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Antropologia - Lezione 14^ Momento sistematico 1 Le strutture della libertà creata.

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1 Antropologia - Lezione 14^ Momento sistematico 1 Le strutture della libertà creata

2 Tua madre è un prodigio: il Signore è entrato in lei e si è fatto servo; egli è entrato che sapeva parlare e in lei si è fatto muto; è entrato in lei tuonante e la sua voce si è fatta silenzio. Il seno di tua madre ha stravolto lordine delle cose: il Creatore di tutte le cose è entrato ricco, ed è uscito povero; è entrato in lei grande, ed è uscito umile; è entrato in lei splendente, e si è ricoperto di un vile colore ed è uscito. È entrato come colui che nutre ogni cosa, e ha fatto sua la fame; è entrato come colui che dà da bere a ogni cosa, e ha fatto sua la sete; nudo e scoperto uscì, colui che veste ogni cosa (S. Efrem)

3 Dove siamo? lattuarsi della Predestinazione Eternità Storia Luomo libertà creata / partner di Dio imago Dei – costituito in corpo-anima

4 sviluppo sviluppo del tema delluomo imago Dei

5 tensione: vita spirituale sinergia: Spirito + libertà IMMAGINE SOMIGLIANZA

6 Dovè limago Dei nelluomo? Gli orientamenti fondamentali: 1) la tricotomia antropologica di Ireneo 2) la scuola alessandrina 3) la scuola antiochena 4) il modello agostiniano 5) la dicotomia antropologica della modernità

7 Ireneo a confronto con la gnosi Cosa è a immagine di Dio nelluomo? Cosa è spirituale nelluomo?

8 Lantropologia tricotomica Dato biblico di partenza: Prima lettera ai Tessalonicesi 5,23 Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

9 S. Lyonnet dice che la struttura tricotomica è laspetto peculiare dellantropologia di Paolo. Lo spirito (= pneuma) può essere identificato direttamente con il principio della vita nuova in Cristo, dunque lo Spirito Santo dimorante nel cuore dei credenti (cfr. Rm 5,5) oppure potrebbe indicare la parte più elevata delluomo, anchessa costitutivamente aperta allinflusso dello Spirito (cfr. Rm 1,9). Cfr. lesauriente studio storico di H. De Lubac, «Antropologia tripartita», in Mistica e Mistero, Jaca Book, Miano 1975,

10 tutto luomo, non una sua parte, diventa simile a Dio Per mezzo del Figlio e dello Spirito, tutto luomo, non una sua parte, diventa simile a Dio. Lanima é una parte delluomo, non tutto luomo: luomo perfetto è composizione e unione dellanima che riceve lo Spirito del Padre ed è unita alla carne modellata a immagine di Dio luomo perfetto è composizione e unione dellanima che riceve lo Spirito del Padre ed è unita alla carne modellata a immagine di Dio. Ireneo di Lione

11 corpo anima SPIRITO tricotomia Spirito salva e dà forma Luomo perfetto è composto di tre elementi: la carne, lanima e lo Spirito ; quello che salva e dà forma è lo Spirito Ireneo di Lione Tutto quello che è vostro, Spirito, anima e corpo si conservi per la venuta del Signore (1Ts 5,23)

12 Cosa nelluomo riceve lo Spirito? per una partecipazione dello Spiritonon grazie alla privazione e alleliminazione della carne Sotto il nome di perfetti, san Paolo designa coloro che hanno ricevuto lo Spirito di Dio, li chiama anche spirituali; spirituali lo sono per una partecipazione dello Spirito, ma non grazie alla privazione e alleliminazione della carne. Ireneo di Lione

13 Il grande contributo di Ireneo è stato quello di aver eliminato il concetto di spirituale per natura = lanima è spirituale dove spirituale è da intendersi comeimmateriale.

14 Dunque anche la carne è spirituale? Nessuna anima può in alcun modo conseguire la salvezza, se non ha accolto la fede nel tempo che la vede unita alla carne: la carne è a tal punto la carne è il cardine della salvezza il cardine della salvezza ! (Tertulliano, De resurrectione mortuorum, VIII, 2-3)

15 Spas Nerukotvornyj Scuola di Novgorod – XII secolo

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20 La scuola alessandrina : imago è lanima Il confronto col platonismo, qui è più forte del pensiero biblico! Filone : limmagine è in una delle facoltà spirituali delluomo (poi Clemente Alessan- drino e Origene) riduzione dellimago ad una singola parte dell uomo più precisamente, a qualcosa di spirituale (= immateriale!).

21 Ragionamento : - se il prototipo delluomo è il Verbo preesistente, il Logos invisibile - la copia di esso è lanima, altrettanto invisibile e spirituale - la somiglianza al Logos invisibile si manifesta, cioè, nelle potenze spirituali = lintelligenza e la volontà Il corpo è considerato solo marginalmente riduzione dell imago solo ad un aspetto della persona, non alla sua totalità – come è invece nella prospettiva biblica identificato con qualcosa di immateriale, a discapito della corporeità

22 Origene: «La parte dellanima che è la più preziosa di tutte, e che alcuni chiamano lapice del cuore (il noûs), altri senso spirituale, o sostanza intelligente, o che, in qualunque modo la si chiami, è in noi quella parte di noi stessi mediante la quale possiamo essere capaci di Dio».

