qtaTot) TRACCIA: Creare una regola che ad ogni nuovo ordine aggiorni la quantità totale ordinata. SOLUZIONE: CREATE TRIGGER AggiornaTot after insert on Ordine for each row Begin Update Totale set qtaTot=qtaTot + NEW.qta where Prod=NEW.Prod AND Forn=NEW.Forn end;

26 Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive26 Esempio 4: Regola aziendale BIBLIOTECA(ISBN, titolo, editore, categoria, valutazione) AUDIT_BIBLIOTECA (ISBN, timestamp_audit, titolo, editore, categoria, nuova_valutazione, vecchia_valutazione) TRACCIA: Creare una regola che memorizzi necessariamente tutte le modifiche della valutazione di un libro nella tabella di audit ma solo nel caso si verifichi una riduzione del valore della valutazione. SOLUZIONE: CREATE TRIGGER AggiornaValutazione before update on Biblioteca for each row when (NEW.valutazione


Scaricare ppt "Asserzioni, Viste & Triggers. Sistemi Informativi DEE - Politecnico di Bari E. TinelliBasi di dati attive2 Asserzioni Le Asserzioni introdotte in SQL-2."

Presentazioni simili


Annunci Google