Osservare l’esperienza e documentare il cambiamento Alberto Parola Progetto Cortili – Savigliano – 16 gennaio 2005.

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Osservare l’esperienza e documentare il cambiamento Alberto Parola Progetto Cortili – Savigliano – 16 gennaio 2005

Per una scuola “autonoma e autodiretta” Il progetto Cortili sarebbe gradito a Frabboni, il quale desidererebbe una scuola che promuove uno “stile relazionale ricco di cifre socio-affettive in un clima comunitario denso di valori civili, etici e morali”.

Che alunno vogliamo? Un alunno serio, concentrato, impegnato a dilatare i propri bisogni di conoscenza e a esplorare mondi immaginari, che sceglie i propri itinerari di conoscenza e creatività, sa osservare il mondo che lo circonda, sa scrutare orizzonti lontani, respira a pieni polmoni il mito e la favola ma che sa anche pensare e congetturare con la propria testa grazie alla libertà della ragione e all’azzardo della fantasia.

Obiettivi del lavoro (Lanfranco) Stimolare il benessere e la relazione in rapporto ad uno spazio Acquisire abiti mentali che possano diventare regole di vita Acquisire atteggiamenti consapevoli circa la responsabilità individuale nella salvaguardia dell’ambiente Sentirsi protagonisti ed ideatori del cambiamento

Il cambiamento, i vissuti e le competenze Conoscenze Abilità Meta-qualità Mentre le prime due sono più facilmente osservabili, la terza risulta spesso “in ombra” e talvolta rilevabile pienamente solo a distanza di un arco temporale indefinito.

Che cosa si intende per meta-qualità? Le meta-qualità sono costituite dalle capacità di sviluppo e mutamento degli elementi di comprensione, di applicazione, di analisi, di sintesi e di valutazione, dalle capacità di cambiamento di atteggiamenti nella percezione del sé che apprende, della propria efficacia, della consapevolezza delle proprie conoscenze, capacità e limiti.

Quali metodi qualitativi? I metodi narrativi Le osservazioni etologiche Le riflessioni parlate Gli strumenti proiettivi

Trasferibilità del metodo L’osservazione di esperienze passate, adattate ai bisogni specifici del contesto, consente anche la trasferibilità del metodo a nuovi contesti e quindi alla creazione di nuove “reti di progetti”. Inoltre un progetto risulta tanto più significativo quanto in grado di attivare e stimolate il cosiddetto “esagono urbano”. Le scuole e gli insegnanti devono essere messi nelle condizioni di produrre conoscenza scientifica in collaborazione con le Università.

Per una provocatoria formazione “ecologica” Gli spazi “vitali” possono essere utilizzati in modo funzionale alla formazione anche degli adulti. Così come la formazione aziendale ha “bisogno” della letteratura, alla formazione dei minori, e anche dei giovani adulti, potrebbe occorrere una forte “connaturalità” tra acquisizione delle conoscenze e luoghi “ecologici” di apprendimento.