CULTURA TECNICA: LA CHIAVE DEL MIO FUTURO Noi giovani vogliamo conoscere la cultura tecnica per dare il nostro contributo e rendere Bologna sempre più.

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Transcript della presentazione:

CULTURA TECNICA: LA CHIAVE DEL MIO FUTURO

Noi giovani vogliamo conoscere la cultura tecnica per dare il nostro contributo e rendere Bologna sempre più competitiva nel mondo

Le imprese hanno bisogno di giovani specializzati e motivati che portino avanti il loro lavoro. Unindustria chiama, Bologna risponde!

Sono un tecnico ma non mi sporco I tecnici usano soprattutto il cervello, svolgono un lavoro onesto e vengono riconosciuti in tutto il mondo per le loro capacità

15 novembre 2013 Museo del patrimonio industriale Passa il mouse sul triangolo per vedere il video poi torna alle slide

INDUSTRIAMOCIINDUSTRIAMOCI VISITA AL MUSEO DEL PATRIMONIO INDUSTRIALE … COSTRUIAMO IL NOSTRO FUTURO Foto di Arianna Zanarini

BOLOGNA Bologna ha un passato tecnologico che ha ospitato grandi scienziati, inventori e tecnici come Galvani,Valeriani, Aldini, Marconi.  Aldini eseguì un esperimento pubblico su un cadavere, utilizzando una grande pila, che lo fece muovere. Spaventò gli spettatori, tanto che Mary Shelly, una scrittrice dell’epoca, si ispirò a questo esperimento per scrivere il suo romanzo, «Frankenstein».  Galvani scoprì che applicando uno stimolo elettrico, su un muscolo quest’ultimo si contraeva. Lo sperimentò dissezionando una rana.  Marconi ha inventato il telegrafo, una macchina collegata ai fili elettrici che permette di comunicare con persone a lunga distanza.  Valeriani è vicino ad Aldini per gli studi sull’organizzazione di forme di istruzione tecnica moderna.

Il giorno 15 novembre 2013 ci siamo recati al Museo del Patrimonio Industriale dove abbiamo iniziato il percorso “INDUSTRIAMOCI”.

Questo è uno dei primi tele-grammofono ideato da Aldini.

Al museo del Patrimonio industriale abbiamo visto un prototipo di una macchina a vapore. Dentro la fornace abbiamo potuto osservare altri prototipi di alcuni esperimenti.

Questo strumento serviva per realizzare disegni tecnici di alta precisione.

Questo è il modellino di una macchina alimentata dal vapore.

SALA MACCHINE PER BAMBINI In questa sala c’erano alcune macchinine giocattolo della «Giordani» per bambini, che servivano a farli divertire e a imitare i genitori.

MACCHINE DA LAVORO Nella sala ci sono vari tipi di macchine. Per esempio: la macchina per fare i tortellini, la macchina per impacchettare le caramelle, la macchina per fare i sigari … queste macchine venivano comprate dalle fabbriche, per facilitare il lavoro degli operai.

Questo tipo di macchina produce tortellini automaticamente e veniva usata nelle industrie alimentari di Bologna.

Questa macchina invece produce idrolitina, una sostanza che rende l' acqua gassata.

IL TELAIO Nel museo abbiamo anche visto un telaio meccanico, dove lavoravano sia adulti che bambini. Era molto alto e lavorava molto velocemente.

Mulino da seta riprodotto in scala 1:2.

 INCONTRO CON GLI ESPERTI DI INDUSTRIAMOCI Il dottor Tosatto di Unindustria ci ha descritto le attività che avremmo svolto con questo progetto e di ciò che avremmo fatto al museo del Patrimonio industriale e all’istituto tecnico «Belluzzi».

20 febbraio 2014 I.M.A. Passa il mouse sul triangolo per vedere il video poi torna alle slide

Industria I.M.A. In data 20 Febbraio, insieme alla prof.ssa Trippa e al prof. Fantoni, ci siamo recati con il pullman a Ozzano dell’Emilia, per assistere alla presentazione dell’Azienda I.M.A. Alle ore otto e venti, siamo partiti con il pullman da Piazza di Porta Saragozza. Dopo circa un’ora siamo arrivati all’azienda, dove ci hanno accolto due amministratrici, che ci hanno fatto accomodare in una sala per le conferenze. Una delle due amministratrici ha introdotto la visita raccontandoci come nacque, come si è sviluppata l’ azienda e come si suddividono i vari settori lavorativi oggi. Con questa esperienza abbiamo avuto l’opportunità di osservare da vicino alcune macchine produttive in funzione.