23 scuola antiochena La scuola antiochena La linea asiatica e africana (Clemente Romano e Giustino, Ireno e Tertulliano) anche lispirazione aristotelica recupera il valore della corporeità : - se il prototipo è il Verbo incarnato -la copia è luomo intero, nella sua unità di corpo e anima, materia e spirito -larchetipo è Gesù Cristo, cioè una realtà storica e non unentità celeste e mitica, e la copia è luomo

24 Nei tempi passati (AT) si diceva bensì che luomo è stato fatto a immagine di Dio, ma non appariva tale, perché era ancora invisibile il Verbo, a immagine del quale era stato fatto: appunto per questo perse facilmente la somiglianza. Ma quando il Verbo di Dio si fece carne, confermò luna e laltra cosa: mostrò veramente limmagine, divenendo egli stesso ciò che era la sua immagine, e ristabilì saldamente la somiglianza, rendendo luomo simile al Padre invisibile attraverso il Verbo che si vede ( Ireneo )

25 In più: Limago perfetta non è il Figlio incarnato, ma la sua carne gloriosa, lumanità divinizzata di Gesù nella sua risurrezione questa linea non fu di fatto seguita nella riflessione successiva

26 Agostino identifica limmagine nelle potenze spirituali delluomo allintera Trinità loriginale a cui si ispira limmagine, non è ricondotto a Cristo, bensì allintera Trinità una rilettura che condiziona fino ad oggi se il prototipo è la Trinità, nell unità della natura e nella trinità delle persone la copia è luomo nell unità della sua natura e nella trinità delle sue potenze spirituali. Agostino trova questa immagine solo nelluomo interiore, cioè nella triade di:

27 mensvoluntasamor oppurememoriaintelligentiavoluntas

28 Agostino: fissazione autorevole con accentuazioni particolari : 1)una riduzione dellidea di immagine dal riferimento alluomo intero, alla identificazione con una parte di essa, una singola e specifica qualità 2)in linea con la cultura ambiente ellenistica se ne impone progressivamente una lettura spiritualizzata, poiché si identifica limago nell anima delluomo, di fronte ad una svalutazione del corpo.

29 3) perdita delloriginario riferimento cristologico dellimago: non solo a Cristo quale archetipo della creazione (Col 1), ma persino al Logos eterno. Perché? A motivo della controversia ariana, per evitare la tendenza a subordinare il ruolo di Cristo al Padre (fino a non riconoscerlo come Dio: il subordinazionismo), si mette da parte che luomo è stato creato solamente a immagine del Figlio e si identifica lanima o la mente con limmagine della Trinità

30 La storia successiva allepoca patristica Con Agostino = limmagine sta nell anima (= le potenze spirituali dellanima) Schleiermacher = limmagine divina è la vita personale religioso-morale delluomo I moderni = lelemento religioso è nella libera volontà, nell intelligenza, nell autocoscienza, nella personalità Ma tra Agostino e i moderni per ANIMA sintendono cose diverse!

31 Linflusso della cultura filosofica moderna rinascimentale nella comprensione dicotomica dellantropologia Se luomo è composto di corpo-anima dove è lelemento spirituale in questo composto?

32 anima corpo corpo apparato sensoriale sentimenti-affetti mente : razionalità e volontà UMANESIMO - RINASCIMENTO UMANESIMO - RINASCIMENTO : Luomo è completo in sé, senza relazione a Dio Dio è estraneo alluomo e dannoso per la sua autonomia Il soprannaturale è stato visto come unalienazione, una coercizione per la natura umana, una pressione esterna

33 corpo anima SPIRITO Dalla tricotomia alla…

34 alla dicotomia: corpo (animale) corpo (animale) Anima : qui lo spirituale nelluomo SPIRITO DIO: SPIRITO OGGETTO ESTERNO antropocentrismo

35 anima : anima : raziocinio volontà psicologica (anima: psiche) Lo spirituale si misura con la sfera psicologica (anima: psiche) CRISTO CRISTO:insegnamenti esempio etico ? ?

36 ? ANIMA ? esteriori RESTANO esteriori allo spirituale la forza fisica i sensi lestetica e la salute le abilità professionali il patrimonio le relazioni sociali E LE ALTRE SFERE DELLA PERSONA?

37 corpo ? ? livello fisico ed esteriore Vivono ad un livello fisico ed esteriore. Si misurano con: la loro forza fisica le attività produttive leccitazione dei sensi lestetica e la salute le abilità professionali Molti soggetti si fermano alle zone intermedie :

38 anima livello psicologico Altri invece si misurano di più con il loro livello psicologico : i pensieri (la cultura) i sentimenti le emozioni le sensazioni le gratificazioni relazionali la creatività la memoria linconscio ? ?

