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COMUNE DI MASSA LABC DEGLI ACQUISTI VERDI PUBBLICI I CRITERI ECOLOGICI PER I SERVIZI DI PULIZIA E DI MENSA RELATORE: DOTT.SSA GIORGI MARIA – COMUNE DI.

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1 COMUNE DI MASSA LABC DEGLI ACQUISTI VERDI PUBBLICI I CRITERI ECOLOGICI PER I SERVIZI DI PULIZIA E DI MENSA RELATORE: DOTT.SSA GIORGI MARIA – COMUNE DI MASSA Quarrata, 20 Novembre 2007 ore 10-14

2 I SERVIZI DI PULIZIA

3 Introdurre criteri di preferibilità ambientale allinterno dei servizi di pulizia significa non solo acquistare prodotti di pulizia verdi ma ottimizzare, anche, lintero servizio di pulizia nel rispetto di considerazioni ambientali e di aspetti di sicurezza occupazionale.

4 IMPATTI AMBIENTALI-SOCIALI Consumo dei materiali ( acqua, prodotti di pulizia, imballaggi) Consumi energetici ( trasporto, riscaldamento acqua per le pulizie, funzionamento macchine per la pulizia) Bioaccumulazione o esposizione della catena alimentare e possibili effetti dannosi sugli organismi acquatici dovuti alluso di sostanze chimiche presenti nei prodotti di pulizia Impatti negativi sulla salute dei lavoratori dovuti allutilizzo di prodotti per la pulizia che contengono solventi classificati come dannosi per la salute. Gli effetti correlati alla salute possono essere, a grandi linee, suddivisi in impatti dovuti alle condizioni dellambiente interno che si riflettono sulla salute degli occupanti ( una pulizia inadeguata, lutilizzo di un prodotto di pulizia sbagliato a cui è dovuta evaporazione di elementi aggressivi e residui di sapone, il rischio di incidenti dovuti ai pavimenti scivolosi) ed impatti causati dalle caratteristiche del lavoro ( patologie della pelle) Produzione dei rifiuti ( sacchetti in plastica, imballaggi dei prodotti di pulizia, strofinacci). A seconda della tipologia del servizio di pulizia si potrebbero verificare casi in cui sono maggiormente impattanti altri aspetti. Dove, ad esempio, il servizio fosse ampiamente meccanizzato i consumi energetici delle apparecchiature e dei macchinari e/o il loro rumore potrebbero risultare preminenti rispetto ad altri aspetti di impatto sullambiente.

5 Evitare i prodotti non necessari Evitare che determinate sostanze siano presenti nei prodotti per la pulizia Acquistare e/o utilizzare prodotti non contenenti sostanze dannose Acquistare contenitori più grandi, riutilizzare determinati contenitori appositamente prestabiliti, acquistare prodotti per le pulizie concentrati Analisi dei metodi per la pulizia, le frequenze ed i dosaggi Lottimizzazione e la riduzione della gamma dei prodotti La partecipazione e la formazione del personale addetto alle pulizie APPROCCI

6 INTEGRAZIONI DI CONSIDERAZIONI AMBIENTALI NELLE FASI DI UN APPALTO PUBBLICO Il modo più semplice per integrare gradualmente considerazioni ambientali nellappalto del servizio od in quello per lacquisto dei prodotti è quello di prescrivere alcune specifiche tecniche sui prodotti di pulizia. Queste ultime concorrono a definire le caratteristiche qualitative e tecniche delloggetto dellappalto e, quindi, devono essere obbligatoriamente soddisfatte dallappaltatore. Tutte le direttive comunitarie si preoccupano della definizione delle specifiche tecniche sotto tre profili: 1.Facendo obbligo alle amministrazioni aggiudicatrici di indicarle nei documenti generali o nei documenti speciali di ciascun appalto; 2.Imponendo di definirle sulla base di omologazioni tecniche europee o di specifiche tecniche comuni; 3.Facendo obbligo di indicare nel bando o nei capitolati generali i motivi della deroga allobbligo di uniformita. Lobbligo di fare riferimento a specifiche tecniche non implica, tuttavia, che gli enti aggiudicanti sono tenuti ad acquistare soltanto determinati prodotti o servizi. Questi ultimi sono liberi di determinare loro stessi le caratteristiche prescritte purché senza finalità discriminatorie. Entro tali limiti è stato segnalato che gli enti stessi possano esigere un grado di protezione ambientale più elevato di quello normalmente richiesto, purché la prescrizione non limiti laccesso allappalto e non provochi un effetto discriminatorio. (pari accesso – equivalenza). Il D.lgvo n. 163 /2006, c.d. Codice degli Appalti ha fedelmente recepito tali principi. In particolare, lart. 68, al comma 9, ha previsto il riferimento alle specifiche tecniche definite dalle eco-etichettature europee.

7 I detergenti sono uno dei gruppi di prodotto per cui le etichette ecologiche sono più diffuse. Sia il sistema di certificazione dellEcolabel europeo che quello dei paesi nordici, il Nordic Swan, hanno elaborato già da tempo i criteri ambientali da rispettare per lottenimento della etichetta ecologica. In entrambi i casi i criteri sono stati aggiornati. Nel caso del Nordic Swan non solo sono stati elaborati i criteri per i detergenti ma, anche, per il servizio di pulizia nel suo complesso ( requisiti sul sistema di trasporto impiegato, la quantità dei rifiuti prodotti, il monitoraggio della qualità della pulizia, obblighi di formazione del personale). Laltro primario marchio ecologico nel panorama europeo il Blauer Engel tedesco non prevede, invece, tra i gruppi di prodotti certificabili quello dei detergenti MARCHI ECOLOGICI

