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1 A) IMMOBILIZZAZIONIA) PATRIMONIO NETTO I) IMM. IMMATERIALII Netto patrimoniale 1. Costi pluriennali capitalizzatiII) Netto da beni demaniali II) IMMOB.

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1 1 A) IMMOBILIZZAZIONIA) PATRIMONIO NETTO I) IMM. IMMATERIALII Netto patrimoniale 1. Costi pluriennali capitalizzatiII) Netto da beni demaniali II) IMMOB. MATERIALITOTALE PARTIMONIO NETTO 1. Beni demaniali 2. Terreni (patrimonio indisponibile)B) CONFERIMENTI 3. Terreni (patrimonio disponibile)I) Conferimenti da trasferimenti in c/capitale 4. Fabbricati (patrimonio indisp.)II) Conferimenti da concessioni a edificare 5. Fabbricati (patrim.disponibile)TOTALE CONFERIMENTI 6. Macchinari, attrezz. E impianti 7. Attrezz,. E sistemi informaticiC) DEBITI 8. Automezzi e motomezziI) Debiti di finanziamento 9. Mobili e macchine dufficio1. Per finanziamenti a breve termine 10. Universalità di beni (patrim. indisponibile)2. Per mutui e prestiti 11. Universalità di beni (patrim. Disponibile)3. Per prestiti obbligazionari 12. Diritti reali su beni di terzi4. Per debiti pluriennali 13. Immobilizzaz. In corsoII) Debiti di funzionamento III) IMMOBILIZZAZIONI FINANZ.III) Debiti per IVA 1. PartecipazioniIV) Debiti per anticipazioni di cassa 2. CreditiV) Debiti per somme anticipate daterzi 3. TitoliVI) I debiti verso controllate, collegate, altri 4. Crediti per depositi cauzionaliVII) Altri debiti TOTALE IMMOBILIZZAZIONITOTALE DEBITI B) ATTIVO CIRCOLANTE I) RIMANENZED) RATEI E RISCONTI II) CREDITII) Ratei passivi 1. Verso contribuentiII) Risconti passivi 2. Verso enti del settore pubblico allargatoTOTALE RATEI E RISCONTI 3. Verso debitori diversi 4. Crediti per IVA 5. Crediti per depositi (banche) III. ATTIVITA FIN. CHE NON COSTIT. IMM. 1. Titoli IV. DISPONIBILITA LQUIDE 1. Fondo cassa 2. Depositi bancari TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE C) RATEI E RISCONTI TOTALE ATTIVO IL CONTO DEL PATRIMONIO ex Dpr. 194/96

2 2 Il patrimonio degli enti locali è costituito dal complesso di beni e dei rapporti giuridici attivi e passivi di pertinenza di ciascun ente, suscettibili di valutazione e attraverso la cui rappresentazione contabile e il relativo risultato finale differenziale è determinata la consistenza netta della dotazione patrimoniale. Operativamente il conto del patrimonio è determinato contemporaneamente al conto economico attraverso il prospetto di conciliazione o attraverso sistemi complessi di scritture contabili applicati al metodo della partita doppia. Conto del patrimonio art. 230 comma 2 tuel

3 CONTO DEL PATRIMONIO3 Beni demaniali : al costo Terreni, fabbricati e beni mobili: al costo Crediti e debiti : al valore nominale Censi, livelli e enfiteusi : capitalizzazione della rendita al tasso legale (determinazione del valore attuale) Rimanenze art del codice civile Criteri di valutazione per i beni acquisiti successivamente al D.lgs 77/1995

4 CONTO DEL PATRIMONIO4 Il patrimonio netto si determina come differenza tra lattivo il passivo. PN = A – P Esso è un fondo di valori misurato in un certo istante (31/12) che comprende il risultato economico dellesercizio. Se il risultato economico è positivo il netto aumenta; se negativo il netto diminuisce Deficit patrimoniale P > A

5 5 IL SERVIZIO DI TESORERIA

6 6 Il servizio di tesoreria è obbligatorio sulla base di una convenzione deliberata dal Consiglio e deve essere affidato in alternativa: - a una banca - a una S.p.A. con capitale sociale interamente versato non inferiore ad 1 miliardo di lire (solo per i Comuni non capoluoghi di Provincia, comunità montane ed unione di comnuni) - al concessionario del servizio nazionale di riscossione (D. Lgs. 112/99 art.3). Il servizio di tesoreria