39 una cultura antropocentrica - a-religiosa Esito : una cultura antropocentrica - a-religiosa spiritualechiuso nel mondo psichico lo spirituale è chiuso nel mondo psichico : spirituale spirituale è = limmateriale, non palpabile, non terrestre, etereo (laureola dei santi) essere spirituali * non pensare e non volere cose materiali essere spirituali : * non pensare e non volere cose materiali * avere pensieri elevati e astratti su Dio * avere pensieri elevati e astratti su Dio * sforzarsi di fuggire il mondo e le passioni * sforzarsi di fuggire il mondo e le passioni * dualismi = anima contro corpo * dualismi = anima contro corpo gnosticismo riemerge leresia più dannosa per il cristianesimo, cioè lo gnosticismo

40 Lanima non pensa - vuole nello Spirito, ma riflette su Dio come oggetto esterno a sé Fede Fede : avere idee alte su Dio = sistemi dottrinali astratti dalla vita ( razionalismo ) Dottrina è ideale etico Dottrina è ideale etico = sforzo ascetico per conquistare gli ideali etici ( volontarismo ) Virtù Virtù = osservare regole/precetti ( legalismo ) Devozione Devozione = recupera i sentimenti religiosi FEDE = una elaborata costruzione su Dio, ma progettata dalluomo allinterno del suo io, anche se con tanti richiami al mondo divino (che però rimane esteriore alluomo)

41 Reazione allo sviluppo interiorista dellimago Dei H. Günkel ha cercato limmagine nellaspetto esteriore delluomo Alcuni autori che lo seguono arrivano a giustificare limmagine divina delluomo nella sua forma eretta ( L. Köhler ).

42 Quattro tentativi di correzione: Th. C. Vriezen vede limmagine non in qualcosa che cè nelluomo, bensì nella sua totalità non è però in grado di identificare la realtà dellimmagine se non in un elemento invisibile.

43 Gli studiosi di storia delle religioni compa- rate ( J. Hehn, H. Schmidt e H. Wildberger ) nella concezione dei testi egiziani e mesopotamici limmagine è: il re viene chiamato immagine di Dio = bisogna attribuire al termine di immagine il senso di mandatario luomo è il rappresentante di Dio sulla terra: a) domina sulle creature e imita il creatore b) oppure rappresenta Dio in quanto è una comunione (maschio e femmina).

44 In questa linea si collocano anche gli studi esegetici ( Wolff, G. Von Rad ) come interpretare Gen 1,26 = E Dio disse: «Facciamo luomo a nostra immagine ( tselem ), secondo la nostra somiglianza ( demuth ) somiglianza attenua il senso di immagine, escludendo la parità tra Dio e uomo cè laffermazione del dominio e della signoria delluomo sul mondo, a partire da Dio: Dio colloca luomo nel mondo quale segno della sua stessa grandezza, per garantire e affermare il suo diritto di sovranità

45 Genesi 1,26 = descrive lopera che luomo è chiamato a compiere nelluniverso: la sua missione di rappresentanza di Dio, il suo compito di luogotenente di Dio il significato dellessere creato a immagine di Dio va cercato non nella sua costituzione spirituale, ma nel suo ruolo particolare di rappresentante di Dio sulla terra

46 Westermann ha proposto una rilettura di Gen 1,26 che va oltre la possibilità di identi- ficare limmagine in una qualità delluomo : operare nel testo non ci viene detto primariamente qualcosa sulluomo, ma sull operare di Dio Dio crea luomo affinché esista di fronte a Lui, perché sia in relazione con Lui La relazione non è unaggiunta allessere delluomo, ma costituisce ciò che è più caratteristico dellessere umano la relazionalità non è caratteristica del singolo uomo ma del genere umano: nel suo insieme è il partner di Dio

47 «Ciò che Dio decide di creare deve avere una relazione con Lui. La creazione delluomo a immagine di Dio ha di mira un evento tra Dio e luomo. Il Creatore crea una creatura che gli è conforme, alla quale possa parlare e che lo possa ascoltare. Si noti quindi che l uomo in questo racconto della creazione è un termine collettivo ; nella creazione a immagine di Dio si pensa innanzitutto non a un individuo esistente per sé, bensì allumanità, al genere umano. Di esso viene detto che è creato affinché accada qualcosa tra Dio e uomo : lumanità è creata come partner ( Gegenüber ) di Dio» ( Westermann)

48 Conclusione di Westermann Gen 1,26 non esprime una qualche dimensione dellessere delluomo, ma la sua dimensione fondamentale senza negare il tema del dominio delluomo sul mondo in rappresentanza di Dio occorre invece insistere sulla relazione con Dio stesso Dio ha creato un «tu» che potesse rispondere a lui, una creatura libera che fosse il suo interlocutore

49 Limmagine di Dio non può ridursi a un aspetto parziale presente nelluomo, non è solo una qualità della libertà creata le interpretazioni parziali ricuperate tutte le interpretazioni parziali che la sto- ria ha proposto devono essere ricuperate allinterno della dimensione totale e totalizzante dellimmagine. Cifra sintetica dellimmagine = la relazionalità «Tutti gli uomini, in quanto immagine di Dio, sono Gegenüber di Dio, una pura relazionalità a Dio» ( Westermann )

50 La relazionalità : dignità umana qui si fonda ultimamente la dignità umana lapertura cristologica e da ciò deriva lapertura cristologica : in tutta la sua vicenda personale/storica/sociale, Cristo, che è limmagine del Dio invisibile, è il partner del Padre per questo luomo è immagine in quanto è pen- sato nella sua totalità come partner di Dio, a immagine del Figlio luomo è loghikos in quanto in ciascuna sua facoltà riflette lImmagine (conoscenza, amore, creazione, socialità, corporeità)