8 Ecolabel europeo (Fiore) Detergenti multiuso e sanitari (Direttiva 2005/344/EC) Detergenti per lavastoviglie (Direttiva 2003/31/EC)) Detersivo per i piatti a mano (Direttiva 2005/342/EC) Detersivi per il bucato (Direttiva 2003/200/EC) europa.eu.int/comm/environment/ecolabel/ Ecolabel scandinavo (Nordic Swan) Prodotti per la pulizia multiuso Prodotti sanitari per la pulizia Detergenti per lavastoviglie Detersivi per piatti a mano Prodotti per pavimenti Shampoo e sapone Detersivi per il bucato Ecolabel tedesco (Angelo Blu) RAL UZ 70 detergente per la biancheria Ecolabel austriaco UZ 19 Detersivo per piatti a mano UZ 20 Detergente per lavastoviglie UZ 21 Detersivo per bucato UZ 30 Prodotti per la pulizia multiuso e sanitari (corrispondente alle istruzioni delletichetta ecologica europea) Etichetta ecologica del Environmental Choice Canada Prodotti generici per la pulizia Prodotti per la pulizia industriale e commerciale Ecolabel (Green Seal) Prodotti per la pulizia manuale (GS-41) Prodotti per la pulizia industriale ed istituzionale: Prodotti per la pulizia multiuso (GS-37) Candeggina in polvere per bucato (GC-11) Prodotti per la pulizia del vetro (GS-37) Prodotti per la pulizia dei pavimenti (GS-40)

9 La campagna Procura + ha lobiettivo di promuovere gli appalti pubblici sostenibili nei diversi Paesi Europei e di fare in modo che le Pubbliche Amministrazioni adottino criteri ambientali comuni per alcune categorie di prodotti e/o servizi: prodotti e servizi di pulizia apparecchiature elettriche ed elettroniche per ufficio edilizia mezzi di trasporto ristorazione energia elettrica PROCURA + prevede la possibilità di utilizzare criteri ecologici graduali, cioè criteri minimi e criteri aggiuntivi In particolare, per quel che riguarda i prodotti e servizi di pulizia i criteri Procura+ sono più orientati agli aspetti connessi alla salute rispetto ai criteri Ecolabel; I criteri Procura+ sono più restrittivi a causa dellesclusione di sostanze con alcune frasi di rischio, ammesse invece dai criteri Ecolabel. Cioè alcuni prodotti dotati di Ecolabel europeo potrebbero essere esclusi dallapplicazione dei criteri di Procura+. I criteri di assegnazione del Nordic Swan soddisfano i criteri Procura+ Tuttavia nel dicembre 2006 sono stati definiti I nuovi criteri Procura+ PROCURA + ( Campagna per gli acquisti sostenibili)

10 I criteri chiave Procura + per lacquisto diretto dei prodotti per la pulizia focalizzano la propria attenzione su due principali aspetti: 1) Esclusione di determinate sostanze. Si suggerisce di escludere lacquisto di quei prodotti per la pulizia ed i loro composti che sono maggiormente pericolosi per lambiente e per la salute umana e per i quali esistono possibili alternative. Si fa riferimento alle classificazioni evidenziate nelle direttive 1999/45 e 67/548 del Consiglio. In particolare tutti i prodotti acquistati devono rispettare i seguenti criteri: Non essere classificati come sensibilizzanti (R 42 e/o R43) o come dannosi per lambiente (N), come previsto dalla Direttiva Sostanze Pericolose ( 1999/45/C.E.). Non contenere composti organici volatili in concentrazioni che eccedano il 10% del peso totale del prodotto (o il 20% nel caso di prodotti per la pulizia di pavimenti). I seguenti solventi possono contenerne fino ad un 30%: etanolo, isopropanolo, n- propanolo, acetone. Non contenere preservanti con un potenziale di bio-accumulo P(ow) >3 o ess. BCF>100. Non contenere tensioattivi non facilmente biodegragadabili ( OECD 301A-F). I tensioattivi devono soddisfare il Regolamento sui Detergenti 648/2004/CEE ad esclusione degli articoli 5 e 6. ACQUISTI DIRETTI DI PRODOTTI PER LA PULIZIA

11 Non contenere i seguenti ingredienti: ingredienti classificati come cancerogeni, mutanti, o tossici per la loro produzione ( R45, R46 e R49, R60 e R61), o estremamente tossiche o tossiche per gli organismi acquatici e che possono creare effetti dannosi a lungo termine allambiente acquatico ( R50, R53 e R51) secondo la Direttiva Sostanze Dannose ( 67/548/C.E.) in quantità che eccedono lo 0,01% sul peso del prodotto finale. Questo comprende anche ogni ingrediente di ogni preparato, che sia utilizzato nella produzione, che ecceda lo 0,01% sul peso del prodotto finale. Etilendiamminatetracetata (EDTA) Alchilfenolietoxileni (APEO) Candeggina a base di clorina ( composti a base di clorina attiva) Composti organici alogenati. Composti di nitro muschio e di muschio policiclico. Tutte le miscele aggiunte di profumo devono essere prodotte in conformità con le norme IFRA. Gli agenti coloranti delle tinte devono essere inclusi nella direttiva 2003/15/C.E. sui cosmetici o permessi per lutilizzo come coloranti alimentari. I predetti criteri sono utili per i prodotti per la pulizia industriale utilizzati sia per la pulizia generale sia per la manutenzione degli edifici: detergenti neutrali e multiuso, detergenti per superfici di plastica o di metallo, detergenti sanitari o per W.C., detergenti per bagni, detergenti per piatti, detergenti per bucato, ammorbidente, detergenti per vetro ed a base alcolica, detergenti per moquette, prodotti per la sverniciatura e la cura dei pavimenti. Non sono, però validi per i disinfettanti, per i detergenti industriali e per le applicazioni particolari (smacchiatori, lucidanti, detergenti, per griglie, detergenti per scarichi o prodotti utilizzati in sistemi chiusi) VERIFICA: i fornitori devono fornire una prova inconfutabile che i criteri sono rispettati. I prodotti recanti lEcolabel europeo od il Nordic Swan saranno ritenuti conformi.

