A.A. 2013/2014 D OCENTE : R OSY C UPO F ILOLOGIA DELLA L ETTERATURA ITALIANA MODERNA.

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A.A. 2013/2014 D OCENTE : R OSY C UPO F ILOLOGIA DELLA L ETTERATURA ITALIANA MODERNA

Giacomo Leopardi

Lo Zibaldone Il 14 giugno 1837 moriva Giacomo Leopardi Manoscritti in eredità ad Antonio Ranieri, che li tenne sotto sequestro per mezzo secolo, Alla morte di Ranieri i manoscritti dello Zibaldone figuravano nel lascito alla Regia Biblioteca di Napoli, con l’usufrutto a due sue domestiche

Materiali superstiti Il manoscritto, conservato alla Biblioteca Nazionale di Napoli, di 4526 facciate, raccolte in 6 volumi rilegati in pergamena. Le pagine dell'autografo, originariamente non rilegate insieme, non hanno tutte la stessa dimensione, e sono formato da fogli piegati in due a formare ciascuno quattro pagine, e tutti numerati per mano dell'autore. Integrità del materiale

Pagine vergate su recto e verso scritte in una grafia fitta, minuta e corsiva nelle prime 61 pagine, via via regolarizzandosi Le varianti, di diversa natura e tipologia, possono essere distinte in:  Varianti immediate  Varianti di rilettura  Varianti tardive

Gli argomenti trattati sono i più vari: «pensieri, appunti e ricordi, osservazioni, note, conversazioni e discussioni [...] su l'animo suo, la sua vita, le circostanze; a proposito delle sue letture e cognizioni; di filosofia, di letteratura, di lirica; su l'uomo, su le nazioni, su l'universo» Giosuè Carducci, presidente della Commissione per l'esame dei manoscritti leopardiani, introduzione alla prima edizione dello Zibaldone.

Datazione Per le varianti tardive è necessario stabilire la datazione Per la prima stesura soccorrono le date apposte, ad esclusione delle prime 100 pagine, dall'autore stesso Incrocio dei dati espliciti con altri documenti, quali ad esempio l'Epistolario, gli Elenchi di letture e Appunti e ricordi

Indici Il poeta cominciò a compilare a partire dal 1826 (o secondo altri studiosi, dal 1823) un indice dell'opera. In vista della pubblicazione di un Dizionario filosofico, rilesse l'opera tra l'11 luglio del 1827 e il 14 ottobre del L'indice del 1827 è mirabile per i criteri con cui fu eseguito: Alfabetico Sintetico Flessibile nei criteri Estremamente intelligente A volte poco preciso nei rinvii e nella segnalazione delle pagine

Prime edizioni Le Monnier, Decifrazione di un materiale così ponderoso Errori di trascrizione Interpunzione sommaria Sistemazione non rigorosa delle aggiunte Edizione di Francesco Flora, Milano, Mondadori, 1937 Molto più accurata della precedente Non scientifica, perché non si occupa di seriare cronologicamente le varianti

Edizione critica e annotata a cura di Giuseppe Pacella, Milano, Grazanti, 1991 trascrizione più minuziosa dell'autografo controllo delle fonti Include «tutte le particolarità significative per il pensiero e per lo stile» Riguardo i frequentissimi lapsus: «Non ho notato quelli che mi sono parsi insignificanti e di nessuna utilità per il lettore e il filologo, che avrebbero appesantito enormemente l'apparato privandolo dell'essenziale carattere "critico" e trasformandolo in uno strumento ingombrante: notarli indiscriminatamente non significa altro che annegare le varianti davvero interessanti nel mare magnum delle varianti inutili».