51 La struttura La struttura ontologica delluomo: anima - corpo anima - corpo

52 Le due questioni maturano insieme. Legame? limagoDei anima limago Dei è identificata nell anima umana 1)Nei Padri della Chiesa 2) Nella teologia scolastica (S. Tommaso) 3) Nelle definizioni magisteriali

53 1) Padri Intento di partenza = mantenersi in continuità con la concezione biblica dellunità delluomo confronto con l ellenismo ( platonismo, aristotelismo, stoicismo, neoplatonismo ) cambio metodologico : dallapproccio storico - salvifico della Bibbia ad approccio ontologico e metafisico = interessato a definire la natura delluomo, cercando i suoi principi costitutivi cambio contenutistico : rispetto a unitarietà biblica, lantropologia ellenistica interpreta luomo come unità di due elementi : anima e corpo.

54 difficoltà ad interpretare la modalità del rapporto corpo e anima il corpo è: gabbia – tempio – vaso – strumento due correttivi al dualismo Anima e Corpo si apportano due correttivi importanti: 1) si recupera la positività del corpo, contro la gnosi

55 E Dio prese del fango dalla terra e plasmò luomo (Gn 2,7). Evidentemente luomo in quanto plasmato a immagine di Dio era carnale. Inoltre è assurdo dire che la carne modellata da Dio a sua immagine sia spregevole e di nessun valore. Perché è evidente che davanti a Dio la carne è qualcosa di prezioso ; innanzitutto per essere stata plasmata da lui, come unimmagine che risulta gradita a chi la modella e la dipinge ( Tertulliano )

56 la positività del corpo è recuperata non anzitutto sulla scia di motivazioni antropo- logiche, bensì per ragioni cristologiche, ossia a partire dalla Risurrezione (della carne). 2) si ridimensiona il senso dellanima, riportandola alle sue giuste misure: lanima è riconosciuta come qualcosa di creato non di divino, attuando unimportante opera di demitizzazione. Nonostante i correttivi:

57 La patristica assume il modello antropologico greco, accogliendo in sé la preoccupazione metafisica che lo caratterizzava: definire la struttura ontologica delluomo il permanere della superiorità dellanima rispetto al corpo visione pessimistica della fisicità : pur non negando una certa consistenza della corporeità, la parte migliore e principale è lanima : «Luomo non è solo corpo e non è solo anima Lanima non è tutto luomo, ma è la parte migliore delluomo; e poiché anima e corpo sono unite insieme, si chiamano uomo» ( Agostino )

58 Osservazioni sulla riflessione dei Padri due tesi difficili da armonizzare: la duplicità degli elementi costitutivi e lunità delluomo la preferenza cade più sulla dualità degli ele- menti e sulla superiorità dellanima che non sull unità Chi-cosè luomo? crescente distacco dal contesto biblico (storico-salvifico e relazionale: Chi-cosè luomo? ) comè luomo? a favore della preoccupazione metafisica di descrivere la natura delluomo ( comè luomo? )

59 definizione degli elementi costitutivi delluomo (anima e corpo) il risultato è una definizione astratta, generale di uomo, anziché una comprensione nella concretezza delle sue relazioni in ombra la sua identità filiale È il debito verso la cultura ambiente!

60 2) Medio Evo Continua la corrente agostiniana : lanima luomo è, propriamente, lanima, la quale ha maggiore dignità del corpo, poiché è propriamente dellanima la capacità di vedere Dio difficoltà : corpoinsalvezza -come il corpo entra in questa salvezza ? radicaleunità -come salvare la radicale unità delluomo?

61 Lequilibrio fu trovato con lantropologia di san Tommaso lunità è il punto di partenza, prima della dualità lelemento spirituale delluomo, lanima, continua ad avere il primato la teologia si occupa del corpo solo a causa della sua relazione con lanima (il suo strumento) però: grazie alla sua corporeità luomo è inserito nel mondo materiale e ciò è positivo

62 Ma luomo è e si sperimenta contempora- neamente come Spirituale e Corporale Lunità originaria delluomo è previa in qualche modo ad ogni distinzione non è un semplice composto di due elementi diversi, ma ununità originale irriducibile il mezzo concettuale per dire lunità del- lessere umano nei suoi diversi aspetti è la concezione dellanima come lunica «forma del corpo» La materia è lelemento determinato e la forma è lelemento determinante.

63 così è impedita qualsiasi idea dualista delluomo che consideri lanima come preesistente o unita al corpo soltanto in modo accidentale Luomo non è l«anima», ma lo «spirito incarnato»: lessenza delluomo non è solo la forma (= lanima) né solo la materia (= il corpo), ma il composto di entrambe.