7 7 Loggetto: svolgere le operazioni legate alla gestione finanziaria, finalizzate: - alla riscossione delle entrate e dei depositi effettuati da terzi, - al pagamento delle spese, - alla custodia di titoli e valori. Secondo il dettato normativo ogni deposito deve essere intestato allente e va gestito da tesoriere nel rispetto del sistema UNICO di tesoreria. Il tesoriere nella sua attività deve conformarsi alla legge, allo statuto, ai regolamenti dellente e alle specifiche convenzioni. Il servizio di tesoreria

8 8 Il Tesoriere svolge adempimenti contabili connessi: - alla riscossione delle entrate - al versamento delle spese - al rilascio di quietanze - alla comunicazione relative alle operazioni eseguite. Il servizio di tesoreria

9 9 Il Tesoriere inoltre deve: - Controllare le condizioni di legittimità (codifica dei mandati e limiti di stanziamento) - Tener conto delle variazioni di bilancio e dei prelevamenti dal fondo di riserva - Assumersi la piena responsabilità per la estinzione dei mandati - Provvedere alla gestione dei titoli. Il servizio di tesoreria

10 10 Gli obblighi del Tesoriere sono legati al contenuto della convenzione con lente. Entro due mesi dalla chiusura dellesercizio il tesoriere rende allente locale il conto della propria gestione. Il tesoriere concede allente, in seguito a deliberazioni della Giunta, anticipazioni di tesoreria entro il limite dei 3/12 delle entrate correnti accertate nel penultimo anno precedente. Lanticipazione dovrebbe avere una breve durata nel rispetto degli equilibri finanziari. Il servizio di tesoreria

11 11 PATTO DI STABILITA DI STABILITAINTERNO

12 12 Il patto di stabilità interno Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 14 luglio 2010 (G.U. n. 176 del 30 luglio 2010) Determinazione degli obiettivi programmatici del patto di stabilità interno del triennio per le Province e i Comuni con popolazione superiore a abitanti Le province e i comuni con popolazione superiore a abitanti trasmettono al Ministero dellEconomia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato – le informazioni concernenti gli obiettivi programmatici del patto di stabilità interno per il triennio 2010/2012 di cui al comma 14 dellarticolo 77–bis, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, con le modalità ed i prospetti definiti nellallegato A al decreto. I prospetti devono essere trasmessi - utilizzando esclusivamente il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilità interno nel sito - entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale (29 agosto 2010).

13 13 Il patto di stabilità interno Il comma 11 dellarticolo 77-ter del decreto legge n. 112/2008 che ha introdotto la facoltà, per le regioni, di adattare le regole e i vincoli posti dalla normativa nazionale (articolo 77-bis), sulla base dei criteri stabiliti in sede di Consiglio delle autonomie locali, in relazione alle diverse situazioni finanziarie degli enti locali compresi nel proprio territorio, fermo restando lobiettivo determinato complessivamente sulla base delle regole statali del patto di stabilità interno per gli enti locali; Il comma 7 dellarticolo 7-quater, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5 che, ai fini dellapplicazione del comma 11 dellarticolo 77-ter, stabilisce che ogni regione definisce e comunica agli enti locali il nuovo obiettivo del patto di stabilità interno per gli anni , determinato sulla base dei criteri stabiliti in sede di Consiglio delle autonomie locali; Gli enti locali che, ai sensi del comma 11 dellarticolo77-ter del decreto legge n. 112/2008 e del comma 7 dellarticolo 7-quater, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, rideterminano i propri obiettivi, provvedono a trasmettere i nuovi obiettivi, secondo le modalità di cui al comma 2, entro 15 giorni dalla loro rideterminazione.

14 14 Il patto di stabilità interno Le province e i comuni con popolazione superiore ai abitanti che non provvedono ad inviare il prospetto dimostrativo degli obiettivi programmatici nei modi e nei tempi precedentemente indicati sono considerati, ai sensi del citato comma 14 dellarticolo 77-bis del decreto legge n. 112 del 2008, inadempienti al patto di stabilità interno. Terminato lanno di riferimento non è più consentito variare le voci determinanti lobiettivo del medesimo anno. Per lanno 2010, eventuali rettifiche o variazioni possono essere apportate esclusivamente tramite il sistema web di cui al comma 2 entro e non oltre il 31dicembre 2010.