12 2) Strumenti di dosaggio ed istruzioni. In molti casi i prodotti per la pulizia vengono utilizzati in quantità troppo elevate perché gli utilizzatori non conoscono la giusta dose o perché non posseggono i giusti strumenti di dosaggio. Con lintroduzione di tali strumenti ed una giusta formazione del personale è quindi possibile risparmiare una grande quantità di prodotti. In particolare, tutti i prodotti acquistati devono essere consegnati con chiare istruzioni e strumenti di dosaggio.

13 SERVIZI DI PULIZIA CONTRATTI DA TERZI I criteri chiave Procura + per i servizi di pulizia contratti da terzi si basano sui seguenti aspetti: 1) Esclusione di determinate sostanze od ingredienti. Si suggerisce di escludere lacquisto di quei prodotti per la pulizia ed i loro composti che sono maggiormente pericolosi per lambiente e per la salute umana e per i quali esistono possibili alternative. Si fa riferimento alle classificazioni evidenziate nelle direttive 1999/45 e 67/548 del Consiglio. 2)Pratiche di pulizia responsabili. Il personale addetto alla pulizia è costantemente in contatto con sostanze che contengono composti chimici che possono essere irritanti, corrosivi. E per questo motivo che per assicurare buone condizioni di sicurezza il personale deve essere preparato e devono essere utilizzate procedure chiare

14 In particolare si possono introdurre Criteri di selezione: Il fornitore del servizio dovrà: Avere un sistema di gestione ambientale (SGA) per i servizi di pulizia (come può essere un EMAS o un ISO 14001); Impegnarsi a sviluppare precise istruzioni di lavoro riguardo alla protezione ambientale e agli standard di salute e di sicurezza; questi dovranno poi essere rispettati durante lo svolgimento del servizio. Queste istruzioni saranno presentate allautorità contraente nelle prime settimane dallinizio del contratto e saranno esposte negli edifici soggetti a trattamento, in un luogo in cui possono essere facilmente consultate in qualsiasi momento da tutti gli addetti alle pulizie. Le istruzioni di lavoro comprendono: lidentificazione di adeguati sistemi di monitoraggio delle sostanze pericolose, delle procedure adeguate al magazzinaggio di materiali dannosi, di precise istruzioni di dosaggio, della separazione e smaltimento dei rifiuti e protezione della pelle.

15 Clausole contrattuali: Personale e organizzazione: 1.Il personale addetto alle pulizie deve essere preparato allo svolgimento delle varie mansioni. Un registro di queste misure di formazione (formazione introduttiva/professionale) dovrà quindi essere tenuto e presentato allautorità contraente. 2.Deve essere nominato un direttore dello stabilimento, un caposquadra o un coordinatore che si assuma la responsabilità della gestione e del controllo delle pulizie. La persona incaricata dovrà rimanere in contatto con lautorità contraente ed essere rintracciabile durante lorario di lavoro. Tale figura deve essere sufficientemente preparata nel campo della salute professionale e degli standard di sicurezza, delle tecniche applicative e delle problematiche ambientali. Materiali, equipaggiamenti e forniture che devono essere fornite dal vincitore dellappalto. 1. La quantità di tutti i prodotti utilizzati per la pulizia dellimpianto deve essere valutata su richiesta dellautorità contrattante. Il primo bilancio dovrà essere completato sei mesi dopo la data dinizio del contratto. Successivamente, tale bilancio dovrà essere redatto su base annua e sottoposto allattenzione dellautorità contrattante, potendo variare a seconda dei precedenti accordi.

16 ULTERIORI IDEE Rivalutare i propri bisogni e ottimizzate la gamma di prodotti utilizzati per la pulizia. Specialmente la necessità di utilizzare deodoranti per vaschette del WC, additivi per serbatoi, pastiglie deodoranti per orinatoi, deodoranti ambientali, prodotti chimici per la pulizia degli scarichi, prodotti per pavimenti basati su polimeri insolubili allacqua, disinfettanti contenuti nei prodotti per le pulizie, bombolette spray e propellenti, prodotti sverniciatori per pavimenti, prodotti per la pulizia altamente acidi, disinfettanti. Utilizzare tecnologie ecologiche per la pulizia, quali possono essere le macchine lucidatrici, i sistemi di moci per pavimenti, i sistemi di pulizia con il metodo della caraffa e carrelli per le pulizie. Introdurre corsi di formazione generale (se il servizio di pulizie è eseguito da dipendenti interni) per il personale di nuova assunzione e corsi daggiornamento per tutto il personale, in particolare, per le problematiche più importanti come i dosaggi e gli strumenti di dosaggio, le nuove tecniche e prodotti per la pulizia, la consapevolezza dei rischi per la salute e le guide allutilizzo. Introdurre standard più rigidi richiedere prodotti che non siano classificati come nocivi (Xn), corrosivi (C): R34, R35; sensibilizzanti (Xi,con R41). escludere prodotti contenenti ingredienti classificati come R39 (dannosi o che possano avere effetti irreversibili molto dannosi), o R48 (che possono creare seri danni alla salute qualora ci sia unesposizione prolungata). N.B. solo i prodotti etichettati con letichetta Nordic Swan rispettano pienamente questi criteri. LEcolabel europeo non sarebbe sufficiente a garantire la conformità, e in questo caso al fornitore dovrebbero essere richieste maggiori prove. In paesi in cui ci sia una grossa quantità di rifiuti smaltiti con procedimenti anaerobici, potrebbe essere utile inserire un ulteriore criterio: I prodotti non devono contenere tensioattivi che non siano biodegradabili con sistemi anaerobici in accordo con OECD Questo è un requisito sia dellEcolabel europeo sia del Nordic Swan, che possono perciò essere utilizzati come mezzo di prova. Onere ambientale complessivo: I criteri dellEcolabel europeo richiedono anche che il prodotto raggiunga un certo standard in termini di tossicità complessiva dellambiente acquatico, indicato dal Critical Dilution Volume (CDV TOX). Questo è il sistema migliore per assicurare che venga acquistato il miglior prodotto possibile, ma ciò richiederebbe un sostanziale grado di valutazione nellinteresse dellautorità contrattante, o dei mezzi alternativi di misurazione dei prodotti offerti dato che ciò non sarà compreso nellinformazione standard del prodotto. Valutare lappropriata frequenza delle pulizie.