64 L anima spirituale non preesiste per essere unita con la materia (= il corpo), ma: riceve la sua realtà concreta in quanto in- forma, attua e vivifica la materia di cui ha bisogno per le sue operazioni luomo non è un composto di anima e corpo considerati come due sostanze separate e complete, ma come due principi che si richiedono reciprocamente. Il corpo e lanima esistono solo in quanto uniti: non possono essere separati

65 «Cè un corpo in quanto cè un corpo di unanima e cè unanima in quanto cè unanima di un corpo. Né lanima preesiste al corpo, né il corpo preesiste allanima. Anima e corpo esistono come due con- principi uniti... Luomo concreto è totalmente spirituale e totalmente corporale e lo spirituale e il corporale non si riferiscono a una parte distinta dellessere umano, ma a tutto luomo » ( Sanna I. )

66 non è un carcere né un ostacolo uno strumento A motivo dellunità, si supera una certa negati- vità del corpo : la materia non è un carcere dellanima, né un ostacolo alla sua attività e neppure uno strumento di essa. Nella sintesi di Tommaso resta aperto un pro- blema: limmortalità dellanima = che senso potrebbe avere laffermazione che lanima resta separata dal corpo dopo la morte? Tommaso si giustifica affermando che questa situazione paradossale non è voluta da Dio, bensì è frutto del peccato cè una tensione interna al ragionamento!

67 I limiti: manca un esplicito riferimento cristologico nella definizione delle componenti delluomo (sfuma la visione biblica) pare insufficiente una ricerca puramente metafisica della natura umana questa visione unitaria delluomo di stampo metafisico prevarrà nella teologia e nellinse- gnamento della Chiesa: cfr. la definizione del concilio di Vienne che, senza definire lile- morfisimo aristotelico, accetta la definizione dell anima come essentialiter forma corporis

68 Il Vaticano II abbandona la terminologia di «anima forma del corpo» e privilegia la categoria «immagine di Dio» = ritorno dalla prospettiva metafisica ad una storico-salvifica, ispirata direttamente alla Bibbia.

69 3) Le principali dichiarazioni magisteriali A)Collocazione dellanima nel mondo, contro ogni tendenza divinizzatrice concezione negativa del mondo materialecarattere divino dellanima condanna di ogni forma di dualismo esagerato che difende una concezione negativa del mondo materiale opponendole il carattere divino dellanima. Esempi: priscilliani il concilio di Toledo (verso il 400) condannò i priscilliani, per i quali lanima è una parte di Dio o la sostanza stessa di Dio e non cè risurrezione della carne

70 Il sinodo di Costantinopoli dellanno 543 fu contro le dottrine origeniane sulla preesistenza delle anime e la loro venuta in questo mondo come caduta La stessa condanna viene ripetuta nel concilio di Braga I (561), contro i priscillianisti, che anate- matizza coloro che affermano che lanima è della sostanza di Dio, mentre il demonio è il creatore del corpo e della materia. Di qui anche la concezione che la procreazione e il matrimonio siano male e che non ci sia alcuna risurrezione della carne Leone IX del 1053 ribadisce che lanima non è parte di Dio.

71 B) Unicità dellanima lanima delluomo è una sola : Costantinopoli IV -concilio di Costantinopoli IV dellanno 870 Laterano IV Vaticano I -i concili medievali: Laterano IV, anno 1215 e Vaticano I Oggi il problema ritorna per altre vie: la questione della trasmigrazione delle anime; la teoria della successione delle anime. Oggi il problema ritorna per altre vie: la questione della trasmigrazione delle anime; la teoria della successione delle anime. concilio di Vienne Lunità dellessere umano viene affermata espressamente nel concilio di Vienne (anno 1312) che riporta la formula «anima forma corporis» contro Olivi.

72 C) Individualità ed irripetibilità umana Pietro Pomponazzi Lateranense V (1513): contro le dottrine di Pietro Pomponazzi = lo spirito delluomo è universale e non esiste immortalità personale riafferma che lanima razionale è di per sé ed essenzialmente la forma del corpo umano e si aggiunge che è immortale e che si moltiplica secondo la moltitudine dei corpi nei quali viene infusa si sottolinea lindividualità e lirripetibilità di ogni uomo e il destino eterno di ognuno che prende forma nella sua concretezza storica

73 Sintesi teologica del Capitolo III Luomo Imago Dei Luomo Imago Dei Le dimensioni antropologiche: anima e corpo Le dimensioni antropologiche: anima e corpo

74 La storia si è concentrata sulle componenti infrastrutturali della persona : -spiritualità -corporeità -differenza sessuale -creaturalità -interpersonalità il criterio teologico per la comprensione di queste componenti deve rimanere chiaramente cristocentrico : la tesi della predestinazione in Cristo = privilegia la categoria biblica di imago Dei sfondo unitario- coerente: luomo intero è immagine di Cristo Imago Dei-Xsti

75 Luomo Imago Dei Luomo Imago Dei La predestinazione eterna si attua nella creazione delluomo coerentemente la libertà creata sarà conforme a tale progetto di Dio: libertà come capacità di star davanti a Dio quale partner dellalleanza: luomo è creato per Dio carattere essenziale è la apertura costitutiva e la disponibilità delluomo alla comunione con Dio: luomo è capax dei : la creaturalità umana è fondamentalmente apertura e relazione delluomo a Dio

76 Luomo è un tu di fronte a Dio : quando Dio crea luomo, non crea un oggetto in più, accanto ad altri oggetti, ma crea un tu e lo crea chiamandolo per nome, ponendolo davanti a sé, come un essere responsoriale, un essere cioè che può rispondere, un soggetto e partner del dialogo interpersonale ( I. Sanna ) La tradizione biblica e patristica ha qualificato questa apertura costitutiva delluomo definendolo imago Dei