I.M.A. Industria Macchine Automatiche, nacque ad Ozzano dell’Emilia per la produzione di macchine per le bustine da tè. Negli anni ’70 = progetta la PRIMA MACCHINA BLISTERATRICE. Negli anni ’80 = si sviluppa nel MONDO DEL FARMACEUTICO. Nel 2012 = I.M.A. Industries s.r.l. produce macchine per LE BUSTINE DA TE’, caffè, cialde, B.F.B. Nel 2012 = I.M.A. s.p.a. si occupa di acquisti, qualità, pagamenti, ricerca e sviluppo e si divide in I.M.A. Farmaceutica e I.M.A. Food. I.M.A. Farmaceutica si divide a sua volta in: I.M.A. Life, che produce macchine automatiche per riempimento polveri e per farmaci liquidi; I.M.A. Active si occupa della lavorazione delle polveri, compresse e del rivestimento di pillole specifiche; I.M.A. Safe si occupa della produzione del pakaging e delle macchine blisteratrici. Nel 2014 = STRUTTURA I.M.A. produzione di macchine su richiesta.

Poi ci ha spiegato il progetto dell’azienda I.M.A: La PARTE STANDARD dell’azienda si occupa di test/verifiche e della vendita dei prodotti, di smontare e montare le macchine in blocchi e delle spedizioni. ECCO I PRINCIPALI RUOLI DEI DIPENDENTI DELL’AZIENDA E COSA OCCORRE PER OCCUPARSI DEI VARI SETTORI (POSSIBILITA’ DI LAVORO): Per occuparsi delle vendite occorre: Viaggiare. Sapere le lingue e parlarle fluidamente. Per occuparsi della logistica occorre: Avere una laura in Ingegneria Gestionale. Per occuparsi del settore meccanico occorre: Avere una laurea in Ingegneria Meccanica. Per occuparsi dell’amministrazione occorre: Avere una laurea in Economia. Avere un diploma in ragioneria. Per occuparsi del montaggio delle macchine occorre: Avere una laurea in ingegneria.

Per diventare assistente alle vendite occorre: Avere una buona padronanza delle lingue. Sapersi relazionare bene con i clienti. Per diventare progettista o pensatore occorre: Avere una laurea in ingegneria meccanica. Sapere le lingue. Per diventare montatore meccanico occorre: Avere la laurea in ingegneria meccanica. Conoscere le lingue. Avere la possibilità di viaggiare. Per diventare montatore elettrico occorre: Avere una laurea in informatica tecnologica. Conoscere le lingue. Avere la possibilità di viaggiare.

In seguito, la ragazza ci ha fatto uscire dalla sala, ci ha portati nella parte dell’azienda dove si montano e si fanno test sulle macchine e ci ha divisi in due gruppi. Siamo andate a visitare alcune macchine blisteratrici e abbiamo potuto osservare la velocità delle macchine e dei loro rapidi movimenti… Appena conclusa la visita, per finire tutto in bellezza, prof. Fantoni ci ha fatto delle foto, siamo andati a prendere le giacche e subito dopo, alle dodici e mezza, siamo ritornati a scuola per concludere le lezioni.

Parlare delle varie possibilità di lavoro. PERCHE’ non avevamo mai ascoltato nessuno parlare del mondo del lavoro di oggi, tenendo conto della crisi e dei sacrifici che dovremmo fare da grandi. Parlare del nostro futuro e della scelta del liceo. PERCHE’ ormai è ora di riflettere per capire meglio cosa fare nella vita, parlare delle nostre scelte e delle nostre ambizioni… Ascoltare i consigli delle amministratrici dell’azienda. PERCHE’ ci hanno invogliato ad alzare la mano, a dire che scuola superiore ci piacerebbe fare e ad ascoltare i loro suggerimenti. Osservare le macchine. PERCHE’ ci è piaciuto esaminare con attenzione i mille movimenti che faceva in poco tempo e quando il montatore ci ha detto che confezionava circa 500 scatoline di farmaci in pochi minuti ci siamo sorpresi !!! DI QUESTA USCITA CI E’ PIACIUTO PARTICOLARMENTE

15 aprile 2014 ITIS Belluzzi Passa il mouse sul triangolo per vedere il video poi torna alle slide

ITIS Belluzzi-Fioravanti Il giorno 15 Aprile dalle ore 8:30 alle 13:00 la classe 2B, insieme alla professoressa Trippa e alla professoressa La Rocca, si è recata con il pullman privato all’ ITIS Belluzzi-Fioravanti, per partecipare alle lezioni formative con i docenti di quell'istituto, che ci hanno dedicato una parte del loro tempo per illustrarci alcune materie che svolgono i loro allievi.