17 LABC DEGLI ACQUISTI VERDI PUBBLICI IN PRATICA Titolo CAPITOLATO PER IL SERVIZIO DI PULIZIA (O LA FORNITURA DI PRODOTTI DI PULIZIA) A RIDOTTO IMPATTO AMBIENTALE Caratteristiche ambientali del prodotto I prodotti di pulizia utilizzati dallimpresa devono essere conformi alle seguenti caratteristiche: - non essere classificati: Molto Tossici (T+); Tossici (T); con le frasi di rischio R42 (può provocare sensibilizzazione per inalazione) e/o R43 (può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle) Pericolosi per lambiente (N) secondo la Direttiva 67/548/CE (compresi modifiche e adeguamenti) e Direttiva 1999/45/CE, recepite in Italia con D.lgs. n. 52 del 3 febbraio 1997, D.Lgs. 65 del 14 marzo 2003 e Decreto del Ministero della Salute del 28 febbraio 2006; - non devono contenere tensioattivi non rapidamente biodegradabili (test OECD 301 A-F). I tensioattivi devono essere conformi al regolamento 648/2004/CE relativo ai detergenti, senza applicazione degli articoli 5 e 6 (deroghe); - non devono contenere i seguenti ingredienti: quelli classificati come cancerogeni di categoria 1 o 2 (R45, R49), mutageni di categoria 1 o 2 (R46) o tossici per la riproduzione di categoria 1 o 2 (R60, R61), nonché ingredienti pericolosi per lambiente (simbolo N): altamente tossico per gli organismi acquatici (R50), tossico per gli organismi acquatici (R51), può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico (R53); acido etilendiamminotetracetico (EDTA); alchilfenoletossilati (APEO); sbiancanti a base di cloro (composti di cloro attivo); composti di muschi azotati e muschi policiclici. Le imprese devono allegare, per ogni prodotto che intendono utilizzare nellespletamento del servizio, le schede dei dati di sicurezza, conformi a quanto previsto dal D.M. 7 settembre 2002 (pubblicato nella G.U. n. 252 del 26 ottobre 2002). Si presumono conformi alle caratteristiche su indicate: - i prodotti che hanno ottenuto il marchio comunitario di qualità ecologica Ecolabel (Regolamento 1980/2000/CE) che rispettano i criteri ecologici stabiliti con la Decisione della Commissione del per lassegnazione del marchio ai Detergenti multiuso e ai detergenti per servizi sanitari e successivi eventuali aggiornamenti; - i prodotti che hanno ottenuto il marchio Nordic Swan che rispettano i criteri stabiliti dal Nordic Ecolabelling per i Cleaning products, versione 3.3 ( ), e successivi eventuali aggiornamenti. Prodotti in carta tessuto I prodotti in carta-tessuto (es.: carta igienica) devono rispettare i criteri di qualità ecologica stabiliti per lassegnazione di unetichetta ambientale di TIPO I, secondo la norma UNI EN ISO 14024, gestita da organismi pubblici di carattere internazionale o nazionale (quali ad esempio lEcolabel europeo, il Blauer Engel tedesco od il Nordic Swan dei paesi nordici

18 IN PRATICA Titolo CAPITOLATO PER IL SERVIZIO DI PULIZIA (O LA FORNITURA DI PRODOTTI DI PULIZIA) A RIDOTTO IMPATTO AMBIENTALE Caratteristiche ambientali del prodotti I prodotti di pulizia utilizzati dallimpresa devono essere conformi alle seguenti caratteristiche: - non essere classificati: Molto Tossici (T+); Tossici (T); con le frasi di rischio R42 (può provocare sensibilizzazione per inalazione) e/o R43 (può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle); Pericolosi per lambiente (N) secondo la Direttiva 67/548/CEE (compresi modifiche e adeguamenti) e Direttiva 1999/45/CE, recepite in Italia con D.lgs. n. 52 del 3 febbraio 1997, D.Lgs. 65 del 14 marzo 2003 e Decreto del Ministero della Salute del 28 febbraio 2006; - non devono contenere composti organici volatili in concentrazione superiore al 10% in peso del prodotto (20% nel caso di prodotti per pavimenti). Eammesso luso dei seguenti solventi in percentuale inferiore al 30%: etanolo, isopropanolo, n-pro-panolo, acetone; - non devono contenere conservanti con un potenziale di bio-accumulo log Pow (coefficiente di ripartizione ottanolo/acqua) superiore o uguale a 3 (o BCF determinato per via sperimentale superiore a 100); - non devono contenere tensioattivi non rapidamente biodegradabili (test OECD 301 A-F). I tensioattivi devono essere conformi al regolamento 648/2004/CE relativo ai detergenti, senza applicazione degli articoli 5 e 6 (deroghe); - non devono contenere i seguenti ingredienti: quelli classificati come cancerogeni di categoria 1 o 2 (R45, R49), mutageni di categoria 1 o 2 (R46) o tossici per la riproduzione di categoria 1 o 2 (R60, R61), nonché ingredienti pericolosi per lambiente (simbolo N): altamente tossico per gli organismi acquatici (R50), tossico per gli organismi acquatici (R51), può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico (R53); acido etilendiamminotetracetico (EDTA); alchilfenoletossilati (APEO); sbiancanti a base di cloro (composti di cloro attivo); composti di muschi azotati e muschi policiclici; - le miscele aggiunte di fragranze devono essere prodotte in conformità con gli standard IFRA (International Fragrance Association - Associazione internazionale dei produttori di profumi); - i coloranti devono essere conformi alla direttiva 2003/15/CE, che modifica la direttiva 76/768/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai prodotti cosmetici, o permessi come coloranti negli alimenti. Le imprese devono allegare, per ogni prodotto che intendono utilizzare nellespletamento del servizio, le schede dei dati di sicurezza, conformi a quanto previsto dal D.M. 7 settembre 2002 (pubblicato nella G.U. n. 252 del 26 ottobre 2002). Si presumono conformi alle caratteristiche su indicate: - i prodotti che hanno ottenuto il marchio comunitario di qualità ecologica Ecolabel (Regolamento 1980/2000/CE) che rispettano i criteri ecologici stabiliti con la Decisione della Commissione del per lassegnazione del marchio ai Detergenti multiuso e ai detergenti per servizi sanitari e successivi eventuali aggiornamenti; - i prodotti che hanno ottenuto il marchio Nordic Swan che rispettano i criteri stabiliti dal Nordic Ecolabelling per i Cleaning products, versione 3.3 ( ), e successivi eventuali aggiornamenti.