77 Antico Testamento Luomo imago Dei: la libertà come relazione

78 Luomo è… immagine di… un altro immagine di… un altro = per definire o nominare luomo bisogna anche parlare di Dio si riconosce in questo la struttura dialogica della libertà : lo coglie sempre allinterno di un dialogo, il cui altro polo è prima di tutto Dio stesso luomo è in relazione a/con Dio, più precisamente si deve affermare che luomo stesso è relazione circolarità : immagine relazione

79 Per intendere correttamente e integralmente la relazionalità, bisogna rapportarla allimmagine e, per capire pienamente limmagine di Dio, occorre leggerla e considerarla alla luce della relazione I. Sanna ( I. Sanna )

80 Luomo è relazione: non «ha dei componenti». LAT indica (almeno) tre relazioni essenziali in cui si declina lesser creato ad immagine di Dio: la relazione con Dio = fondante e fondamentale la relazione con laltro da sé, indicata nella duplicità sessuale di uomo/donna, ma che si apre alla socialità umana la relazione col mondo visibile nella stessa corporeità delluomo e nel particolare rapporto con la natura (civilizzazione, lavoro, ecc.) Per lAT = la relazione è la dimensione originaria e costitutiva della persona libera.

81 Conferma in GS 12: La Scrittura insegna che luomo è stato creato a immagine di Dio, capace di conoscere e di amare il proprio Creatore, e che fu costituito da lui sopra tutte le creature terrene quale signore di esse, per governarle e servirsene a gloria di Dio (sal 8,5-7). Ma Dio non creò luomo lasciandolo solo, fin da principio uomo e donna li creò (Gen 1, 27) e la loro unione costituisce la prima forma di comunione di persone. Luomo, infatti, per la sua intima natura è un essere sociale, e senza i rapporti con gli altri non può vivere né esplicare le sue doti.

82 Il testo conciliare conferma che il significato dellimago Dei consiste: 1)anzitutto nel rimando alla relazione con Dio (capace di conoscere e amare il proprio Creatore) 2)cui immediatamente si collega sia la relazione nei confronti del mondo (costituito sopra tutte le creature) che nella sua relazione sociale (Gen1,27)

83 Nuovo Testamento La precisazione cristologica dellimago Immagine è Cristo

84 La libertà come relazione filiale in Gesù Cristo: La libertà creata è «fatta per la comunione»: Perché luomo è relazione? Perché luomo è comunione? In Gesù Cristo abbiamo la risposta fondante: poiché è creato ad immagine di un Dio che è Trinità, di un Dio che è relazione e comu- nione del Figlio rivolto verso il Padre. La teologia trinitaria conferma lantropologia teologica e dà definitivo fondamento alla visione relazionale delluomo

85 il Figlio Unigenito è Lui stesso limago Dei = ciò qualifica cristologicamente anche la forma della relazione delluomo con Dio : una relazione filiale Non relazione genericamente trinitaria: la somiglianza è al Figlio non al Padre – o allo Spirito è relazione filiale in rapporto al Padre di Gesù loriginaria definizione che luomo è relazione a Dio, in Gesù, si precisa = è relazione filiale in rapporto al Padre di Gesù

86 Conseguenze: libertà immagine relazione 1) la questione della dignità della persona lessere chiamato a vivere e ad agire come il tu di Dio è ciò che costituisce il fondamento ultimo della dignità delluomo «Il fatto che Dio ha creato luomo per se stesso, come fine e non come mezzo, fa di costui un valore assoluto, che non può essere posto in funzione di nessunaltra realtà, sia essa la produzione, la classe, lo Stato, la religione, la società. Luomo, come persona, è un valore assoluto, perché Dio lo considera in modo assoluto» ( I. Sanna )

87 2) la critica allantropologia individualistica critica ad una certa antropologia tipica della nostra cultura e non pienamente cristiana una visione «individualistica» dellantropo- logia è ancora astratta. Perché? Perché i rapporti sono originari : sono tali fin dallorigine. Anzi, lo originano. Non si dà prima un uomo autoconsistente e poi questi, autonomamente, quando è maturo, sceglie il legame con Dio e con gli altri. La solidarietà/fraternità è originaria e non sovrastrutturale. Il vincolo della perfezione è la carità (Col 3,14)

88 3) Si comprende lesperienza del peccato il diavolo è il dia-ballo = gettar via, allontanare, separare. Lopposto di Dio è il divisore, colui che separa. lesperienza del peccato è la divisione : interiore ed esterna. Con Dio, tra noi e in noi stessi : Rm 7 non faccio più quel che voglio, ma quel che non voglio Satana ci ha dispersi (Clemente Alessandrino) «Dove cè il peccato lì cè la moltitudine» (Origene).