Appena arrivati nel complesso centrale della scuola, un insegnante ci ha accolti e ci ha portati in un altro edificio vicino per poi farci accomodare in una piccola aula, dove ci ha mostrato una stampante 3D in miniatura. Questa stampate è in grado di costruire dei modelli di oggetti matematici di grandi o piccole dimensioni.

Foto di Joshua Apigo

Subito dopo ci hanno portati a fare un giro tra le diverse tipologie di macchine robotiche che usano gli alunni per studiarne i meccanismi Foto di Joshua Apigo

Dopo la traversata siamo passati in una sala dove c'erano computer e prototipi di macchine fra cui un cancello, un ascensore e una serie di lampadine. Ci hanno mostrato come funzionano e qual è il loro meccanismo. Foto di Ana Maria Ochisor

Dopo la visita ci siamo seduti sulle sedie dove c'erano i computer e ci hanno fatto vedere un programma che crea una rete elettrica che funziona a barra spaziatrice. Foto di Joshua Apigo

Proseguendo il percorso siamo entrati in un’ aula dove ci hanno spiegato come fanno a costruire oggetti divertenti, ma utili, usando fili elettronici e contenuti di microcomputer. In seguito ci siamo recati in un altro laboratorio ad indirizzo elettronico ed elettrotecnico, dove alcuni professori ci hanno spiegato di cosa si tratta, mostrandoci piccoli oggetti e giocattoli realizzati dagli alunni.

Prima di lasciare l'aula ci hanno fatto costruire un volantino luminoso usando semplicemente due fili di alluminio che abbiamo inseriti in quattro fori. Foto di Joshua Apigo

Successivamente i docenti ci hanno fatto visitare e vedere una stanza isolata acusticamente. Ci hanno spiegato che questa stanza è forse l'unica presente in tutta Italia e che un essere umano non può restarci dentro più di 45 minuti, perché altrimenti inizia a sentire le pulsazioni cardiache e lo scorrimento del sangue a cui non è abituato.

Foto di Ana Maria Ochisor

Più tardi ci siamo recati in un'altra aula, dove una professoressa ci ha fatto accomodare su delle sedie e ha iniziato a parlarci dell'indirizzo informatico, facendoci vedere il sito e i registri degli alunni online.

Foto di Joshua Apigo

Mentre la professoressa ci accompagnava al laboratorio di chimica, ci ha portati a vedere un’ invenzione che alcuni ragazzi della scuola hanno costruito: una bicicletta, costruita in modo strano, perché non si poteva spostare. Serve per fare gare online senza essere presenti, cioè si può partecipare da casa. Questa invenzione ha vinto il premio europeo a Roma.

Foto di Joshua Apigo

E per finire ci siamo recati nel laboratorio di chimica, dove la professoressa e alcuni alunni ci hanno fatto fare un esperimento: si trattava di prendere l'estratto di cavolo rosso per analizzare l'acidità di un prodotto; infatti l'estratto del cavolo rosso è un indicatore. In seguito abbiamo salutato tutti i docenti e ci siamo recati all'uscita della scuola, dove ci aspettava il pullman che doveva riportarci a scuola.

Foto di Joshua Apigo

COMMENTO: Questa esperienza ci è piaciuta molto e l' abbiamo trovata interessante e istruttiva. I professori sono stati simpatici e coinvolgenti nello spiegarci le materie in cui sono specializzati. Il loro entusiasmo e la loro competenza sono stati contagiosi!!! Gli alunni erano interessati alle lezioni dei docenti e attenti ad imparare cose nuove, fondamentali per proseguire il loro percorso.