19 IN PRATICA Titolo CAPITOLATO PER IL SERVIZIO DI PULIZIA (O LA FORNITURA DI PRODOTTI DI PULIZIA) A RIDOTTO IMPATTO AMBIENTALE CLAUSOLE DI ESECUZIONE CONTRATTUALE Formazione del personale Limpresa appaltatrice deve organizzare dei corsi di formazione (per il personale di nuova assunzione prima che inizi a lavorare e per il personale assunto almeno una volta lanno), che trattino dei seguenti argomenti: - elementi di pericolosità e rischio per la salute e lambiente dei prodotti utilizzati per le pulizie; - corrette modalità duso e dosaggio dei prodotti di pulizia ; - corrette modalità duso dei dispositivi di protezione individuale. Limpresa appaltatrice dovrà, con almeno 30 giorni danticipo, comunicare allappaltatore le date dei corsi organizzati. Lappaltatore potrà eventualmente presenziare ai corsi stessi. A seguito dei corsi limpresa appaltatrice dovrà trasmettere informativa relativa ai temi trattati, i dati dei partecipanti ed il foglio delle firme di presenza. Riduzione dei rifiuti – contenitori riutilizzabili Per i prodotti detergenti non potranno essere utilizzati contenitori a perdere. Salvo casi particolari i contenitori vuoti non potranno essere destinati allo smaltimento ma dovranno essere nuovamente riempiti e riutilizzati. Apparecchiature Le apparecchiature utilizzate (lavatrici, lavastoviglie, aspirapolvere, ecc.) devono essere ad elevata efficienza energetica e/o devono aver ottenuto una certificazione secondo un sistema di etichettatura ecologica di Tipo I (es. Ecolabel europeo, Nordic Swan, Blauer Engel,...); Risparmio energetico Al fine di contenere il consumo energetico, la ditta aggiudicataria dovrà assicurare lo spegnimento degli impianti illuminanti dei locali non necessari per lo svolgimento del servizio. LEnte indicherà alla ditta aggiudicataria, prima dellinizio del servizio, gli impianti di illuminazione che dovranno essere mantenuti in funzione per motivi tecnici o connessi alla sicurezza e vigilanza degli uffici

20 ULTERIORI CONSIDERAZIONI AMBIENTALI POSSONO RIGUARDARE : Utilizzazione di prodotti che soddisfano i criteri delle eco-etichette ISO Tipo I: nel caso di aggiudicazione secondo il criterio dellofferta economicamente più vantaggiosa, si può fare riferimento al grado di utilizzo di prodotti che rispettano i criteri per lassegnazione di una delle eco-etichette ISO Tipo I; possono quindi essere attribuiti punteggi ponderativi maggiori a quote percentuali crescenti di utilizzo di tipologie di prodotti dotati del marchio rispetto allintera gamma di tipologie di prodotti utilizzati nellespletamento del servizio; qualora si scegliesse questo criterio è utile prestare attenzione alle dichiarazioni contenute nelle offerte tecniche delle imprese partecipanti allappalto, poiché per alcune tipologie di prodotti, quelli dalle caratteristiche più aggressive, non sono spesso presenti prodotti dotati di eco-etichette. Per quanto riguarda la disponibilità di prodotti dotati di eco-etichette ISO Tipo I, si segnala che sono stati definiti i criteri ecologici sia per lassegnazione dellEcolabel europeo che per il Nordic Swan ai prodotti di pulizia. In particolare, per lEcolabel europeo, la Decisione della Commissione del 23 marzo 2005 ha definito i criteri ecologici per lassegnazione dellEcolabel ai detergenti multiuso e detergenti per servizi sanitari. Al momento sono circa 15 i prodotti con leco-etichetta, prodotti da 4 produttori. Limplementazione di sistemi di gestione ambientale certificati/registrati: nella fase di selezione dei candidati, la stazione appaltante può richiedere la certificazione ISO o la registrazione EMAS (o altre attestazioni equivalenti) come mezzo di prova della capacità tecnica dei candidati ad implementare misure di gestione ambientale nella realizzazione dellappalto. E utile segnalare che il livello di diffusione di tali certificazioni/registrazioni è ancora limitato, anche se in aumento. E quindi consigliabile leffettuazione di unadeguata analisi di mercato, per la quale è possibile far riferimento alle banche dati segnalate nel capitolo 5 dedicato ai sistemi di gestione ambientale.