89 È la logica di Gen 3: la frattura delle relazioni Adamo scappa da Dio : «ho sentito il tuo passo ed ho provato paura» (non è più linterlocutore franco) Le relazioni orizzontali alterate : Adamo ed Eva: è colpa sua; la nudità come imbarazzo/sospetto relazione Adamo e il mondo : ciò che già faceva per il suo ruolo di custode del giardino diviene ora doloroso; il giardino si sfigura (i rovi)

90 Poiché luomo è imago Dei la realtà paradossale del peccato non può distruggere limmagine che costituisce luomo. Il dramma sta nella possibilità – reale ed effettiva – delle sua deformazione : «Limmagine di Dio, nel suo nocciolo, non può essere distrutta o andare perduta a causa del peccato. Essa non è una qualità che potrebbe mancare senza pregiudizio dellintegrità essenziale delluomo, bensì è il centro determinante dellessere umano stesso. La somiglianza, però, può essere deformata negli uomini che si rifiutano di vivere come immagine di Dio e commettono il peccato» ( I. Sanna )

91 il peccato, pur non potendo distruggere totalmente né definitivamente luomo, è antiumano e disumanizzante : «il peccato è una diminuzione per luomo stesso, impedendogli di conseguire la propria pienezza» (GS 13)

92 Ripresa sintetica del tema dellimago Dei in questa citazione di L. Ladaria:

93 determina nel più profondo il suo essere modo concreto che ha luomo di essere creatura interlocutoreimmagine chiamata alla perfetta somiglianza «Luomo, sin dalla sua creazione, è chiamato alla comunione con Dio e, più specificamente, a rivestire limmagine di Gesù risorto. Tutto questo è ciò che determina nel più profondo il suo essere. Il carattere di immagine di Dio è il modo concreto che ha luomo di essere creatura, tutto egli, e non soltanto qualcuna delle sue parti o aspetti, partecipa a questa condizione. In questa nozione si racchiude tutto il mistero della vocazione umana : la capacità di relazione con Dio mediata da Cristo. Nel carattere di interlocutore di Dio, nella condizione di immagine chiamata alla perfetta somiglianza, e non solo nella nostra razionalità, consiste la peculiarità definitiva delluomo, ciò che determina teologicamente la sua specifica dignità» (L. Ladaria)

94 Le dimensioni antropologiche: anima e corpo? Dentro la visione unitaria delluomo quale imago Dei si può ricomprendere il senso del discorso tradizionale relativo ad Anima e Corpo non più pensati come componenti antropologici bensì come le condizioni antropologiche della immagine di Dio che è una libertà creata Quali sono queste condizioni antropologiche?

95 Tre passi: Unitotalità Corpo Anima

96 1) Unitotalità noi ci sperimentiamo come ununità, anche se con una pluralità di aspetti irriducibili tra di loro la considerazione di questi differenti aspetti è posteriore a quella dellunità del nostro essere es. malattie psicosomatiche / nel discerni- mento di una scelta lelemento energia fisica il nostro psichismo e la nostra corporalità sono uniti e si condizionano reciprocamente. Im- possibile pensarsi senza il corpo o in distanza ( es. malattie psicosomatiche / nel discerni- mento di una scelta lelemento energia fisica ) Lunitotalità : ossia, luomo è uno, in Anima e Corpo, corpore et anima unus (GS 14) è lesperienza originaria dellio

97 tutta la tradizione cristiana, quando ha preci- sato taluni aspetti sul versante del corpo (il corpo è buono ) e sul versante dell anima (lanima è creata e non divina ) o sul versante della loro unità (lanima è forma del corpo), lo ha fatto per riaffermare il carattere creato ed unitario delluomo. Ciò corrisponde allesperienza sintetica e profonda dellunità psicosomatica, di modo che nei gesti corporei trapela linteriorità dellio fino al punto da rendere singolare e ricono- scibile la persona. Quindi luomo ( imago ) è corpo ed è anima: è meglio esprimersi così rispetto alla dizione che luomo ha un corpo e ha unanima (es: il lutto – la malattia – il digiuno)

98 Entro una simile prospettiva originariamente unitaria: cosa dice il binomio Anima e Corpo ? rimane come linguaggio obsoleto o è capace nuovamente di parlare?

99 2) Corpo Logica biblica = il tema della corporeità indica la totalità delluomo intesa dal punto di vista spazio-temporale Il corpo non è una res che luomo possiede o meno, ma una sua dimensione originaria e costitutiva: non esiste una soggettività umana separata dal corpo questo non è né può essere per noi un oggetto come sono le cose esteriori

100 In evidenza alcune sue dimensioni essenziali : il corpo dice luomo nel suo essere nel mondo (lo delimita: sono un bresciano, non sono uno scozzese) nel suo essere nel tempo (lo storicizza: non sono un medievale, non ho mai vissuto una guerra; non ho più il corpo di 20 anni fa) nel suo essere simbolico ( lo individua: il vestire da prete, da soldato, da operaio; le posture, la gestualità…)

101 Il corpo è la finestra delluomo aperta sul mondo. Come corpo luomo è immerso pure nel tempo (storicità), che è insieme la possibilità e la necessità di scegliere : in lui il tempo viene assunto nella memoria non solo come un tempo lineare, ma come un tempo delluomo. Non è un caso che la memoria sia abitata da immagini che hanno sempre anche connotazione storico-corporea. Infine, il corpo dice la simbolicità delluomo, cioè la necessità di dirsi a se stesso e agli altri, attraverso lambivalenza del corpo. Il corpo è il simbolo reale che abita il mondo, nulla può essere detto dalluomo se non attraverso la struttura simbolico-corporea. Qui si dovranno collocare due altre dimensioni specifiche di questa simbolicità: la differenza sessuale e la finitudine delluomo ( F.G.Brambilla )