Le caratteristiche che attraggono tanti studenti nella scuola sono: Le classi rinnovate e tecnologiche, dotate di computer e lavagne interattive multimediali. I laboratori che si trovano all'interno della scuola, per esempio quelli di chimica, di robotica, di meccanica... Le gare a cui partecipano i ragazzi con le loro magnifiche invenzioni. I macchinari usate dagli studenti per imparare in modo pratico tutte le specializzazioni e per costruire i pezzi per le loro invenzioni.

Eleonora Piegaia intervista suo fratello, studente della classe 3C dell’ITIS Belluzzi PERCHE’ HAI SCELTO QUESTO ISTITUTO? Io ho scelto l’Istituto Belluzzi perché mi piacciono molto le materie scientifiche. In più ero consapevole del fatto che uscito da questa scuola, essendo un istituto tecnico, avrei avuto ottime opportunità di lavoro. PERCHE’ HAI SCELTO LA CHIMICA? Beh, fin da quando ero piccolo ho sempre nutrito un particolare interesse per questa materia perché mi è sempre piaciuto fare esperimenti e crescendo ero sempre più certo di fare la scelta giusta. CHE SUGGERIMENTO DAI AI COMPAGNI CHE PARTECIPANO AL PROGETTO ‘’INDUSTRIAMOCI’’? Ragazzi, il consiglio che vi posso dare è quello di fare tesoro delle informazioni che avete ottenuto durante le visite guidate presso le aziende le scuole. Tenete conto che facendo questo tipo di istituto tecnico avete la possibilità di unire il lavoro in laboratorio con quello teorico. Preparandovi così ad un futuro.

Ringraziamenti a Unindustria Bologna, Museo del Patrimonio Industriale, I.M.A., ITIS Belluzzi Passa il mouse sul triangolo per vedere il video poi torna alle slide

IL CONCETTO DI IDEA “ Se puoi sognarlo, puoi farlo” Walt Disney Riflessioni finali in classe Passa il mouse per la colonna sonora finale poi torna alle slide

Cos' è un'idea? L' idea si può dividere in: Intuizione, ragionamento, visione. Un sogno che prende forma. Un frutto del pensiero al quale si può dare un nome e un posto nel mondo. L'idea dal greco ( ἰ δέα, dal tema di ἰ δε ῖ ν, vedere) è un pensiero o ragionamento che, si può trasformare in qualcosa di reale o materiale. Un’ idea è una elaborazione del cervello per trasformare i propri pensieri in progetti realizzabili.

L' idea in un' industria Dietro ad ogni oggetto quotidiano semplice o articolato, c'è sempre un' idea e un' innovazione. Sin dalla Rivoluzione Industriale l’ idea è il fattore più importante nelle realtà produttive. Senza una buona idea e un buon progetto il prodotto finale avrà sempre dei difetti. Per avere un prodotto ideato bene ci vuole: Un ragionamento Inventiva Precisa applicazione tecnica

Al museo del Patrimonio industriale ci sono molti progetti realizzati grazie ad un'idea originale che è stata prodotta grazie alla tecnologia. Per innovare occorre un'idea e una consapevole capacità della sua realizzazione e del suo utilizzo. F oto di Arianna Zanarini

Idee di ieri In passato grandi geni come Leonardo Da Vinci e Galileo Galilei hanno avuto idee rivoluzionarie, ma che non sempre hanno potuto realizzarsi a causa della mentalità rigida dei tempi e per le scarse possibilità tecnologiche.

Idee di oggi Oggi, grazie all'eccezionale sviluppo tecnologico-industriale, le idee dei giovani sono accolte e spesso realizzate senza difficoltà. La società in cui viviamo ha un gran bisogno di giovani pronti a reagire alla crisi economica del paese con idee innovative.

A cura della classe 2B della scuola Guinizelli-Carracci di Bologna Margherita Alecci Christopher Joshua Apigo Gian Marco Bellia Francesca Bo Antonio Borsari Gabriele Borsari Chiara Cristofolini Flavia Erario Arianna Faccioli Emilia Galli Ilaria Ironico Margherita Manoni Leonardo Maran Greta Masu Chiara Morisi Ana Maria Ochisor Gaia Papini Eleonora Piegaia Kimberly Richards Demetra Rossi Ludovica Maria Scuderi Moussa Seye Jagmeet Singh Diego Taglioli Antonia Tondi Arianna Zanarini Gli insegnanti: Piero Giorgio Fantoni Elisabetta La Rocca Alessandra Trippa