21 I SERVIZI DI MENSA

22 IMPATTI AMBIENTALI-SOCIALI consumo di acqua; uso e degrado delle caratteristiche del suolo; erosione dei terreni; perdita di biodiversità; impiego di prodotti fitosanitari che rilasciano sostanze chimiche nocive nel suolo, nelle acque di falda e superficiali; produzione di rifiuti organici potenzialmente riutilizzabili per la produzione di energia da biomasse; emissioni di inquinanti (ossidi di zolfo, ossidi di azoto e polveri) e di gas effetto serra in atmosfera (principalmente CO2), dovute allimpiego di energia elettrica per la trasformazione dei beni e al sistema di trasporti del bene ai centri di trasformazione e da questi ai consumatori finali. oltre agli aspetti ambientali, è possibile considerare gli aspetti etico-sociali connessi agli approvvigionamenti di alcuni tipologie di alimenti, come caffè, tè, cioccolata e banane, per i quali è infatti possibile considerare, in fase dacquisto, aspetti come lequità e la tutela dei diritti umani lungo la filiera produttiva.

23 APPROCCI Evitare i prodotti non necessari (ridurre il consumo di carne, pesca eco-sostenibile) Prodotti provenienti da agricoltura biologica Prodotti locali –DOP- IGP Prodotti non OGM Prodotti del Commercio equo e solidale

24 Reg. CEE n. 2092/91 - Costituisce la norma di riferimento principale per il settore dell'agricoltura biologica, di cui definisce le regole per l'etichettatura, l'organizzazione del sistema di controllo, l'importazione da paesi terzi e l'elenco dei prodotti utilizzabili nella coltivazione. Allegato I: sono presenti le prescrizioni tecniche per produzione biologica a livello aziendale, ed in particolar modo, ci sono i criteri fondamentali di coltivazione. Allegato II: sono presenti le prescrizioni tecniche per la produzione biologica a livello aziendale, ed in particolare sono elencati i prodotti utilizzabili per l'ammendamento, la concimazione e la difesa delle piante coltivate. Reg. CEE n. 2381/94 - Sostituisce il precedente Allegato II parte A del Reg. CEE n. 2092/91 relativo ai prodotti utilizzabili nell'ammendamento e nella fertilizzazione del terreno. PRODOTTI PROVENIENTI DA AGRICOLTURA BIOLOGICA

25 Reg. CEE n. 1202/95 - Modifica l'Allegato I del Reg. CEE n. 2092/91 in relazione al periodo di conversione e l'Allegato II per quanto attiene la possibilità di coltivare sia con metodo biologico che convenzionale la stessa varietà. Reg. CEE n. 1935/95 - Modifica il Reg. CEE n. 2092/91 in particolare in relazione all'etichettatura dei prodotti in conversione o composti solo in parte da ingredienti ottenuti con metodo biologico. Introduce l'obbligo di utilizzare materiale vegetale da riproduzione e moltiplicazione ottenuto con metodo biologico. Reg. CEE n. 1804/99 - Completa il Reg. 2092/91, per le produzioni animali.

26 Logo recante la dicitura Agricoltura biologica - Regime di controllo CE [Regolamento (CEE) n. 2092/91], concepito per essere utilizzato su base volontaria dai produttori i cui metodi di produzione e i cui prodotti sono stati sottoposti a un controllo e sono risultati conformi alle norme UE. I consumatori che acquistano i prodotti in questione possono essere sicuri che: almeno il 95% degli ingredienti del prodotto sono stati ottenuti con il metodo biologico; il prodotto è conforme alle norme del regime ufficiale di controllo; il prodotto proviene direttamente dal produttore o dal preparatore in un imballaggio sigillato; il prodotto reca il nome del produttore, del preparatore o venditore nonché il nome o il numero di codice dell'organismo di controllo.

27 Decreto Legge n. 220/95, regolamenta il sistema di controllo in Italia nel settore dellagricoltura biologica. Il decreto individua nel Ministero delle Risorse Agricole l'autorità competente in materia di coordinamento delle attività inerenti l'applicazione della regolamentazione comunitaria sull'agricoltura biologica, istituisce un Comitato di valutazione degli Organismi di controllo, attribuisce attività di vigilanza sugli Organismi di controllo riconosciuti al Ministero delle Risorse Agricole e alle Regioni e riconosce le Regioni come autorità competenti in materia di acquisizione delle notifiche degli operatori biologici, ad eccezione di quelle inerenti le attività di importazione da Paesi terzi.

28 PRODOTTI LOCALI Luso di prodotti locali permette di limitare gli impatti ambientali legati ai trasporti dei beni al consumatore finale, riducendo i chilometri percorsi dagli alimenti. Luso di prodotti locali può fornire supporto alle comunità rurali e ne riduce la vulnerabilità in tempi di crisi. Uno dei principali vantaggi dellapprovvigionarsi di prodotti locali è anche di offrire uno sbocco sul mercato a piccoli produttori che trovano difficoltà ad inserirsi nel circuito della grande distribuzione e nel mercato globale.

29 D.O.P. (DENOMINAZIONE ORIGINE PROTETTA) È il marchio di qualità che viene attribuito ad alimenti le cui caratteristiche uniche e inconfondibili dipendono dal territorio in cui sono prodotti. Gli elementi rilevanti per lattribuzione di una DOP sono il clima, le caratteristiche ambientali, le tecniche di produzione tramandate nel tempo, lartigianalità. Per il riconoscimento della DOP tutte le fasi di lavorazione (produzione, trasformazione, elaborazione) devono avvenire in unarea geografica delimitata. Reg. CE n. 09 e n. 510/2006.