102 3) Anima (le due gemelle precise ma…?!) Il tema dellanima afferma la singolarità (le due gemelle precise ma…?!) e lautotrascendenza della persona: (es. linquietudine creativa – il progresso) pur immerso indisgiungibilmente al mondo, luomo si rivela anche superiore ad esso: anche nello stesso modo di stare in questo mondo luomo mostra la sua trascendenza ad esso (es. linquietudine creativa – il progresso) luomo esiste di fronte al mondo, cioè: in una diversità qualitativa che lo contrappone al mondo

103 Nellesercizio della sua capacità creativa, nella sua apertura al futuro, luomo va al di là dei processi ciechi della natura, creando in questa stessa nuove possibilità impensabili senza lintervento umano. Nel suo stesso essere nel tempo luomo configura se stesso nelluso della sua libertà, non è determinato necessariamente da ciò che precede, decide su se stesso o sul suo futuro ( es. le migrazioni – le tradizioni interrotte – le cesure storiche delle civiltà )

104 Cè nelluomo una dimensione non riducibile alla sua condizione mondana e materiale. Queste dimensioni, però, la mondana e la trascendente, sono presenti nelluomo in modo inseparabile ; tutte e due sono integranti e irrinunciabili del nostro essere. Semplicemente: col corpo luomo abita le dimensioni spazio-temporali ma poi le ritrascrive dal punto di vista del suo essere anima/spirito:

105 Con il suo essere nel mondo luomo si percepisce di fronte al mondo, così che non cè mai perfetta identità con il mondo: 1) la simbolicità dello spazio esempio stare nel Duomo Vecchio di Brescia: Per S. Angela Merici volle dire scoprire la sua vocazione Per Carlo e Elena: celebrare il loro matrimonio Per Gianluigi: rompersi un braccio…

106 Luomo si percepisce come essere temporale ma insieme ha unesperienza del tempo che non è solo il tempo cronologico, ma è il tempo vissuto: 2) la simbolicità del tempo Esempio l ? ….

107 La propria storia religiosa-spirituale ( tensione dallimmagine alla somiglianza ) accade nelle condizioni antropologiche della libertà creata : situata come spirito incarnato recupero in chiave moderna del significato insito nelle categorie tradizionali di Anima e Corpo (riconoscendone la permanente validità) queste dimensioni antropologiche della struttura umana sono le condizioni di attuazione della libertà creata. Ma queste, ultimamente, vanno ricondotte allidentità fondamentale delluomo nel suo essere imago Dei.

108 Conclusione: * La predestinazione eterna si attua nella storia partner * Dio ha posto in essere il suo partner: una libertà creata * La libertà creata è limmagine di Dio (di Cristo) * Limago Dei è una capacità/apertura di relazione: «La vera libertà non è lassenza di legami: è una forma di re-ligamento… Cè pertanto una forma di dipendenza che, lungi dallessere alienante, è liberatrice» (J.L. Ruiz de la Peña)

109 * Poiché luomo si realizza liberamente e pienamente solo nella relazione, la libertà si attua effettivamente nella forma della fede: di quel gesto responsabile con cui il soggetto esce da se stesso e si gioca affidandosi completamente ad un altro. Limago Dei-relazione si comprende alla luce di Cristo: «La fede in Gesù Cristo, cioè lassunzione del modo di esistere di Gesù, si propone come determinazione escatologica delluomo» (W. Kasper)

110 * Nella sua storia, il credente, alla luce di Gesù, riconosce lattuazione (la verità) della libertà nella relazione/comunione filiale con Dio e nella relazione fraterna con gli uomini. La nozione di libertà è identificata con quella di filiazione:

111 «Era da aspettarsi, pertanto, che il NT finisse collidentificare la libertà, la dipendenza da Dio e la filiazione adottiva. Paolo oppone sistematicamente schiavitù a filiazione, non a libertà: non avete ricevuto uno spirito da schiavi…; anzi, avete ricevuto uno spirito da figli adottivi (Rm 8,15); la liberazione da la servitù della corruzione consiste nel partecipare alla gloriosa libertà dei figli di Dio (Rm 8,21); quelli che vivevamo come schiavi siamo stati riscattati ricevendo la filiazione adottiva, di modo che non sei più schiavo, ma figlio (e non semplicemente libero) (Gal 4,3-7). La medesima equazione libertà = filiazione adottiva si sviluppa in Gv 8,32s: e la verità vi renderà liberi…

112 …Colui che commette peccato è schiavo. E lo schiavo non resta in casa per sempre, mentre il figlio resta per sempre. Se perciò il Figlio vi dà la libertà, sarete realmente liberi. La coerenza di questa comprensione cristiana della libertà è ovvia; la libertà ci è data per arrivare ad essere ciò che dobbiamo essere: immagine di Dio nel Figlio, il quale è immagine di Dio (Col 1,15). Pertanto non saremo mai così liberi come quando realizziamo la nostra completa identità di figli di Dio. La parabola del figliol prodigo (lc 15,11-24) illustra magnificamente questo punto di vista; il figlio non trova nella fuga emancipatoria la sua libertà, ma la schiavitù degli istinti, la paura e la nostalgia. Solo quando torna dal padre recupera una filiazione che è al tempo stesso liberazione» (J.L. Ruiz de la Peña)


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