15 15 La Finanziaria 2008 aveva introdotto il principio contabile della obbligatorietà del rispetto del patto di stabilità interno come elemento necessario per lapprovazione del bilancio di previsione. Si prevede che il bilancio di previsione deve essere approvato iscrivendo le previsioni di entrata e di spesa di parte corrente in misura tale che, unitamente alle previsioni dei flussi di cassa di entrate e spese di parte capitale, al netto delle riscossioni e delle concessioni di crediti, sia garantito il rispetto delle regole che disciplinano il patto. A tal fine, gli enti locali sono tenuti ad allegare al bilancio di previsione un apposito prospetto contenente le previsioni di competenza e di cassa degli aggregati rilevanti ai fini del patto di stabilità interno. In tale allegato deve essere verificata la coerenza con il Piano triennale delle Opere Pubbliche ed elenco annuale, con particolare riguardo al cronoprogramma dei lavori. Durante la gestione, con gli atti di variazione al bilancio e con gli atti di gestione (accertamenti e impegni, riscossioni e pagamenti) deve essere garantito il permanere del rispetto dellobiettivo programmatico. Il patto di stabilità. Bilancio di previsione

16 16 Il patto di stabilità interno DEFINIZIONE DEL SALDO FINANZIARIO Il saldo finanziario è definito dalla differenza tra entrate finali Titoli I – II – III – IV dellentrata) e spese finali (titoli I e II della spesa) ed è espresso, come previsto dal comma 5 dellarticolo 77-bis del decreto legge n. 112/2008, in termini di competenza mista ossia pari alla somma algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti ed impegni, per la parte corrente, e dalla differenza fra riscossioni e pagamenti (in conto competenza ed in conto residui) per la parte in conto capitale, al netto delle entrate derivanti da riscossioni di crediti e delle spese derivanti da concessioni di crediti. Come indicato espressamente ai commi 6 e 7 dellarticolo 77-bis, i valori di riferimento devono essere quelli registrati nei conti consuntivi.

17 17 Il patto di stabilità Interno

18 18 Il patto di stabilità Interno

19 19 Il patto di stabilità Interno Saldo finanziario programmatico Il saldo finanziario programmatico per gli anni 2010, 2011 e 2012 è ottenuto sommando al saldo del 2007, espresso in termini di competenza mista, un valore pari al concorso di ogni ente alla manovra complessiva del comparto. Come per il 2009, al fine di determinare il concorso alla manovra, sono stati individuati quattro gruppi di enti in funzione del segno del saldo di competenza mista registrato nel 2007 ed in funzione del rispetto o meno delle regole del patto di stabilità Per gli enti appartenenti a ciascuno dei quattro gruppi è stata individuata la variazione del saldo 2007 che è necessaria per determinare il saldo programmatico per ciascuno degli anni 2010/2012

20 20 Il patto di stabilità Interno: Individuazione manovra correttiva L'individuazione del contributo alla manovra e dei saldi obiettivi è determinata mediante la procedura di cui all'allegato: -B/10/C se: - l'ente nel 2007 HA rispettato il PSI (VER PSI) e ha un saldo in termini di competenza mista NEGATIVO (SFIN 07), - il comune partecipa al Patto in quanto la popolazione di riferimento supera, al 31/12/2008, la soglia dei abitanti e registra un saldo negativo nel 2007;

21 21 Il patto di stabilità Interno: Individuazione manovra correttiva L'individuazione del contributo alla manovra e dei saldi obiettivi è determinata mediante la procedura di cui all'allegato: -- C/10/C se: - l'ente nel 2007 NON HA rispettato il PSI (VER PSI) e ha un saldo in termini di competenza mista NEGATIVO (SFIN 07);

22 22 Il patto di stabilità Interno: Individuazione manovra correttiva L'individuazione del contributo alla manovra e dei saldi obiettivi è determinata mediante la procedura di cui all'allegato: D/10/C se: l'ente nel 2007 HA rispettato il PSI (VER PSI) e ha un saldo in termini di competenza mista POSITIVO o PARI a 0 (SFIN 07), il comune partecipa al patto in quanto la popolazione di riferimento supera, al 31/12/2008, la soglia dei abitanti e registra un saldo positivo o pari a 0 nel 2007 l'ente è stato commissariato nel 2004 e/o nel 2005 ai sensi dell'art. 141 o 143 del TUEL; l'ente non è stato assoggettato al patto 2007 perchè commissariato ai sensi dell'art. 143 del TUEL;