30 I.G.P. (INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA) È il marchio di qualità che viene attribuito a quei prodotti agricoli e alimentari per cui una determinata qualità dipende dallorigine geografica e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in unarea geografica determinata. Il territorio è sempre fondamentale ma, a differenza di quanto avviene per le DOP, si ammette che parte del processo produttivo avvenga al di fuori dellarea delimitata. Reg. CE n. 2081/92.

31 PRODOTTI NO O.G.M. (ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI) Le normative che evidenziano criteri minimi ed obbligatori riguardanti lassenza di ingredienti di natura transgenica (OGM) sono: Regolamenti in materia di organismi geneticamente modificati (Reg. CE n. 1829/2003 e n. 1830/2003). Il Decreto legislativo n. 224 del , recepimento dei Regolamenti Comunitari. Legge R. Toscana n. 53/2000, art /04/2000 (recante norme di divieto della somministrazione di prodotti contenenti OGM nelle attività di ristorazione collettiva scolastiche prescolastica).

32 PRODOTTI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE Mozione del Parlamento Europeo del 2 luglio 1998 e della Comunicazione n. 4 della Commissione al Consiglio Europeo del 29 novembre 1999

33 LABC DEGLI ACQUISTI VERDI PUBBLICI SERVIZI DI MENSA IN PRATICA Titolo CAPITOLATO PER LA FORNITURA DI …… PRODOTTI DA AGRICOLTURA BIOLOGICA PER IL SERVIZIO DI MENSA Caratteristiche del prodotto L'olio da fornire dovrà essere "extra vergine di oliva biologico ".Esso dovrà essere purissimo,non alterato, sofisticato o adulterato né aromatizzato e risultare adatto ad una buona e sana alimentazione umana, dovrà corrispondere a tutte le disposizioni di legge vigenti in materia e dovrà essere in possesso di tutte le caratteristiche chimiche e chi- mico - fisiche di tali oli. Dovrà altresì corrispondere alle caratteristiche del campione prescelto in sede di aggiudicazione. La pasta da fornire dovrà provenire da coltivazioni che si attengano scrupolosamente alle disposizioni del Regolamento C.E.E n°2092 del 24/06/91 (recepito dalla Legislazione Italiana con il D.M 25/02/92 n° 338/R) e successive modifiche ed integrazioni, ed essere corredata di documentazione attestante lassenza di Organismi Geneticamente Modificati e multiresiduale < 0,01 ppm. La pasta di semola di grano duro dovrà essere conforme a tutte le prescrizioni della legge 4/7/1967 n.580 e successive modificazioni e/o integrazioni. I prodotti orto-frutticoli devono provenire da coltivazioni che si attengono scrupolosamente alle disposizioni del Regolamento C.E.E. n.2092 del 24/6/1991 (recepito dalla Legislazione Italiana con D.M. 25/2/1992 n.338/R) e successive modifiche, e non contenere ingredienti di natura transgenica. I prodotti devono arrivare nelle cucine in confezioni chiuse ed essere munite di etichette che attestino la certificazione di Prodotto Biologico fornito da uno dei Consorzi responsabili dei controlli di cui all'art. 9 del Regolamento C.E.E. n.2092/91. Sull'etichetta deve essere indicato il codice dell'organismo di controllo, la sede e denominazione dellazienda produttrice, il codice dell'azienda produttrice, il codice lotto, gli estremi di autorizzazione ministeriale, nome dell'organismo di controllo. In aderenza alle leggi vigenti in materia di organismi geneticamente modificati (Reg. CE.1139/1998;Reg.CE 49/2000;Reg.CE 50/2000) ed in specie alle disposizioni della Legge Reg.Toscana 53/2000, art /04/2000 (recante norme di divieto della somministrazione di prodotti contenenti OGM nelle attività di ristorazione collettiva scolastiche prescolastica), limpresa aggiudicataria dovrà attestare, a mezzo dichiarazione di responsabilità alluopo sottoscritta dal legale rappresentante, che le derrate alimentari approvvigionate non contengano ingredienti di natura transgenica. Al fine di verificare lidoneità strutturale e produttiva della impresa fornitrice si richiede, copia dellautorizzazione sanitaria, idonea documentazione attestante la conformità alle vigenti norme nel settore produttivo specifico. Inoltre è necessario inviare documentazione attestante lassenza di agrofarmaci multiresidui < 0,01 ppm (DM 27/08/2004)

34 IN PRATICA Titolo CAPITOLATO PER LA FORNITURA DI …… PRODOTTI DA AGRICOLTURA BIOLOGICA PER IL SERVIZIO DI MENSA Imballaggi La fornitura deve essere consegnata limitando il volume degli imballaggi e utilizzando ove possibile imballaggi a rendere, ossia riutilizzabili. I contenitori, impiegati devono garantire caratteristiche di alta riciclabilità, elevata biodegradabilità, possibilità di bio-compostaggio: vetro/latta per lolio doliva biologico cassette riutilizzabili a sponde abbattibili per la frutta e la verdura confezioni in materiali ad elevata biodegradabilità o/e bio-compostaggi per la pasta. Si devono utilizzare imballaggi riciclabili e comunque non costituiti da materiali sintetici alogenati. Nel caso di utilizzo di imballaggi cartacei si devono utilizzare contenitori costituiti da un unico materiale (monomateriale) o da più componenti, facilmente separabili manualmente, a loro volta monomateriali, che possano essere inviati a raccolta differenziata.