Edizione critica e annotata a cura di Giuseppe Pacella, Milano, Grazanti, 1991 “Lezioni incipienti“: parole, espressioni o frasi lasciate a metà, sono state lasciate da parte quelle «assimilabili a lapsus, sulla base di una valutazione il più possibile meditata e accurata di ogni singolo caso». Le aggiunte non sempre sono facilmente inseribili nel tessuto del discorso, in quanto Leopardi le ha scritte senza curarsi di adattarle al contesto Per quanto riguarda la punteggiatura, assai diversa dalla nostra, bisogna notare che «nell'ambito di queste consuetudini Leopardi, come ogni grande artista della parola, sa trovare un metodo, un gusto e un ritmo personalissimi; bisogna quindi evitare di appiattire le caratteristiche dell'interpunzione leopardiana su quelle che ci sono note e familiari».

I Pensieri di Giacomo Leopardi Nel ’27 il Leopardi metteva mano alla stesura dell'indice dello Zibaldone in previsione della pubblicazione del Dizionario filosofico. Nel 37 Leopardi scrive al De Sinner sollecitando un libraio francese disposto a pubblicare le sue opere, «senza alcun compenso pecuniario». Il De Sinner rispondeva affermativamente, e prendeva così corpo l'idea di una edizione francese, la quale avrebbe contato:  Canti  Operette morali  Un volume di «Pensée inédites» tratti dallo Zibaldone  Traduzioni

I Pensieri, raccoglievano in un insieme organico, i brani schedati nell'Indice sotto le voci: «Machiavellismo di società», «Galateo morale», «Doveri morali». Il travaglio elaborativo è attestato dall'autografo conservato alla Biblioteca Nazionale di Napoli.

Descrizione del manoscritto Centododici piccoli foglietti di carta, sciolti, di formato e tipo diversi, 84 fogli e 28 bifogli, n. n. tranne i primi 4 All'esame esterno appare evidente che la qualità della carta appartiene a tre differenti tipi: [a] carta di colore azzurro [s] carta di colore azzurro scuro [b] carta bianca ma di diverse qualità e consistenza

Incrocio dei dati dell'osservazione esteriore con l'analisi del ductus: i fogli di carta [a] scrittura più calligrafica e ariosa, con margini ampi, e occupano la parte centrale dell'opera; ognuno di essi reca un solo pensiero, la cui lunghezza coincide perfettamente con l'estensione materiale del supporto intenso lavorio di revisione ricostruttivo e radicale i fogli di tipo [s] (sparso all'interno), e ([b] collocato all'inizio e alla fine) sono caratterizzati invece da un ductus corsivo, rapido e minuto. Questi elementi lasciano pensare ad una copia in pulito, presumibilmente la prima fase allestita per lo Starita, il fallimento del cui progetto avrebbe consentito all'autore di ritornare sui propri passi e di riprendere l'elaborazione

Secondo strato di varianti, rappresentato da una capillare revisione condotta sull'intero tracciato, di ordine formale, tesa a: Ricerca di un sinonimo più rigoroso e concreto fatti lavorare alla catena> fatti lavorare in catene all'occorrenza, con fingere di non curarli > al bisogno! con dimostrare fintamente di non curarli Interventi su sintagmi o porzioni più estese, miranti a dare una costruzione più adeguata sul piano espressivo e metodologico I più giovani di lui non erano ancora parte, per dir così, del mondo > i più giovani di lui, ancora poco più che fanciulli, e rade volte suoi compagni, non erano parte, per dir così, del mondo

Introduzione di una variatio pregnante sul piano semantico (attenuazione o accrescimento) differisce grandemente dal più [gran] > maggior > più comune numero > differisce grandemente dall'universale di quelli cui corrispondono sincronicamente, le correzioni: i vizi e i mali comuni > i vizi e i mali universali è proprietà dell'universale >è proprietà del maggior numero

Argomenti a favore Argomenti a sfavore Sembrerebbe che la lezione attestata sia quella definitiva, data la puntigliosa revisione formale Tuttavia la mancanza di numerazione definitiva (interrotta alla pagina 4) e il fatto che non sia stata ricopiata in bella copia autorizza a pensare che si tratti ancora di opera in fieri Compiutezza dell'opera