23 23 Il patto di stabilità Interno: Individuazione manovra correttiva L'individuazione del contributo alla manovra e dei saldi obiettivi è determinata mediante la procedura di cui all'allegato: - E/10/C se: l'ente nel 2007 NON HA rispettato il PSI (VER PSI) e ha un saldo in termini di competenza mista POSITIVO o PARI a 0 (SFIN 07).

24 24 La RGS ha ritenuto opportuno specificare nel decreto del 14 luglio che per lanno 2012, in assenza di specifiche disposizioni legislative, si ritiene opportuno che venga confermato lo stesso obiettivo programmatico individuato per lanno 2011 e, quindi, le percentuali da applicare, per la determinazione del concorso di ciascun ente relativo allanno 2012, sono le stesse utilizzate per lanno Il patto di stabilità Interno: Individuazione manovra correttiva

25 25 1.l'incassato entrata corrente e il pagato spesa corrente non rilevano ai fini patto. 2.laccertato di parte corrente contribuisce, ai soli fini patto, alla copertura dei pagamenti di parte capitale, come pure lincassato di parte capitale contribuisce,ai soli fini patto, alla copertura degli impegni di parte corrente. 3.accertando entrate in conto capitale e impegnando spese per investimenti, non sorgono difficoltà ai fini patto, nemmeno se la fonte di finanziamento è il mutuo o lavanzo, che rimangono esclusi ai fini patto. Questo deriva dal fatto che laccertato e limpegnato di parte capitale non sono considerati ai fini patto. Nasceranno difficoltà quando la spesa in conto capitale impegnata sarà successivamente pagata. 4.se lincassato e il pagato della parte capitale avvengono nel medesimo anno, non si producono distorsioni a livello patto, che assorbe in tal modo entrambe le voci. Diverso è il caso contrario, molto più probabile nella pratica, in cui lincassato e il pagato di parte capitale siano contabilizzati in anni diversi. Il patto di stabilità. Le nuove regole: conseguenze

26 26 Il patto di stabilità interno Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 14 luglio 2010 (G.U. n. 178 del 2 agosto 2010) Monitoraggio semestrale del Patto di stabilità interno per l'anno 2010 per le Province e i Comuni con popolazione superiore a abitanti e i prospetti di rilevazione Le province e i comuni con popolazione superiore a abitanti forniscono al Ministero delleconomia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – le informazioni per il monitoraggio semestrale del patto di stabilità interno per lanno di cui allarticolo 77-bis, comma 14, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n con le modalità e i prospetti definiti dallallegato A al decreto. Detti prospetti devono essere trasmessi con riferimento a ciascun semestre, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilità interno nel sito

27 27 Il patto di stabilità interno Saldo finanziario Il comma 3, dellarticolo 77-bis, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive modifiche prevede, come per il 2009, che il saldo finanziario obiettivo sia determinato solo in termini di competenza mista. Conseguentemente, anche il saldo valido per la verifica del rispetto del patto di stabilità è espresso in termini di competenza mista.

28 28 Il patto di stabilità interno Specifiche sui prospetti del monitoraggio Cumulabilità - I modelli devono essere compilati dagli enti con riferimento a ciascun semestre, indicando i dati cumulati a tutto il periodo di riferimento (es.: i dati concernenti il primo semestre devono essere riferiti al periodo che inizia il 1° gennaio e termina il 30 giugno 2010). Variazioni – In presenza di errori materiali di inserimento ovvero di imputazione, è necessario rettificare il modello relativo al periodo cui si riferisce lerrore. Dati provvisori - A tal riguardo, il decreto fa presente che, nel caso ne sussistano i presupposti, i dati sono modificabili entro un mese dalla data ultima prevista per lapprovazione del consuntivo dellanno Trascorso tale termine non è più possibile apportare variazioni ai dati comunicati.