35 LABC DEGLI ACQUISTI VERDI PUBBLICI DISTRIBUTORI GENERI DI CONFORTO IN PRATICA Titolo CAPITOLATO PER LA FORNITURA DI GENERI DI RISTORO DEL MERCATO TRADIZIONALE E DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE ATTRAVERSO LA GESTIONE DI APPARECCHIATURE AUTOMATICHE E SEMIAUTOMATICHE, NONCHELA FORNITURA DI EROGATORI DI ACQUA POTABILE PRESSO LE SEDI DELLENTE ………… Caratteristiche del prodotto Distributori cibi e bevande fredde Il 35% delle tipologie di cibi e bevande fredde disponibili nei distributori automatici di generi di ristoro deve essere costituito da prodotti dalla rete del commercio equo e solidale. Inoltre: almeno il 30% dei prodotti erogabili deve contenere ingredienti provenienti da coltivazione biologica certificata. in ogni distributore automatico deve essere disponibile un prodotto salato e uno dolce adatti a una dieta priva di glutine (celiachia). Nei distributori automatici devono essere evidenziati e caratterizzati con apposita segnaletica gli spazi in cui saranno collocati i prodotti equo e solidali, biologici e per i celiaci. Non sono ammessi: - contenitori in alluminio con contenuto inferiore a 330cc - bottiglie o altri contenitori di acqua minerale, sia naturale che frizzante (essi vengono sostituiti da erogatori per la distribuzione gratuita dellacqua dellacquedotto cittadino). Distributori bevande calde Nei siti prestabiliti devono essere installati distributori automatici con doppio macinatore del caffè: caffè di tipo tradizionale, caffè equo e solidale. I distributori di bevande calde (sia automatici che semi automatici) devono fornire automaticamente i cucchiaini/palette –biodegradabili e compostabili - per mescolare le bevande. Erogatori di acqua potabile Nei locali individuati devono essere istallati erogatori di acqua collegati direttamente alla rete idrica cittadina. Detti erogatori devono essere posizionati a fianco di ogni distributore di bevande fredde oggetto del presente capitolato (faranno eccezione i soli edifici risultati non idonei a seguito di verifica tecnica preventiva realizzata dallAmministrazione). Nel caso in cui non sia prevista linstallazione del distributore di bevande fredde, lerogatore dellacqua potabile sarà ubicato in un locale appositamente individuato. Gli erogatori dellacqua potabile devono avere le seguenti caratteristiche: allacciamento diretto alla rete idrica delledificio; assenza di qualsiasi trattamento di filtrazione o di depurazione dellacqua in entrata; assenza di serbatoi o altri sistemi di accumulo dellacqua in entrata; tre opzioni di scelta da parte dellutente: naturale a temperatura ambiente, refrigerata, gassata con addizione di CO2 (anidride carbonica); piastra di scarico collegata ad un contenitore di idonee dimensioni (capacità minima:2 litri), non visibile dallesterno ed al quale convogliare gli eventuali sversamenti dellacqua erogata raccolti dalla piastra di scarico; pulsante di erogazione dellacqua (lerogazione deve avvenire solo fintanto che il pulsante rimane premuto dallutente); lerogatore deve avere uno spazio sufficiente per consentire il riempimento anche di caraffe; la cannella dellerogatore non deve consentire lattacco di tubazioni esterne; nel caso la tubatura di allacciamento diretto dellacqua in entrata fosse di lunghezza superiore ai 5 metri, andrà previsto in prossimità dellerogatore un rubinetto che consenta eventuali prelievi dellacqua per il controllo della qualità. A fianco degli erogatori di acqua potabile devono sempre essere posizionati distributori di bicchieri a pagamento; su indicazione dellAmministrazione detti bicchieri devono essere realizzati in materiale biodegradabile e compostabile

36 IN PRATICA Titolo CAPITOLATO PER LA FORNITURA DI GENERI DI RISTORO DEL MERCATO TRADIZIONALE E DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE ATTRAVERSO LA GESTIONE DI APPARECCHIATURE AUTOMATICHE E SEMIAUTOMATICHE, NONCHELA FORNITURA DI EROGATORI DI ACQUA POTABILE PRESSO LE SEDI DELLENTE ………… Il concessionario si impegna a: privilegiare la dotazione presso i distributori di prodotti confezionati in imballaggi di peso e volume minimo, monostrato e ad elevata riciclabilità ed a partecipare a tutte le azioni dellAmministrazione finalizzate a ridurre il quantitativo e ad la riciclabilità dei rifiuti di imballaggio connessi e/o derivanti dallutilizzazione dei distributori di generi di ristoro ed erogatori di acqua potabile collaborare con la campagna di sensibilizzazione e comunicazione che sarà realizzata dallAmministrazione per diffondere tra gli utenti di distributori ed erogatori la coscienza dellimportanza dellacqua come elemento fondamentale nella vita di tutti e dellimportanza di compiere scelte di consumo finalizzate a preferire prodotti confezionati in imballaggi di peso e volume minimo, monostrato e ad elevata riciclabilità provvedere ad installare contenitori riciclati/riciclabili e sacchetti biodegradabili da utilizzare per la raccolta differenziata dei rifiuti Barriere architettoniche Al fine di favorire il superamento delle problematiche concernenti le "barriere architettoniche" nei luoghi di lavoro, compatibilmente con le esigenze impiantistiche e/o tecnico- organizzative, nellambito della valutazione delle caratteristiche qualitative, metodologiche e tecniche dellofferta sarà attribuito un punteggio alle offerte in cui si prevedranno ausili ai distributori per facilitare laccessibilità da tutti gli utenti compresi i diversamente abili, non vedenti o ipovedenti. I distributori semi automatici e gli erogatori di acqua potabile devono essere posizionati sopra punti di appoggio (forniti gratuitamente dal concessionario) che permettano la fruibilità dellapparecchiatura anche dalle persone diversamente abili.

37 RELATORE: Dott.ssa Maria Giorgi Comune di Massa Settore Sviluppo Sostenibile Igiene Ambientale Via Simon Musico, Massa Tel Fax


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