29 29 Il patto di stabilità interno

30 30 Il patto di stabilità interno

31 31 Il patto di stabilità interno

32 32 Il patto di stabilità interno

33 33 Il patto di stabilità interno

34 34 Il patto di stabilità interno Effetti finanziari delle sanzioni Il regime sanzionatorio (comma 20 dellarticolo 77-bis, il comma 10 dellarticolo 61 ed il comma 4 dellarticolo 76, richiamato dal comma 21 del predetto articolo 77-bis) prevede lapplicazione delle seguenti sanzioni: a) i trasferimenti ordinari dovuti dal Ministero dellinterno sono ridotti di un importo pari alla differenza, se positiva, tra il saldo programmatico e il saldo reale e, comunque, in una misura non superiore al 5%; b) gli impegni di spese correnti, identificate dal titolo 1° della spesa (secondo la classificazione di cui al D.P.R. n. 194 del 1996), senza alcuna esclusione, non possono superare il valore annuale più basso del corrispondente ammontare annuo degli impegni effettuati nellultimo triennio (comma 21, lettera a)); c) il ricorso allindebitamento non è consentito anche se finalizzato agli investimenti; naturalmente, non rientrano nel divieto le operazioni che non configurano un nuovo debito; segue ……

35 35 d) il divieto di assunzione del personale (come previsto dallarticolo 76, comma 4). Tale divieto opera per le assunzioni a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia di contratto, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione. E fatto, altresì, divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurano elusivi della citata disposizione. e) riduzione delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza (articolo 61, comma 10, del decreto legge n. 112/2008). Gli emolumenti degli amministratori di cui allarticolo 82 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni sono rideterminati con una riduzione del 30 per cento rispetto allammontare risultante alla data del 30 giugno Il patto di stabilità interno Effetti finanziari delle sanzioni

36 36 Il comma 22 del più volte richiamato articolo 77-bis prevede che gli effetti finanziari conseguenti allapplicazione della sanzione relativa alla riduzione degli impegni per spese correnti (precedente punto b) e della sanzione che vieta di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo (punto d), non concorrono al perseguimento degli obiettivi assegnati per lanno in cui le sanzioni vengono attuate. Lente sanzionato non potrà, quindi, considerare nel saldo valido ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno 2010 la minore spesa derivante dallapplicazione delle sanzioni. Il patto di stabilità interno Effetti finanziari delle sanzioni

37 37 Sanzioni derivanti dallinosservanza del sistema di monitoraggio FattispecieSanzione Mancata comunicazione dellobiettivo programmatico Sanzione applicabile come se non avesse rispettato il patto Mancata comunicazione della certificazione del raggiungimento dellobiettivo Sanzione applicabile come se non avesse rispettato il patto Mancata segnalazione della situazione di commissariamento Assoggettamento al patto Il patto di stabilità interno Effetti delle sanzioni

38 38 Il patto di stabilità interno Verifica del rispetto del Patto Il rispetto del patto da parte dei singoli enti viene valutato confrontando il risultato conseguito al 31 dicembre 2010 con lobiettivo annuale prefissato. Al fine di evitare le difficoltà interpretative riscontrate negli anni passati circa il significato da attribuire al segno (positivo o negativo) derivante dalla differenza tra risultato registrato e obiettivo programmatico, anche per il patto 2010 la RGS stabilisce che, se tale differenza al 31 dicembre 2010 risulta: positiva o pari a 0, il patto di stabilità per lanno 2010 è stato rispettato; negativa, il patto di stabilità interno 2010 non è stato rispettato. Qualora il prospetto del monitoraggio venga redatto in modo non esaustivo e/o risulti incoerente con i dati di consuntivo, non sarà ritenuta valida la conseguente certificazione inoltrata ai sensi del comma 15 dellarticolo 77- bis del decreto legge n. 112/2008.

39 39 Il patto di stabilità interno Certificazione Le province e i comuni con popolazione superiore a abitanti soggetti al patto di stabilità interno trasmettono, entro il termine perentorio del 31 marzo 2010, al Ministero delleconomia e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, IGEPA –, una certificazione, sottoscritta dal rappresentante legale e dal responsabile del servizio finanziario, relativa al rispetto degli obiettivi del patto di stabilità interno per lanno di riferimento, secondo il prospetto e le modalità contenute nellallegato A al decreto di approvazione dei modelli di certificazione. La certificazione deve essere spedita a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, con esclusione di qualsiasi altro mezzo e, ai fini della verifica del rispetto del termine di invio, la data è comprovata dal timbro apposto dall'ufficio postale accettante.

40 40 Le province e i comuni di cui al comma 1 che non provvedono ad inviare detta certificazione nei modi e nei tempi indicati sono considerati, ai sensi dellarticolo 77-bis, comma 15, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 e s.m.i. 2, inadempienti al patto di stabilità interno. Inoltre, come disposto dallarticolo 9-bis, comma 4, del decreto legge 1° luglio 2009, n. 7 lente rispettoso del patto che non trasmette la certificazione nei tempi previsti dalla legge è ritenuto inadempiente e sarà, quindi, applicata, sino alla data di invio della certificazione stessa, la sanzione (divieto di assunzione del personale) di cui al comma 4 dellarticolo 76 del decreto legge n. 112 del Il patto di stabilità interno Certificazione

41 41 Il patto di stabilità interno Premialità I commi 23, 24, 25 e 26 dellart. 77-bis el decreto legge n. 112/2008 avevano introdotto un meccanismo di premialità correlato con i risultati raggiunti dal comparto degli enti locali rispetto agli obiettivi programmatici assegnati allo stesso e basato su un nuovo elemento di virtuosità. L'art. 14, comma 12 del decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78 ha disposto che tale meccanismo non si applica per il a fronte di altre modifiche apportate ai criteri di calcolo ed esclusioni che dovrebbero avere effetti positivi sugli enti locali, tra i quali la reintroduzione della possibilità per le province e i comuni con piu' di abitanti di escludere dal saldo rilevante ai fini del rispetto del patto di stabilita' interno relativo all'anno 2010 i pagamenti in conto capitale effettuati entro il 31 dicembre 2010 per un importo non superiore allo 0,78 per cento dell'ammontare dei residui passivi in conto capitale risultanti dal rendiconto dell'esercizio 2008, a condizione che abbiano rispettato il patto di stabilita' interno relativo all'anno 2009

42 42 Utilizzare leve di bilancio dirette a potenziare le entrate rilevanti patto e a ridurre le spese correnti e in conto capitale. Si individuano a tal fine: - potenziamento di entrate tributarie; - maggiore copertura di servizi a domanda individuale con leva tariffaria; - sviluppo delle entrate da sponsorizzazioni; - maggiore redditività del patrimonio; - maggiore redditività delle aziende partecipate con rilevanza economica; - maggiore incisività nellalienazione di beni - maggiore utilizzo di concessioni edilizie per il finanziamento di opere; - maggiore ricorso alle fonti di finanziamento europee; - minore incidenza della spesa di personale; - minore incidenza oneri acquisto di beni; - minore incidenza di oneri per contratti di servizio dalle proprie aziende; - minore incidenza di fitti passivi; - minore incidenza di contributi ad enti e associazioni; - rinegoziazione di mutui e rimodulazione debito con riduzione di interessi passivi; - utilizzo di crediti tributari in compensazione di debiti tributari; - opzione irap per attività commerciali; - riduzione impatto degli investimenti sul bilancio dellente. Il patto di stabilità. Come migliorare il saldo

43 43 a) analizzare gli stanziamenti di bilancio e stimare il gettito presumibile di incassi a titolo IV in conto competenza e di pagamenti a titolo II in conto competenza, tenendo presente landamento degli ultimi anni; b) analizzare i residui attivi a titolo IV e individuare i presumibili incassi; c) analizzare i residui passivi, nel loro presupposto giuridico e nella loro struttura (per comprendere trattasi di debiti patrimoniali, quindi di futuro pagamento, oppure di conti dordine, ovvero di impegni finanziari in attesa di prestazione, il cui pagamento è dilazionato nel tempo); d) rivedere il ciclo passivo della spesa in conto capitale, con particolare riferimento ai lavori pubblici, per programmare le fasi di S.A.L. – fattura – mandato di pagamento; Il patto di stabilità. Come agire sulla cassa

44 44 e) analizzare i rapporti con gli altri enti pubblici, soprattutto con la Regione, verificando la previsione di incassi e pagamenti sulle deleghe; f) stimolare al massimo, in capo a tutti i responsabili di settore, i solleciti e le altre azioni esecutive nei confronti dei soggetti debitori dellente per favorire gli incassi a titolo IV; g) rallentare gli impegni di competenza a titolo II (che non siano obbligazioni già assunte) per ridurre lincidenza e la tempistica dei pagamenti; h) non commettere lerrore di impegnare spesa in conto capitale (per il solo fatto che limpegnato a titolo II non è più rilevante patto) senza considerarne gli effetti sulla cassa negli anni successivi. Il patto di stabilità. Come agire sulla cassa

45 45 OPEREPUBBLICHE

46 46 I legami tra la normativa finanziaria sugli investimenti e le prescrizioni in materia di bilancio triennale devono indirizzare le scelte dellente verso la predisposizione di un piano generale dei lavori pubblici realistico e realizzabile, in piena armonia con la reale disponibilità di risorse. Gli elementi fondamentali che stanno alla base di una programmazione realistica delle opere pubbliche possono essere così individuate: valutazione del grado di priorità dellinvestimento, data la limitatezza delle risorse disponibili; valutazione dellinvestimento in termini economici e di efficacia; capacità tecnica di realizzazione; scelta adeguata della fonte di finanziamento tenendo conto che il ricorso allindebitamento deve far riferimento non tanto alla massima disponibilità teorica ma, soprattutto, alla capacità reale di rimborsare i mezzi di terzi. OPERE PUBBLICHE

47 47 Le modalità di finanziamento degli investimenti sono individuate dall art. 199 del d.lgs. n. 267/ Per l'attivazione degli investimenti gli enti locali possono utilizzare: a) entrate correnti destinate per legge agli investimenti; b) avanzi di bilancio, costituiti da eccedenze di entrate correnti rispetto alle spese correnti aumentate delle quote capitali di ammortamento dei prestiti; c) entrate derivanti dall'alienazione di beni e diritti patrimoniali, riscossioni di crediti, proventi da concessioni edilizie e relative sanzioni; d) entrate derivanti da trasferimenti in conto capitale dello Stato, delle regioni, da altri interventi pubblici e privati finalizzati agli investimenti, da interventi finalizzati da parte di organismi comunitari e internazionali; e) avanzo di amministrazione, nelle forme disciplinate dall'articolo 187; f) mutui passivi; g) altre forme di ricorso al mercato finanziario consentite dalla legge. OPERE PUBBLICHE

48 48 Per le opere finanziate con fonti onerose occorre verificare il rispetto dei limiti al ricorso allindebitamento previsti dal 1° comma dellarticolo 204 del d.lgs. n. 267/00 e gli effetti economici e finanziari sul bilancio pluriennale e sui bilanci successivi. art. 204 Regole particolari per l'assunzione di mutui Oltre al rispetto delle condizioni di cui all'articolo 203, l'ente locale puo' assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato solo se l'importo annuale degli interessi sommato a quello dei mutui precedentemente contratti, a quello dei prestiti obbligazionari precedentemente emessi, a quello delle aperture di credito stipulate ed a quello derivante da garanzie prestate ai sensi dell'articolo 207, al netto dei contributi statali e regionali in conto interessi, non supera il 15 per cento delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene prevista l'assunzione dei mutui. OPERE PUBBLICHE

49 49 OPERE PUBBLICHE

50 50 La programmazione delle opere pubbliche si concretizza con la predisposizione del programma triennale e lelenco annuale dei lavori pubblici (o laggiornamento annuale) di cui allex articolo 14 della legge n. 109/94 ora art.128 del D.Lgs.163/2006 che devono essere redatti secondo le indicazioni e gli schemi ministeriali. OPERE PUBBLICHE

51 51 Per gli interventi inseriti nel Piano Triennale delle Opere pubbliche e nellelenco annuale -inferiori a 1 milione di euro devono essere predisposti SINTETICI STUDI (ai sensi dell'art. 11, comma 2, decreto del Presidente della Repubblica n. 554 del 1999; art. 2, commi 2 e 3 D. M. 9 giugno 2005) - superiori a 1 milione di euro devono essere predisposti STUDI di FATTIBILITÀ (secondo quanto previsto dall'art. 4 della legge 17 maggio 1999, n. 144) Per i lavori di manutenzione è sufficiente l'indicazione degli interventi accompagnata dalla STIMA SOMMARIA DEI COSTI ( art. 2 comma 4 D. M. 9 giugno 2005).


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